Il villaggio di cartone

Un film di Ermanno Olmi. Con Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Alessandro Haber, Massimo De Francovich, El Hadji Ibrahima Faye.
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Drammatico, durata 87 min. - Italia 2011. - 01 Distribution uscita venerdì 7 ottobre 2011. MYMONETRO Il villaggio di cartone * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 27 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,63/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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 pubblico * * * 1/2 -
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Il villaggio di cartone è un film di Ermanno Olmi sul tema dell'immigrazione clandestina.
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primo piano
Intenso e appassionato, una riflessione sull'apparente inutilità della Chiesa
Giancarlo Zappoli     * * * * -

Una chiesa. Un parroco. Un'impresa di traslochi. La chiesa non serve più e viene svuotata di tutti gli arredi sacri, ivi compreso il grande crocifisso sopra l'altare. Restano solo le panche in uno spazio vuoto. Il vecchio prete sembra non sapersi rassegnare a questa sorte mentre il sacrestano ne prende atto. Ma, di lì a poco, un folto gruppo di clandestini in cerca di rifugio entra nella chiesa e, con panche e cartoni, vi installa un piccolo villaggio. Il sacerdote vede la sua chiesa riprendere vita ma dall'esterno gli uomini della Legge si fanno minacciosi.
Ermanno Olmi aveva dichiarato, nel momento dell'uscita di Centochiodi, che da quel momento si sarebbe dedicato esclusivamente al documentario. Qualcuno o qualcosa (forse questi nostri tempi cupi) lo ha fortunatamente convinto dal desistere dal proposito per poterci donare questa riflessione che ricorda, per intensità e passione politica (nel senso più alto e carico di valore del termine), l'Eliot di “Assassinio nella cattedrale”. Olmi porta sullo schermo l'apparente inutilità della Chiesa. Il suo svuotamento è visto come ineluttabile dal sacrestano pronto a tradire. Ma è proprio da questa spoliazione che il senso di ecclesia può tornare ad acquisire il significato delle origini. A offrirglielo saranno quelli che vengono considerati gli invasori e che agli occhi del mondo stanno occupando un luogo che fu sacro ed ora non può più offrire asilo. Saranno però loro a ridare un valore al fonte battesimale pronto a raccogliere la pioggia che scende dal tetto e, soprattutto, a consentire al vecchio parroco di trovare un senso al Mistero. Quel Mistero sul quale si è trovato a dubitare non ora, nel momento del depauperamento, ma quando la sua chiesa era affollata. Quel Mistero che fa sì che Dio si manifesti attraverso gli occhi di uomini e donne i cui sguardi, quando si incrociano, possono mutarne i destini.
L'uomo di Chiesa senza più una chiesa diviene più forte, più capace di interrogarsi fino a riuscire a comprendere che il Bene è più grande della Fede. È in nome di questo Bene che può opporsi alla stupidità degli uomini di legge, pronti ad obbedire a qualsiasi assurdità, ricordando loro che verrà il giorno in cui saranno giudicati per quanto fanno a questi ultimi privi di difesa. Una difesa che non può venire da un terrorismo che mette sterilmente Dio contro Dio ma solo da una pietas che muti nel profondo il corso di una Storia che, in caso contrario, provvederà autonomamente. Il cinema ha bisogno di autori come Olmi che sappiano mostrarci uno specchio in cui riflettere dubbi e certezze per scalfire pregiudizi e non smettere di interrogarci. Bentornato Maestro!

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Incassi Il villaggio di cartone
Primo Weekend Italia: € 134.000
Incasso Totale* Italia: € 397.000
Ultima rilevazione:
Box Office di lunedì 20 febbraio 2012
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Film di critica sociale..me è un polpettone

venerdì 21 ottobre 2011 di Martino76

Su forte opposizione del suo sacerdote una chiesa viene smantellata dalle Autorità. Subito dopo però viene occupata da dei clandestini che cercano un posto dove nascondersi a causa della loro condizione di illegalità sul territorio italiano. Tutto il film, alla cui base vi sono dialoghi ridondanti e retorici, è girato all’interno di una chiesa in un contesto quasi apocalittico con continui effetti sonori di elicotteri e sirene di auto della polizia. Il messaggio del film è diretto alle Istituzioni continua »

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Un film semplice con un grande messaggio

sabato 22 ottobre 2011 di Riccardo76

A pochi mesi di distanza dall’ Habemus Papam di Moretti, torna nelle nostre (troppo poche) sale un film che porta a riflettere sulla condizione attuale della Chiesa e sul vuoto di fede e di valori nella società attuale. Il Villaggio di Cartone di Ermanno Olmi offre infatti un’immagine ancora più eloquente della finestra di San Pietro vuota con le tende al vento: cosa può esprimere meglio di una chiesa svuotata di tutto, persino del crocifisso, il profondo vuoto spirituale continua »

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Un presepe di cartone

domenica 16 ottobre 2011 di lucia g.binetti

Sono tante le anime del "villaggio di cartone", quello dei migranti clandestini che si rifugiano in una chiesa. C'è la ragazza, arrabbiata e decisa, che vuole farsi saltare in aria con le bombe sulla pancia, perché è la pancia troppo piena degli "altri” a renderla povera e disperata. Ma poi il film si risolve in una teoria di statue di carne che si sostituiscono pian piano alle statue di coccio o di cartapesta che vengono tolte dalla chiesa oramai sconsacrata. La Pietà della donna china sul suo continua »

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Ordinaria quotidianita'. ***

giovedì 20 ottobre 2011 di giacomogabrielli

Dopo Terraferma, il tema dell'immigrazione clandestina torna in questo piacevole film del maestro Olmi. Il regista de Il Mestiere Delle Armi, e più recentemente di documentari dal grande spessore, ci racconta una storia triste, ben confezionata ed interpretata. Classica la regia, che dona purezza e realismo alle immagini, caratterizzate da ottime coreografie dei movimenti. La fotografia è ben fatta, anche se a tratti troppo teatrale. Gli interpreti sono sicuramente il punto forte continua »

"Ho fatto il prete perchè volevo fare del bene. Ma il bene si può fare anche senza avere fede. Il bene è più della fede!"
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Il vecchio prete (Michael Lonsdale)
"Quando la carità è un rischio, quello è il momento della carità!"
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"Basta una parola per cambiare il mondo!"
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INTERVISTE | Il regista cremonese presenta al 'Frontiere' di Bari Il villaggio di cartone.

Profeta del cambiamento

venerdì 30 settembre 2011 - Paolo Calcagno

Ermanno Olmi, profeta del cambiamento Si emoziona e si commuove il maestro Ermanno Olmi quando, a sorpresa, il sindaco di Bari Michele Emiliano, sul palco del Teatro Petruzzelli, gli porge le chiavi della città. Il nuovo Festival “Frontiere” non poteva scegliere “testimonial” migliore dell’ottantenne regista cremonese (Palma d’oro a Cannes, nel ’78, con L'albero degli zoccoli; e Leone d’oro a Venezia, nell ’88, con La leggenda del santo bevitore), autore di autentici capolavori (da Il posto a Il mestiere delle armi), acuto e generoso nel tracciare poeticamente con i suoi film i confini della dignità dell'uomo, del valore universale della solidarietà, profeta delle tradizioni tradite e del futuro svenduto nelle moderne società occidentali.

   

INTERVISTE | Presentato fuori concorso a Venezia Il villaggio di cartone.

Il maestro provoca e incanta il lido

martedì 6 settembre 2011 - Ilaria Ravarino

Ermanno Olmi, il maestro provoca e incanta il lido In conferenza stampa Ermanno Olmi parla, e dice quello che Crialese, Patierno e praticamente ogni italiano transitato in questi giorni al Lido ha provato a raccontare con molta meno efficacia: provoca la platea, gestisce con straordinaria sicurezza le reazioni, incanta con la forza del suo lucido, poetico, chiarissimo pensiero. Presentato oggi «fuori concorso – specifica il moderatore della conferenza stampa - d’accordo con il Maestro», il suo Il Villaggio di cartone ha riportato ancora una volta l’attenzione sul tema dell’accoglienza e del respingimento, dell’immigrazione, della carità umana.

La fede di cartone

di Alessandra Levantesi La Stampa

Di Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi molto si è parlato, si parla e si parlerà. È noto, dunque, che si svolge nella cornice di una chiesa dismessa, dove in una notte di tempesta un vecchio parroco ospita un gruppo di emigranti africani in transito verso la Francia, opponendosi fieramente alle forze dell’ordine che obbediscono a leggi inique. Tuttavia, anche se sull’accoglienza esprime una posizione ferma e intransitiva, sarebbe un errore pensare che il film sia motivato dall’intento di intervenire nel dibattito attuale sulla clandestinità (termine aborrito dal cineasta); o che abbia una qualche valenza realistica. »

Da Olmi un film-parabola su migranti e solidarietà

di Valerio Caprara Il Mattino

Il venerabile Olmi merita ogni rispetto. Ed è fuori discussione trattare con benevolenza «Il villaggio di cartone» o, peggio, appellarsi alla sua nobiltà d’intenti. Perché la parabola della chiesa dismessa e in qualche modo ri-consacrata dagli immigrati sa di approssimativo, enfatico, predicatorio e vetero-simbolistico. C’è forte discordanza, in effetti, tra l’oracolare riproposizione dei ricorrenti j’accuse anticattolici in nome del ritorno «all’essenza evangelica» (espressi dai dialoghi tra Magris e Ravasi) e la fiction paratelevisiva dei clandestini (feriti, partorienti, prostitute, terroristi) in fuga dalle italiche persecuzioni poliziesche che ridanno senso al luogo di Dio sostituendo non tanto e non solo icone, addobbi e crocifissi, quanto un’autentica spiritualità di fede con un impasto di buonismo anarcoide e la facile mistica della solidarietà e dell’accoglienza. »

La chiesa di Olmi rifugio dei «diversi»

di Alberto Crespi L'Unità

Venezia 2011, dove Il villaggio di cartone è passato fuori concorso, ha espresso una tendenza: il grande tema del cinema italiano contemporaneo è l’immigrazione, il confronto con il «diverso», la possibilità – ancora remota, ma già parlarne è positivo – di costruire anche da noi una società multiculturale e multietnica. C’è una grande differenza, rispetto al modo con cui affrontano tale argomento le cinematografie d’Inghilterra, di Francia, di Germania: l’accento è spesso marcato sul tema della legalità, perché l’Italia – e l’italiano medio – deve prima di tutto chiedersi, con la mente e con il cuore, se i migranti hanno o no il diritto di giungere sul nostro suolo. »

Fuori e dentro le chiese lo sguardo di Olmi invita a guardare la pietà

di Roberto Nepoti La Repubblica

Una chiesa viene dismessa, si imballano gli arredi, si stacca il grande crocefisso sospeso. Disertato dai fedeli, il tempio non serve più. Ma è veramente cosi? Un gruppo d'immigrati clandestini, senza un luogo dove andare e inseguiti dalla polizia, giunge a occupare la chiesa sconsacrata, trasformandola in un villaggio fatto di legno e cartone. Senza bisogno di oggetti "sacri" il luogo sarà ri-sacralizzato, restituendo al vecchio parroco una fede ormai in bilico. Innanzitutto è una questione di sguardi. »

Il villaggio di cartone | Indice

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