| Titolo originale | Coming 2 America |
| Anno | 2021 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | USA |
| Regia di | Jonathan Levine, Craig Brewer |
| Attori | Eddie Murphy, James Earl Jones, Wesley Snipes, John Amos, Garcelle Beauvais Leslie Jones, Shari Headley, Arsenio Hall, Louie Anderson, Rotimi, Vanessa Bell Calloway, Tracy Morgan, Teyana Taylor, KiKi Layne, Luenell, Michael Blackson, Jermaine Fowler, Alise Willis, Alzie Williams. |
| MYmonetro | 1,63 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 3 febbraio 2021
Dopo più di trent'anni torna il principe africano più famoso d'America. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Satellite Awards, ha vinto un premio ai CDG Awards,
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CONSIGLIATO NO
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Nel regno di Zamunda cresce la preoccupazione per la salute del re Jaffe Joffer. Sapendo che il principe Akeem ha avuto solo figlie e non ha quindi legittimi eredi al trono, il generale Izzi della nazione rivale Nexdoria lo insidia, alternando proposte di matrimoni di interesse tra le rispettive famiglie a minacce belliche. Ma il veggente Baba rivela ad Akeem che a New York, nel Queens, vive Lavelle Junson, suo figlio maschio illegittimo, del tutto ignaro del proprio lignaggio reale.
C'era una volta il felice regno di Zamunda. E insieme a lui una stagione di grandi commedie e di emozioni semplici, in cui la volontà di divertire il prossimo superava di gran lunga il timore di offendere qualcuno.
Nello spensierato 1988 Il principe cerca moglie incarnava tutto ciò che il popolo dei fan di Eddie Murphy potesse desiderare: una favola contemporanea, in cui l'amore vero prevale su quello combinato e in cui un principe africano può trovare se stesso pulendo i pavimenti di un fast food nel Queens. Lazzi innocenti e già ammantati di nostalgia, visto che il regista John Landis guardava al suo precedente successo di Una poltrona per due per provare a ripeterne il successo epocale.
Operazione che riuscì (anche se la longevità dell'eterno "film di Natale" resta un miraggio), in un momento in cui Eddie Murphy era la gallina dalle uova d'oro della commedia hollywoodiana. 33 anni dopo, senza Landis alla regia, rimpiazzato dall'onesto mestierante Craig Brewer, Eddie Murphy ritorna sul luogo del delitto, nell'immaginaria Zamunda (da non confondere con l'altrettanto fittizia Wakanda di Black Panther, nel frattempo divenuta ben più famosa e ovviamente citata in una battuta).
L'idea degli sceneggiatori è di trasporre lo spirito spregiudicato di quegli anni in un'epoca assai differente, in cui le proteste afroamericane contro le violenze della polizia riempiono le strade e il patriarcato è messo in discussione, o in cui un presidente nero si è seduto alla Casa Bianca. Difficile quindi riproporre la compiaciuta ambiguità di uno humour che giocava con gli stereotipi sull'Africa per poi mettere alla berlina le false certezze newyorchesi. Nel 2021 è tutto più complesso, specie se il processo di adeguamento si ferma a un'evoluzione superficiale dei temi e delle gag: nella sceneggiatura l'ossequio per l'originale è tale da far sembrare Il principe cerca figlio più un remake che un sequel.
Fino a spingersi al recupero di una scena con innesti digitali e de-aging dei due protagonisti. In questo senso la battuta pronunciata da Lavelle, che attacca il cinema hollywoodiano del terzo millennio, tutto sequel, remake e supereroi, finisce per sembrare più una excusatio non petita che altro, quasi che la rimpatriata tra amici sia consapevole del proprio brillare di sola luce riflessa.
Ma l'attenzione a non scontentare nessuno, o a non calpestare il terreno del politicamente scorretto, irrigidisce la vis comica. Le gag non scorrono in maniera fluida, o spesso risultano incomprensibili per chi non conosca a memoria l'originale, trasformando il set in una rimpatriata nostalgica, con qualche cameo di attori e cantanti per uno sporadico effetto-sorpresa.
Immancabile la morale anti-patriarcale, benché suoni giustapposta, come elemento inevitabile della sceneggiatura. Della libertà anarcoide di John Landis o Harold Ramis resta solo l'involucro, preservato da interventi chirurgici di ringiovanimento. Ma per l'autentica comicità non esiste un acido ialuronico abbastanza efficace.
La curiosita'era vederlo questo"Principe cerca figlio"dopo 33 anni..visto!..Sono imbarazzato assai perche'vedere Eddie Murphy,ormai re ma piuttosto ingrassato e con piu'anni,la regina non giovanissima,il racconto che ha volte sembra un musical con canzoni sottotitolate,una comparsata del grande M.Freeman e dirvi che forse la più grande sorpresa e'vedere Wesley [...] Vai alla recensione »
Totalmente imperdonabile è infine «Il principe cerca figlio» di Craig Brewer, sequel del cult di John Landis del 1988 «Il principe cerca moglie».Eddie Murphy torna in uno dei ruoli più belli e divertenti della sua carriera, ma la nuova pellicola non riesce mai a intrattenere come dovrebbe, ha una scrittura ai limiti dell'imbarazzante e non si capisce davvero il senso di un'operazione come questa, che [...] Vai alla recensione »