| Titolo originale | The Son |
| Anno | 2022 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 123 minuti |
| Regia di | Florian Zeller |
| Attori | Hugh Jackman, Laura Dern, Vanessa Kirby, Zen McGrath, Hugh Quarshie Anthony Hopkins, William Hope, Julia Westcott-Hutton, Akie Kotabe, Reza Diako, Isaura Barbé-Brown. |
| Uscita | giovedì 9 febbraio 2023 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,52 su 35 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 2 febbraio 2023
Due anni dopo il divorzio dei genitori, il diciassettenne Nicholas decide di trasferirsi dal padre Peter. Per lui, che ha ambizioni politiche e ha appena avuto un figlio dalla nuova compagna, cambia tutto. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office The Son ha incassato 254 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Peter Miller è un professionista di successo in procinto di accettare un importante incarico nell'imminente campagna presidenziale. Ha una giovane moglie, Beth, e un figlio nato da poco. Tutto sembra filare a gonfie vele, nonostante la stanchezza di Beth che deve gestire il neonato da sola, ma sulla porta del loro appartamento compare Nicholas, il figlio adolescente che Peter ha avuto dall'ex moglie Kate. Kate non riesce più a gestire quel teenager ombroso che marina la scuola e sembra avercela col mondo, e ha accettato la richiesta del figlio di andare a vivere dal padre e dalla donna per cui è stata lasciata. Peter dovrà fare i conti con la presenza del figlio ma anche con i suoi sensi di colpa e con il suo vissuto famigliare.
Dopo il successo di The Father che ha meritato l'Oscar al suo attore protagonista, Anthony Hopkins, il regista e drammaturgo francese Florian Zeller si cimenta con un altro dramma di impostazione teatrale, basato sulla pièce firmata da Zeller insieme a Christopher Hampton (già autore delle sceneggiature di Le relazioni pericolose ed Espiazione, nonché dello stesso The Father), un dramma che si consuma a porte chiuse nell'appartamento di Peter e Beth e in pochi altri interni.
L'atmosfera è resa claustrofobica anche dalla chiusura al mondo di Nicholas, che attribuisce all'abbandono del padre l'origine della sua sofferenza psicologica e del suo disagio esistenziale.
Peter cerca di minimizzare e interviene a gamba tesa nell'educazione del ragazzo, ma è in realtà sprovvisto degli strumenti necessari, anche perché il suo modello è stato un padre egocentrico e dittatoriale, interpretato ancora una volta da Anthony Hokpins in un cammeo al vetriolo.
Hugh Jackman dà volto e prestanza fisica a Peter ritraendolo come un vincente dai piedi di argilla, un uomo carismatico e dotato di positività e ironia costretto a confrontarsi con la dark side del figlio e in fondo anche con la propria. Il problema della sceneggiatura sta semmai nel non mostrarci mai in flashback i momenti di crisi fra lui e Kate (una dolente Laura Dern), ritraendo invece in retrospettiva il loro matrimonio come una sorta di El Dorado: risulta dunque difficile dunque capire il perché della rottura, al netto della grazia sensuale di Vanessa Kirby.
Il film si dipana come un dramma con occasionali sfumature horror e thriller e non ha la profondità agghiacciante di opere come ...e ora parliamo di Kevin, ma costruisce un crescendo avvincente che non può lasciare indifferenti, anche perché il tema dell'incomunicabilità fra adolescenti e genitori e del suo possibile sconfinamento nella patologia è estremamente attuale e visceralmente rilevante per chi ne è coinvolto. E l'interpretazione di Jackman suscita al contempo riprovazione ed empatia, accompagnando la narrazione nella sua escalation di interrogativi su cosa sia lecito e cosa sia semplicemente distruttivoo.
The Son trae fuori il meglio da un cast che già in partenza prometteva grandissime cose: dalle strepitose protagoniste Laura Dern e Vanessa Kirby, passando per il ruolo estremamente complicato di Zen McGrath che interpreta un ragazzo problematico e sensibile, si arriva alla sensazionale interpretazione di Hugh Jackman nei panni di un padre dalle mille sfumature.
In The Father, adattato in inglese, come sempre, da Christopher Hampton, Florian Zeller aveva tentato di giocare con gli spazi fisici - sorta di straniante dedalo - facendoli diventare i luoghi di una mente che si andava perdendo. Lo spettatore allo stesso modo smarriva progressivamente tasselli di comprensione, cominciava a confondersi tra le situazioni e i volti: una figlia, un'infermiera, una badante, [...] Vai alla recensione »