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Arrows Into Infinity, frecce verso l'infinito. Sono le parole usate da uno dei più grandi jazzisti in attività, Charles Lloyd, per descrivere il modo in cui compone e suona il quartetto formato insieme a Jason Moran, Eric Harland e Reuben Rogers. Attraverso interviste, riprese live di concerti, materiali di repertorio, e soprattutto la musica, il documentario diretto da Dorothy Darr (moglie/manager di Lloyd) e Jeffery Morse racconta la vita e la carriera di un artista leggendario, capace di attraversare i confini tradizionali della musica ed esplorare nuovi territori. Recensione ❯
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Il primo film-concerto della band inglese che celebra l'acclamato tour mondiale "Mylo Xyloto", tour che dal giugno 2011 è stato visto da più di 3 milioni di persone. Recensione ❯
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Il documentario racconta la storia di una straordinaria e disperata lotta per portare alla luce la verità: la scarcerazione di tre persone accusate ingiustamente, dopo diciotto anni di galera. Espandi ▽
West of Memphis è un'analisi di un fallimento giudiziario in Arkansas. Il documentario racconta la storia di una straordinaria e disperata lotta per portare alla luce la verità: la scarcerazione di tre persone accusate ingiustamente, dopo diciotto anni di galera. Conosciuti come i West Memphis Three, i tre ragazzi erano accusati di aver ucciso tre bambini, nonostante le uniche 'prove' a disposizione dell'accusa fossero i gusti musicali e le stranezze di quelli che all'epoca erano degli adolescenti e che ormai sono diventati degli uomini. Il caso era stato sollevato dai documentaristi Joe Berlinger e Bruce Sinofsky, autori di Paradise Lost, che ha raccontato questa vicenda e lanciato un forte movimento di opinione. Recensione ❯
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Un documentario che segue lo straordinario viaggio di Charles Bradley durante i mesi che l'hanno portato alla realizzazione dell'album di debutto "No Time for Dreaming". Recensione ❯
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Interdizione perpetua è la negazione dell'accesso, è l'impossibilità di partecipare. L'interdizione perpetua è un paradosso. Impossibilità di partecipare alla vita della società. Vite alla periferia di Napoli, Scampia, come ci saranno in tante periferie del mondo, a cui sembra negato l'accesso ai diritti più elementari. Il diritto a un lavoro, a un reddito, alla sopravvivenza. Qui si cerca di superare le mancanze dello Stato con fantasia, reinventandosi un lavoro. Per esempio la raccolta del ferro vecchio. Un lunga notte di ricerca tra i cassonetti dei rifiuti può fruttare anche qualche decina di euro. Ed ecco un altro paradosso. I nostri protagonisti multati, arrestati o privati del mezzo di trasporto per aver commesso quello che si è deciso essere un reato. Una città che non riesce a smaltire i propri rifiuti e punisce chi, senza reddito, ricicla il ferro vecchio con mezzi propri. Paradossi su paradossi. E intanto la condizione di chi è ai margini della società diventa sempre più insostenibile. Recensione ❯
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Lo scontro collaborativo tra uomo, natura e macchina. Espandi ▽
Girato nelle stesse acque solcate dalla baleniera Pequod di Melville all'inseguimento di Moby Dick, questo film cattura lo scontro collaborativo tra uomo, natura e macchina. Ripreso con una dozzina di telecamere (lanciate, legate, passate di mano dai pescatori al cineasta), Leviathan è un ritratto cosmico di una delle sfide più antiche dell'umanità. Recensione ❯
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Viaggio esplorativo sull'elusivo tema del tempo e dei limiti dell'esprimibile. Espandi ▽
Viaggio esplorativo sull'elusivo tema del tempo e dei limiti dell'esprimibile, The End of Time ci porta dall'acceleratore di particelle del CERN di Ginevra, dove i ricercatori sondano regioni temporali invisibili all'occhio umano, ai flussi lavici che hanno distrutto tutte le case sul lato meridionale della Grande Isola di Hawaii eccetto una, dal degrado del centro storico di Detroit, a un rito funebre indù che si svolge poco lontano dal luogo in cui il Budda raggiunse l'illuminazione. Recensione ❯
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Un'ora intensa sulla lotta per la dignità e per il lavoro, sulla necessità di avere riconosciuti i sacrosanti diritti alla salute e all'educazione. Documentario, Argentina2012. Durata 65 Minuti.
Un film su "Tupac Amaru", un'organizzazione con sede nella provincia di Jujuy, nel nord dell'Argentina, guidata da Milagro Sala. Espandi ▽
Magalì Buj e Federico Palumbo sono i registi di un documentario su "Tupac Amaru", un'organizzazione che nasce per affermare la dignità dei popoli indigeni. Il movimento, guidato dalla pasionaria Milagro Sala, ha sede nel Nord dell'Argentina. Tutto inizia negli anni Novanta quando, di fronte all'assalto del neoliberismo e della crisi, si sviluppò nella remota provincia di Jujuy un nuovo modo di lavorare con la solidarietà. Sventolando le bandiere della dignità, del lavoro, della salute e dell'educazione, una nuova organizzazione si mostrò fermamente determinata a cambiare lo stato delle cose e a far uscire il paese dal caos in cui era improvvisamente piombato. A dispetto delle critiche ricevute, Tupac inizò a far sognare tutta l'Argentina e ad attirare a sé sempre più sostenitori. Per provare a soddisfare i bisogni essenziali degli esseri umani, Tupac ideò un nuovo modo di intendere il lavoro, incentrandolo sulla cooperazione e sulla solidarietà. Recensione ❯
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Un gruppo di donne prende parte a "Man-for-a-day", il workshop organizzato dall'attivista e artista canadese Diana Torr. Espandi ▽
Il documentario ripercorre l'esperienza di un gruppo di donne, di diversa estrazione sociale, che partecipa a Berlino a "Man-for-a-day", il workshop organizzato da Diana Torr, attivista e artista che da tempo si concentra sugli aspetti teorici, artistici e pratici dell'identità sessuale. Recensione ❯
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Una conversazione tra madre e figlia ripercorre la storia recente dell'ex Jugoslavia e invita a vivere la vita senza confini mentali. Documentario, Slovenia2012. Durata 80 Minuti.
L'Europa secondo una bambina di 6 anni, nata nei Balcani da un padre cubano-macedone e da una madre slovena. Espandi ▽
L'Europa vista attaverso gli occhi di una bambina di 6 anni, Terra. Nata nei Balcani da un padre cubano-macedone e da una madre slovena, Terra è cresciuta come una 'cittadina del mondo'. E quando intraprende un viaggio con la sua famiglia attraverso la ex Jugoslavia, l'incontro con numerosi (e a volte bizzarri) personaggi la spinge a raccontare, in modo semplice ma intelligente, la sua personale visione su quanto siano realmente unite le popolazioni europee. Recensione ❯
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In un unico piano sequenza di 75 minuti, questo documentario esplora il caleidoscopio di stati d'animo, ritmi e situazioni che coesistono in stretta prossimità. Espandi ▽
In un unico piano sequenza di 75 minuti, questo documentario esplora il caleidoscopio di stati d'animo, ritmi e situazioni che coesistono in stretta prossimità nello spazio sociale del famoso parco urbano di Chengdu, nella provincia del Sechuan, riprendendo coppie che ballano il valzer, maestosi sicomori, cantanti di karaoke, e cicale. Una meditazione sensoriale sullo spazio e sul tempo cinematografici, che offre uno sguardo sull'interazione sociale, gli svaghi e l'espressione di sé in Cina. Recensione ❯
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L'impegno politico si trasforma in passione per un'attivista australiana che si reca a Timor Est per aiutare il leader indipendentista prigioniero politico. Espandi ▽
La storia d'amore infuocata tra un'australiana attivista per i diritti umani e un leader del movimento indipendentista, nel mezzo della lotta per liberare Timor Est dall'occupazione indonesiana. Recensione ❯
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In un'evidente economia di mezzi, ma con un'efficace immediatezza, il regista dà voce agli ultimi che sognano l'Europa. Documentario, Canada, Mali2012. Durata 106 Minuti.
La poesia e il teatro di strada diventano l'unico mezzo per rappresentare la rivolta ed esprimere il rifiuto di un eterno destino da esclusi. Espandi ▽
Un edificio semiabbandonato di Bamako, la capitale del Mali, poco prima dello scoppio della guerra civile. Un luogo di transito, uno dei tanti in Africa. Punto di ritrovo per uomini e donne erranti in cerca, ognuno, di un proprio Eldorado, ma destinati a incontrare solo un'eterna attesa. Il tempo passa, senza che si possa agire, in compagnia dell'altro, non più sconosciuto. Ed è in nome di questa comune condizione che i sacrificati del nuovo ordine economico rifiutano l'invisibilità. La poesia e il teatro di strada diventano allora non solo un modo per abitare quel luogo davanti alla macchina da presa del regista, ma l'unico mezzo per rappresentare la rivolta, esprimere il rifiuto di un eterno destino da esclusi. Recensione ❯
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