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Russ Meyer

Russ Meyer (Russell Albion Meyer). Data di nascita 21 marzo 1922 ad Oakland, California (USA) ed è morto il 18 settembre 2004 all'età di 82 anni a Los Angeles, California (USA).

Il Fellini dell'Industria del Sesso

A cura di Fabio Secchi Frau

Fu il re dei drive-in. Autore di film dove non esistono colpi di scena, ma colpi "di seno", tanto che per descrivere i suoi film Russ Meyer si inventerà il termine "bosomania" (ovverosia "tettamania"). Appassionato e ossessionato dalle curve femminili è stato l'unico uomo che si sia vantato, per tutta la sua vita, di conoscere più sinonimi di seno di chiunque altro al mondo. Sesso-violenza-umorismo, queste erano le sue carte vincenti, ma il segreto del suo straordinario successo va tutto alle sue attrici: procaci donne dai nomi assurdi ed eccentrici come Babette Bardot, Astrid Lillimor, Darla Paris, Sin Lence, Tammy Roché, Kitten Natividad, Tura Satana, Haji, Anouska Hempel e Raven De La Croix. Il suo cinema è tutto improntato sui loro fisici perfetti, che sono poi le vere motivazioni che lo portarono dietro la macchina da presa. Amava quei loro vitini stretti e quelle loro "poppe" gigantesche che realmente sfioravano le leggi di gravità! Le chiamava "vixens", cioè "volpi femminili" e le vedeva come delle dee. E da uno il cui motto era riassumibile nella regola delle quattro effe "Find them, film hem, fuck them, forget them" (scoprile, filmale, scopale e dimenticale) che altro ci si poteva aspettare?
Figlio di un poliziotto e di un'abbondante infermiera, Russ Meyer si accostò alla cinepresa fin da adolescente. La madre, ammirandone la passione e spronandolo ad affinarla sempre di più, decise perfino di impegnare l'anello di fidanzamento per comprargli, a 14 anni, la prima macchina da presa: una univex 8 mm del valore di 9 dollari e 95 cent. Del padre si persero le tracce quando lui aveva poco più che 15 anni e, da allora, la madre si risposò con altri quattro uomini.
Non lascia la cinepresa neppure durante la Seconda Guerra Mondiale e la porterà con sé in Europa, firmando per la US Army Signal Corps della 166° Unità Fotografica lo sbarco in Normandia... e anche una casa chiusa francese dove conobbe Ernest Hemingway. Dei filmati nella casa chiusa farà esclusivamente un uso personale, mentre i filmati di battaglia saranno usati come piccoli documentari.
Dopo il conflitto, si trasferisce a Hollywood per tentate la strada di operatore cinematografico, ma rifiuta dopo alcuni mesi perché il sistema hollywoodiano non fa decisamente per lui. Outsider, trova lavoro come fotografo di riviste glamour come Beauty and Camera, passando poi a Playboy, sul quale set fotografico conoscerà la coniglietta Eve Turner, ex segretaria. Una donna che, secondo il regista, aveva le curve in posti in cui cui molte ragazze non hanno nemmeno posto. Lasciata la prima moglie Betty Valdovinos, sposa la Turner che da quel momento in poi cambia il suo nome in Eve Meyer e diventa la fondatrice della Eve Production, casa di finanziamento cinematografico indipendente che finalmente porterà alla luce le pellicole del marito Russ.
L'esordio dietro la cinepresa avviene nel 1959, con il film L'immorale Mr. Teas. Il film, fin dall'inizio, andò contro il codice della censura. Il massimo consentito erano i cosiddetti "nudie cutie", vale a dire dei film che con la scusa del documentario riprendevano scene nudiste, ma la sua versione di questo sottogenere metteva per la prima volta in scena anche una trama, raccontando la storia di un uomo che consegnava dentiere e che a causa di un'anestesia vedeva tutte le donne nude. Lo stratagemma permise a Meyer di dedicare 60 dei 63 minuti del film a spogliarelliste e modelle disposte a svestirsi, reclutate, fra l'altro dallo stesso Meyer, grazie agli agganci fatti nel suo lavoro di fotografo. Ovviamente, la pellicola andò incontro a enormi difficoltà di distribuzione. Fu accettata solo in una sala di Seattle dove rimase per ben tre anni, e ci fu una serie di processi infiniti che terminò quando la Corte Suprema stabilì che la semplice esposizione del corpo umano non poteva definirsi "indecente e amorale". I cinema americani furono invasi dalle copie della sua pellicola d'esordio e il film, che costò 24.000 dollari, ne incasso un milione.
Nel decennio 1964-65, Meyer entra nel periodo che definirà "gotico", perché molti dei suoi film saranno girati con una fotografia in bianco e nero. È il caso di Lorna (1964), un'opera erotica ispirata ai romanzi di Erskine Caldwell e alla pellicola italiana Riso amaro, dove oltre ai nudi si accoppiava sesso e violenza, Motorpsycho! (1965) e il capolavoro Faster, pussycat! Kill Kill! (1966), storia di un travolgente road-movie di tre spogliarelliste, considerato l'antesignano di Thelma & Louise, nonché uno dei film più belli e trasgressivi di tutti i tempi da un regista estremo come John Waters.
Il ritorno alle tinte pastello, alle trame ancor più deliranti e ai montaggi frenetici avviene con Vixen (1968) che subì ben 23 processi! Seguirono poi Supervixens (1975) e Up! (1976), sceneggiato da Robert Ebert, uno dei più raffinati e colti critici cinematografici dell'America di allora. La sua filmografia si arricchisce di Beyond the Valley of the Dolls - Lungo la Valle delle Bambole (1970) con Edy Williams, che divenne quell'anno stesso la sua terza moglie. Odiatissima, il matrimonio con Edy Williams è stato considerato da Meyer un grave errore, confessando che non avrebbe mai dovuto sposare una donna del genere. Infatti in matrimonio durò fino al 1975 e poi Meyer divorziò.
Enorme fu il successo de I sette minuti che contano (1971) con John Carradine, poi nel 1977, il produttore Malcolm McLaren propose a Meyer di dirigere un film con i Sex Pistols. Il regista con il fido Ebert scrisse così una sceneggiatura dal titolo "Chi ha ucciso Bambi?", ma la lavorazione del film venne interrotta un giorno e mezzo dopo, quando McLaren scoprì che non aveva i soldi necessari per pagare l'intera troupe. Meyer così, tornò ai film sesso e violenza firmando Beneath the Valley of the Ultravixens (1979) che sarà il suo ultimo film.
Ritiratosi, passa gli anni Ottanta a scrivere la sua biografia: "A Clean Breast" ("Un seno pulito" o "Confessione compiuta") composta da ben tre volumi che pesano circa 5 chili, corredati da 2.500 fotografie, alla quale doveva succedere una versione video, lunga ben 17 ore, dal titolo "The Breast of Russ Meyer". Ogni tanto si lascia dirigere in qualche cameo, come nel caso di All the Way In! (1984) di Bob Chinn o Donne amazzoni sulla luna (1987), progetto a più mani, nel quale era stato coinvolto da un suo fan John Landis.
Trenta film in vent'anni dietro la macchina da presa. Tutti spesi all'insegna dietro quella che secondo lui era la più grande invenzione della donna: il seno. «Piuttosto che uscire con una donna piatta, preferisco giocare a carte», diceva. Eccessivo, ruspante, megalomane e autocelebrativo, muore per delle complicazioni polmonari, in California.

Ultimi film

Erotico, (USA - 1976), 80 min.
Commedia, (USA - 1975), 105 min.
Drammatico, (USA - 1972), 85 min.
Erotico, (USA - 1968), 70 min.
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