Il concerto

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Un film di Radu Mihaileanu. Con Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, Mélanie Laurent, François Berléand, Miou-Miou.
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Titolo originale Le concert. Commedia, durata 120 min. - Francia, Italia, Romania, Belgio 2009. - Bim Distribuzione uscita venerdì 5 febbraio 2010. MYMONETRO Il concerto * * * - - valutazione media: 3,44 su 128 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,44/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
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Andreï Filipov è un direttore d'orchestra deposto dalla politica di Brežnev e derubato della musica e della bacchetta.
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Un concerto per raccontare la Storia e accordare passato e presente
Marzia Gandolfi     * * * - -

Andreï Filipov è un direttore d'orchestra deposto dalla politica di Brežnev e derubato della musica e della bacchetta. Rifiutatosi di licenziare la sua orchestra, composta principalmente da musicisti ebrei, è costretto da trent'anni a spolverare e a lucidare la scrivania del nuovo e ottuso direttore del Bolshoi. Un fax indirizzato alla direzione del teatro è destinato a cambiare il corso della sua esistenza. Il Théâtre du Châtelet ha invitato l'orchestra del Bolshoi a suonare a Parigi. Impossessatosi illecitamente dell'invito concepisce il suo riscatto di artista, riunendo i componenti della sua vecchia orchestra e conducendoli sul palcoscenico francese sotto mentite spoglie. Scordati e ammaccati dal tempo e dalla rinuncia coatta alla musica, i musicisti accoglieranno la chiamata agli strumenti, stringendosi intorno al loro direttore e al primo violino. La loro vita e il loro concerto riprenderà da dove il regime li aveva interrotti, accordando finalmente presente e passato.
Con Train de vie Radu Mihaileanu "addolcì" la Shoa, circondandola di un'aura pienamente fantastica e organizzando una finta "autodeportazione" per evitare quella reale dei nazisti. Il suo treno carico di ebrei fintamente deportati ed ebrei fintamente nazisti riusciva a varcare come in una favola il confine con la Russia. Ed è esattamente nella terra che prometteva uguaglianza, salvezza e integrazione, che "ritroviamo" gli ebrei di Mihaileanu, musicisti usurpati del palcoscenico e della musica a causa della loro ebraicità.
È un film importante Il concerto perché racconta una storia ancora oggi sconosciuta, la condizione esistenziale degli ebrei che vissero per quarant'anni nel totalitarismo. Andreï Filipov e i suoi orchestrali sono idealmente prossimi agli artisti che durante il regime di Brežnev si macchiarono dell'onta infamante del dissenso e furono cacciati dal paese o dai luoghi dove esercitavano la loro arte con l'accusa di aver commesso atti antisovietici. Costretti a vivere (e a morire) nei campi di lavoro della dittatura brezneviana o additati di fronte al mondo e al loro Paese come parassiti sociali, i protagonisti del film riposero gli strumenti per trent'anni e ripiegarono su esistenze dimesse e mestieri svariati: facchini, commessi, uomini delle pulizie, conducenti di autoambulanza, doppiatori di hard movie. Il regista rumeno li sorprende in quella vita (ri)arrangiata e offre loro l'occasione del riscatto artistico e della reintegrazione nel loro ruolo.
Come Gorbaciov, Mihaileanu restituisce alla Russia un patrimonio umano e intellettuale, concretato nel Concerto per Violino e Orchestra di Tchaikovsky, diretto da Filipov nell'epilogo e metafora evidente della relazione tra il singolo e la collettività. Positivo del negativo Wilhelm Furtwängler, celebre direttore della Filarmonica di Berlino convocato di fronte al Comitato Americano per la Denazificazione, l'Andreï Filipov di Alexeï Guskov è un fool, un'anima gentile dotata come lo Shlomo di Train de vie di un talento per l'arte della narrazione e della finzione, che conferma la predilezione del regista per l'impostura a fin di bene e contro la grandezza del Male.
Ancora una volta è la musica ad accordare gli uomini. In un'amichevole gara musicale tra due etnie perseguitate (ebrei e gitani) o nella forma del Concerto per Violino e Orchestra, due sezioni che formano un'irrinunciabile unità emozionale.

Premi e nomination Il concerto MYmovies
Il concerto recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Il concerto
Primo Weekend Italia: € 453.000
Incasso Totale* Italia: € 3.843.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 6 maggio 2012
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Premi e nomination Il concerto

premi
nomination
Nastri d'Argento
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1
Golden Globes
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1
European Film Awards
0
1
David di Donatello
1
1
Cesar
1
6
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Il concerto

sabato 30 gennaio 2010 di nicoj

"Il concerto" commedia grottesca, a tratti esilarante, ma un poco macchinosa che, in alcuni momenti, scade come se sentisse la necessità forzata di far ridere. Gli ebrei potrebbero essere gli stessi di "Train de vie", siamo 60 anni dopo, ma stavolta si fugge dalla Russia in direzione Parigi, la capitale della libertà ed... uguaglianza. La musica è la parte centrale del film, una musica liberatoria che unisce le diversità; ebrei, zingari, immigrati clandestini, di nuovo tutti sullo stesso treno. Un continua »

* * * * *

Il capolavoro di radu

domenica 14 febbraio 2010 di ASTERIONE

Ripercorrendo uno spunto che ricorda quello di “Thank You Mrs Thatcher” (dove un gruppo di minatori trova il proprio riscatto in un concorso per bande musicali di paese), questo film bellissimo, un po’ Kusturica e un po’ Ken Loach, dall’intreccio narrativo semplice e avvincente, fa molto di più che portare alla luce un dramma mai sufficientemente divulgato (la deportazione degli ebrei nei gulag siberiani e la pulizia etnica del regime sovietico): è, infatti, continua »

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Il concerto della vita

domenica 14 febbraio 2010 di lordrest

Il concerto di questo film non è un concerto a caso. E' un concerto per la libertà e per la verità, e si pone ad un unico obiettivo, che tra l'altro è più che giusto: Cambiare la vita dei protagonisti e di tutti i personaggi.  I protagonisti sono due: Andreï Filipov, magistralmente interpretato da Aleksei Guskov e Anne-Marie Jacquet, interpretata da Mèlanie Laurent, già nota per il ruolo di  Sosanna nel "Bastardi continua »

* * * * -

La rivoluzione è nella musica

domenica 7 febbraio 2010 di laulilla

La caduta rovinosa della Russia sovietica lascia molte macerie e molte ferite: dalle pacchianate kistch dei nuovi ricchi mafiosi, ai sogni infranti di chi ci aveva creduto, alle vite spezzate di chi si era opposto. Alle nequizie del regime non è subentrata un'organizzazione più giusta della società, anzi, per molti la situazione si è cristallizzata: i ruoli sono rimasti quelli di allora perché non è facile risalire in una società di furbi e violenti, e anche perché spesso non si è disposti a lottare continua »

Andrei Filipov all' ex dirigente comunista
Pensaci,cos'è un concerto? Tante persone che si uniscono per un unico obiettivo, trovare l'armonia, questa è la musica, è la musica il vero comunismo!
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Gavrilov
Il violinista gitano a Gavrilov:
Mia nonna diceva sempre, il sorge la mattina non sorge la sera
Gavrilov: Ma beveva troppo?
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Sacha e Andrei
- Sacha: Vuoi farti passare per l'orchestra del Bolshoi?
- Andrei: Andremo al loro posto! Il tatro Le Chatelet! Il sogno!
- Andrei: Solo tre giorni, niente percussioni, nessun contrabbasso.
- Sacha: Li faccio con la bocca!
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DVD | Il concerto

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 16 giugno 2010

Cover Dvd Il concerto A partire da mercoledì 16 giugno 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Il concerto di Radu Mihaileanu con Aleksei Guskov, Mélanie Laurent, Dmitri Nazarov, Valeri Barinov. Distribuito da 01 Distribution. Su internet Il concerto è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 7,49 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,50 €
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SOUNDTRACK | Il concerto

La colonna sonora del film

Disponibile on line da venerdì 12 febbraio 2010

Cover CD Il concerto A partire da venerdì 12 febbraio 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Il concerto del regista. Radu Mihaileanu Distribuita da Columbia.

NEWS | Il regista di Train de vie torna a parlare di grandi impostori in cerca di fuga e di libertà.

Fuga d'orchestra

lunedì 19 ottobre 2009 - Edoardo Becattini

Le concert: Fuga d'orchestra Le storie di Radu Mihaileanu, rumeno di origini ma cosmopolita di sostanza, sono desideri di fuga che accettano la simulazione, che invitano all'imbroglio. Per il regista di Train de vie e Vai e vivrai, fuggire significa ritrovare una libertà personale o un'identità collettiva, e poco importa essere onesti quando si è animati da oneste aspirazioni. Dopo il villaggio di ebrei alla guida di un finto treno nazista in fuga dalla Shoah e l'avventura attraverso tre continenti di un ragazzo etiope che si finge ebreo per cercare rifugio nello stato di Israele, Le concert racconta di un gruppo improvvisato di musicisti russi e gitani che si sostituiscono all'orchestra del teatro Bolshoi in cerca di rivalsa dopo che i dettami culturali di Brežnev e la politica antisemita del regime sovietico li ostracizzarono dal panorama musicale.

VIDEO | Quando la musica si impone al regime.

Cinque clip in anteprima

venerdì 22 gennaio 2010 - Lisa Meacci

Il concerto: cinque clip in anteprima Presentato fuori concorso all'ultima edizione del Festival di Roma, è in arrivo nelle sale (a partire dal 5 febbraio) Il concerto, il nuovo film di Radu Mihaileanu. Il regista rumeno di Train de vie e Vai e vivrai, ci porta nella Russia di Brežnev per raccontare la storia di un direttore d'orchestra costretto a depositare la bacchetta a causa del regime totalitario. Timoroso che le opinioni degli intellettuali (soprattutto ebree) sfociassero nella ribellione, Brežnev imbavagliò infatti molti degli artisti di quel tempo affinché fossero rispettati i dettami culturali della sua politica.

   

Il concerto delle beffe

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Metà farsa e metà pathos, Il concerto di Radu Mihaileanu è un esempio di cinema capace di rispecchiare sentimentalmente il mondo contemporaneo nel suo passato e nel suo presente. I musicisti russi ebrei e gitani che arrivano a Parigi per dare un concerto stanno compiendo una vendetta: trent'anni prima a Mosca erano stati esclusi dall'orchestra del Bolshoi per intervento di Leonid Breznev, che detestata e temeva l'intelligenza critica degli ebrei; il famoso direttore d'orchestra che difendeva i suoi musicisti, ridotto alla funzione di uomo delle pulizie del teatro, approfitta dell'invito parigino giunto per fax per rimettere insieme il gruppo dei reietti e sostituirlo al gruppo ufficiale del Bolshoi. »

Prova d'orchestra con suspense e ironia

di Valerio Caprara Il Mattino

Il tratto forte del cinema di Radu Mihaileanu («Train de vie», «Vai e vivrai») addirittura s'esalta nella nuova commedia destinata a far parte del ristretto bouquet dei film migliori della stagione. «Il concerto», in effetti, rappresenta un omaggio al potere emotivo e lirico della musica (in particolare di quella classica, mai altrettanto congrua nei gangli di una messinscena), ma nel contempo sfronda molti equivoci della storia europea, si diverte a mischiare toni alti e bassi, incrementa la sana follia dei personaggi, s'imprigiona nella suspense e si libera nella tragedia, costruisce senza stress un castello di autocoscienze per poi demolirlo con un semplice soffio del fato a cui è inutile contrapporsi. »

Partitura per violino, lacrime e orchestra

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Un direttore d'orchestra del Bolshoi silurato ai tempi di Breznev per aver osato difendere i suoi musicisti ebrei e ridotto a fare l'inserviente. Un fax del prestigioso Théâtre du Châtelet intercettato per caso. Un sogno impossibile - riunire gli orchestrali di un tempo e andare a suonare a Parigi spacciandosi per il vero Bolshoi - che contro ogni logica si realizza. In un percorso pieno di sorprese che porta il nuovo film di Radu Mihaileanu, l'autore rumeno di film molto belli e personali come Train de vie e Vai e vivrai, verso un crescendo finale così travolgente da aver fatto del Concerto uno dei fenomeni dell'anno in Francia e ora speriamo anche in Italia. »

Il colpo dell'orchestra

di Alberto Crespi L'Unità

Radu Mihaileanu è un signore colto e simpaticissimo, e un bravo regista. Come molti ebrei ha un umorismo sottile e beffardo, ulteriormente temperato dalla lunga frequentazione con Marco Ferreri, del quale fu assistente. Dai tempi di Train de vie, Mihaileanu lavora su un tema ancestrale che ben conosce: il «mimetismo» degli ebrei, la necessità di fingersi qualcosa di diverso da sé (il padre di Mihaileanu si chiamava Buchmann: cambiò cognome per non passare troppi guai nella Romania prima filo-nazista, poi comunista). »

Il concerto | Indice

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