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Paradise Hills, un Truman Show adattato ai nostri tempi

Un film che vede l’individuo anticonformista sostituito da una sua copia in piena epoca digitale.
di Elisa Teneggi, vincitrice del Premio Scrivere di Cinema

lunedì 19 ottobre 2020 - Scrivere di Cinema

Ci sono due cose che, in Paradise Hills, saltano all’occhio. La prima sono i costumi, un mélange tra rococò e steam punk che trasporta, fin dalle prime inquadrature, in un mondo e tempo diverso da quello della sala di proiezione. La seconda, invece, è la bolla di sorveglianza costante in cui sono immerse le ragazze che, come la protagonista Uma (Emma Roberts), vengono spedite dai propri parenti a Paradise Hills, esclusivo resort di purificazione olistica in cui le giovani ribelli vengono riallineate al volere della famiglia. Ogni cosa, a Paradise Hills, sembra finta: dagli assurdi passatempi imposti alle ragazze, all’aria svampita della Duchessa che lo governa (Milla Jovovich), tutto appare irreale, bambinesco, e, in ultima analisi, sa di Truman Show.

E proprio un Truman Show, per quanto adattato ai nostri anni, il magnifico resort si rivela essere.
Elisa Teneggi, Vincitrice del Premio Scrivere di Cinema

Non c’è nessuna possibilità di sfuggire all’ordine sociale che, nel mondo distopico del film, vede una classe di esseri Superiori contrapporsi a una di esseri Inferiori. Se il ragionamento di Paradise Hills si fermasse qui, però, risulterebbe stagnante, già sentito. Invece, il film non vuole riproporre il già detto e, per dimostrarlo, incorpora un elemento di novità: non solo sorveglianza e bolla di verità relativa in stile social network; il vero scopo del resort, e ragione dei suoi costi spropositati, non è la correzione di un’aberrazione umana, bensì la sostituzione dell’individuo anticonformista con una sua perfetta copia.

Se film come 2001 Odissea nello spazio (guarda la video recensione)  e Blade Runner avevano, l’uno, portato alla ribalta il primo supercattivo in forma di computer, di fatto inaugurando l’entrata dell’AI negli incubi condivisi del mondo tecnologicamente sviluppato; l’altro, portato la dicotomia umano-artificiale sul piano del libero arbitrio, rendendola disponibile in forma pop per le masse, Paradise Hills parla alle ansie comuni dei nostro tempo indirizzando un tema scottante per le nostre vite costantemente online e connesse.

Infatti, la sostituzione delle ospiti non avviene attraverso la messa in campo di umanoidi ipertecnologici. Piuttosto, la soluzione scelta dalla Duchessa è la creazione di doppi umani perfetti attraverso studio serrato e chirurgia estetica. Ecco allora che lo spionaggio costante della ragazze assume un altro significato. Non più un Grande Fratello di cui avere paura: la sconfitta arriva attraverso il piacere, ed è mediata dalla raccolta dei dati personali di Uma e delle sue amiche.


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