L'Età Giovane

Film 2019 | Drammatico +13 84 min.

Titolo originaleLe Jeune Ahmed
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneBelgio
Durata84 minuti
Al cinema2 sale cinematografiche
Regia diJean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne
AttoriIdir Ben Addi, Olivier Bonnaud, Myriem Akheddiou, Victoria Bluck, Claire Bodson Othmane Moumen, Amine Hamidou, Madeleine Baudot, Marc Zinga.
Uscitagiovedì 31 ottobre 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,00 su 41 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Un film Da vedere 2019 con Idir Ben Addi, Olivier Bonnaud, Myriem Akheddiou, Victoria Bluck, Claire Bodson. Cast completo Titolo originale: Le Jeune Ahmed. Genere Drammatico - Belgio, 2019, durata 84 minuti. Uscita cinema giovedì 31 ottobre 2019 distribuito da Bim Distribuzione. Oggi tra i film al cinema in 2 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,00 su 41 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un adolescente belga progetta di uccidere la sua insegnante dopo aver aderito ad un'interpretazione estremista del Corano. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, In Italia al Box Office L'Età Giovane ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 152 mila euro e 101 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,99
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Una scrittura attentissima per un'opera che denuncia i cattivi maestri, senza false reticenze, senza abbandonare la speranza.
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 21 maggio 2019
Recensione di Giancarlo Zappoli
martedì 21 maggio 2019

Ahmed ha 13 anni ed è entrato nella spirale dell'integralismo musulmano grazie all'indottrinamento di un imam che, tra le altre cose, gli ripete che la sua insegnante di lingua araba, anch'essa musulmana, è un'apostata. Ahmed che venera un cugino martire dell'Islam, decide allora di procedere autonomamente e di passare all'azione nei suoi confronti.

Considerato il clima politico-sociale italiano sul tema dell'immigrazione e della presenza dei musulmani una premessa diventa necessaria affinché il film non venga letto come un facile j'accuse ai seguaci di Maometto. Nei titoli di coda si può leggere il ringraziamento al Ministro per la gioventù e lo sport belga che si chiama Rachid Madrane. Dal nome non è difficile comprendere che si tratta di un belga di origini marocchine. Situazione che da noi solleverebbe l'indignazione di una parte consistente dell'elettorato e che nell'attualmente meno rissoso Belgio (dove non sono mancati, non dimentichiamolo, sanguinosi attentati) permette invece a quel ministro di sostenere un film che è anti-integralista ma non per questo antimusulmano.

Se in Rosetta i Dardenne seguivano da vicino la disperazione di una ragazza bisognosa di un lavoro che non riusciva a trovare, in Le jeune Ahmed la disperazione sembra avere trovato ospitalità nel loro sguardo.

La radicalizzazione del ragazzino è a un livello tale da manifestarsi compulsivamente anche nella gestualità e da rendere praticamente fallimentari i tentativi di tutti coloro che lo circondano. Che reagisca insultando in famiglia o che rifiuti il benché minimo contatto con l'altro sesso o con gli animali (questi sono solo due esempi della sua rigidità di fatto onnicomprensiva) nulla sembra riuscire a scalfire la corazza che gli è stata costruita addosso su misura e che ora ne limita qualsiasi movimento intellettuale o affettivo.

I Dardenne, che, come è noto, sono attentissimi alla scrittura dei loro film dopo un terzo della vicenda si permettono di spiazzare gli spettatori suggerendo una possibilità di ripensamento. Si tratta di un'iniziale inversione di marcia che non trova apparenti giustificazioni alla quale però sia chi è in sala sia educatori e psicologi che accompagnano Ahmed in un tentativo di recupero vogliono poter credere. Perché i due registi belgi non hanno mai smesso di sperare nelle persone che mettono in scena senza per questo voler ricercare accomodanti happy end.

Vorrebbero poterlo fare anche questa volta (la scena dei tovaglioli di carta porti alla madre che piange per la sua intransigente caparbietà è molto significativa in tal senso) ma tutto sembra andare nel verso opposto. Nel 1996 il pubblico di tutta Europa (e non solo) cominciava a conoscerli con un film in cui un immigrato clandestino cadeva da un impalcatura e moriva venendo seppellito in forma anonima. Sono trascorsi 23 anni e questi acuti e partecipi osservatori della realtà, non hanno smesso di interrogarsi anche su questo tema mutando però la prospettiva.

Qui non siamo di fronte a servizi sociali assenti o a una famiglia non attenta. La stessa riunione dei genitori della classe ci mostra come gli atteggiamenti degli appartenenti alla stessa fede siano di fatto molto differenti tra loro. Nonostante ciò...Ecco la parola giusta: nonostante. Perché l'indottrinamento del radicalismo trova terreno fertile in questo adolescente di seconda generazione svuotandolo interiormente per riempirlo di precetti coercitivi che lo tengano rigidamente in piedi. Ma se solo chi cade può risorgere (come recitava il titolo di un film di John Cromwell del 1947) i Dardenne sanno che i cattivi maestri possono procurare danni che vanno anche al di là delle proprie aspettative e ce lo ricordano. Senza false reticenze e con la collaborazione di un ministro che si chiama Rachid.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 7 novembre 2019
goldy

Mi domando quanta parte abbia nella formulazione di una votazione da assegnare a un film la tematica che tratta. Da 1 a 5 , almeno quattro per me.  Molto   ma molto meno  quasi niente   per gli esteti  dell'arte cinematografica. Il film dei Dardenne ha una pulizia narrativa, un'essenzialità che è anche stile , una capacità di proporci una tematica [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 ottobre 2019
Marco Bianchini

"L'età giovane" è un film scritto e diretto dai fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, due registi e sceneggiatori belgi, famosi per il loro realismo sempre attuale. Il film parla di Ahmed un ragazzo musulmano di circa 14 anni che, con gli insegnamenti del suo imam, diventa sempre più fedele alla religione islamica, fino a diventare un vero e proprio estremista.

sabato 2 novembre 2019
cardclau

Benvenuta l’ultima impresa di questi registi belgi, i fratelli Dardenne, Jean-Pierre e Luc, che molto contribuisce alla riflessione sull’essere umano. Innanzitutto si avvalgono di attori non professionisti, molti dei quali non nostrani, bravi e diretti con maestria. Perché la recitazione, come la musica, può essere un potente mezzo per l’integrazione degli umani, [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
giovedì 23 maggio 2019
Giancarlo Zappoli

Dopo aver conquistato già due Palme d'Oro (Rosetta, L'Enfant), i fratelli Dardenne hanno fatto ritorno al Festival di Cannes con il loro ultimo film, Le jeune Ahmed, un'opera che denuncia i cattivi maestri, senza false reticenze, senza abbandonare la speranza.
Questa è stata l'occasione per parlare con loro della realizzazione del film e di cosa li abbia spinti a narrare la storia di Ahmed, 13 anni, entrato nella spirale dell'integralismo musulmano grazie all'indottrinamento di un imam.

Mentre costruivate la storia avete avuto incontri con appartenenti all'Islam?
Mentre scrivevamo la sceneggiatura abbiamo incontrato alcune persone. Nell'ambito giudiziario abbiamo avuto contatti con persone musulmane che si sono occupati di famiglie al cui interno c'erano giovani radicalizzati ma anche giudici minorili ed educatori, psicologi, psichiatri, psicanalisti che hanno lavorato con giovani. Poi, nel corso delle riprese, avevamo sul set un professore di Islam in pensione perché ci sono riti che vanno rispettati al meglio nel momento in cui vengono portati sullo schermo ma anche per realizzare qualche imprecisione di Ahmed che finisce con il non riuscire a rispettare del tutto la 'purezza' imposta dall'imam.

Dopo l'attentato della metro di Maalbek a Bruxelles nel 2016 il tema della radicalizzazione è venuto alla ribalta. Qual è stato il vostro pensiero per affrontare questo tema?
Siamo partiti dalla considerazione che i massacri perpetrati in Belgio e in Francia erano compiuti da giovani belgi e francesi. Se il nostro cinema è conosciuto come quello che guarda al mondo, cerca di fare luce, di aprire un dibattito su argomenti importanti ci siamo detti che non potevamo chiamarci fuori da questa fase della nostra storia. Ci siamo detti che c'erano già libri, inchieste, analisi e che quindi bisognava raccontare una storia con al centro un personaggio che non 'diventa' fanatico ma lo è già. Con il cinema cercavamo di capire se e come si poteva uscire da questo fanatismo. Volevamo poi focalizzarci su quello che poi, insieme anche a condizioni economiche e sociali ma con un peso fondamentale, è determinante: il fanatismo religioso.

Emerge anche una connessione tra frustrazione sessuale e radicalizzazione. Come avete lavorato su questo versante?
Abbiamo voluto capire come sono fatte queste persone. Perché il fanatico vuole il vostro bene e per fare il vostro bene tutto è permesso compreso l'uccidere. L'accenno di erotismo che viene dalla ragazza e un segno di vita e ci siamo chiesti come trattarlo. Abbiamo incontrato uno psicanalista arabo che aveva incontrato molti giovani in Francia e che ci ha detto che di solito un radicalizzato cerca di portare dalla sua parte gli amici e anche la madre. Quindi la storia d'amore è molto rara. Ahmed si muove sul versante della morte: suo modello è il cugino morto 'martire'. La ragazza rappresenta un richiamo della vita: gli sorride, lo accompagna gli ricorda che è ancora vivo.

Siete nati in una famiglia cattolica. Cosa pensate della religione?
Come quasi tutti gli appartenenti alla nostra generazione siamo cresciuti con un'educazione cattolica. Posso solo dire che in Europa occidentale siamo riusciti a vivere in pace anche se abbiamo convinzioni religiose differenti e si tratta di un modello che va preservato. Invece tutti che si tengono stretti alle loro identità pongono domande come: "Chi sei? Perché?"

Frasi
Vorrei tanto che tu tornassi com'eri...
Una frase di Inès (Myriem Akheddiou)
dal film L'Età Giovane - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 9 novembre 2019
Gianni Canova
Elle

A tredici anni si è in cerca di certezze. Si ha bisogno di preservare la propria fragile identità dentro una corazza di valori assoluti. Ahmed - il protagonista del nuovo film dei fratelli Dardenne - li trova nell'integralismo. Adolescente belga di religione musulmana, vie-ne sedotto da un imam fanatico e un po' vile, che Io fa precipitare nel più rigido fondamentalismo jihadista.

venerdì 8 novembre 2019
Elettra Santori
Micromega

La marcia inarrestabile, pervicace, verso la jihad di un tredicenne fulmineamente radicalizzato. L'ultimo film dei fratelli Dardenne - Le jeune Ahmed, spersonalizzato nel generico L'età giovane del titolo italiano - ha ancora una volta per protagonista un individuo che procede a testa bassa lungo il suo asse di realizzazione, solo che qui il fine della quest non è la ricerca di un lavoro e di una [...] Vai alla recensione »

domenica 3 novembre 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Chiusi, cupi, impauriti, ma anche pronti a darsi a un'idea, a un futuro che si immagina in un bianco e nero rassicurante, senza grigi. Così capita d'essere a tredici anni, e così è l'Ahmed (Idir Ben Addi) di L'età giovane (Le jeune Ahmed, Belgio e Francia, 2019, 84'). Giunti all'undicesimo film, i fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne scendono con generosità nel fondo di una storia in cui rischiano [...] Vai alla recensione »

domenica 3 novembre 2019
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

In una città belga, in ambiente mussulmano, oggi. Il tredicenne Ahmed, uscendo da scuola non porge la mano all'insegnante che gliela chiede, perché «adesso è grande e non la stringe a una donna». Inutilmente sua madre gli ricorda che le deve rispetto e gratitudine. Ahmed non le presta ascolto, tanto più che disprezza sua madre perché beve ("ubriacona") e la sorella che porta la canottiera ("puttana"). [...] Vai alla recensione »

domenica 3 novembre 2019
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Nascita, crescita e fine (?) di un adolescente fondamentalista. I fratelli Dardenne - fautori di una galleria di personaggi infelici e magari respingenti, ma sempre di grande intensità -mettono in scena una storia di integralismo di cui non si comprende appieno la morale, di solito manifesta nella loro narrazione spoglia e antiretorica, ma sempre profondamente etica.

sabato 2 novembre 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Solo per spettatori di stretta osservanza. Per chi ai cantori belgi della miseria e della disperazione perdona qualsiasi cosa. Perdonava: qualche bisbiglio critico da un po' si comincia a sentire (ma resta sempre il timore che criticando sceneggiatura e regia ci si schieri con i padroni, con gli industriali che licenziano, con gli sciagurati senza cuore al mondo per dannare la vita dei poveri).

sabato 2 novembre 2019
Elisa Grando
Il Piccolo

Quello dei Dardenne non è un cinema corale: da sempre i fratelli belgi affrontano grandi temi universali attraverso la specificità di storie singole, senza avere la pretesa di farne modelli sociologici. "L'età giovane" nasce dal loro bisogno di confrontarsi con il fenomeno del fondamentalismo islamico di seconda generazione dopo gli attentati terroristici che hanno segnato Bruxelles nel 2016: per addentrars [...] Vai alla recensione »

sabato 2 novembre 2019
Marco Contino
Il Mattino di Padova

"L'età giovane" è terreno fertile per la radicalizzazione di Ahmed, un musulmano di 13 anni che, da un giorno all'altro, passa dalla playstation alla sua personale guerra santa contro chi è impuro, a cominciare dalla mamma rimasta sola, dalle sorelle e dalla maestra che vuole introdurre un corso di arabo moderno: una deviazione dal Corano che per Ahmed merita una punizione severa.

sabato 2 novembre 2019
Alessandra De Luca
Ciak

Plagiato da un imam locale, a Liegi, il tredicenne Ahmed, belga di origine magrebina, comincia a radicalizzarsi, a criticare in casa la sorella che veste all'occidentale e la madre che si concede del vino a tavola. Confuso e inquieto come tutti gli adolescenti, il ragazzino abbandona la PlayStation e lascia che l'energia dei propri ideali venga incanalata in una non meglio precisata lotta contro gli [...] Vai alla recensione »

sabato 2 novembre 2019
Sara Del Corona
Marie Claire

Ahmed è un musulmano sedotto dall'ideologia di un pericoloso Imam jihadista. Anzi, è un ragazzino belga di 13 anni a caccia di certezze, e le trova precipitando, dall'oggi al domani, nel pozzo dell'integralismo. La madre beve un bicchiere di vino e le dà dell'ubriacona. La sorella ha gli shorts e la chiama puttana. E la sua prof, che lo apprezza e lo sostiene, be', è una pericolosa apostata da neutralizzare [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 novembre 2019
Emily Barnett
Les Inrockuptibles

L'età giovane racconta il percorso incerto di Ahmed, ragazzino determinato a mettere in pratica il jihad. Per farlo, decide di uccidere un'insegnante che l'imam del quartiere ha bollato come "impura". Senza svelare di più sappiamo comunque che i fratelli Dardenne seguono imperativi morali. In fondo tutti i loro film sono religiosi. Quindi Ahmed incarna la quintessenza del loro cinema.

venerdì 1 novembre 2019
Serena Nannelli
Il Giornale

L'età giovane di Jean-Pierre e Luc Dardenne racconta la radicalizzazione di Ahmed, tredicenne che venera il ricordo del cugino, martire dell'Islam. Indottrinato all'integralismo musulmano da un imam, il ragazzino considera la sua insegnante di arabo un'apostata e decide di punirla. I due registi e sceneggiatori belgi realizzano un film realistico e attuale ma che fatica a farsi apprezzare perché, [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 novembre 2019
Simona Santoni
Maxim

Ahmed ha gli occhi tenaci e senza luce. È religioso, e nient'altro. Di una fede che non prevede l'amore. I fratelli Dardenne, con il loro cinema asciutto ed essenziale eppure così ricco di contenuto, con L'età giovane (titolo originale Le jeune Ahmed) raccontano il fanatismo islamico attraverso l'esperienza assolutistica e cieca di un ragazzino di origini arabe di seconda generazione nel Belgio contemporane [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 novembre 2019
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Più la buttano giù più torna su, la determinazione del 15enne belga Ahmed a punire e eliminare i sacrileghi, come chiede l'Imam integralista che lo spinge a seguire l'esempio di un cugino martire. Vittima, la prof di arabo, mussulmana, rea di insegnare la lingua fuori dall'esclusivo dettato coranico. Costretto, chiede scusa per un atteggiamento aggressivo, ma un altro ne prepara.

venerdì 1 novembre 2019
Alessandra De Luca
Avvenire

Plagiato da un imam locale, il tredicenne Ahmed, belga di origine maghrebina, comincia a radicalizzarsi cominciando una imprecisata lotta contro gli infedeli, al punto da decidere di uccidere la sua professoressa che ai suoi studenti insegna un arabo diverso da quello del Corano. In concorso al Festival di Cannes, dove ha vinto il premio della regia, L'età giovane dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 ottobre 2019
Emiliano Dal Toso
Filmidee

Ripartire, ancora una volta, dai Dardenne: dall'assenza di stile, dal pedinamento, dall'asciuttezza e dalla limpidezza di una narrazione che non concede sottotrame e non ha bisogno di pretesti. Con L'età giovane, premiato all'ultimo Festival di Cannes per la miglior regia, i fratelli Luc e Jean-Pierre raccontano per la prima volta nella loro filmografia un personaggio del tutto monodimensionale e impermeabi [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 ottobre 2019
Marina Visentin
Cult Week

Ahmed (Idir Ben Addi), protagonista del nuovo film dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne L'età giovane, ha tredici anni e un obiettivo, assurdo e sanguinoso: uccidere la sua insegnante (Myriem Akheddiou), musulmana come lui, rea di aver proposto di far apprendere ai ragazzi l'arabo utilizzando anche le canzoni e non soltanto il Corano, come sostenuto dalla tradizione.

giovedì 31 ottobre 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Il «giovane Ahmed» del titolo originale del film dei fratelli Dardenne - L'età giovane - è un adolescente di oggi, in qualche parte del Belgio, un fratello, una sorella, la mamma rimasta da sola, il corpo goffo nell'incertezza dell'età, il viso nascosto dagli occhiali - quasi una metafora - che porta sin da ragazzino. In nemmeno un mese dalla play station è passato alla preghiera, via i manifesti dalla [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 ottobre 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

L'età giovane può sembrare un film fin troppo lineare? e tuttavia l'apparente semplicità di racconto dei Dardenne deriva dalla loro raffinata capacità di costruire un quadro del presente che rispecchia il complesso stato delle cose. Radicalizzato da un fanatico imam, il tredicenne belga Ahmed tenta di eliminare la sua professoressa, bollata di blasfemia perché insegna l'arabo senza rifarsi al Corano [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 ottobre 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Integralisti in erba. Ahmed ha solo 13 anni ma ha già fatto la sua scelta. Il cugino, «martire» di Allah, è l'esempio da seguire. Accoglie così i dettami di uno spregiudicato imam e si convince. L' insegnante di lingua araba è un'apostata e va uccisa. Ma L'età giovane del ragazzino lascia aperti spiragli di ottimismo. Dal fanatismo si può guarire, però la strada è lastricata di difficoltà e i fratelli [...] Vai alla recensione »

martedì 29 ottobre 2019
Matteo Marelli
Film TV

L'assassino ti siede accanto. È una situazione che i Dardenne avevano già esplorato, e allora credevamo in modo estremo, con Il figlio. Ora si spingono oltre: se nel film del 2002 ci ponevano in un rapporto di prossimità con un padre costretto a insegnare un lavoro al giovane omicida del proprio figlio, ora scelgono per protagonista un tredicenne mussulmano, Ahmed, che precipita in un percorso di devianza [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 ottobre 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Giovinezza e radicalismo islamico. In piena Europa. Dopo nove lungometraggi i registi belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne filmano ad altezza fanatismo religioso e lasciano inevitabilmente il segno. L'età giovane (in sala dal 31 ottobre 2019 con Bim) ha una traiettoria di sguardo e un'esposizione del tema raccontato immediatamente percepibile e poco mediabile.

venerdì 24 maggio 2019
Véronique Cauhapé
Le Monde

Anche se sono tra i grandi veterani del festival, i fratelli Dardenne tradiscono lo stesso entusiasmo che avevano quando arrivarono sulla Croisette per la prima volta, nel 1996, con La promesse. Ma al di là dell'euforia per essere di nuovo tra gli eletti del cinema, Le jeune Ahmed è il loro film più pessimista. Perché la grande capacità di resistenza grazie alla quale i personaggi dei Dardenne riescono [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 maggio 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Ahmed è un ragazzino, in quell'età che è una terra di nessuno. Non ancora uomo. Non più bambino. Tutto appare fuori luogo. La mamma. L'insegnante. L'amicizia. Nemici provvisori destinati a cadere nelle trincee della vita. E per Ahmed la guerra è una sola. Allah. Jihad. Quel profilo mediorientale in una famiglia belga vuol essere il volto dell'Islam quotidiano.

mercoledì 22 maggio 2019
Massimo Causo
Duels.it

Le jeune Ahmed (Concorso): già il titolo rimanda a una scelta di campo che si muove sul senso dell'innocenza e magari dell'ingenuità. Del resto siamo nel cinema di Jean-Pierre e Luc Dardenne e per loro si tratta sempre di posizionarsi nel punto giusto della scena, elaborando una prospettiva che possa articolare le dimensioni logiche e morali dei personaggi.

martedì 21 maggio 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Un sentimento oscuro che, seppur in contesti stilistici totalmente altri, è il movente del 13enne protagonista de Le jeune Ahmed dei fratelli Dardenne, alla loro ennesima partecipazione in concorso a Cannes dopo due Palme d'oro vinte. In una Bruxelles anonima, Ahmed (il bravissimo teenager deb Idir Ben Addi) subisce il lavaggio del cervello da parte dell'imam della moschea locale che lo induce a comportarsi [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Giulio Sangiorgio
Film TV

Giovane musulmano sulla via del radicalismo: quando tenta di uccidere una maestra (rea di credere che l'arabo si possa insegnare con le pop song, non solo col Corano) è rieducato in istituto. È possibile cambiarlo? E se cambia è per cosa? Un bacio, un rifiuto, un senso di colpa, un momento di luce? O è solo e soltanto una posa? I Dardenne continuano a proporre i loro pedinamenti, ma il loro non è iperrealis [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

I fratelli Dardenne aggiungono un altro tassello a una filmografia ormai fin troppo simile a se stessa, affrontando un personaggio di giovane estremista, parente di Rosetta e degli altri adolescenti dei loro film, sempre sospesi tra il bene e il male. Ahmed si è radicalizzato per colpa di un imam feroce e un po' vile, è in rotta con la propria famiglia e progetta un gesto estremo nei confronti della [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

Ieri è stata la giornata dei fratelli Dardenne, più volte vincitori sulla Croisette, e del loro Le Jeune Ahmed - nelle sale francesi dal 22, in Italia distribuito da Bim. Il «giovane Ahmed» del titolo è un adolescente di oggi, in qualche parte del Belgio, un fratello, una sorella, la mamma rimasta da sola, il corpo goffo nell' incertezza dell'età, il viso nascosto dagli occhiali che porta sin da ragazzino. [...] Vai alla recensione »

martedì 21 maggio 2019
Carlo Valeri
Sentieri Selvaggi

I personaggi che Luc e Jean-Pierre Dardenne raccontano sono sempre instancabili, ossessivi, ostinati. Sono pure forze in atto. E si spostano per uno scopo. Se per Rosetta il fine ultimo è ottenere un lavoro e per la Sandra di Due giorni, una notte è quello di riprendenderselo il lavoro, per Ahmed diventa iniziare una Jihad a modo suo. Ai fratelli Dardenne interessa filmare personaggi che compiono azioni [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 maggio 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

I fratelli valloni Dardenne, Luc e Jean-Pierre, sono titolari di un rigore estetico e morale che spesso ha prodotto capolavori. Non a caso appartengono a quel risicato manipolo di autori due volte Palma d'oro (per "Rosetta"nel 1999 e per "L'Enfant"nel 2005). "Le jeune Ahmed", che li riporta per l'ottava volta in concorso a Cannes, è il primo film della loro luminosa carriera che non mi sentirei di [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 maggio 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Ahmed è un adolescente musulmano indottrinato dal suo imam, che lo spinge ad uccidere la propria professoressa in quanto infedele. Il ragazzo ci prova, ma il tentativo va a vuoto. Ma il ragazzo, entrato in una specie di servizio sociale di recupero, non demorde. Un film (troppo) piccolo, dalla durata di nemmeno un'ora e mezza, che tenta di catturare il meccanismo di influenzare il pensiero fino alle [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 maggio 2019
Federico Pontiggia
La Rivista del Cinematografo

Un tredicenne pronto a uccidere la propria insegnante, in nome del "vero Islam". Belgio, oggi, Ahmed (Idir Ben Addi) diventa più realista del re, ovvero l'imam di una moschea fondamentalista Youssouf (Othmane Moumen), e mette nel mirino la sua professoressa Inès (Myriem Akheddiou): riusciranno la madre, la sorella Louise, il giudice, lo psicologo, la fattrice che se ne innamora a farlo desistere dal [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 maggio 2019
Leonardo Gandini
Cineforum

Questo film inizia con un'ascesa - per le scale, di corsa - e finisce con una caduta, dall'alto, in un prato. Se parto da qui, è perché le traiettorie fisiche del protagonista, in Le jeune Ahmed come in tutto il cinema dei Dardenne, sono al contempo la bussola della nostra visione - la messa in scena è interamente definita dai movimenti e dalle soste del personaggio principale - e il centro nevralgico [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 maggio 2019
Alessandro Aniballi
Quinlan

Belgio, oggi. La storia del giovane Ahmed, tredicenne, combattuto tra gli ideali di purezza del suo imam e gli appelli che gli arrivano dalla vita. Era decisamente lecito aspettarsi qualcosa di più dal nuovo film dei Dardenne, Le jeune Ahmed, presentato in concorso a Cannes. Era lecito perché a leggere la sinossi diffusa da tempo sembrava che i due fratelli belgi avessero trovato la chiave - o almeno [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 ottobre 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Ahmed è un adolescente belga, di famiglia araba perfettamente integrata, che conosce un percorso di radicalizzazione religiosa ad opera di un imam fanatico e vile. Dopo aver tentato di accoltellare una professoressa, viene mandato in un istituto, dove una ragazzina è attratta da lui. Il personaggio, ultimo di una galleria di ragazzini respingenti che i registi ci insegnano a comprendere e ad amare, [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
giovedì 24 ottobre 2019
A cura della redazione

Ahmed ha 13 anni ed è entrato nella spirale dell'integralismo musulmano, indottrinato da un imam che, tra le altre cose, gli ripete che la sua insegnante di lingua araba è un'apostata. Ahmed, che venera un cugino martire dell'Islam, decide di procedere [...]

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giovedì 10 ottobre 2019
 

Ahmed ha 13 anni ed è entrato nella spirale dell'integralismo musulmano grazie all'indottrinamento di un imam che, tra le altre cose, gli ripete che la sua insegnante di lingua araba, anch'essa musulmana, è un'apostata.

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martedì 1 ottobre 2019
 

Regia di Jean-Pierre Dardenne, Luc Dardenne. Un film con Idir Ben Addi, Olivier Bonnaud, Myriem Akheddiou, Victoria Bluck, Claire Bodson. Da giovedì 31 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
martedì 10 settembre 2019
 

Un adolescente belga progetta di uccidere la sua insegnante dopo aver aderito ad un'interpretazione estremista del Corano. Vai all'articolo »

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martedì 21 maggio 2019
 

Già due volte premiati con la Palma d'Oro (con Rosetta e L'Enfant), Jean-Pierre e Luc Dardenne sono tornati al Festival di Cannes per presentare uno dei loro film più pessimisti: Le Jeune Ahmed. Rinunciando a grandi star ma affidandosi a giovani attori [...]

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martedì 30 aprile 2019
 

Un adolescente belga progetta di uccidere la sua insegnante dopo aver aderito ad un'interpretazione estremista del Corano.

winner
miglior regia
Festival di Cannes
2019
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