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Videocracy - Basta apparire
Un film di Erik Gandini.
Titolo originale Videocracy.
Documentario,
Ratings: Kids+13,
durata 85 min.
- Svezia 2009.
- Fandango
uscita venerdì 4 settembre 2009.
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![]() Un documentario sul potere mediatico di Berlusconi. (Quasi) nulla di nuovo per chi vive in Italia
Giancarlo Zappoli
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Un documentario che, a partire dalla trasmissione di uno strip casalingo di una delle prime televisioni private, affronta il tema del potere della televisione in Italia grazie a materiale di repertorio, a interviste esclusive a Lele Mora e a Fabrizio Corona e alla storia di un giovanotto fortemente intenzionato a diventare il Van Damme cantante della televisione. |
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Amaro
martedì 8 settembre 2009
di Clavius
Certo in questo film non si scopre niente di nuovo, ma resta una fotografia imbarazzante del nostro paese. Deformata fin che si vuole, cerca comunque di sondare una delle cause che hanno trascinato l'Italia nel desolante vuoto culturale nel quale è immersa da almeno un ventennio. A tratti impietoso il documentario mette alla berlina comportamenti tra il ridicolo e l'orrido che contraddistinguono una fetta consistente degli italiani impegnati ad apparire, vogliosi di emergere senza competenze nè continua » |
Qualcosa di interessante
domenica 6 settembre 2009
di cheshirek4t
Seppure a tratti può sembrare caotico e dispersivo, il documentario non manca di momenti particolarmente intensi. La sensazione, inizialmente, è quella di sapere già di cosa si parla, ed è dunque con poco stupore e con una certa sufficienza che ho visto la prima decina di minuti. La materia è tuttavia trattata in maniera particolare, e pian pianino si finisce per domandarsi se il saper già basti. Forse il documentario non fa altro che ripeterci cose che molti italiani già sanno, ma il tono e lo continua » |
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Capolavoro di incompetenza
domenica 4 ottobre 2009
di timelord
Preso dalla foga di un'ennesima crociata antiberlusconiana e dall'intima soddisfazione di diffamare l'Italia, Gandini mette insieme un teorema assai discutibile senza nemmeno sapere una virgola della storia della televisione italiana: si limita a sostenere che arrivato Berlusconi la Tv è diventata commerciale e ha invogliato gli italiani a diventare dei volgari esibizionisti. Ma la storia della TV italiana parte da molto più lontano, compresa quella della TV commerciale, e sostenere certe tesi mettendo continua » |
Videocracy. non basta apparire. bisogna spiegare.
mercoledì 9 settembre 2009
di Aspirantefilmmaker
Basta apparire. Il sottotitolo dice tutto. La cosa più importante è farsi vedere, mostrarsi davanti ad una telecamera, anche solo per un quarto d'ora e fare un mix tra Ricky Martin e il karate. Ma parliamoci chiaro: Videocracy non vuole svelare uno scandalo, Videocracy vuole semplicemente illustare una realtà nota da tempo da un punto di vista "esterno" (il regista è un bergamasco esule in Svezia), e cercare di capire come un esperimento televisivo registrato in un bar in cui le casalinghe si spogliavano continua » |
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INTERVISTE | La realtà televisiva italiana che spaventa il regista Erik Gandini.Un documentario creativo non politico
giovedì 3 settembre 2009 - Marlen Vazzoler
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VIDEO | Una produzione svedese che verrà presentata in anteprima mondiale al Lido.Il trailer per il documentario presentato a venezia
giovedì 30 luglio 2009 - Marlen Vazzoler
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di Roberto Silvestri Il Manifesto
A proposito di mostri molto più famelici e agguerriti. Sull'horror più pauroso dell'anno, Videocracy, abbiamo già scritto molto. Ma il doc «obliquo» di Erik Gandini (esule in Svezia) è tutto il contrario di quello che potreste immaginare. Non racconta la storia di Berlusconi da Tele Lombardia a Papi, magari spiegandoci come divorò la Mondadori. Ma la trasformazione del nostro paese in repubblica fondata sul profitto «tutto e subito», e con ogni mezzo necessario. E sui sogni, le tattiche e le strategie lecite e illecite che tutti credono di poter usare (ma che solo il sesto uomo più ricco del mondo può) ipnotizzando l'operaio/a sfigato/a di provincia, per «apparire» in tv e dunque esistere e dunque aspirare alla fama, alle donne (o agli uomini) al seggio in parlamento (anche europeo). » |
«Videocracy», gli italiani vittime della tv
di Giacomo Vallati Avvenire
Da qualche tempo al cinema va di moda un genere che, stilla scia di forti contrapposizioni politiche, dà voce alla cosiddetta «militanza ideologica». E il documentario. O meglio: il documentario "a tesi"; costruito cioè a tavolino, per dimostrare — sotto la parvenza di una dimostrazione oggettiva — una tesi in realtà precostituita. Contraddicendo, insomma, il genere stesso, che al contrario dovrebbe "documentare' un fenomeno in modo imparziale. Erik Gandini lo chiama «documentario creativo»: e difatti il suo Videocracy - Basta apparire (presentato da questo regista italo-svedese ieri a Venezia, per la Settimana Internazionale della Critica) nel tentativo di dimostrare che «Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto, caratterizzato dall'unione fra politica e intrattenimento televisivo», è alla prova dei fatti molto poco «documentario». » |
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Videocracy, censurato ma superficiale
di Paola Casella Europa
Difficile immaginare che cosa uno spettatore scandinavo capirà dell'Italia contemporanea vedendo Videocracy, il documentario dell'italo-svedese Erik Gandini che viene presentato oggi alla Mostra del cinema di Venezia, sotto gli auspici congiunti della Settimana della critica e delle Giornate degli autori, dopo il fiume di polemiche perché il suo trailer non è stato mandato in onda né dalla tv di stato, in quanto portatore di «un messaggio politico di critica al governo», né da Mediaset. Difficile perché Videocracy sceglie una narrazione sommaria e per molti versi superficiale della cultura dell'apparenza e dell'apparire che ha caratterizzato l'Italia berlusconiana, quella nata (o raccontata?) con le tv private e gli spogliarelli di Colpo grosso e culminata, secondo il documentario, con il sultanato di Lele Mora e la dannazione mediatica di Fabrizio Corona, raccontati come mostri contemporanei direttamente collegabili al sistema di disvalori promossi dal premier quando era ancora "solo" un imprenditore televisivo. » |
L'Italia della tv commerciale
di Luciana Vecchioli L'altro
Rai e Mediaset lo hanno censurato decidendo di non trasmettere il trailer, che invece su Internet è assai cliccato. I giornali non gli hanno riservato una grande accoglienza. Quasi quasi vale la pena andarlo a vedere questo documentario sulla tv commerciale creata da Silvio Berlusconi. “In una videocrazia la chiave del potere è l’immagine" dice l’autore italo-svedese. E proprio attraverso le immagini dei vari programmi e dei suoi testimonial si racconta l'Italia degli ultimi rent’anni. Nel 1977 a Tele Torino international, Pino Maffi conduce, riscuotendo grande successo, “Spogliamoci insieme”, primo sexy quiz televisivo. » |
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