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Il concerto |
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Un film di Radu Mihaileanu.
Con Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, Mélanie Laurent, François Berléand, Miou-Miou.
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Titolo originale Le concert.
Commedia,
durata 120 min.
- Francia, Italia, Romania, Belgio 2009.
- Bim
uscita venerdì 5 febbraio 2010.
MYMONETRO
Il concerto
valutazione media:
3,43
su
123
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Andreï Filipov è un direttore d'orchestra deposto dalla politica di Brežnev e derubato della musica e della bacchetta.
![]() Un concerto per raccontare la Storia e accordare passato e presente |
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Marzia Gandolfi
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Andreï Filipov è un direttore d'orchestra deposto dalla politica di Brežnev e derubato della musica e della bacchetta. Rifiutatosi di licenziare la sua orchestra, composta principalmente da musicisti ebrei, è costretto da trent'anni a spolverare e a lucidare la scrivania del nuovo e ottuso direttore del Bolshoi. Un fax indirizzato alla direzione del teatro è destinato a cambiare il corso della sua esistenza. Il Théâtre du Châtelet ha invitato l'orchestra del Bolshoi a suonare a Parigi. Impossessatosi illecitamente dell'invito concepisce il suo riscatto di artista, riunendo i componenti della sua vecchia orchestra e conducendoli sul palcoscenico francese sotto mentite spoglie. Scordati e ammaccati dal tempo e dalla rinuncia coatta alla musica, i musicisti accoglieranno la chiamata agli strumenti, stringendosi intorno al loro direttore e al primo violino. La loro vita e il loro concerto riprenderà da dove il regime li aveva interrotti, accordando finalmente presente e passato.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 1 1 |
Golden Globes 0 1 |
European Film Awards 0 1 |
David di Donatello 1 1 |
Cesar 1 6 |
Il concerto
sabato 30 gennaio 2010
di nicoj
"Il concerto" commedia grottesca, a tratti esilarante, ma un poco macchinosa che, in alcuni momenti, scade come se sentisse la necessità forzata di far ridere. Gli ebrei potrebbero essere gli stessi di "Train de vie", siamo 60 anni dopo, ma stavolta si fugge dalla Russia in direzione Parigi, la capitale della libertà ed... uguaglianza. La musica è la parte centrale del film, una musica liberatoria che unisce le diversità; ebrei, zingari, immigrati clandestini, di nuovo tutti sullo stesso treno. Un continua » |
Il capolavoro di radu
domenica 14 febbraio 2010
di ASTERIONE
Ripercorrendo uno spunto che ricorda quello di “Thank You Mrs Thatcher” (dove un gruppo di minatori trova il proprio riscatto in un concorso per bande musicali di paese), questo film bellissimo, un po’ Kusturica e un po’ Ken Loach, dall’intreccio narrativo semplice e avvincente, fa molto di più che portare alla luce un dramma mai sufficientemente divulgato (la deportazione degli ebrei nei gulag siberiani e la pulizia etnica del regime sovietico): è, infatti, continua » |
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Il concerto della vita
domenica 14 febbraio 2010
di lordrest
Il concerto di questo film non è un concerto a caso. E' un concerto per la libertà e per la verità, e si pone ad un unico obiettivo, che tra l'altro è più che giusto: Cambiare la vita dei protagonisti e di tutti i personaggi. I protagonisti sono due: Andreï Filipov, magistralmente interpretato da Aleksei Guskov e Anne-Marie Jacquet, interpretata da Mèlanie Laurent, già nota per il ruolo di Sosanna nel "Bastardi continua » |
La rivoluzione è nella musica
domenica 7 febbraio 2010
di laulilla
La caduta rovinosa della Russia sovietica lascia molte macerie e molte ferite: dalle pacchianate kistch dei nuovi ricchi mafiosi, ai sogni infranti di chi ci aveva creduto, alle vite spezzate di chi si era opposto. Alle nequizie del regime non è subentrata un'organizzazione più giusta della società, anzi, per molti la situazione si è cristallizzata: i ruoli sono rimasti quelli di allora perché non è facile risalire in una società di furbi e violenti, e anche perché spesso non si è disposti a lottare continua » |
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| Gavrilov | |
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Il violinista gitano a Gavrilov: Mia nonna diceva sempre, il sorge la mattina non sorge la sera Gavrilov: Ma beveva troppo? |
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| Andrei Filipov all' ex dirigente comunista | |
| Pensaci,cos'è un concerto? Tante persone che si uniscono per un unico obiettivo, trovare l'armonia, questa è la musica, è la musica il vero comunismo! | |
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| Sacha e Andrei | |
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- Sacha: Vuoi farti passare per l'orchestra del Bolshoi? - Andrei: Andremo al loro posto! Il tatro Le Chatelet! Il sogno! - Andrei: Solo tre giorni, niente percussioni, nessun contrabbasso. - Sacha: Li faccio con la bocca! |
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Altre frasi celebri del film Il concerto
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DVD | Il concertoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 16 giugno 2010
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SOUNDTRACK | Il concertoLa colonna sonora del film
Disponibile on line da venerdì 12 febbraio 2010
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NEWS | Il regista di Train de vie torna a parlare di grandi impostori in cerca di fuga e di libertà.Fuga d'orchestra
lunedì 19 ottobre 2009 - Edoardo Becattini
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VIDEO | Quando la musica si impone al regime.Cinque clip in anteprima
venerdì 22 gennaio 2010 - Lisa Meacci
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Il concerto delle beffe
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Metà farsa e metà pathos, Il concerto di Radu Mihaileanu è un esempio di cinema capace di rispecchiare sentimentalmente il mondo contemporaneo nel suo passato e nel suo presente. I musicisti russi ebrei e gitani che arrivano a Parigi per dare un concerto stanno compiendo una vendetta: trent'anni prima a Mosca erano stati esclusi dall'orchestra del Bolshoi per intervento di Leonid Breznev, che detestata e temeva l'intelligenza critica degli ebrei; il famoso direttore d'orchestra che difendeva i suoi musicisti, ridotto alla funzione di uomo delle pulizie del teatro, approfitta dell'invito parigino giunto per fax per rimettere insieme il gruppo dei reietti e sostituirlo al gruppo ufficiale del Bolshoi. » |
Prova d'orchestra con suspense e ironia
di Valerio Caprara Il Mattino
Il tratto forte del cinema di Radu Mihaileanu («Train de vie», «Vai e vivrai») addirittura s'esalta nella nuova commedia destinata a far parte del ristretto bouquet dei film migliori della stagione. «Il concerto», in effetti, rappresenta un omaggio al potere emotivo e lirico della musica (in particolare di quella classica, mai altrettanto congrua nei gangli di una messinscena), ma nel contempo sfronda molti equivoci della storia europea, si diverte a mischiare toni alti e bassi, incrementa la sana follia dei personaggi, s'imprigiona nella suspense e si libera nella tragedia, costruisce senza stress un castello di autocoscienze per poi demolirlo con un semplice soffio del fato a cui è inutile contrapporsi. » |
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Il colpo dell'orchestra
di Alberto Crespi L'Unità
Radu Mihaileanu è un signore colto e simpaticissimo, e un bravo regista. Come molti ebrei ha un umorismo sottile e beffardo, ulteriormente temperato dalla lunga frequentazione con Marco Ferreri, del quale fu assistente. Dai tempi di Train de vie, Mihaileanu lavora su un tema ancestrale che ben conosce: il «mimetismo» degli ebrei, la necessità di fingersi qualcosa di diverso da sé (il padre di Mihaileanu si chiamava Buchmann: cambiò cognome per non passare troppi guai nella Romania prima filo-nazista, poi comunista). » |
Partitura per violino, lacrime e orchestra
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Un direttore d'orchestra del Bolshoi silurato ai tempi di Breznev per aver osato difendere i suoi musicisti ebrei e ridotto a fare l'inserviente. Un fax del prestigioso Théâtre du Châtelet intercettato per caso. Un sogno impossibile - riunire gli orchestrali di un tempo e andare a suonare a Parigi spacciandosi per il vero Bolshoi - che contro ogni logica si realizza. In un percorso pieno di sorprese che porta il nuovo film di Radu Mihaileanu, l'autore rumeno di film molto belli e personali come Train de vie e Vai e vivrai, verso un crescendo finale così travolgente da aver fatto del Concerto uno dei fenomeni dell'anno in Francia e ora speriamo anche in Italia. » |
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