Una famiglia al tappeto

Film 2019 | Biografico +13 108 min.

Titolo originaleFighting With My Family
Anno2019
GenereBiografico
ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Durata108 minuti
Al cinema1 sala cinematografica
Regia diStephen Merchant
AttoriDwayne Johnson, Lena Headey, Jack Lowden, Florence Pugh, Vince Vaughn, Nick Frost Stephen Merchant, Paul Wight.
Uscitagiovedì 1 agosto 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneEagle Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,13 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stephen Merchant. Un film Da vedere 2019 con Dwayne Johnson, Lena Headey, Jack Lowden, Florence Pugh, Vince Vaughn, Nick Frost. Cast completo Titolo originale: Fighting With My Family. Genere Biografico - USA, Gran Bretagna, 2019, durata 108 minuti. Uscita cinema giovedì 1 agosto 2019 distribuito da Eagle Pictures. Oggi tra i film al cinema in 1 sala cinematografica Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,13 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La vera storia di WWE Paige, la wrestler britannica che lavora anche per il cinema. In Italia al Box Office Una famiglia al tappeto ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 85,6 mila euro e 48,6 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,13/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,25
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una favola sportiva che elogia la working class inglese e la bellezza del wrestling.
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 2 agosto 2019
Recensione di Roberto Manassero
venerdì 2 agosto 2019

Saraya e suo fratello Zak crescono a Norwich, in Inghilterra, in una famiglia di wrestler, abituati fin da piccoli a combattere e ad allenarsi coi genitori. Da ragazzi diventano entrambi lottatori, la prima con il nome d'arte di Paige, il secondo come Zak Zodiac. Quando però la World Wrestling Entertainment, la principale lega mondiale del wrestling, chiama entrambi per un provino, solo la più giovane Paige passa la selezione e viene chiamata a unirsi a uno show che si tiene in Florida. Trasferitasi negli Stati Uniti, Paige deve adattare il proprio stile alle regole della WWE, potendo contare solamente solamente su se stessa e sull'appoggio a distanza della famiglia.

Dalla storia vera di Saraya-Jade Bevis, meglio nota agli appassionati come Paige, diventata a 21 anni la più giovane campionessa della WWE, una favola sportiva che elogia la working class inglese e la bellezza del wrestling.

Ancora più della boxe, il wrestling è uno sport perfetto per diventare metafora dello spettacolo. La finzione non è la sua regola, ma le sue regole sono prefissate e gestite liberamente da lottatori che sul ring si comportano sia da sportivi sia da veri e propri intrattenitori. Un film come Una famiglia al tappeto, con il suo miscuglio di verità e ricostruzione drammatica, di elegio della working class e favola hollywoodiana, è a suo modo uno spot pienamente riuscito per una pratica spesso considerata troppo violenta o fasulla, ma come tutte le discipline sportive capace di diventare palestra di vita.

La storia di Saraya-Jade Bevis, prodotta dalla stessa WWE e realizzata con un budget non proprio da film di serie B, come in passato è invece toccato ad altri film sul wrestling (Lo spezzaossa, Pronti alla rissa), ha fornito al produttore e regista Stephen Merchant e alla star Dwayne "The Rock" Johnson (ex lottatore diventato attore, che nel film compare nella parte di sé stesso) la struttura ideale per un'operazione promozionale che ripropone i luoghi comuni del cinema sportivo come forme prefissate, alla maniera delle regole del wrestling: il senso del sacrificio della protagonista, l'importanza delle origini umili e della famiglia, la rivalità con un compagno di ring (in questo caso il fratello Zak), la realizzazione del sogno, la paura prima del traguardo, il trionfo finale.

L'abilità degli autori sta soprattutto nel mondo in cui, a partire dalla vera famiglia Bevis, sono stati in grado di costruire una galleria di personaggi fieramente popolari: il padre omaccione dal cuore d'oro, la madre vamp, il fratello lottatore fallito ma educatore straordinario, una protagonista (interpretata da Florence Pugh) che fa della sua anima da freak inglese il segreto del suo stile.

E se all'inizio del film, alla domanda su cosa il wrestling rappresenti per lei, Paige risponde che «il wrestling è una fuga dal mondo reale», fa perfettamente parte della sua parabola di sacrificio e conquista che, durante il discorso finale di fronte al pubblico della WWE, la lottatrice dilettante e appassionata di Streghe (da cui viene il nome Paige, rubato al personaggio di Rose Mcgowan) dica all'opposto che la sua casa è il ring e che il wrestling è il mondo che le appartiene.

La morale è ovvia, così come l'andamento del racconto, ma per qualche strana ragione che rende il cinema sportivo a volte più tollerabile di qualsiasi altra storia edulcorata, Una famiglia al tappeto possiede una freschezza di tono che rende piacevolmente prevedibile il destino di Paige e la sua famiglia di fieri disgraziati un mondo ideale e felice a modo suo.

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La vera storia della wrestler WWE Paige.
Overview di Roberto Manassero
mercoledì 12 giugno 2019

Saraya e suo fratello Zak crescono in Inghilterra in una famiglia di wrestler e si abituano fin da piccoli a combattere fra loro, incitati e allenati dai genitori. Da ragazzi diventano entrambi lottatori, la prima con il nome d'arte di Paige Knight, il secondo come Zak Zodiac. Quando l'americana World Wrestling Entertainment, la lega più importante del wrestling, li chiama per un provino, solo Paige vede realizzarsi il sogno di una vita, mentre Zak torna agli incontri della lega inglese. Trasferitasi in Florida, Paige dovrà adattare il proprio stile alle regole della WWE, potendo contare solamente su se stessa, sul training del mitico The Rock e sull'appoggio a distanza della famiglia.

«La cosa che colpisce della storia di Paige è il fatto che fin da giovane ha avuto questo desiderio, questo sogno di diventare lottatrice perseguito con costanza. Ho conosciuto la sua storia una sera a Londra, quando ho incontrato in albergo il mio amico The Rock. Lui stava guardando questo documentario su una famiglia - i Knight, per l'appunto - in cui tutti erano wrestler, ed era una cosa assolutamente folle. La storia dell'outsider che entrava nella WWE, e del fratello che invece restava indietro ma continuava ad incitare la sorella, era perfetta per una commedia».
Stephen Merchant

Prodotto dalla WWE, con la regia di Stephen Merchant e l'ideazione di Dwayne "The Rock" Johnson (che nel film appare in una piccola parte e nei credits è indicato come produttore esecutivo), Una famiglia al tappeto è la trasposizione della vita della lottatrice inglese Saraya "Paige" Bevis. A partire proprio dalla natura fittizia del wrestling (la disciplina sportiva più vicina al mondo dello spettacolo, come sanno bene gli appassionati o anche solo gli spettatori di una serie come Glow), Merchant, anche sceneggiatore, ha inventato diverse situazioni della biografia della Bevis, senza tradire lo spirito originale del personaggio reale.

Attore e autore televisivo noto soprattutto per la collaborazione con Ricky Gervais e gli script di serie tv come The Office, Extras e Life's Too Short, l'inglese Marchand ha scelto un approccio ironico alla vicenda, a cominciare dalla presenza dello stesso Rock (che prende in giro la sua immagine di duro e star) e anche di Vince Vaughn, entrato per ultimo nella produzione e interprete di coach Morgan, figura inventata di professionista che introduce Paige al mondo della WWE.

Per un personaggio fittizio che appartiene al mondo del wrestling, molti altri veri protagonisti della disciplina sono presente in Una famiglia al tappeto: i lottatori Big Show, Sheamus e The Miz appaiono infatti nel ruolo di se stessi, mentre il più famoso di tutti, John Cena, è interpretato da un attore non accreditato e compare dal vero in sequenze d'archivio. La vera famiglia Knight compare anch'essa in filmati d'epoca, oltre ad aver naturalmente dato carta bianca a Merchant per trasformare la propria storia in una vicenda divertente e un poco edificante sui sogni che si avverano.

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FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
mercoledì 7 agosto 2019
Alessandro Castellino, Vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Da un film con The Rock ci si aspetta sempre esuberanza, azione e nuda violenza: e anche in Una famiglia al tappeto non si può dire che manchino. Eppure, per quanto il wrestling possa apparire il baricentro del racconto, le botte (vere o false che siano) sono soltanto la linea di contorno di una narrazione ben più densa. Se alle basi della WWE (World Wrestling Entertainment) sta l'abilità di saper fingere per intrattenere senza spargimenti di sangue, la strada per arrivare al ring più prestigioso del mondo è costellata di psicodrammi tutti reali: e nella dialettica costante fra verità e simulazione si incastra perfettamente il meccanismo cinematografico, che è esso stesso finzione.

Non è un caso che la tecnologia sia ridotta all'osso e abbia l'esclusiva funzione di raccordo emozionale tra i personaggi: in un piano filmico in cui i protagonisti ballano sull'asse instabile dei sentimenti, non stupisce che il valore sull'asse della virtualità tenda costantemente allo zero.

Paige, cimentandosi nella finzione - anche se forse sarebbe meglio parlare di sport "preparato" e non "finto" - del wrestling, vuole dimostrare di tenerci e di voler osare, di essere nata per scatenare l'inferno (i Motorhead cantano e sono cantanti a squarciagola: "show us you care, show us you dare... born to raise hell!). Lo stesso motivo che spinge Paige a combattere è quello di una sostanziale fuga dalla realtà, sebbene nella sua testa risuonino le parole "lo fai per la famiglia": è uno scontro perenne fra la dimensione contingente e quella di evasione, di astrazione, che inevitabilmente si compenetrano vicendevolmente. 

Una famiglia al tappeto si riconfigura come un film in cui coesistono gli opposti e l'assurdo diventa reale: se poi pensiamo che il tutto non è frutto di fantasia, bensì storia vera, allora anche una inglesissima, iper-borghese signora di Norwich come la mamma di Courtney può sbottonarsi ed esultare con imprecazioni che poco hanno a che fare con l'ethos moderato e perbenista che con poca indulgenza sembrava inquadrarla.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 4 agosto 2019
Luca Marchetti
Sentieri Selvaggi

Per la famiglia Knight, una stramba combriccola di freak inglesi, il wrestling è sempre stata una cosa dannatamente seria. Forse perché papà Ricky e mamma Julia sul ring hanno trovato la salvezza da una vita di furti e degrado, sta di fatto che nella loro casa le acrobazie e i colpi proibiti sono celebrati come liturgie, i nomi dei wrestler recitati come quelli dei santi.

sabato 3 agosto 2019
Andrea Frambrosi
L'Eco di Bergamo

Girano sul loro furgone, un «Ford Transit» che ha conosciuto tempi migliori, vengono da Norwich, una cittadina a Nord Est di Londra e si spostano, soprattutto in provincia, esibendosi nelle fiere, in piccole palestre, in locali adattati alla bell'e meglio, con il loro spettacolo di wrestling. Loro sono i Knight: papà Ricky (l'attore Nick Frost), mamma Julia e i figli Zak e la più piccola Saraya (Florence [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 agosto 2019
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Wrestling formato famiglia. La celebre lotta (finta, s'intende), costruita per dare spettacolo, è al centro di una commedia spumeggiante, sulla crescita, sul diventare adulti. Serve spina dorsale per inseguire i propri sogni, come ci insegna la wrestler Paige, "guerriera" anche nella realtà, originaria di Norwich, a cui si ispira Una famiglia al tappeto di Stephen Merchant.

giovedì 1 agosto 2019
Roberto Nepoti
La Repubblica

A promuovere la realizzazione di questa commedia famigliarsportiva, migliore di quanto ti aspetti, è stato Dwayne Johnson, che fu una star del catch prima che del cinema. The Rock ha fatto vedere a Stephen Merchant, sceneggiatore e regista del film, un documentario del 2012 sugli Knight, famiglia inglese di lottatori i cui figli, Paige e Zack, coltivano il sogno di entrare nella WWE, la federazione [...] Vai alla recensione »

martedì 30 luglio 2019
Maria Sole Colombo
Film TV

Ogni arte marziale è anche una danza: fatta di liturgie, schemi e stilemi, che incatenano la violenza tra le maglie di un rigido frasario corporeo. Il wrestling, parente negletto delle lotte più blasonate, a uso e consumo di redneck ruminanti hot dog, lo è più di tutti: ogni match è la messa in scena di uno spettacolo manifesto, l'esecuzione di un balletto di mosse e contromosse, dalle pseudoschermaglie [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 luglio 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Tratto da una storia vera, il film racconta l'ostinazione di Paige, nata in una famiglia di wrestler, che condivide, con il fratello, il sogno di essere ingaggiata nella WWE. Lei viene selezionata, lui scartato e non la prende bene. Non sarà facile, però, per la ragazza, provare ad entrare nel professionismo. Ci riuscirà, diventando la più giovane atleta della storia a detenere il WWE Divas Championship. [...] Vai alla recensione »

domenica 3 marzo 2019
Mark Kermode
The Observer

"These are big movies," insists Michael Lerner's studio boss in the Coen brothers' 1991 hit Barton Fink, "about big men - in tights, both physically and mentally!" He's trying to explain to John Turturro's angsty writer the inherent parameters of a wrestling movie, insisting: "We don't put Wally Beery in a fruity movie about suffering." Yet just as William Faulkner reportedly did uncredited rewrites [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 febbraio 2019
Robbie Collin
The daily Telegraph

Odd couples are a staple of filmed comedy - in front of the camera, at least. But it's hard to recall a stranger backstage pairing than the one which brought Fighting With My Family to life. This rags-to-riches heart-warmer is the solo directorial debut of Stephen Merchant, the spindly and bespectacled co-creator of The Office - and a production of World Wrestling Entertainment, the Florida-based [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 febbraio 2019
Jamie East
The Sun

The Great British Feel-Good Movie is a holy grail - guaranteed a place in our hearts for ever. The ingredients are pretty simple: An impossible journey, likeable cast, plenty of jokes and the occasional tear trickling down the cheek, leading to a chest-thumping, triumphant finale. Most importantly, it has to be quintessentially British. We have to be able to relate to it.

giovedì 28 febbraio 2019
Geoffrey MacNab
The Independent

"Wrestling is storytelling," one character proclaims early on in Stephen Merchant's rousing and unexpectedly charming comedy-drama. This is a film in which every move and feint can be guessed in advance. Its predictability doesn't lessen its emotional impact in the slightest. As the wrestlers themselves make clear, there is a huge difference between a "fixed" fight and a "fake" one.

giovedì 28 febbraio 2019
Robbie Collin
The daily Telegraph

Odd couples are a staple of filmed comedy - in front of the camera, at least. But it's hard to recall a stranger backstage pairing than the one which brought Fighting With My Family to life. This rags-to-riches heart-warmer is the solo directorial debut of Stephen Merchant, the spindly and bespectacled co-creator of The Office - and a production of World Wrestling Entertainment, the Florida-based [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 febbraio 2019
Peter Bradshaw
The Guardian

Despite a sparkling A-list cast including but not limited to Florence Pugh, Nick Frost and Dwayne Johnson reprising his legendary "Rock" persona, despite a great real-life background story, and despite comedy master Stephen Merchant being at the helm as writer-director, this movie never really comes off. The elements of humour, sentimentality and gonzo wrestling action hang awkwardly together - and [...] Vai alla recensione »

mercoledì 13 febbraio 2019
Justin Chang
The Los Angeles Times

Is there anything Florence Pugh can't do? It may be a premature thing to ask of a 23-year-old actress just a few roles into a remarkable career, but I remember thinking it after seeing her in the quietly seething independent drama "Lady Macbeth." The notion of an English performer excelling in a period role may strike you as unremarkable, but Pugh didn't just rock a corset and hoop skirt; she lured [...] Vai alla recensione »

martedì 29 gennaio 2019
Dennis Harvey
Variety

A change of pace from the usual action-driven output from WWE studios, "Fighting With My Family" at times more closely brings to mind 2000's guilty-pleasure comedy "Ready to Rumble," one of the few filmmaking ventures by the wrestling conglomerate's then-rival WCW. The current film has some of the same crotch-kick-level humor, and much of the same shameless brand self-promotion, if regrettably none [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 gennaio 2019
John DeFore
The Hollywood Reporter

Make a list of filmmakers who should helm a semi-serious movie about professional wrestling, and Stephen Merchant will probably rank somewhere around Todd Solondz. The gangly, self-effacing co-creator of The Office excels with awkward interactions between dweebs and the self-deluded, not the firestorms of ego that captivate fans of the eternal soap opera of the ring.

NEWS
TRAILER
lunedì 20 maggio 2019
 

Una storia ispirata alla vera vita della star della wrestler WWE Paige e della sua famiglia interamente impegnata in questa passione.

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