Un kammerspiel metafisico sulla lotta politica, il tradimento e la paranoia. Espandi ▽
Aprile 1940. Su un treno viaggiano il comunista Umberto Cassola, in fuga dal nazifascismo e dall'OVRA ma anche dall'accusa di essere un "nemico del popolo" da parte dei militanti stalinisti, e la sua compagna Julia ("compagna" in senso politico o romantico?), entrambi impegnati in una missione: consegnare a Mosca le lettere di un certo Spartaco per conto del Comintern, anche noto come la Terza Internazionale Comunista. Su quel treno viaggiano anche un rappresentante ungherese dell'International Liason - non si sa bene se per proteggere Cassola o per tenerlo sotto controllo - un'inquietante ragazzina russa, un militante fascista (e molte euforiche camicie nere), una femme fatale e (forse) anche una spia.
Europa Centrale è l'opera prima di Gianluca Minucci, regista e cosceneggiatore insieme a Patrick Karlsen, docente universitario esperto di Storia del Comunismo Internazionale. Ciò che all'inizio appare originale alla lunga rischia dunque di sconfinare nel pretenzioso, e soprattutto di risultare altrettanto alienante del mondo paranoide che racconta. Recensione ❯
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Riccardo, ex allenatore olimpico, accetta la nuova sfida di allenare per gli Europei dei campioni paralimpici. Si trasferisce quindi ad Ancona assieme alle figlie, con cui ha un rapporto conflittuale. Ma l'accoglienza degli atleti non è delle migliori: non sembrano proprio avere fiducia in lui. Sarà in grado di trasformare il gruppo in una vera e propria squadra? E sarà in grado di rimettere assieme i cocci della sua famiglia? Recensione ❯
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Tutta la leggerezza e la stravaganza di Dupieux per una commedia drammatica con quattro attori che fanno miracoli. Commedia, Francia2024. Durata 76 Minuti.
Quattro attori si trovano a riflettere sul loro mestiere e i problemi che affliggono oggi il cinema. Espandi ▽
Quentin Dupieux con Le deuxième acte trasforma il processo del ‘film nel film’ in una commedia drammatica per quattro attori che ‘suonano’ adagio, andante e allegro. Un film loquace, una serie di conversazioni che si compiacciono del loro tour de force: la lunghezza dei binari del dolly che accompagna l’avanzare dei personaggi su strade che sembrano più piste di decollo. L’interminabile carrellata che chiude il film parla da sola dell’ossessione dell’autore: privilegiare la singolarità poetica al discorso morale. Léa Seydoux, Vincent Lindon e Louis Garrel, diretti per la prima volta, prendono il potere, volgendo un materiale reazionario in un irresistibile gioiello comico. Le deuxième acte si tuffa a capofitto nell’espressione di un malessere, tra la pressione della cancel culture, del #MeToo e dell’IA. Quentin Dupieux affonda il colpo in quello che rimane il mistero più seducente e più essenziale del processo cinematografico: il modo in cui una storia diventa corpo, per davvero o per finta. Recensione ❯
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Un action movie su un uomo che si rivolge ad un narcotrafficante per proteggere una ragazza. Espandi ▽
In una città dove chi ha poteri è controllato e oppresso, un ex criminale si allea con un narcotrafficante che disprezza per proteggere un'adolescente da un poliziotto corrotto. Recensione ❯
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Biopic per la televisione su Paolo Villaggio diretto da Luca Manfredi. Espandi ▽
Genova, seconda metà degli anni '50. Paolo Villaggio e la sua "banda" di amici della borghesia genovese, composta da un giovanissimo Fabrizio De Andre', il "Polio", professore di lettere su sedia a rotelle e Piero, gemello diverso di Paolo, compiono le loro goliardiche scorribande notturne. Ma mentre di giorno il Polio e Piero lavorano e studiano, Paolo e Fabrizio dormono e a tempo perso compongono canzoni come "i Fannulloni" e "Carlo Martello". Paolo, studente di legge fuoricorso con libretto in bianco, mette incinta Maura, la sua fidanzata e la sposa in Comune vestito in maglietta, zoccoli e pantaloncini da mare. Recensione ❯
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La serie è incentrata sul personaggio di Kathryn Hahn, Agatha Harkness, dell'acclamata serie Marvel Studios WandaVision, che intraprende una pericolosa e misteriosa avventura piena di sfide e ostacoli. Espandi ▽
In Agatha All Along, la famigerata Agatha Harkness si ritrova sconfitta e senza potere dopo che un misterioso goth Teen la aiuta a liberarsi da un incantesimo distorto. Il suo interesse si accende quando lui la prega di accompagnarlo sulla leggendaria Strada delle Streghe, una serie di prove magiche che, se superate, ricompensano una strega con ciò che le manca. Insieme, Agatha e questo misterioso adolescente mettono insieme una congrega spietata e si incamminano lungo la Strada... Recensione ❯
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La narrazione cruda e senza filtri di una settimana vissuta in provincia attraverso tre storie, diverse ma connesse, di trentenni incatenati al proprio mondo grigio e soporifero che li ha inghiottiti da sempre. Espandi ▽
Giuseppe, Lucio e Lorenzo sono tre uomini disillusi che attraversano gli spazi sulfurei e i grandi sterrati di nulla che circondano le mura dell'area satellite di una città più grande. Le scarpe si sporcano di terriccio, gli occhi sono lucidi per il polline; non c'è aria ma solo i tralicci dell'alta velocità e ponti che portano lontano. Una volta pieni di speranze, istruiti e colti, albergano nel proprio covo di indigenza in cui nulla accade e niente vibra se non quella costante frequenza bassa tipica di quando aspetti qualcosa di eccitante. Qualcosa che non accade. Qualcosa che non accadrà. La settimana che sta per trascorrere culminerà con il compleanno di Giuseppe, sabato; l'ultimo ad entrare nel gruppo dei "trentatré". Recensione ❯
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Con la forza e la solidità del grande cinema, il documentario immortala un modo non comune di vivere tra la natura. Documentario, Italia, Germania2024. Durata 83 Minuti.
Sulle montagne del Lazio, tra pascoli, lupi, bovini e cavalli selvaggi, una famiglia di allevatori cerca di condurre una vita etica e responsabile. Espandi ▽
Sui monti della Tolfa, nel Lazio, una famiglia di allevatori di bovini e cavalli ha deciso di avviare la propria attività seguendo la modalità del pascolo rigenerativo. Per farlo deve combattere contro diverse insidie. Inevitabilmente, il regista Michele Cinque coglie nei paesaggi aridi e selvaggi delle montagne laziali un’ambientazione da film western, sottolineata anche dalle musiche evocative di immaginari riconoscibili e al tempo stesso lontani. Tra cavalcate, campi lunghi, cieli luminosi, colline giallastre, cavalli allo stato brado che pascolano, Cose che accadono sulla terra porta il documentario in una dimensione mitica. È il racconto di un tentativo, di una resistenza, di un altro modo di vivere, in cui la relazione fra uomo e paesaggio, così affascinante in lontananza e iscritta in immaginari da cinema classico, si frantuma in mille pezzi se vista da una prospettiva ravvicinata. E si entra così nella dimensione del quotidiano, nelle questioni pratiche, nelle discussioni, negli incidenti, talvolta nelle liti. Recensione ❯
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Owen, adolescente, sta cercando di sopravvivere alla sua vita di periferia, quando una sua compagna di classe gli fa conoscere un misterioso programma televisivo notturno che racconta di un mondo soprannaturale al di sotto del loro. Espandi ▽
Owen, adolescente, sta cercando di sopravvivere alla sua vita di periferia, quando una sua compagna di classe gli fa conoscere un misterioso programma televisivo notturno che racconta di un mondo soprannaturale al di sotto del loro. Da quel momento la visione della realtà di Owen inizia a incrinarsi. Recensione ❯
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Ritratto della grande artista novantenne che racconta se stessa e la sua carriera. Espandi ▽
Quando a cinquantacinque anni Isabella Ducrot, al secolo Antonia Mosca, ha iniziato a dedicarsi all'arte, nessuno, tantomeno lei, poteva immaginare che oggi, novantenne, sarebbe diventata un'artista contesa dalle maggiori gallerie di tutto il mondo. Il film la segue per due anni, tra successi internazionali e rivelazioni private, offrendo in controluce, dietro al racconto dell'artista quotata, autodidatta e lontana dall'accademia, anche il ritratto di una donna che ha attraversato il Novecento per rivelarci infine che «la vita felice comincia a sessant'anni!». E noi, meravigliati da ciò che dice e che fa, le crediamo. Recensione ❯
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Un'opera per tornare a riflettere sulla vicenda di Mimmo Lucano grazie alla sua stessa comunità. Documentario, Italia, Francia, Belgio2024. Durata 97 Minuti.
Dopo vent'anni di armonia, l'arresto del sindaco Lucano costringe Riace, modello per l'accoglienza dei migranti, a un doloroso dilemma: resistere o scomparire. Espandi ▽
Mimmo Lucano, accogliendo i primi 200 migranti giunti sulle vicine coste della Calabria ha fato il via ad un modello di integrazione che ha rivitalizzato strutture del paese ormai improduttive. Qualcuno però non apprezzava il modello e, denunciandolo con l’accusa di diversi reati, ha interrotto l’attività costringendo di fatto molti dei nuovi arrivati e ormai integrati ad andarsene. Il documentario segue tutta la vicenda illustrando motivazioni ed accuse.
Siamo di fronte a un reportage di una lunga, troppo lunga, vicenda di diffamazione (così è di fatto visto che in definitiva tutte le accuse tranne una minore sono state alla fine ritenute prive di fondamento) che si schiera nettamente dalla parte di Lucano.
Ci sono documentari che consentono di ripercorrere in sintesi ciò che la cronaca ci aveva proposto un po’ alla volta. Permettono così di tornare a riflettere sull’accaduto e assumere una nuova e più circostanziata lettura perché offerta, in questo caso, dall’interno di una comunità attiva e, come suggerisce il titolo, resistente. Un paese di resistenza appartiene alla categoria. Recensione ❯
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Il film segue un cercatore di asteroidi che, dopo l'atterraggio casuale su un pianeta alieno, deve farsi strada attraverso il terreno aspro, a corto di ossigeno, cacciato da strane creature, verso l'unico altro sopravvissuto. Espandi ▽
Il film segue un cercatore di asteroidi che, dopo l'atterraggio casuale su un pianeta alieno, deve farsi strada attraverso il terreno aspro, a corto di ossigeno, cacciato da strane creature, verso l'unico altro sopravvissuto. Recensione ❯
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Un'autobiografia immaginaria, un viaggio poetico tra vicenda terrena, opere, testimonianze e lascito spirituale di Alfonso Maria de' Liguori raccontata in prima persona, interpretato da Enrico Lo Verso. Attraverso ricostruzioni storiche a cavallo tra il 1600 e il 1700 e interviste raccolte dal regista Giuseppe Alessio Nuzzo nell'arco di anni di studio laico sulla sua figura, il documentario delinea il ritratto non solo del Santo ma anche dell'Uomo, cercando di risolvere il mistero di questa personalità così importante e studiata per l'orientamento della Chiesa Cattolica, per la teologia, l'arte e la musica, a partite dal suo "Tu scendi dalle stelle", ma ancora così poco conosciuta. Recensione ❯
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Un action movie su una donna in pericolo. Espandi ▽
In viaggio nel deserto, Bobbi Torres viene fermata da uno sceriffo, ma capisce subito di essere in grave pericolo. Inizia per lei una notte da incubo: braccata senza tregua, Bobbi dovrà usare tutta la sua astuzia per trasformare la fuga in una sfida e sopravvivere al gioco spietato del corrotto sceriffo. Recensione ❯
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Un doc che mescola testimonianze e filmati d'archivio per parlare di un'energia anticonformista che sembra non esistere più. Documentario, Italia2024. Durata 93 Minuti.
Il regista racconta gli anni '70 ripercorrendo la sua biografia e quella della sua famiglia. Espandi ▽
Hanno nomi bizzarri, dal punto di vista dell'anagrafe italiana: Ram, Tdzaddi, Yesan, Icaro, Hiram, Amaranta. Hanno viaggiato molto da bambini, soprattutto in India e Nepal, ma anche in Brasile, Perù, Egitto, Cipro, Africa subsahariana. Sono i figli dei figli dei fiori, quelli che negli anni Settanta venivano definiti hippie, capelloni o fricchettoni. Sperimentavano droghe (e per molti l'eroina è stata fatale), hanno rifiutato la "vita ordinata dell'uomo medio", sono vissuti in comuni adottando un concetto di famiglia assai diverso da quello tradizionale.
I loro figli hanno usufruito di una libertà incontrollata e spesso si sono ritrovati sballottati e confusi, da adolescenti hanno cercato di superare i genitori in eccesso dei limiti. E oggi, diventati a loro volta genitori, si chiedono come allevare i propri figli: se trasmettendo loro gli ideali dei nonni o scegliendo la via di una (almeno parziale) normalizzazione.
Nel documentario I nipoti dei fiori Aureliano Amadei racconta la sua personale esperienza da figlio di due genitori membri della generazione "più anticonformista della Storia", e intervista i suoi coetanei, oggi fra i quaranta e i cinquant'anni, con alle spalle una storia simile alla sua. Recensione ❯
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