Un film-esperimento che denota Kurosawa come l'ultimo dei romantici, irriducibile alla banalità. Drammatico, Storico, Thriller - Giappone2026. Durata 147 Minuti.
Kurosawa si dedica al jidaigeki trasformandolo in thriller sul superamento della tradizione guerriera. Espandi ▽
Nel Giappone del XVI secolo, il samurai Araki Murashige si ribella al daimyo Nobunaga Oda e si asserraglia con i clan amici nel castello di Arioka. Quando riceve l'ambasciata di Kuroda Kanbei, che gli intima di arrendersi, Murashige, anziché farlo giustiziare, lo chiude in una cella. Risparmia anche il figlio di otto anni di un generale che ha tradito, ma il ragazzo viene ucciso da un misterioso arciere. Ha inizio un'indagine, che si protrae per quattro stagioni, per scoprire gli intrighi interni al castello.
Non tutte le sottotrame sono adeguatamente sviluppate - ad esempio il confronto di religioni tra buddismo e cristianesimo - e la trama arzigogolata e fitta di personaggi non agevola il coinvolgimento dello spettatore, ma il film, per quanto minore nella illustre filmografia del regista, rimane un interessante esperimento condotto su un genere sempre più cristallizzato e codificato in cliché che hanno portato il jidaigeki dalla gloria del cinema passato alla standardizzazione delle serie tv.
In questo Kiyoshi Kurosawa, come il suo protagonista, assomiglia all'ultimo dei romantici, un bastian contrario forse perdente, ma irriducibile alla banalità. Recensione ❯
Nel '76 Adriano Panatta e i suoi compagni di squadra tentano di compiere un'impresa che non ha precedenti nella storia del tennis italiano: vincere la Coppa Davis. Ma nell'anno d'oro di Adriano, il primo azzurro a trionfare agli internazionali di Roma e al Rolland Garros di Parigi consecutivamente, vincere non basta, perché nell'Italia degli anni di piombo anche una finale può diventare la scintilla di uno scontro politico.
In un Paese diviso tra agonismo sportivo e ideologia, Adriano e gli altri potranno contare solo sull'aiuto di un uomo che rischierà il tutto per tutto, compresa la vita, per trattare i termini di una finale che vedrà scendere in campo, oltre ai giocatori, anche un dittatore fascista cileno, il partito comunista italiano e l'opinione pubblica divisa.
Questa è la storia di quell'incredibile avventura. Recensione ❯
Moderna e libera reinvenzione della sceneggiatura del film La vedova nera. Espandi ▽
In seguito alla morte del ricco rampollo Caleb Easton, l'agente dell'FBI di basso livello Alice Black si convince che una serial killer stia uccidendo alcuni uomini. Ottiene il reclutante aiuto di Nora Washington, a capo dell'unità crimini sessuali dell'FBI. Collabora da subito all'indagine anche l'ex collega della polizia di New York Danny Kelly, ma presto vengono aggiunti all'operazione anche un pusillanime agente FBI che vuole solo compiacere i suoi capi più potenti e, con grande sconforto di Alice, un altro ex collega del NYPD con cui lei ha avuto una relazione decisamente tossica e traumatica.
Nel mentre l'assassina Catherine fa perdere le proprie tracce attraverso un centro di aiuto alle donne minacciate da compagni violenti e si infiltra nella vita e nell'appartamento del suo prossimo bersaglio, un ricco avvocato che, come le sue precedenti vittime è legato a un giro di traffico sessuale.
Moderna e libera reinvenzione della sceneggiatura del film La vedova nera, Furious è la serie crime che affronta il mondo scoperto dagli Epstein Files. Recensione ❯
Tratto dall'amata serie dedicata a Bluey, un'adorabile e instancabile cagnolina di razza Blue Heeler che vive con la mamma, il papà e la sorellina Bingo. Espandi ▽
Il film una giornata ricca di avventure in cui una grande sorpresa cambia tutto per lei e la sua famiglia. Recensione ❯
Una riflessione sulll'importanza della memoria secondo Amos Gitai. Espandi ▽
Gitai realizza un film ibrido tra documentario e finzione utilizzando nuove riprese ma anche materiale di archivio o di sue opere precedenti. Affida un ruolo importante alla musica e alle voci di personalità come Jeanne Moreau, Arthur Miller, Samuel Fuller e Yitzhak Rabin. Sviluppa così un percorso che parte da Gerusalemme per arrivare a Gerico in Cisgiordania.
Gitai torna ad esplorare le potenzialità di una sua estetica di narrazione in cui la fusione o giustapposizione di materiali eterogenei possa dare vita a un pensiero autonomo. Non è una scelta estetica semplice quella che il regista israeliano persegue con coerenza da tempo nei suoi film. Non ha di mira la narratività classica quanto piuttosto una messa insieme di elementi eterogeni che producano senso come esito finale. Recensione ❯
Un documentario ibrido che ritrae la Bielorussia contemporanea attraverso le storie di chi ha subito prigionia, repressione ed esilio. Voci di un Paese silenziato, soffocato dal regime. Recensione ❯
Fernanda Wittgens entra a Brera nel 1928 e in pochi anni diventa direttrice della Pinacoteca. Coraggiosa e
visionaria, durante la guerra salva le opere d'arte dai bombardamenti, aiuta perseguitati politici e famiglie
ebree a fuggire dal regime e, per il suo impegno antifascista, viene incarcerata. Dopo la Liberazione
ricostruisce Brera e difende un'idea di museo aperto e accessibile a tutti. Nonostante il valore pionieristico
della sua opera, dopo la morte viene dimenticata. Da questa assenza nasce il dispositivo del film: attraverso
l'attrice Sara Drago, che dà voce e corpo alle sue lettere, e la storica dell'arte Giovanna Ginex, i registi
costruiscono uno spazio collaborativo in cui memoria, interpretazione e presente si intrecciano. Fernanda,
pur invisibile, diventa una presenza viva. Recensione ❯
Il film è un western contadino cantato, nel paesaggio rurale dove ebbe luogo la vita e la lotta di Rocco Scotellaro, poeta e militante meridionalista. Espandi ▽
Guastamacchia è un contadino cantore che attraversa la Lucania interna cercando lavoro e riportando alla memoria versi e strofe del passato, Quella della trasmissione orale attraverso il canto è la modalità di comunicazione e di conservazione di una cultura contadina che rischia altrimenti di scomparire. Nume tutelare di questo percorso tra presente e passato è lo scrittore e poeta Rocco Scotellaro. Alessandra Lancellotti va alla ricerca, dopo la distruzione avvenuta progressivamente tra gli anni ’50 e ’60, dell’eredità contadina al contempo superata e necessaria. Alla base c’è l’opera di Rocco Scotellaro, poeta, scrittore, uomo politico scomparso all’età di trent’anni. Scotellaro ha cantato quella Lucania esaltandone le qualità ancestrali e Lancellotti rende omaggio a lui e al territorio. Vede nel presente, dopo lo svuotamento della civiltà contadina e la fine di quella industriale l’emergere di una realtà post industriale che farà definitivamente scomparire l’agricoltura. Ci sono immagini nel film in cui sembra di vedere “Il seminatore” di Van Gogh che si muove su un terreno su cui si scorgono le tracce del passaggio di macchinari agricoli.
È in questa compresenza che la regista legge l’esigenza di non distruggere il passato, seppure con tutta la sua dimensione patriarcale, in favore di un futuro di cui non si sono ancora comprese le finalità. Recensione ❯
Un dramma ambientato nella comunità circassa del New Jersey. Espandi ▽
A Newark, nel New Jersey, l'adolescente Temir cresce con il padre Azik, cuoco nel ristorante gestito dalla sorella Zalya, nella comunità degli immigrati circassici, regione caucasica della Russia. Temir è un promettente campione di lotta libera e assiste tra l'ammirazione e la vergogna alle intemperanze del genitore. Sperando di far ottenere al padre un nuovo lavoro più ambizioso, Temir scatenerà in buona fede una catena di eventi che porteranno a una inevitabile tragedia.
Kantemir Balagov, promessa del cinema russo, gira il suo primo film internazionale, dopo aver lasciato il suo Paese in seguito all'invasione dell'Ucraina.
Balagov ha un talento innato per il cinema, usa gli spazi, i suoni, il fuoricampo per costruire sequenze dilatate che portano il peso dello spazio e del tempo occupati e vissuti dai suoi personaggi. Il suo film è fatto di gesti, contatti, corpi, anche cibo. Non un film perfetto, purtroppo, ma nonostante tutto un grande film. Recensione ❯
Le storie di Pio, lavoratore precario nell'industria del turismo, quella della famiglia di Ugo, in cerca di verità e giustizia dopo l'omicidio del ragazzo, infine quella dei disoccupati organizzati in lotta da anni per un lavoro dignitoso, rispecchiano tre movimenti di un'unica traiettoria, che accomuna le vite degli invisibili, dei senza voce della città. Incanalati fin dalla nascita su un binario morto, dei suoi tentativi di scartare di lato, della differenza che esiste tra il farlo da soli e unirsi agli altri, ai propri simili e ai diversi da sé. Recensione ❯
Un film scritto e diretto dal candidato all'Oscar Tony Gilroy. Espandi ▽
Il film racconta la storia di un musicista proveniente da una famiglia di musicisti che torna a Los Angeles. Una dichiarazione d'amore alla musica del cinema e alle persone che la creano. Recensione ❯
Tomb Raider è tratta dall'iconica serie di videogiochi, che segue le avventure della famosa archeologa Lara Croft. Espandi ▽
La serie vede Sohpie Turner nel ruolo di Lara Croft, affiancata dal cast, recentemente annunciato, composto da Sigourney Weaver, Jason Isaacs, Martin Bobb-Semple, Jack Bannon, John Heffernan, Bill Paterson, Paterson Joseph, Sasha Luss, Juliette Motamed, Celia Imrie e August Wittgenstein. Recensione ❯
Il viaggio emotivo di una sedicenne, tra sfide scolastiche e il calore del deserto, sullo sfondo di un'America traumatizzata dagli eventi dell'11 settembre. Espandi ▽
Franny, una studentessa tedesca di 16 anni, è alle prese con la vita in una città del New Mexico durante l'America post-11 settembre, dove trova un inaspettato legame emotivo con un coetaneo. Recensione ❯
Il dramma di due fratelli intrappolati nel divorzio dei genitori. Espandi ▽
Intrappolati nel fuoco incrociato del divorzio dei genitori, Nina ed Eli sono combattuti tra lealtà, rabbia e desiderio di essere visti. Attraverso le loro prospettive speculari, si dipana la storia, rivelando come l'amore possa frantumarsi e ritrovare comunque la strada di casa. Recensione ❯
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