Valley of the Gods

Film 2019 | Drammatico, +13 131 min.

Regia di Lech Majewski. Un film Da vedere 2019 con Josh Hartnett, John Malkovich, Bérénice Marlohe, Keir Dullea, John Rhys-Davies. Cast completo Genere Drammatico, - Polonia, Lussemburgo, 2019, durata 131 minuti. Uscita cinema giovedì 3 giugno 2021 distribuito da CG Entertainment, Lo Scrittoio. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,02 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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L'uomo più ricco sulla terra. Un giovane scrittore in crisi. Un'ancestrale leggenda navajo In Italia al Box Office Valley of the Gods ha incassato 4 mila euro .

Consigliato sì!
3,02/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,53
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Intuizioni visive, omaggi e temi di assoluto rilievo: un labirinto esistenziale in cui Majewski ci invita ad entrare senza pregiudizi.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 19 maggio 2021
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 19 maggio 2021

Nel mezzo di una crisi coniugale lo scrittore John Ecas raggiunge il Navajo Tribal Park della Monument Valley per trovare la concentrazione per scrivere il suo nuovo romanzo. Quel luogo è sacro per i nativi ed è stato messo nel mirino dal ricchissimo Wes Tauros che vuole trasformarlo in un'area mineraria per l'estrazione dell'uranio provocando la reazione negativa dei Navajos.

Dopo l'omaggio alla Divina Commedia di Onirica - Field of Dogs Majewski forza ancora di più i limiti della narrazione della visionarietà in un film che la distribuzione (sapendo attendere) ha meritoriamente deciso di portare sul grande schermo che ne costituisce la sede naturale considerata la potenza evocativa di molte sue scene.

Strutturato in un prologo e dieci capitoli il film affronta tematiche di assoluto rilievo senza però avere la pretesa di offrire risposte. Majewski stimola (e talvolta provoca) lo spettatore a mettere ordine a quello che è solo un apparente disordine narrativo. Hartnett ha riconosciuto un estremo controllo dell'opera a Majewski mentre, al contempo, dichiarava che il regista non è interessato a spiegare troppo del suo film e non lo ha fatto neppure con gli attori. Lo ha fatto invece con i Navajo che hanno visto riflesso nella sceneggiatura per una volta il loro punto di vista sul mondo e non quello dei bianchi.

Majewski non nasconde i propri omaggi a Welles e a Fellini così come sembra a tratti evocare il Malick post The Tree of Life nonché certe atmosfere di matrice sorrentiniana. Ma sono le intuizioni visive (vedi la forma della limousine di Taurus) nonché lo straordinario lavoro sugli effetti speciali (anche quando, come accade, in prossimità del finale assumono un'elementarità voluta) a innervare questa vicenda tripartita i cui protagonisti finiscono con il trovarsi coinvolti in un unico sviluppo narrativo. Perché Majewski moltiplica le tematiche senza porsi il problema di sistematizzarle. Così lo sfruttamento delle già marginalizzate riserve indiane si fonde con le vicende private e affettive sia del magnate che dello scrittore il cui potere di vita o di morte, di costrizione o di libertà sui personaggi frutto della sua fantasia è assoluto.

Il suo poi è un quasi maniacale intervento sullo spazio (sia esso esterno od interno, reale o ricostruito) che rimanda a quello di Stanley Kubrick del quale ha voluto, nel ruolo del maggiordomo che ha tutto sotto controllo, colui che in 2001: Odissea nello spazio il controllo lo perdeva per rinascere come feto del futuro: Keir Dullea alias David Bowman.

Majewski ha portato la penna con cui scrive (è anche condirettore della fotografia) nella Monument Valley sapendosi attratto, come John Ecas, dalla luce della Natura e dall'ombra della passione per un'arte che può anche divenire sepolcrale. Lo spettatore è invitato ad entrare, senza pregiudizi, in questo labirinto esistenziale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 20 maggio 2021
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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 13 giugno 2021
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Nel 2011 la macchina da presa di Lech Majewski tornava a percorrere splendidamente lo spazio di senso di Salita al Calvario. Come nell' olio su tavola di Pieter Bruegel il Vecchio, anche in I colori della passione gli sguardi non si volgevano a Cristo - caduto sotto il peso della croce, in un punto secondario della messa in scena -, ma si perdevano nelle occupazioni quotidiane di ognuno.

venerdì 4 giugno 2021
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Se si vuole semplificare al massimo, Lech Majewski in Valley of Gods (Dolina Bogow) ha voluto raccontare la storia di uno scrittore tormentato dall'ansia di scrivere il grande romanzo americano e dall'imminente abbandono della moglie. Tutto quanto lo circonda è la materia pulsante della sua ispirazione, far incontrare la storia dell'uomo più ricco del mondo con le incredibili leggende degli indiano [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 giugno 2021
Margherita Bordino
Art Tribune

Da un lato il benessere occidentale e dall'altro la tradizione Navajo. Il regista Lech Majewski racconta lo scontro tra questi due miti in Valley of the Gods nelle sale italiane del 3 giugno e distribuito da CG Entertainment in collaborazione con Lo Scrittoio. "Wes Tauros non ci prenderà la terra. I nostri Dei non lo permetteranno". Potrebbe essere questa una frase semplificativa del film.

mercoledì 2 giugno 2021
Francesco Costantini
Asbury Movies

Una cosa è chiara. Il regista, scrittore e pittore polacco Lech Majewski guarda con estremo sospetto (se non aperta ostilità) qualunque cosa, nel cinema di oggi, evochi anche solo lontanamente un'impressione di convenzionalità. Il suo nuovo Valley of the Gods, esce il 3 giugno, non ha nulla della polverosa pigrizia del cinema seriale e solo fintamente inclusivo di questi tempi e merita la chance di [...] Vai alla recensione »

martedì 1 giugno 2021
Giulio Sangiorgio
Film TV

È un'ipotesi di cinema che credevamo estinta, Valley of the Gods. E quindi è una riserva: un luogo in cui si preserva un'idea di settima arte novecentesca (Kubrick è il primo referente), ma capace di usare gli strumenti tecnologici del presente. Un'opera in cui la cura per il visuale non esclude (come in gran parte del cinema e dell'arte d'oggi) un atteggiamento morale, una presa di posizione autoriale. [...] Vai alla recensione »

sabato 29 maggio 2021
Peter Sobczynski
RogerErbert.com

Ci sono film che vanno visti al cinema e Valley of the Gods è uno di questi. Intanto perché è un drammone di ampia portata visiva, che si apprezza meglio sul grande schermo. Ma soprattutto va visto in sala con altri spettatori per poter studiare la loro reazione alla fine di un film così strano, bizzarro e inclassificabile, in una parola: folle. All'inizio John (Josh Hartnett) arriva nella Valley of [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 maggio 2021
Edoardo Ribaldone
TaxiDrivers

Prodotto e girato nel 2019 e candidato a numerosi e prestigiosi premi in diverse competizioni (dal festival di Sitges per il Miglior film al Polish Film Festival e al Polish Film Awards), arriva il 3 giugno nelle sale italiane distribuito da CG Entertainment in collaborazione Lo Scrittoio, il nuovo film di Lech Majewski Valley of the gods, che intreccia generi e personaggi diversi e persino antitetici [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 giugno 2021
Francesca Pistocchi
Close-up

Spingendosi, come d'uso, ai limiti del visibile (ma soprattutto dell'udibile), il regista polacco Lech Majewski trasferisce le sue atmosfere oniriche dalle fantasie dantesche di Adam (Field of Dogs, 2014) allo Utah imprevedibilmente tempestoso del personaggio di John Ecas (Josh Hartnett), uno scrittore inurbato pronto ad offrirsi in pasto ai propri demoni.

mercoledì 9 giugno 2021
Tonino De Pace
Duels.it

Lech Majewski, regista e pittore, di certo prova a costruire il suo cinema attorno ad un'idea di bellezza estetica sempre spinta, sempre estrema, che deve rispondere ai canoni di una compunta perfezione. Un talento che gli deriva dalla sua arte pittorica per la quale celebrazione ulteriore aveva scelto, nel suo film precedente I colori della passione (2011) e forse il più noto tra il pubblico, un singolare [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 giugno 2021
Massimiliano Schiavoni
Quinlan

A Lech Majewski non manca di certo l'ambizione. Giunto alla regia agli inizi degli anni Duemila dopo esperienze di scrittore e pittore, ha sempre proposto un cinema fortemente impastato con le suggestioni della sua preparazione artistica. Si è confrontato tra gli altri con Bruegel il Vecchio (I colori della passione, 2011) e nientemenoché con Dante (Onirica - Field of Dogs, 2014).

lunedì 7 giugno 2021
Alessandra De Luca
Avvenire

Wes Tauros, l'uomo più ricco sulla terra e collezionista di arte, vive nascosto dal mondo in un misterioso palazzo, conservando un segreto che lo tormenta. John Ecas, in crisi dopo una separazione traumatica dalla moglie, inizia a scrivere la biografia di Tauros e accetta un invito nella sua magione. La società del magnate, che estrae uranio, ha deciso di scavare anche nella Valle degli Dei, nello [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 giugno 2021
Valerio Caprara
Il Mattino

Collezionista di spazi. Impressionante coerenza. Opere-mondo implose e totali. Sovrasignificazione allegorica, nientemeno. Non si può dire che a Lech Majewski manchino le referenze reboanti, ma si sa che i cinefili si lasciano spesso andare al vento della passione tra l' altro attualmente rinforzato dal sospirato attenuarsi del lockdown delle sale. Del regista, scrittore e pittore polacco avevamo apprezzato [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 giugno 2021
Mario Turco
Sentieri Selvaggi

Alla fine della visione di Valley of the gods, nell'evocativo frame finale che vede il protagonista John Ecas (il redivivo Josh Hartnett) abbracciato dalla moglie scrivere seminudo in una scrivania piantata nell'altipiano dell'omonima valle dello Utah, anche noi ci concediamo una metafora critica per cercare di penetrare l'ultimo film di Lech Majewski.

mercoledì 2 giugno 2021
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

Poeta, scrittore, pittore, compositore, regista, ma anche direttore della fotografia, montatore, scenografo. Se non autore totale, Lech Majewski è certamente totalizzante. E lo dimostra anche Valley of the Gods, ultima espressione della sua poetica visionaria già rivelatasi nel trittico composto da Il giardino delle delizie, I colori della passione e Onirica, ispirati rispettivamente a Bosh, Bruegel [...] Vai alla recensione »

NEWS
HOMEVIDEO
giovedì 21 ottobre 2021
 

Un labirinto esistenziale dove bisogna entrare senza pregiudizi. Con John Malkovich e Josh Hartnett. Vai all’articolo »

CELEBRITIES
venerdì 21 maggio 2021
Marzia Gandolfi

Eclettico e teatrale, perfettamente a suo agio al cinema come su un palco, torna in sala ‘regnando’ sovrano sulla Valley of the Gods di Lech Majewski. Dal 3 giugno al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 18 maggio 2021
 

Lech Majewski dirige un film su l'uomo più ricco della terra, un giovane scrittore e una leggenda navajo. Dal 3 giugno al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
lunedì 3 maggio 2021
 

Lech Majewski torna ad affrontare con questa opera temi a lui cari come l’amore, la perdita, il sogno e ovviamente l’arte. Vai all'articolo »

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