Dizionari del cinema
Quotidiani (2)
Miscellanea (4)
Collegamenti
Media & Link
Consulta on line la Biblioteca del cinema. Tutti i film dal 1895 a oggi:
martedì 21 gennaio 2020

Articoli e news Nanni Moretti

Nome: Giovanni Moretti
66 anni, 19 Agosto 1953 (Leone), Brunico (Italia)

Habemus Papam accolto dalla stampa internazionale come una ventata di freschezza.

Cannes, applausi per Moretti

venerdì 13 maggio 2011 - Ilaria Ravarino da NEWS

Cannes, applausi per Moretti «Habemus film», dice la stampa internazionale appena fuori dalla Sala Lumiére. Risate a scena aperta, applauso a fine proiezione, tante domande in conferenza stampa: Cannes promuove Nanni Moretti, in concorso con Habemus Papam e in trionfale trasferta in Croisette con la sua Margherita Buy a braccetto con la star francese Michel Piccoli. Accolto come una ventata di freschezza in un concorso che ha bandito il sorriso in sala da 48 ore, il film di Moretti ha acceso la curiosità dei cronisti, stuzzicati dalla sua rappresentazione naïve del Vaticano e dalle possibili reazioni della Chiesa. Sufficientemente disteso dalla calda accoglienza, il regista s’è lasciato coccolare, e interrogare, dalla stampa amica: nonostante Piccoli sia un mostro sacro nello showbiz francese, la vera star qui è lui. Perché a Cannes gli autografi si chiedono agli autori, non agli attori.

Piccoli, ha accettato subito il ruolo che le ha offerto Moretti?
Piccoli: io ho detto sì fin da subito, è lui che mi ha detto no. Ha voluto che facessi un provino e io mi sono presentato a Parigi con il vestito da Papa sotto al braccio. Moretti mi ha messo alla prova, poi mi ha ringraziato e non si è fatto più sentire per giorni. Quando finalmente mi ha chiamato per assegnarmi la parte, avevo quasi perso le speranze. In tutta onestà, posso dire che dopo aver girato con lui un film così bello, posso anche considerare chiusa la mia carriera.

Moretti come ha diretto un attore come Piccoli?
Moretti: Non è stato difficile, perché Michel è entrato immediatamente in una calda sintonia con gli altri membri del cast, tutti provenienti da scuole di recitazione diverse dalla sua. Sapevo quanto fosse bravo, ma non mi aspettavo che lo fosse così tanto: i suoi silenzi, i suoi sorrisi, i suoi gesti hanno arricchito non solo il personaggio, ma tutto il film in generale.

Avrebbe voluto interpretarlo lei, il Papa?
Moretti: No, fin da subito ho desiderato la parte dello psicanalista. E una volta che mi sono aggiudicato il personaggio, è stato facile organizzargli il tempo libero.

Che differenze ci sono tra il sacerdote de La messa è finita e il Papa di questo film?
Moretti: Essendo due film girati da un ateo, hanno in comune la mancanza di fede. Per il resto sono film diversi, con personaggi molto lontani l’uno dall’altro.

Perché le è tornata voglia di raccontare la Chiesa?
Moretti: In realtà la cosa che mi interessava di più non era raccontare la Chiesa, ma l’incontro fra mondi diversi. Un papa che si aggira per le strade e i bar di Roma, i cardinali che si trovano a convivere con uno psicanalista...

Perché ha raccontato il Vaticano in chiave antirealistica?
Moretti: Nonostante esistano molti film sull’argomento, nessuno sa cosa accada esattamente nel conclave, che tipo di strategie spostino i voti da un continente all’altro, né come sia la vita vera di un Papa. Nel film ho voluto raccontare il mio Papa, il mio Vaticano, il mio conclave, i miei cardinali, scartando la visione realistica che tutti ci saremmo potuti aspettare.

È stato mai cattolico?
Moretti: Ho avuto un’educazione cattolica ma non sono più credente da quando ho 25 anni. Però non sottoscrivo la famosa frase di Bunuel, «Grazie a Dio sono ateo», perché a me dispiace non essere credente. Del resto è proprio questa condizione che mi ha permesso di non trattare l’argomento della Chiesa con quella rabbia che di solito ha chi dice di non avere fede, e invece in fondo è ancora cattolico.

Perché nel film non accenna agli scandali che hanno travolto recentemente la Chiesa?
Moretti: Siamo stati tentati. Mentre scrivevamo il film la Chiesa era tutti i giorni sui giornali per via delle accuse ai preti pedofili, ma abbiamo cercato di non farci condizionare. La nostra storia non riguardava direttamente quelle questioni.

Che ne pensa, oggi, di quel periodo di scandali?
Moretti: Penso che, forse in ritardo, la Chiesa si sia finalmente sentita in dovere di chiedere scusa.

Il Vaticano ha ancora influenza sulla politica italiana?
Moretti: L’ha sempre avuta. Ma negli ultimi anni c’è da parte di tutti i partiti politici una certa agitazione nel recepire le parole degli uomini di chiesa.

Il Vaticano ha intralciato il suo film?
Moretti: Non è stato né di ostacolo né di sostegno.

La Chiesa ha criticato il film?
Moretti: Gli estremisti esistono in ogni religione. Le critiche sono state poche e sono venute da personaggi isolati e non rappresentativi del mondo cattolico. Non ne ho approfittato per fare la vittima, cosa che non mi piace fare.

Perché avete cominciato il film con i funerali di Papa Wojtyla?
Moretti: La prima idea era quella di cominciare con un funerale vago, senza specificare di chi fosse. Poi ho visto il materiale video del funerale di Wojtyla e l’ho trovato straordinario. L’unica preoccupazione era che, riconoscendo le immagini, il pubblico potesse confondersi e aspettarsi di assistere all’elezione di Ratzinger. Per nostra fortuna, però, il mio Papa Melville e Ratzinger hanno personalità talmente diverse che, nonostante l’ombra di un Papa precedente e molto amato sia palpabile nella storia, non c’è veramente alcun rischio di sovrapporre i due personaggi.

   

Presentato Habemus Papam, tra Cannes e il Vaticano.

Moretti: «Il Papa? È l'ultimo dei miei problemi»

Moretti: «Il Papa? È l'ultimo dei miei problemi» «E chi c’è ancora? Posso saperlo? Qualcuno mi dice qualche altro nome? Non lo sapete? Malick? Almodovar? Chi altro? Non avete notizie fresche, voi?»: conferenza stampa con (mezza) sorpresa a Roma per Nanni Moretti, che ha appreso in diretta da un giornalista la notizia che il suo Habemus Papam sarà in concorso nella prossima edizione del Festival di Cannes. Un segreto di Pulcinella, già da tempo sussurrato nei corridoi della Sacher Film, diventato realtà e non senza una certa apprensione: «A Cannes sono stato tante volte, persino con Ecce Bombo, in concorso, 33 anni fa – ha detto a caldo il regista - Non so che dire, spero che il Festival aiuti il cammino internazionale del film». Già venduto in Polonia, dove è atteso da più di 37 milioni di fedeli come film-monumento al Papa che fu, Habemus Papam rappresenterà l’Italia a Cannes insieme a This Must Be The Place di Paolo Sorrentino.

Da Prati al Vaticano, un trasloco durato 35 anni.

Habemus Nanni

Habemus Nanni «Uno sceneggiatore è come uno che deve calcolare le spese per arrivare precisamente a fine mese: tutto quello che pensa, poi va realizzato e pagato. È stata quindi una sorta di incoscienza scrivere in testa ad alcune scene per il film di Moretti, invece di un vago interno-soggiorno, uno spaventoso interno-Capella Sistina».
Francesco Piccolo, con Federica Pontremoli sceneggiatore dell’attesissimo Habemus Papam di Nanni Moretti, è tra i pochi a spiccicare parola. Intorno all’undicesimo lungometraggio del regista romano c’è la consueta cortina di silenzio, pochissime indiscrezioni, un sobrio sito ufficiale che dispensa informazioni a singhiozzo. Il trailer. Le musiche. Un abbozzo di backstage. E la prima, preziosa pagina di sceneggiatura che nell’intestazione recita: Piazza San Pietro - esterno giorno. Girato in una Roma monumentale che ricorda il Vaticano, parzialmente ricostruita attraverso un patchwork di palazzi storici e residenze signorili del centro, Habemus Papam arriva a cinque anni di distanza da Il Caimano e segna una svolta significativa nella geografia sentimentale di un regista storicamente ed emotivamente attaccato a una Roma assai diversa da quella papalina-chic di Via Giulia e dintorni. «Non è stata una cosa semplice trovare le location del film – ha detto la Pontremoli - perché il Vaticano non ha concesso nessuno dei suoi spazi, neppure il Palazzo della Cancelleria che aveva dato a qualche fiction tv. Ma dato che Habemus Papam è una coproduzione con la Francia, le riprese si sono svolte tra Palazzo Farnese, che è l’ambasciata francese, e l’Accademia di Francia a Villa Medici. La cosa più incredibile però è stata la ricostruzione della Cappella Sistina a Cinecittà, all’80% della grandezza reale: io stessa quando sono andata sul set sono rimasta impressionata dalla somiglianza. Anche tutta questa attenzione alla verosimiglianza e alla ricostruzione è una novità nella filmografia di Moretti».
E così, a pochi giorni di distanza dall’uscita in sala, gli unici a lasciarsi scappare qualche suggestione sul film sono i luoghi stessi in cui Moretti ha girato: la sede del conclave a Cinecittà, Palazzo Barberini a due passi da Via Veneto, Villa Medici con vista sulla Piazza di Spagna da cartolina e Palazzo Farnese, così pericolosamente vicino a quella campo de’ Fiori «dove non mi sono mai sentito a mio agio – ha detto spesso Moretti - non so perché». Luoghi inesplorati dalla cine-biografia morettiana, più centrali che mai e lontani anni luce dalle sachertorte nelle vetrine di Monteverde, dall’architettura delle gelaterie di Prati, dal grigiore urbano di Spinaceto «che non è poi così male». Per traslocare in centro, dal quartiere Prati di Io sono un autarchico al Vaticano di Habemus Papam, Moretti ha impiegato 35 anni. A cavallo di una Vespa, a voler ripercorrere tutta la strada in mezzo, ci vogliono appena dieci minuti. Continua »

   

Antonello Grimaldi traduce con empatia l'opera letteraria di Sandro Veronesi.

Caos calmo: l'elaborazione del lutto

Caos calmo: l'elaborazione del lutto Un percorso doloroso, quello dell'elaborazione del lutto, che porta a fare i conti con se stessi e con la vita. Ognuno sceglie come affrontare il dolore della perdita, affossandolo o semplicemente aspettando che si manifesti per poi incamminarsi verso la guarigione. Nonostante si sia parlato di una sola scena del nuovo film di Antonello Grimaldi, Caos calmo è una riflessione intimista sulla morte e sulla vita attraverso lo sguardo "distaccato" di Pietro Paladini (interpretato magistralmente da Nanni Moretti). Nel parco dove si rifugia per aspettare di essere colpito dal dolore - che non riesce a provare - crea una sorta di ordine al caos (calmo) che si porta dentro.

Esilaranti, parodistici, grotteschi oppure lievi e sognanti.

Tutti i finti 'film nei film' di Nanni Moretti

domenica 19 aprile 2015 - Gabriele Niola da NEWS

Tutti i finti 'film nei film' di Nanni Moretti Nei film di Nanni Moretti c'è sempre Nanni Moretti, anche se si chiama Michele Apicella, Don Giulio o Margherita, Nanni è sempre lì "accanto al suo personaggio", così tanto che assieme a lui spesso porta anche il set. Mia madre non fa eccezione, la protagonista è intenta a girare un film su un imprenditore in lotta con gli operai di una fabbrica che rischia di chiudere, c'è un attore americano eccentrico, ci sono le maestranze e le difficoltà quotidiane del fare il regista. La maniera in cui quel finto film è ripreso dice come sempre tantissimo.
La filmografia di Moretti è infatti forse la più densa di film nei film, la più colma di cineasti che cercano di realizzare un film o lo sognano. Opere esagerate che solitamente per genere, tematica o stile sono ben lontane dagli standard delle storie che le contengono. Nella finzione della trama i suoi personaggi girano lungometraggi come lui non farebbe mai, come ne disprezza, come ne ama e come ne è incuriosito. I film nei film di Moretti sono sogni o incubi.

   

La complessità dell'ultimo cinema del regista: radicalmente libero.

La politica degli autori: Nanni Moretti

martedì 14 aprile 2015 - Mauro Gervasini da APPROFONDIMENTI

La politica degli autori: Nanni Moretti Autofiction. Termine orrendo che farà orrore più a lui che a noi. Ma rende il concetto. Biografia personale e dimensione politica, coscienza pubblica e intimismo. Il cinema di Nanni Moretti, dal cortometraggio d'esordio La sconfitta (1973), si muove tra suggestioni a prima vista contraddittorie; coglie lo spirito di un tempo prima devastato poi vile (la crisi di una generazione, il riflusso, la presunta fine della storia, il venire meno di una classe politica e dell'impegno individuale, la deriva culturale del berlusconismo) ed elabora l'esperienza personale. Al centro un individuo che si rispecchia nell'autore. A volte in maniera letterale, con la forma diaristica di Caro diario (1993, il titolo francese Journal intime rende ancora meglio l'idea) e Aprile (1998); altre con Nanni che "sta accanto" al personaggio Michele Apicella (Io sono un autarchico, Ecce bombo, Sogni d'oro, Bianca, Palombella rossa), ben oltre l'alter ego. Apicella, come noto, è il cognome della mamma del regista, Agata. Fino a La stanza del figlio (2001, Palma d'oro al Festival di Cannes) è possibile individuare l'evoluzione di un unico personaggio finto che poi con le sue manie, paure, indecisioni, idiosincrasie, simpatie si sintetizza in quello vero di Caro diario e Aprile. Apparentemente fa eccezione il prete di La messa è finita, ma non so.

   

In attesa dell'uscita di Mia madre.

Tutte le canzoni dei film di Nanni Moretti, ascolta la playlist

venerdì 27 marzo 2015 - a cura della redazione da PLAYLIST

Tutte le canzoni dei film di Nanni Moretti, ascolta la playlist Il film Mia madre, prodotto da Nanni Moretti e da Domenico Procacci in una coproduzione con Francia (Le Pacte - Arte) e Germania (Film Boutique) per un budget stimato intorno agli 8 milioni di euro, è dedicato alla figura di una regista di successo (Margherita Buy) impegnata sul set di un nuovo film che ha per protagonista un attore italoamericano interpretato da John Turturro. Mentre la sua vita privata si divide tra il capezzale della madre e una relazione che sta terminando, quella professionale è ad un punto morto. A spronarla e a sostenerla c'è il fratello, interpretato da Nanni Moretti, anche lui protagonista di un cambiamento in ambito lavorativo.
Anche per questo film Nanni Moretti ha scelto una colonna sonora coinvolgente, sulla quale spicca la canzone "Baby's Coming Back to Me" di Jarvis Cocker, l'ex cantante dei Pulp (inserita nel trailer ufficiale del film). La scelta della colonna sonora è da sempre stata un punto fondamentale del cinema di Moretti: MYmovies.it presenta una selezione delle canzoni più belle e memorabili della filmografia del cineasta, in attesa dell'uscita in sala di Mia madre, dal 16 aprile al cinema.

   

Il regista alla Croisette, dal 16 al 27 maggio prossimo.

Nanni Moretti sarà presidente di giuria al Festival di Cannes

venerdì 20 gennaio 2012 - Nicoletta Dose da NEWS

Nanni Moretti sarà presidente di giuria al Festival di Cannes Il regista alla Croisette, dal 16 al 27 maggio prossimo.

Moretti e Sorrentino alla kermesse, De Niro presidente della giuria.

Cannes 2011, conferme e rumors sul festival

martedì 1 marzo 2011 - Nicoletta Dose da NEWS

Cannes 2011, conferme e rumors sul festival Il cinema italiano è in crisi? La domanda rimbomba, senza trovare risposta, nei dibattiti intellettuali dei maggiori critici cinematografici, nelle chiacchiere tra novelli cinefili e in ogni occasione festivaliera che si presenti. Quest'ultime, se sono a Venezia, Cannes o Berlino, garantiscono rassegne contraddistinte dal tocco d'autore, e prendervi parte è una fervida dimostrazione di vitalità. Se alla Berlinale 2011 l'Italia ha presenziato solo fuori concorso, con la commedia Qualunquemente e Gianni e le donne, alla sessantaquattresima edizione del Festival di Cannes, che si terrà dall'11 al 22 maggio prossimi, ritorna da protagonista con alcune tra le più interessanti proposte dell'anno. Massimo riserbo su cast e trama fino all'ultimo, uno dei più amati registi italiani in Francia, Nanni Moretti, dopo la vittoria della Palma d'oro con La stanza del figlio nel 2001, si appresta a fare la scalinata del Montée des Marches con la "commedia dolorosa" Habemus Papam (in uscita nelle sale il 15 aprile), dove vedremo un fatto straordinario che non è mai accaduto o che forse non abbiamo mai visto: la crisi mistica di un papa appena eletto. Michel Piccoli è il pontefice, Moretti lo psicanalista che cercherà di comprendere i dubbi dell'uomo di Chiesa più influente al mondo. Arriva anche la conferma di Paolo Sorrentino, che sarà presente con This Must be the Place, storia di un divo del rock (interpretato da Sean Penn) sul viale del tramonto, distrutto da noia e sgomento che cercherà di vendicarsi del padre, ucciso da un nazista durante la seconda guerra mondiale. La caccia all'assassino di Sorrentino potrebbe essere accompagnato dalla presenza di altri registi italiani, Gianni Amelio con Le Premier Homme, Andrea Molaioli con Il gioiellino, Emanuele Crialese con Terraferma, Mimmo Calopresti con un documentario dedicato alla storia del PCI, intitolato Anch'io ero comunista ma ancora non ci sono dichiarazioni definitive.

De Niro personaggio dell'anno
Era il 2009 quando Michel Gondry presentò, fuori concorso, il documentario The Thorn in the Heart dedicato alla zia Suzette, ai suoi crucci sull'educazione dei figli e sul mestiere prodigioso di maestra elementare. Ora ritorna a Cannes nella veste nuova di presidente della giuria della Cinéfondation Short Films, prendendo il posto degli illustri colleghi che lo hanno preceduto, Atom Egoyan, Hou Hsiao-Hsien, Martin Scorsese e John Boorman. Tra le poltrone più prestigiose della prossima edizione del festival ci sarà anche quella occupata da Robert De Niro, recentemente paparazzato e forsennatamente inseguito dai giornalisti italiani (per la sua fulgida interpretazione in Manuale d'amore 3 di Giovanni Veronesi). Per la terza volta (già giurato a Cannes negli anni Ottanta) sarà lui, dopo la presidenza di Tim Burton dell'anno scorso, a conferire la Palma d'oro al vincitore. La sua simpatica presenza - De Niro è duro nella finzione, adorabile fuori dal set – impone in giuria rigore e passione. E la statura del ruolo di presidente sarà una bella sfida da tenere d'occhio.

Woody Allen e gli altri registi del festival
Ad aprire la kermesse di quest'anno ci pensa Woody Allen che presenta Midnight in Paris, una commedia romantica interpretata da Owen Wilson, Rachel McAdams, Marion Cotillard e Carla Bruni, sul viaggio di affari di una famiglia americana in terra francese. Un soggetto perfetto per inaugurare il più importante festival cinematografico d'oltralpe. E così, dopo Londra e Barcellona, Allen approda a Parigi, con l'approvazione del direttore artistico del festival, Thierry Frémaux, che dice: "con questo film il regista offre uno sguardo più profondo alle tematiche che ha sviluppato nei suoi ultimi lavori: il nostro rapporto con la storia, con le arti, con il piacere e con la vita". Il cartellone prevede anche, tra gli altri, La Piel Que Habito dello spagnolo Pedro Almodóvar, Melancholia del danese Lars Von Trier, La Gamin au vélo dei belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne (ospiti fissi a Cannes), Faust del russo Aleksandr Sokurov e Life Without Principle di Johnnie To. Grande attesa anche per The Tree of Life dell'americano Terrence Malick, ancora in sospeso, anche se i rumors si fanno sempre più convincenti. Tra gli invitati dovrebbero esserci anche A Dangerous Method del canadese David Cronenberg, Restless di Gus Van Sant, Twixt Now and Sunrise di Francis Ford Coppola e Waiting for Azrael di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi.

   

Visualizza tutti gli approfondimenti (8)
   
   
   


Tre piani

Tre famiglie, tre piani diversi
Data uscita: 23/04/2020
Regia di Nanni Moretti. Genere Drammatico, produzione Italia, 2020.

L'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Eshkol Nevo, uscito nel 2017.
prossimamente al cinema Film al cinema Novità in dvd Film in tv
Altri prossimamente » Altri film al cinema » Altri film in dvd » Altri film in tv »
home | cinema | database | film | uscite | dvd | tv | box office | prossimamente | colonne sonore | Accedi | trailer | TROVASTREAMING |
Copyright© 2000 - 2020 MYmovies® // Mo-Net All rights reserved. P.IVA: 05056400483 - Licenza Siae n. 2792/I/2742 - credits | contatti | redazione@mymovies.it
Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso
pubblicità