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Le ombre rosse

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Un film di Francesco Maselli. Con Roberto Herlitzka, Valentina Carnelutti, Flavio Parenti, Lucia Poli, Luca Lionello.
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Drammatico, durata 91 min. - Italia 2008. - 01 Distribution uscita venerdì 4 settembre 2009. MYMONETRO Le ombre rosse * * - - - valutazione media: 2,06 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato no!
2,06/5
MYMONETRO©
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * - - -
 critica * * - - -
 pubblico * * - - -
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Un intellettuale di fama mondiale viene invitato nel centro sociale "Cambiare il mondo", creato nei locali fatiscenti di un vecchio cinema romano. L'uomo resta profondamente colpito dal fermento e dalla vita che anima questo luogo.
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primo piano
Un film di denuncia dalle buone intenzioni, vittima degli stereotipi e ingenuamente proiettato verso il futuro
Giancarlo Zappoli     * * - - -

Il famoso letterato e intellettuale Siniscalchi viene invitato a rendersi conto dell'attività di un Centro Sociale Giovanile che opera su più fronti che vanno dall'espressione artistica all'offrire temporaneamente un tetto a chi non ce l'ha. Al termine della visita che lo ha particolarmente colpito si lascia andare a una breve intervista in cui, citando André Malraux, afferma l'importanza di ricreare delle Case della Cultura. Quel Centro Sociale potrebbe esserne il primo esempio. La notizia fa il giro d'Europa e attrae l'interesse di un importante architetto ‘di sinistra' nonché di politici che sono pronti a sostenere il progetto. Siamo negli anni dell'ultimo Governo Prodi. Quelli che sono più perplessi, tra depressioni ed esaltazioni, sono proprio i giovani del Centro Sociale. I quali, quando i progetti cominciano a concretizzarsi e il potere del denaro comincia a farsi sempre più opprimente, finiscono con il dividersi.
Citto Maselli non è più quello di Lettera aperta a un giornale della sera. Si potrebbe definire 'lapalissiana' questa affermazione considerati gli anni trascorsi da quel film. Ma il problema è un altro. Allora la denuncia era incisiva e vissuta dall'interno di un mondo pseudointelletuale in cui l'ideale non aveva alcuna intenzione di tradursi in pratica. Oggi, a uno sguardo ancora lucido sul distacco che si è venuto a creare tra una certa intellighenzia politica e la realtà, fa da contraltare un'idealizzazione forzata del mondo dei Centri Sociali che mostra come ormai lo stesso Maselli sia 'distante' dal microcosmo sociale che ci vuole raccontare.
Tralasciando la lunga visita guidata iniziale estremamente didascalica (le cui situazioni ci vengono poi successivamente e pedantemente riproposte) è lo sguardo complessivo che suona purtroppo retoricamente irreale. Quello che Maselli ci propone è un mondo ideale, una sorta di convento laico (non a caso assistono agli spettacoli anche suore 'di sinistra') in cui non circola neppure uno spinello e in cui le fanciulle sono tutte attraenti.
La voglia di denuncia è rimasta intatta ma tutta la vicenda ruota attorno a 'personaggi', non a persone e questo rende l'intera narrazione stereotipa (si vedano, a titolo di esempio, i rappresentanti della Demobanca). Gli attori si adeguano a questa scelta e solo Fantastichini riesce a far fare uno scatto in più al suo architetto mostrandone con sottigliezza la protervia ammantata di falsa benevolenza di fronte alle nuove strutture sociali di aggregazione.
Se si aggiunge poi che il film (che avrebbe potuto concludersi con un'immagine, la più pregnante, davvero evocativa delle 'ombre' in cui si sono trasformati coloro che un tempo erano parte viva della sinistra) si prolunga invece in un finale tanto posticcio quanto ingenuamente proiettato verso il futuro, si può comprendere come le buone intenzioni non abbiano, purtroppo, trovato corrispondenza nell'esito complessivo. Peccato.

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Ombre rosse di vergogna

giovedì 10 settembre 2009 di Lisbeth

Siniscalchi è un letterato di fama,prof.universitario,intellettuale di sinistra,figura imprescindibile nei salotti che contano,casual quanto basta nel vestire,modi gentili e necessariamente un po’distratti. Passa in edicola e cerca l’ultimo numero di Diabolik, l’edicolante gli propone MicroMega, “..quello mi arriva a casa!” fa lui con aria tra divertita e innocente.Una Panda sgangherata lo carica per portarlo al centro sociale “Cambiare il mondo”(“diamoci del tu” è immancabile a questo punto).Segue continua »

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DVD | Le ombre rosse

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 20 gennaio 2010

Cover Dvd Le ombre rosse A partire da mercoledì 20 gennaio 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Le ombre rosse di Francesco Maselli con Roberto Herlitzka, Valentina Carnelutti, Flavio Parenti, Lucia Poli. Distribuito da 01 Distribution. Su internet Le ombre rosse è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 9,90 €
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INTERVISTE | Il regista vince il Premio Bianchi.

Citto maselli spiega il cambio del titolo e la sua visione della sinistra

giovedì 3 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Le ombre rosse: Citto Maselli spiega il cambio del titolo e la sua visione della sinistra Oggi pomeriggio in Sala Grande è stato premiato il regista di Le ombre rosse, Citto Maselli, con il premio Pietro Bianchi dal sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici. La pellicola racconta di un intellettuale di fama mondiale che, colpito dal fermento che anima un centro sociale, ha un'idea rivoluzionaria: che da questi luoghi giovanili così vitali possano svilupparsi delle realtà socialmente e culturalmente innovative. Ma il fermento viene stravolto dalla sinistra.

FOCUS | Riflessione su Le ombre rosse.

Maselli e le sue ombre rosse

lunedì 7 settembre 2009 - Pino Farinotti

Maselli e le sue ombre rosse Ho visto Le ombre rosse di Citto Maselli. In sala c'ero io e un altro. I giovani di un centro sociale che si chiama "Cambiare il mondo" incontrano il professor Siniscalchi vecchio, storicizzato intellettuale comunista. Potrebbe nascerne un progetto di enorme impatto, persino di sostanza, ma poi tutto si arena in una palude di chiacchiere, dei giovani e dei vecchi compagni del professore. Il film è evocativo, a cominciare dall'estetica quasi violenta. Le prime immagini del centro sociale richiamano un girone dell'inferno.

L'allegoria di Maselli e le sue «Ombre rosse» sulla sinistra italiana

di Alberto Crespi L'Unità

Prendiamo Citto Maselli in parola – «Le ombre rosse è un'allegoria, una metafora della sinistra italiana» – e diciamo subito che i personaggi del suo film sono esclusivamente simbolici: dovessimo pensare che sono veri, sarebbe un disastro (e soprattutto dovremmo augurarci di non incontrarne mai nemmeno uno, nessuno escluso). Allora: un grande intellettuale di sinistra (Roberto Herlitzka) accetta un invito a parlare in un centro sociale. Una volta lì, non dice un bel nulla (perché l'avranno invitato? Boh!) ma rilascia una secca dichiarazione alla tv privata del centro medesimo: «La vitalità del vostro centro mi ha molto colpito, e come diceva Malraux penso che i centri sociali dovrebbero diventare altrettante case della cultura». »

Maselli, rivoluzione interrotta a causa di una sinistra horror

di Roberto Silvestri Il Manifesto

C'è una sequenza commuovente nel film di Citto Maselli, che commuovente proprio non è. Anzi il film si prefigge di irritare la sinistra, normale e anormale, scatenare discussioni sul suo stato comatoso, fungere da brutale provocazione. Accettiamo la provocazione di Le ombre rosse? Commuovono alcuni primissimi piani - l'equivalente di punti esclamativi inaspettati, quando lo stile è modernista - stampati sui volti di alcuni bambini cinesi che guardano con stupore - e mai ridendo come negli spot - la loro insegnante di italiano, africana (africana come Sant'Agostino, che tanto piace a Maselli), apparizione gioiosa catturata da una steadycam curiosa. »

Se Maselli mette in scena la sinistra allo sbando

di Walter Vescovi Il Secolo d’Italia

Non tragga in inganno il titolo: Le ombre rosse di Citto Maselli non sono né epiche né leggendarie. Dissacrante sin dal titolo, in sarcastica e paradossale antitesi con il western di John Ford, il film presentato ieri fuori concorso alla mostra di Venezia, rappresenta uno spiazzante atto d'accusa contro quel che resta della sinistra e delle sue utopie. Realizzata per metafore, è una foto di gruppo tanto onesta quanto spietata di quello che doveva essere e non è stato del progressismo. Il ritratto di personaggi allo sbando, queruli e salottieri, naufragati tra proclami retorici e cervellotiche buone intenzioni. »

Maselli e i cocci di sinistra

di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Francesco. Maselli nella sua lunga le felice carriera, guidata da forti impegni sociali, ha avuto più d'una volta l'occasione di contestare atteggiamenti e posizioni di uomini della sua stessa sinistra. L'esempio più tipico, nel '70, quel suo film «Lettera aperta a un giornale della sera» in cui la polemica però si esprimeva anche attraverso l'ironia. Nel film di oggi si intuiscono note egualmente ironiche ma, al centro, prevale soprattutto la polemica, tanto più decisa in quanto l'azione vien fatta svolgere in quel '97 in cui le sinistre erano al governo. »

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