Il prescelto

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Un film di Neil LaBute. Con Nicolas Cage, Ellen Burstyn, Kate Beahan, Frances Conroy, Molly Parker.
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Titolo originale The Wicker Man. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 102 min. - USA, Germania, Canada 2006. - Medusa uscita venerdì 1 dicembre 2006. MYMONETRO Il prescelto * 1/2 - - - valutazione media: 1,67 su 122 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente no!
1,67/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * - - -
 critica * 1/2 - - -
 pubblico * * - - -
   
   
   
Remake dell'omonimo thriller del 1973. Nel film di oggi protagonista è Nicolas Cage.
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Oltre a un'interpretazione mediocre di Cage, questo remake soffre di un'attualizzazione commerciale della sceneggiatura, ripulita dalle sequenze politicamente scorrette o potenzialmente rischiose
Mattia Nicoletti     * * - - -

L'agente di polizia Edward Malus (Nicholas Cage) risponde a una richiesta d'aiuto di Willow, una donna un tempo amata, e si reca a Summers isle, un'isola del pacifico per indagare sulla scomparsa della piccola Rowan. Edward scoprirà che Willow vive in una comunità neo-pagana che compie misteriosi riti.
Realizzare un remake comporta sempre alcune variazioni rispetto all'originale, che influiscono conseguentemente sul risultato finale. Neil Labute, ambienta Wicker Man ai giorni nostri (molto meno trasgressivi degli anni '70 in cui l'originale aveva luogo), affidando il ruolo di Edward a Nicholas Cage, cambiando quindi la prospettiva e spostando il peso dell'intero film sul "visitatore-salvatore", rispetto alla versione precedente. Nel 1973, Robin Hardy, aveva preferito porre l'accento sulla comunità pagana, che aveva come capo, Cristopher Lee, sul quale era catalizzata l'attenzione. Tutti i riti e la processione finale (presenti in entrambe le versioni) acquisivano molto più risalto e interesse. Lo spostamento del baricentro su Edward trasforma Wicker man in qualcosa di più simile a The Village, con tonalità da horror-mistery, lontane dalla ritualità neo-pagana, parallela, come concezione, al desiderio di libertà e condivisione del 1968.
Oltre a un'interpretazione mediocre di Cage, il film soffre infatti di una attualizzazione commerciale della sceneggiatura, ripulita dalle sequenze politicamente scorrette o potenzialmente rischiose (Hollywood non ama le tematiche religiose), che lo trasformano in un semplice lungometraggio di genere.

Premi e nomination Il prescelto MYmovies
il MORANDINI
Incassi Il prescelto
Primo Weekend Italia: € 747.000
Incasso Totale* Italia: € 2.320.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 31 dicembre 2006
Primo Weekend Usa: $ 9.610.000
Incasso Totale* Usa: $ 20.744.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 17 settembre 2006
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Improponibile

lunedì 30 aprile 2007 di Celtanus

Non credo si possa cadere più in basso... Se uno sceglie di andare a vedere un film dei fratelli Vanzina sa che va a farsi del male ma leggendo il nome di Nicolas Cage si pensa di andare sul sicuro. Errore gravissimo perché come una rondine non fa primavera un bravo attore non basta a fare un bel film. A volte non basta un intero cast di bravi attori. Il film lo fa il regista e Neil LaBute farebbe bene a cambiare mestiere. La trama è inconsistente: posso capire che tutto fosse organizzato dall'inizio, continua »

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Pessimo

lunedì 25 giugno 2007 di cosimo

Per chi non l'avesse visto un consiglio: evitate. Dopo un inizio interessante il film si perde con un colpo di scena a dir poco ridicolo. Cage praticamente viene arrostito vivo e con le gambe spezzate su di un enorme rogo costruito a doc per lui: cioè il prescelto. Prescelto per un sacrificio che dovrebbe migliorare il raccolto che è andato male(?). In poche parole il regista N. LaBute si è stancato di girare e ha chiuso a metà la trama, contento lui... Cast voto 1 suspance voto 2 Cage voto continua »

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Veramente mediocre

mercoledì 17 novembre 2010 di Andrea b

Un agente di polizia accetta la richiesta di indagare sulla scomparsa della figlia da parte della sua ex moglie su un' isola sperduta.L' interpretazione di Nicolas Cage è veramente mediocre in un film con una trama davvero scontata.L' ambiente è "ricoperto" da un sottile strato di tensione che a volte funziona ma troppo spesso lascia posto alla scadente verve dei personaggi.I dialoghi sono monotoni e non vogliono approfondire la personalità dei personaggi continua »

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Raccapricciante

mercoledì 25 agosto 2010 di boden

La parola per descrivere questo film è: raccapricciante. Per essere un horror, non è un granché, ma l'ansia te la mette. La storia è un po' banale, stramba, ma originale. Originale perché non ha un lieto fine. Tutti ormai si aspettano un lieto fine in tutti i film, ma in questo non c'è. E questo mi è piaciuto. Ma per il resto, è tutto molto assurdo. continua »

Malus (Nicolas Cage)
Il fuco deve morire!!!
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SOUNDTRACK | Il prescelto

La colonna sonora del film * * * * -

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BIZ

"Il prescelto" piace solo a Hollywood

di Davide Turrini Liberazione

Se come sostiene il saggista Geoff King la cosiddetta "Hollywood Renaissance" (fine '60, inizi '70) è stata una semplice tendenza, oggi sempre rievocata con affettuosa nostalgia, in un periodo in cui il botteghino continuava ad essere dominato da pellicole più tradizionali, non vale nemmeno la pena sottolineare il rammarico di fronte all'intensificarsi del cupio dissolvi dell'ex indipendente quarantatreenne metteur en scene Neil LaBute. Esploso con La società degli uomini ('97), affermatosi con Amici e Vicini ('98) e con Betty love (2000), LaBute ha ceduto di schianto ogni velleità di discorso autoriale indipendente dalle logiche culturali e commerciali dominanti hollywoodiane: basti pensare all'inguardabile Possession (2002), tratto dal buon romanzo della Byatt, e quest'ultimo Il prescelto, sorta di fanta-thriller strutturato come un carrello della spesa in un momento di crisi economica familiare. »

di Stefano Lusardi Ciak

C'era una volta The Wicker Man, quello vero (1973), buon horror del sottogenere "inquietanti comunità aliene", che parte da Il signore delle mosche e arriva fino a The Village, diventato cult (nei Paesi anglosassoni, da noi è passato solo in televisione) grazie alla carismatica presenza di Christopher Lee e per l'atmosfera di paganesimo orgiastico e disturbante che pervade il film. Il (fino a ora) bravo Neil LaBute ha accettato di confrontarsi con l'originale, come lui stesso ha dichiarato, «con l'idea di girare un film autonomo e differente, non il solito remake, cambiando anche il tema, dalla religione a quello, più attuale e a me più congeniale, della guerra fra i sessi», già affrontato dal regista in Nella società degli uomini. »

di Maurizio Cabona Il Giornale

Secondo film con Nicolas Cage alla Mostra, sempre fuori concorso, e secondo ruolo per lui di poliziotto sfortunato o sfortunatissimo. In The Wicker Man («L'uomo di vimini») di Neil LaBute, Cage non finisce seppellito vivo lui (e lo spettatore annoiato a morte), come in World Trade Center di Oliver Stone, presentato la scorsa settimana. Gli capita di peggio: approda su un'isola a regime matriarcale, dove coerentemente si celebra il culto di Cibele, tenta di salvare la figlioletta, che crede stia per essere immolata, e finisce immolato lui. »

«Il prescelto» un altro remake senza fantasia

di Dario Zonta L'Unità

Un film inglese dei primi anni settanta, The Wicker Man, ha nel tempo alimentato un vero e proprio culto. Benché famoso oltre manica e negli Stati uniti non lo si è mai visto in Italia. II regista era Robin Hardy e la storia una «favola» nera di espiazione e sacrificio a danno di un investigatore atterrato su di un'isola sperduta per indagare il caso della sparizione di una adolescente. Osteggiato e minacciato da una comunità solidale e reticente si troverà impigliato in strani rituali pagani di sacrificio alla dea della fertilità. »

Il prescelto | Indice

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