È possibile comprare la propria morte?

Barco presenta a Roma Kill Me Please.

 
Aurélien Recoing interpreta il Dottor Kruger nel film <em>Kill Me Please</em>.
Aurélien Recoing interpreta il Dottor Kruger nel film Kill Me Please.
mercoledì 12 gennaio 2011 di Luca Marra

Uccidimi, ti prego!”. È la traduzione letterale di Kill Me Please che ha mantenuto il titolo originale anche per l'uscita nelle sale italiane del 14 gennaio. L'ultimo film di Olias Barco ha colpito e affondato il festival di Roma 2010, vincendo il Marco Aurelio d'Oro. Presentato ieri nella Capitale alla presenza del cast e dei moderatori Piera Detassis e Fabio Ferzetti, in una serata dedicata a Lietta Tornabuoni, storica critica cinematografica de La Stampa scomparsa ieri, il film franco-belga di Barco è una commedia dark, grottesca e un po' splatter sulle vicende dei pazienti di una clinica che fornisce il suicidio medicalmente assistito.

Il tema del suicidio
“È possibile comprare la propria morte?” spiega Barco che continua: “Me lo sono chiesto prima di girare, l'idea viene dalla clinica 'Dignitas', una struttura per il suicidio assistito che esiste in Svizzera. È qualcosa di disturbante, perché penso che il suicidio sia un atto solitario, ma ho letto di suicidi di massa in Giappone, mi ha affascinato. 'Dignitas' era anche il titolo iniziale del film, ma l'avvocato Minelli, proprietario della clinica, ha minacciato di bloccare la pellicola se l'avessimo chiamata come la sua struttura”.

Un film precursore
Nella commedia nera di Barco sono citate statistiche sul costo sociale del suicidio e la mancanza della produttività che chi si uccide per propria mano genera. “Tutto vero” dichiara Stéphane Malandrin, uno degli sceneggiatori: “Non è stato difficile scrivere quel monologo, seguiva lo spirito di Minelli, infatti lui dovrebbe essere contento di questo film. Comunque la sua è un'attività folle! Come si fa a controllare la pulsione di morte? La società attuale vuole risparmiare su tutto, anche sui decessi. Kill Me Please è un precursore, tra vent'anni avremo tante cliniche 'Dignitas' sparse nel mondo”. Malandrin non esita poi a rielencare quelle cifre statistiche alla folta platea del cinema Eden: “Un suicida costa 850,000 dollari e sempre secondo l'OMS i francesi sono i più depressi al mondo, i maggiori consumatori di psicofarmaci. Era difficile fare un film vivo sul tema, ma ci siamo riusciti”.
Viva nella simpatia - anche se nel film è una cantante iperdepressa - è Zazie de Paris, folta chioma rossa, un improbabile quanto delizioso tentativo di parlare italiano e un passato da coach sul set di Bastardi Senza Gloria. “Questo film” spiega Zazie de Paris “È in bianco e nero, un film d'arte, ma è popolare un po' come quelli del mio amato Fellini. La cosa più interessante è che nonostante si paghi per morire l'istinto di vita è comunque più forte”.

Punk ma senza musica
Oltre a essere ironico e splatter, nel caleidoscopio di generi Barco ha inserito anche una tecnica di ripresa documentaristica, senza nessuna musica. Il regista dichiara che il film è stato definito da un critico belga un apripista del cinema punk: “Strano che un film senza musica sia definito punk, ma punk è stata anche la giuria di Roma che mi ha premiato e pure uno dei miei produttori Vincent Tavier, che crede sempre in un cinema libero, radicale ed estremo come Kill Me Please. Io mi ispiro a registi radicali italiani, uno su tutti Marco Ferreri: La grande abbuffata è un film di Nouvelle Vague all'italiana. Pellicole che non si vedono più”.

Progetti futuri
L'Italia e Roma piacciono tanto al regista franco-ispanico che infatti sta cercando nella Capitale “Una donna, una case e un cane”, ma soprattutto il suo prossimo film sarà romano. “Si chiamerà Roma Victor” dice Barco “Sarà una pellicola non ad alto budget perché vorrei mantenere l'estremismo e la libertà che ho avuto sempre. Mi piacerebbe lavorare con Asia Argento e Sergio Castellitto”. E il tema del film? “Sesso e politica!” esclama Barco con sorriso beffardo.

In foto:
Aurélien Recoing (54 anni) 5 Maggio 1958, Parigi (Francia) - Toro
Interpreta Il Dottor Kruger nel film di Olias Barco Kill Me Please. Al cinema da venerdì 14 gennaio 2011.
Aurélien Recoing
Kill Me Please Una sfilata di personaggi disparati nella villetta del suicidio medicalmente assistito
Kill Me Please

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(mymonetro: 2,73)
Il dottor Kruger gestisce una clinica che offre assistenza e qualche goccia di veleno a chi ha deciso di farla finita con questa vita. Il giuramento di Ippocrate lo obbliga a cercare di far desistere qualsiasi paziente dalla scelta estrema ma, se la volontà è forte e sicura, il primario, sostenuto da un contributo governativo, non può far altro che assecondarla, ultimo desiderio compreso. Eppure non è così facile spegnere l'umano interruttore quando la campanella della natura o del destino non è ancora suonata.
La fotogallery del film Kill Me Please Galleria Fotografica:
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Le immagini del film di Olias Barco, vincitore dell'ultimo Festival del Film di Roma.
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