| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 104 minuti |
| Regia di | George Clooney |
| Attori | Tye Sheridan, Ben Affleck, Lily Rabe, Christopher Lloyd, Max Casella Max Martini, Kimberly Howe, Rhenzy Feliz, Shannon Collis, Sondra James, Ron Livingston, Anastasia Tsikhanava, Quincy Tyler Bernstine, Daniel Washington, Melanie Blake Roth. |
| Tag | Da vedere 2021 |
| MYmonetro | 3,09 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 5 gennaio 2022
Un ragazzo cresciuto a Long Island cerca figure paterne tra gli avventori del bar di suo zio. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a SAG Awards,
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CONSIGLIATO SÌ
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Long Island, inizio anni '70. Il piccolo J.R. Moehringer si trasferisce con la madre nella casa dei nonni, dove vive anche l'adorato zio Charlie, gestore di un bar molto frequentato, il The Dickens. Abbandonato poco dopo la nascita dal padre, un conduttore radiofonico senza arte né parte, J.R. cresce con l'affetto della madre, che sogna per lui l'ingresso in una grande università, e soprattutto di Charlie, eterno ragazzo scorbutico ma affettuoso. Anni dopo, quando frequenterà Yale, J.R. sarà ancora legatissimo ai ricordi d'infanzia e all'educazione ricevuta, stretta tra l'amore materno e i rudi insegnamenti ricevuti, tra un drink e l'altro, nel bar dello zio.
George Clooney adatta con lo sceneggiatore William Monahan il memoir autobiografico dello stesso J.R. Moehringer e gira un coming of age immerso nelle atmosfere dolci di un mondo lontano, privato e dunque ideale, ma anche per questo seducente e commovente.
In Italia il libro "The Tender Bar" è stato tradotto con il titolo "Il bar delle grandi speranze" (editore Piemme), aggiungendo e insieme togliendo qualcosa all'originale. In più c'è l'idea di fondo del lavoro di Moehringer (nato a New York nel 1964, diventato giornalista e scrittore, celebre soprattutto per aver dato una mano ad Andre Agassi a scrivere la sua autobiografia "Open"), l'idea cioè che nel locale dello zio Charlie il piccolo J.R. impara a vivere, a pensare, a sognare, e dunque a programmare il proprio futuro e a sperare di realizzarlo. In meno, nel titolo italiano del libro che il film di Clooney perde (ormai sulle piattaforme non si usa più - e giustamente - adattare le lingue), c'è l'elemento della tenerezza, lo spazio confortevole dove il bambino trova il tempo di far crescere il ragazzo e l'uomo che sarà. Se qualcosa Clooney ha colto del romanzo è proprio il senso d'attesa di un'infanzia tipicamente americana, votata cioè a costruire un domani di realizzazione personale. J.R. cresce in un ambiente amorevole ma esigente, incalzato dai sogni della madre (la brava Lily Rabe), dalle rigidità del nonno (Christopher Lloyd) e dalla necessità di emanciparsi dal padre. Per questo si mostra fin da subito come un ragazzino inquieto e scrupoloso, capace di osservare e meno di vivere, e per le stesse ragioni nello zio barista ed eterno ragazzo, uomo che da dietro il bancone ha rinunciato alla prima fila (viene in mente l'immortale battuta di Sfida infernale: «Mac, sei mai stato innamorato?», «No: ho fatto il barista tutta la vita»), trova un punto di riferimento e un rifugio.
The Tender Bar è calato in una tipica atmosfera anni '70 (auto dell'epoca, vestiti a zampa, musica rock alla radio), nell'altrettanto tipico ambiente suburbano di una Long Island ancora operaia, dove l'abitudine di frequentare bar quasi domestici come il The Dickens, la cui clientela è ricca di figure eccentriche, è ancora il segno di una comunità che si riconosce e non ancora il vezzo di un mondo scomparso, come nel New Jersey astratto di Paterson di Jarmusch. Diversamente da ciò che succede in operazioni simili e più stereotipate come Moonlight Mile e Quasi famosi, quello di The Tender Bar è un passato ideale ma non idealizzato. Da regista Clooney è bravo a fare un passo indietro e a lasciare che il film appartenga soprattutto ai suoi personaggi e ai suoi interpreti, a cominciar da un Ben Affleck perfettamente in parte, così grande, grosso e sciupato. A dire il vero, come ha sottolineato malevola la critica americana, nel film c'è poco altro. Il resto dell'educazione del futuro scrittore J.R. (da giovane interpretato da Tye Sheridan) è la classica parabola del ragazzo tormentato che l'università strappa al mondo d'origine; che s'innamora, prima ricambiato e poi non più, di una bellissima compagna (Briana Middleton); che si sforza di adattare l'educazione proletaria ad ambienti di altre estrazioni e in generale fatica come tutti a trovare la propria via, con il notevole vantaggio di saperla poi raccontare rendendola personale e al tempo stesso universale. La forza del libro di Moehringer stava infatti nella capacità di cogliere la verità annidata nel cuore di ogni uomo: la certezza, cioè, di restare anche da adulti il ragazzo sperduto dell'infanzia e dell'adolescenza. La versione di Clooney rende onore a questa piccola grande scoperta, accontentandosi in modo rinunciatario del proprio passo leggero e minore. È un po' poco, forse, ma volendo essere abbastanza.
The Tender Bar, Il bar delle grandi speranze, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di J. R. Moehringer. Il film, diretto da George Clooney, si basa su una raccolta di memorie, trasformata in un colorito lungometraggio che ripercorre la crescita dello scrittore in una famiglia per nulla semplice. The Tender Bar naviga tra due mondi, apparentemente distanti ma che qui vengono accostati [...] Vai alla recensione »
Si fa presto a sparare su The Tender Bar. Perché è un lavoro fallace, senza apparenti pretese e privo di particolari ambizioni. Un coming-of-age, probabilmente, ma più di ogni altra cosa un'opera morbidamente e placidamente prevedibile, in ogni suo snodo. Resta da capire, però, perché mai questo dovrebbe essere aprioristicamente un problema. Alla base c'è, forse, una certa difficoltà ad inquadrare [...] Vai alla recensione »