|
oppure |
|
ricerca avanzata + preferiti |
|||
Il villaggio di cartone |
|
||||||||||||
|
Un film di Ermanno Olmi.
Con Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Alessandro Haber, Massimo De Francovich, El Hadji Ibrahima Faye.
continua»
Drammatico,
durata 87 min.
- Italia 2011.
- 01 Distribution
uscita venerdì 7 ottobre 2011.
MYMONETRO
Il villaggio di cartone
valutazione media:
3,63
su
27
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
|
|||||||||||||
|
|||||||||||||
|
|
|||||||||||||
|
|||||||||||||
|
Il villaggio di cartone è un film di Ermanno Olmi sul tema dell'immigrazione clandestina.
![]() Intenso e appassionato, una riflessione sull'apparente inutilità della Chiesa |
|||||||||||||
|
Giancarlo Zappoli
|
|||||||||||||
|
Una chiesa. Un parroco. Un'impresa di traslochi. La chiesa non serve più e viene svuotata di tutti gli arredi sacri, ivi compreso il grande crocifisso sopra l'altare. Restano solo le panche in uno spazio vuoto. Il vecchio prete sembra non sapersi rassegnare a questa sorte mentre il sacrestano ne prende atto. Ma, di lì a poco, un folto gruppo di clandestini in cerca di rifugio entra nella chiesa e, con panche e cartoni, vi installa un piccolo villaggio. Il sacerdote vede la sua chiesa riprendere vita ma dall'esterno gli uomini della Legge si fanno minacciosi. |
|
|||||
|
Film di critica sociale..me è un polpettone
venerdì 21 ottobre 2011
di Martino76
Su forte opposizione del suo sacerdote una chiesa viene smantellata dalle Autorità. Subito dopo però viene occupata da dei clandestini che cercano un posto dove nascondersi a causa della loro condizione di illegalità sul territorio italiano. Tutto il film, alla cui base vi sono dialoghi ridondanti e retorici, è girato all’interno di una chiesa in un contesto quasi apocalittico con continui effetti sonori di elicotteri e sirene di auto della polizia. Il messaggio del film è diretto alle Istituzioni continua » |
Un film semplice con un grande messaggio
sabato 22 ottobre 2011
di Riccardo76
A pochi mesi di distanza dall’ Habemus Papam di Moretti, torna nelle nostre (troppo poche) sale un film che porta a riflettere sulla condizione attuale della Chiesa e sul vuoto di fede e di valori nella società attuale. Il Villaggio di Cartone di Ermanno Olmi offre infatti un’immagine ancora più eloquente della finestra di San Pietro vuota con le tende al vento: cosa può esprimere meglio di una chiesa svuotata di tutto, persino del crocifisso, il profondo vuoto spirituale continua » |
|
Un presepe di cartone
domenica 16 ottobre 2011
di lucia g.binetti
Sono tante le anime del "villaggio di cartone", quello dei migranti clandestini che si rifugiano in una chiesa. C'è la ragazza, arrabbiata e decisa, che vuole farsi saltare in aria con le bombe sulla pancia, perché è la pancia troppo piena degli "altri” a renderla povera e disperata. Ma poi il film si risolve in una teoria di statue di carne che si sostituiscono pian piano alle statue di coccio o di cartapesta che vengono tolte dalla chiesa oramai sconsacrata. La Pietà della donna china sul suo continua » |
Ordinaria quotidianita'. ***
giovedì 20 ottobre 2011
di giacomogabrielli
Dopo Terraferma, il tema dell'immigrazione clandestina torna in questo piacevole film del maestro Olmi. Il regista de Il Mestiere Delle Armi, e più recentemente di documentari dal grande spessore, ci racconta una storia triste, ben confezionata ed interpretata. Classica la regia, che dona purezza e realismo alle immagini, caratterizzate da ottime coreografie dei movimenti. La fotografia è ben fatta, anche se a tratti troppo teatrale. Gli interpreti sono sicuramente il punto forte continua » |
|
| "Ho fatto il prete perchè volevo fare del bene. Ma il bene si può fare anche senza avere fede. Il bene è più della fede!" | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
| Il vecchio prete (Michael Lonsdale) | |
| "Quando la carità è un rischio, quello è il momento della carità!" | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
| "Basta una parola per cambiare il mondo!" | |
|
vota questa frase:
0
1
2
3
4
5
|
|
|
Altre frasi celebri del film Il villaggio di cartone
oppure Aggiungi una frase
|
|
INTERVISTE | Il regista cremonese presenta al 'Frontiere' di Bari Il villaggio di cartone.Profeta del cambiamento
venerdì 30 settembre 2011 - Paolo Calcagno
|
INTERVISTE | Presentato fuori concorso a Venezia Il villaggio di cartone.Il maestro provoca e incanta il lido
martedì 6 settembre 2011 - Ilaria Ravarino
|
|
La fede di cartone
di Alessandra Levantesi La Stampa
Di Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi molto si è parlato, si parla e si parlerà. È noto, dunque, che si svolge nella cornice di una chiesa dismessa, dove in una notte di tempesta un vecchio parroco ospita un gruppo di emigranti africani in transito verso la Francia, opponendosi fieramente alle forze dell’ordine che obbediscono a leggi inique. Tuttavia, anche se sull’accoglienza esprime una posizione ferma e intransitiva, sarebbe un errore pensare che il film sia motivato dall’intento di intervenire nel dibattito attuale sulla clandestinità (termine aborrito dal cineasta); o che abbia una qualche valenza realistica. » |
Da Olmi un film-parabola su migranti e solidarietà
di Valerio Caprara Il Mattino
Il venerabile Olmi merita ogni rispetto. Ed è fuori discussione trattare con benevolenza «Il villaggio di cartone» o, peggio, appellarsi alla sua nobiltà d’intenti. Perché la parabola della chiesa dismessa e in qualche modo ri-consacrata dagli immigrati sa di approssimativo, enfatico, predicatorio e vetero-simbolistico. C’è forte discordanza, in effetti, tra l’oracolare riproposizione dei ricorrenti j’accuse anticattolici in nome del ritorno «all’essenza evangelica» (espressi dai dialoghi tra Magris e Ravasi) e la fiction paratelevisiva dei clandestini (feriti, partorienti, prostitute, terroristi) in fuga dalle italiche persecuzioni poliziesche che ridanno senso al luogo di Dio sostituendo non tanto e non solo icone, addobbi e crocifissi, quanto un’autentica spiritualità di fede con un impasto di buonismo anarcoide e la facile mistica della solidarietà e dell’accoglienza. » |
|
La chiesa di Olmi rifugio dei «diversi»
di Alberto Crespi L'Unità
Venezia 2011, dove Il villaggio di cartone è passato fuori concorso, ha espresso una tendenza: il grande tema del cinema italiano contemporaneo è l’immigrazione, il confronto con il «diverso», la possibilità – ancora remota, ma già parlarne è positivo – di costruire anche da noi una società multiculturale e multietnica. C’è una grande differenza, rispetto al modo con cui affrontano tale argomento le cinematografie d’Inghilterra, di Francia, di Germania: l’accento è spesso marcato sul tema della legalità, perché l’Italia – e l’italiano medio – deve prima di tutto chiedersi, con la mente e con il cuore, se i migranti hanno o no il diritto di giungere sul nostro suolo. » |
Fuori e dentro le chiese lo sguardo di Olmi invita a guardare la pietà
di Roberto Nepoti La Repubblica
Una chiesa viene dismessa, si imballano gli arredi, si stacca il grande crocefisso sospeso. Disertato dai fedeli, il tempio non serve più. Ma è veramente cosi? Un gruppo d'immigrati clandestini, senza un luogo dove andare e inseguiti dalla polizia, giunge a occupare la chiesa sconsacrata, trasformandola in un villaggio fatto di legno e cartone. Senza bisogno di oggetti "sacri" il luogo sarà ri-sacralizzato, restituendo al vecchio parroco una fede ormai in bilico. Innanzitutto è una questione di sguardi. » |
|
| Recensioni & Opinionisti | Articoli & News | Multimedia | Shop & Showtime |
|
Pubblico (per gradimento)
1° | martino76 2° | lucia g.binetti 3° | riccardo76 4° | binda 5° | max ferrarini 6° | gabriella 7° | abela 8° | giacomogabrielli |
Link esterni
|