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Ugo Tognazzi

Ugo Tognazzi è un attore italiano, regista, sceneggiatore, co-sceneggiatore, musicista, è nato il 23 marzo 1922 a Cremona (Italia) e muore il 27 ottobre 1990 all'età di 68 anni a Roma (Italia).
Nel 1982 ha ricevuto il premio come miglior attore al Nastri d'Argento per il film La tragedia di un uomo ridicolo. Dal 1964 al 1982 Ugo Tognazzi ha vinto 9 premi: David di Donatello (1967, 1971, 1976), Festival di Cannes (1981), Nastri d'Argento (1964, 1966, 1969, 1982).

L'indimenticato Conte Lello Mascetti

A cura di Luca Volpe

Attore, regista e sceneggiatore, Ugo Tognazzi è oggi considerato uno degli indiscussi protagonisti della produzione cinematografica e televisiva italiana della seconda metà del '900.


La passione per il teatro tra le difficoltà economiche e la guerra
Tognazzi nasce a Cremona il 23 marzo del 1922, figlio di un ispettore assicurativo il quale, a causa del suo lavoro, lo costringe ad un'infanzia itinerante, con continui spostamenti tra città - più o meno grandi - del nord Italia. Siamo nel 1936 quando Tognazzi, ormai quattordicenne, torna nella natia Cremona. Le particolari condizioni di vita lo hanno indotto a lasciare gli studi (scelta di cui da adulto si pentirà) e, ancora giovanissimo, a trovare impiego come operaio alla Negroni, già a quel tempo affermata azienda produttrice di salumi. È all'interno del dopolavoro aziendale che Tognazzi coltiva la sua passione per il teatro, iniziata quando aveva appena quattro anni con un debutto al teatro Donizetti di Bergamo. Il suo inserimento nella locale compagnia filodrammatica lo porta - con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale ed il successivo richiamo in Marina (di stanza a La Spezia) - ad intrattenere i commilitoni con l'organizzazione di divertenti spettacoli di varietà.

Le esperienze teatrali nel dopoguerra
Nel 1945, tornato nella sua Cremona, trova lavoro come archivista. La passione per il mondo dello spettacolo, tuttavia, lo spinge a lasciare anche questo impiego e a trasferirsi a Milano, con la ferma intenzione di riuscire a diventare un interprete teatrale. Il ventitreenne Tognazzi non impiega molto a farsi notare: grazie alla partecipazione (con relativa vittoria) ad uno spettacolo per attori dilettanti organizzato dal Teatro Puccini, viene scritturato dalla compagnia di Wanda Osiris. Non esita ad accettare e, dopo aver pagato una cospicua penale per la rescissione del precedente contratto - che nel frattempo aveva sospeso - prova, con i mezzi che ha a disposizione, a farsi notare dalla "Divina". La fine della guerra, però, non porta buone notizie: l'impresario che lo aveva ingaggiato sparisce nel nulla e la compagnia della Osiris si scioglie. Lo scioglimento del gruppo, per il giovane Tognazzi, rappresenta una grande delusione. Accusa il colpo, ma grazie al suo indubbio talento riesce ad entrare all'interno di una nuova compagnia teatrale, quella di Erika Sandri: un'esperienza, questa, che lo porta in giro per il paese e che lancia il suo nome nel giro che conta.

Gli esordi artistici e la commedia all'italiana
Trascorrono infatti solo pochi mesi e Tognazzi esordisce dapprima al cinema, con il film I cadetti di Guascogna (1950) di Mario Mattoli, e poi nella neonata televisione (1954), dove lavora in coppia con Raimondo Vianello ad un programma comico. Il duo, formatosi subito dopo il loro incontro, nel 1951, approda sul piccolo schermo con "Un due tre", primo varietà satirico della storia della TV italiana. Ed è subito grande successo.
Già molto apprezzato dal pubblico, riesce a conquistare anche il favore della critica quando, a partire dagli anni '60, imbocca la strada della commedia all'italiana. Accanto a mostri sacri come Alberto Sordi, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman, Tognazzi riesce ad emergere interpretando personaggi appartenenti alla produttiva realtà milanese o - più spesso - a quella maggiormente rustica dell'Emilia-Romagna. Lo troviamo così in due film di Alberto Bevilacqua (La Califfa del 1971 e Questa specie d'amore del 1972) e in La tragedia di un uomo ridicolo (1981) di Bernardo Bertolucci, interpretazione che gli vale il suo primo importante riconoscimento: la Palma d'Oro a Cannes come miglior attore protagonista.

Interprete in quasi 150 pellicole cinematografiche
Nel corso della sua carriera, Tognazzi prende parte a quasi 150 pellicole, molte delle quali passate alla storia come veri e propri cult della cinematografia italiana. Basti citare Il federale (1961), La voglia matta (1962) e Le ore dell'amore (1963), ideale trilogia dell'uomo moderno diretta dal suo grande amico Luciano Salce, e in coppia con Vittorio Gassman La marcia su Roma (1962) e I mostri (1963), entrambi diretti da Dino Risi. Ma soprattutto altre due grandi trilogie: Amici miei (1975 e 1982, di Mario Monicelli, 1985, di Nanni Loy) e Il Vizietto (1978, 1980, di Edouard Molinaro, e 1985, di Georges Lautner). La prima è la storia di cinque amici fiorentini che, ormai adulti, esorcizzano i loro problemi personali con scherzi di ogni tipo a perfetti sconosciuti. La seconda è invece l'adattamento di una commedia di Jean Poiret, in cui Tognazzi veste i panni di Renato Baldi, personaggio originariamente interpretato dallo stesso attore francese.

Cinque film da regista
Per lui c'è anche il tempo di provare l'esperienza della regia. Sono cinque i film che, oltre che come interprete, lo vedono anche dietro la macchina da presa: Il mantenuto (1961); Il fischio al naso (1966); Sissignore (1968); Cattivi pensieri (1976); I viaggiatori della sera (1979). A questi, poi, si deve aggiungere la serie televisiva FBI - Francesco Bertolazzi investigatore (1970), scritta da Age e Scarpelli e composta da sei episodi di 50 minuti ciascuno.

La vita sentimentale movimentata
La carriera artistica di Ugo Tognazzi procede di pari passo con una vita sentimentale molto movimentata. Dalla sua love-story con la ballerina inglese Pat O'Hara nasce il primo figlio, Ricky, ma a portare l'attore cremonese all'altare, dopo una serie di vere o presunte relazioni con starlette straniere, sarà, nel 1963, l'attrice norvegese Margaretha Robsham. Da lei Tognazzi ha un figlio, Thomas, ma appare chiaro, già dopo qualche anno, che anche questo rapporto non è destinato a durare. Lui, infatti, conosce sul set de Il fischio al naso (1966) l'attrice Franca Bettoja. Si innamora, la sposa, e da questo secondo matrimonio (contratto nel 1972) nascono altri due figli, Maria Sole e Gianmarco.

La depressione e la morte
Quando Tognazzi comincia ad avvertire la stanchezza, e di conseguenza l'impossibilità di mantenere i ritmi che avevano caratterizzato gli anni precedenti, cade in una profonda depressione, un male che non riuscirà mai a condividere con la sua famiglia (comunque sempre molto vicina) e che lo porterà - il 27 ottobre 1990 - ad una morte improvvisa causata da una emorragia cerebrale.

Ultimi film

Drammatico, (Italia, Francia - 1989), 100 min.
Commedia, (Italia - 1987), 90 min.
Commedia, (Italia - 1985), 111 min.
Grottesco, (Italia, Francia - 1984), 110 min.
Commedia, (Italia - 1984), 101 min.

I film più famosi

Commedia, (Italia - 1975), 140 min.
Drammatico, (Italia, Francia - 1980), 124 min.
Commedia, (Italia - 1963), 118 min.
Commedia, (Italia - 1977), 115 min.
Commedia, (Italia - 1982), 129 min.
Commedia, (Italia - 1977), 100 min.
Commedia, (Italia - 1978), 160 min.

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Una rilettura non convenzionale della storia del cinema. Di Pino Farinotti.
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