Dio è donna e si chiama Petrunya

Film 2019 | Drammatico +13 100 min.

Titolo originaleGospod postoi, imeto i' e Petrunija
Titolo internazionaleGod Exists, Her Name Is Petrunija
Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneMacedonia, Belgio, Slovenia, Croazia, Francia
Durata100 minuti
Al cinema6 sale cinematografiche
Regia diTeona Strugar Mitevska
AttoriZorica Nusheva, Labina Mitevska, Simeon Moni Damevski, Suad Begovski, Stefan Vujisic Violeta Sapkovska, Petar Mircevski, Andrijana Kolevska, Nikola Kumev, Bajrush Mjaku.
Uscitagiovedì 12 dicembre 2019
TagDa vedere 2019
DistribuzioneTeodora Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,51 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Teona Strugar Mitevska. Un film Da vedere 2019 con Zorica Nusheva, Labina Mitevska, Simeon Moni Damevski, Suad Begovski, Stefan Vujisic. Cast completo Titolo originale: Gospod postoi, imeto i' e Petrunija. Titolo internazionale: God Exists, Her Name Is Petrunija. Genere Drammatico - Macedonia, Belgio, Slovenia, Croazia, Francia, 2019, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 12 dicembre 2019 distribuito da Teodora Film. Oggi tra i film al cinema in 6 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,51 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo aver partecipato alla cerimonia dell'Epifania, una donna deve affrontare una nuova battaglia della sua vita. In Italia al Box Office Dio è donna e si chiama Petrunya ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 198 mila euro e 45,4 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,51/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,51
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un duro attacco al maschilismo che non cade nello stereotipo del grottesco e del tragicomico balcanico.
Recensione di Nicola Falcinella
lunedì 11 febbraio 2019
Recensione di Nicola Falcinella
lunedì 11 febbraio 2019

Petrunija è laureata in storia, ha 32 anni, vive nella cittadina macedone di Štip e non ha un'occupazione. Rientrando verso casa dopo un colloquio di lavoro andato male, si ferma ad assistere a una cerimonia ortodossa per le strade. Il rituale prevede che il prete getti una piccola croce nel fiume e che gli uomini si precipitino a recuperarla. Petrunija, vicina alla riva, vede che nessuno raggiunge l'oggetto sacro e si tuffa a recuperarlo. Ne nasce una rissa per strapparle la croce di mano e, più tardi, la giovane è portata al posto di polizia per essere interrogata su un gesto che è stato filmato e il video è diventato popolare in internet, attirando l'attenzione della giornalista di una televisione nazionale.

Dio è donna e si chiama Petrunya è il quinto lungometraggio della macedone Teona Strugar Mitevska, autrice molto amata dalla Berlinale, che negli anni ha presentato lì quasi tutti i suoi lavori.

La regista è conosciuta nell'ambiente dei festival per How I Killed a Saint, I am from Titov Veles e The Woman Who Brushed Off Her Tears. Questo è il suo lavoro migliore e più coeso, il dramma di una donna sovrappeso che si scontra con il maschilismo ancora diffuso. Prima il colloquio con il proprietario di una fabbrica tessile che non la considera adatta e la offende in più modi, poi l'episodio al centro della vicenda con le sue conseguenze.

La protagonista è invitata ripetutamente a riconsegnare la croce recuperata dalle acque e accusata di averla "rubata" in quanto donna. Portata nella stazione di polizia, e trattenuta pur senza essere arrestata, trova ogni volta l'argomento giusto per rifiutarsi. Petrunija ha buon gioco anche perché si trova in una terra di mezzo tra le leggi della Chiesa e quelle dello Stato, tra le regole e le tradizioni. Contro di lei c'è anche la forza del branco, il gruppo, dal quale emergono solo pochi volti, che aveva subito lo smacco nel fiume e cerca di rifarsi aggredendo la giovane.

La regista, insieme alla sceneggiatrice Elma Tataragic, sferra un duro e dichiarato attacco al maschilismo della società, alle abitudini più che alle usanze. Le autrici usano molta ironia, ma evitano di cadere nello stereotipo del grottesco e del tragicomico balcanico, riuscendo a restituire un mondo che sembra fermo e ripiegato su sé stesso.

Alla protagonista non manca nulla se non un lavoro, come sottolineano anche i suoi genitori, e la sua laurea risulta poco utile in quella città. Dalla parte dell'accusata si schiera decisamente anche la reporter (interpretata da Labina Mitevska, sorella della regista e attrice di Prima della pioggia e altri film), che prende sempre più coraggio per contrastare la situazione.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 8 gennaio 2020
francesca meneghetti

Avete presente l’episodio napoletano di Paisà, quando il soldato nero ubriaco, assistendo al teatro dei pupi che mette in scena la secolare battaglia di Orlando contro i mori, decide di parteggiare per i confratelli di colore e fa a pugni con le marionette bianche e cristiane? Beh, ci è mancato poco che anch’io, vedendo questo film, mi alzassi dalla poltrona per fare a cazzotti con il capo di un branco [...] Vai alla recensione »

sabato 7 settembre 2019
Vincenzo Ambriola

Macedonia, Epifania. Una giovane donna infrange un tabù religioso, vincendo una gara di solito dedicata agli uomini. L'evento sconvolge la vita della donna e scatena reazioni violente tra gli abitanti della città macedone. La vediamo lottare per difendere il suo diritto a partecipare a una gara e a vincerla. Vediamo anche una giovane reporter televisiva riprendere le scene di violenza, [...] Vai alla recensione »

giovedì 26 dicembre 2019
Pensoso

Film lento, noioso, monotono e ripetitivo. Commistione di contenuti kakfkiani, violenza di genere, quote rosa, sfocia nel grottesco troppo spesso e il conflitto/dramma viene risolto in maniera sempliciotto. Nel complesso mi é sembrato troppo infantile...buona la fotografia e certe riprese che soprattutto a inizio film creano aspettative superiori..

domenica 22 dicembre 2019
Mari Dir

Sarcastco e tagliente, il film è ben ritmato, generoso di emozioni e sentimenti. Si ride anche.

Frasi
è davvero un problema così grande se una donna prende la croce?
Petrunija (Zorica Nusheva)
dal film Dio è donna e si chiama Petrunya - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 12 dicembre 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Petrunya ha trentadue anni ma, come le dicono durante un colloquio di lavoro, ne dimostra 42 ed è brutta. Pur laureata in storia, non riesce a trovare lavoro, ed è una reietta nel paese di Stip, in Macedonia. Durante la Pasqua ortodossa, ha luogo la consueta cerimonia del lancio di un crocifisso nel fiume, e della gara tra maschi di diverse confraternite per recuperarlo.

giovedì 12 dicembre 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

Frustrata da una madre devastante, disoccupata e reduce da un ennesimo, umiliante colloquio di lavoro, Petrunya si trova ad assistere alla tradizionale cerimonia ortodossa di una croce gettata in acqua dal Pope e destinata a gara-tire benessere a chi la ripeschi. D'istinto si butta nel fiume, afferra il sacro trofeo, l'ha vinto, è suo, ma l'orda di maschi in gara non ci sta e brutalmente la aggredisce. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 dicembre 2019
Chiara Borroni
Cineforum

Dio esiste. E se fosse una donna? La commedia macedone di Teona Strugar Mitevska arriva in concorso alla Berlinale con tutto il portato che la questione del femminile solleva ormai sistematicamente in ogni festival di cinema, dal #meetoo in avanti. Ed è una boccata di aria fresca, prova ulteriore che forse sarebbe il caso di smettere di etichettare un film (e dunque giudicarne automaticamente la presunta [...] Vai alla recensione »

domenica 12 gennaio 2020
Giulia Bona
Filmidee

Un colpo andato molto male, un furto mirato a un centro di spaccio di cocaina conclusosi con la morte di ben otto poliziotti, scatena nella notte di New York una frenetica e isterica caccia all'uomo. L'inseguimento ai due banditi è coordinato dal detective Andre Davis, "figlio d'arte" dalla specchiata carriera che come prima e drastica misura chiede di isolare per una notte Manhattan dal resto della [...] Vai alla recensione »

martedì 31 dicembre 2019
Alberto Pesce
Giornale di Brescia

«E se Dio fosse donna?». Vi allude titolo dell'avvincente film macedone Orso d'oro a Berlino 2019, in sottofinale se ne coglie la battuta, snodo di una caustica commedia «al femminile». Ne sono intelligente regista l'esperta Teona Strugar Mitevska, cosceneggiattrice Elma Tataradic, protagonista la sorprendente attrice comica Zorica Nusheva, in un ruolo tv non meno piccante, Labina sorella della regista. [...] Vai alla recensione »

martedì 17 dicembre 2019
Roselina Salemi
Tu Style

Macedonia, Epifania. Petrunya, laureata disoccupata, infrange un tabù religioso. Recupera la croce lanciata nel fiume da un prete durante una processione ortodossa. È una tradizione, una gara alla quale di solito partecipano solo gli uomini, ma vince lei. La portano al posto di polizia, la accusano di furto. Petrunya si difende a testa alta in questo film femminista, coraggioso, aperto alla speranza. Da [...] Vai alla recensione »

domenica 15 dicembre 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Perché non ho diritto, anch'io, a un anno di fortuna?, domanda Petrunya (Zorica Nusheva) al pope (Suad Begovski) che in un commissariato macedone le ordina di ridargli una certa croce miracolosa. La giovane donna l'ha ripescata da un fiume, dopo che lui ce l'aveva buttata secondo un rito diffuso in molti Paesi ortodossi. Chi la trova, così vuole la tradizione, avrà un intero anno fortunato.

sabato 14 dicembre 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Trentenne laureata in Storia cerca un lavoro, stanca di vivere con i genitori. Siamo in una città della Macedonia, i mestieri per una ragazza sono segretaria, operaia alla macchina da cucire, e amante del padrone della boutique dove fai la commessa (questo suggerisce l'amica più sveglia). Al colloquio di lavoro la mano scivola sulla coscia, senza neanche il "le faremo sapere".

sabato 14 dicembre 2019
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Il comandante della polizia e il prete ortodosso di una piccola comunità macedone discutono in controluce. Il rituale propiziatorio di inizio anno - il recupero di una croce consacrata dalle acque di un fiume - si è concluso con uno scandalo: a recuperare l'oggetto è stata una donna, Petrunya, violando così i canoni di una tradizione religiosa riservata agli uomini.

sabato 14 dicembre 2019
Simona Santoni
Maxim

Petrunya non ha la silhouette da eroina e non è per niente simpatica. Eppure, disoccupata sovrappeso in una Macedonia di colori spenti e paesaggi scarnati, diventa il simbolo di modernità che si oppone a due poteri consolidati, la Chiesa e lo Stato. Dal 12 dicembre al cinema, Dio è donna e si chiama Petrunya della macedone Teona Strugar Mitevska è un film femminista o semplicemente di diritti sacrosanti [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 dicembre 2019
Francesco Crispino
Filmcronache

Petrunija ha trent'anni, è laureata ma vive ancora con la propria madre a Stip, in Macedonia. Disoccupata e disillusa decide però di ascoltarla e di andare a un colloquio di lavoro che tuttavia si rivela deludente. Uscendo si ritrova così in mezzo alla cerimonia dell'Epifania e decide di prendere parte al rito della croce di legno che ogni anno viene lanciata nelle acque locali.

venerdì 13 dicembre 2019
Nicola Falcinella
La Provincia di Como

È uno dei film di Natale più originali e sorprendenti. Arriva dalla Macedonia "Dio è donna e si chiama Petrunya" di Teona Strugar Mitevska. Una pellicola che è stata in concorso a febbraio al Festival di Berlino, dove ha ricevuto il premio della giuria ecumenica, ha riscosso riconoscimenti per tutto l'anno come il premio Utopia dai giovani del festival Castellinaria di Bellinzona per arrivare al prestigioso [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 dicembre 2019
Anne Diatkine
Libération

All'inizio del quinto film della regista macedone Teona Strugar Mitevska, Petrunya è inquadrata dall'alto, in piedi su una delle linee che dividono le corsie di una piscina vuota. Dopo la vedremo camminare in equilibrio su un muretto: Petrunya è una ragazza a cui piace camminare sul ciglio. Non perché le piace rischiare la vita ma, come scopriremo, per salvarsi la pelle.

giovedì 12 dicembre 2019
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Petrunya, una giovane di 31 anni, ancora vergine, piuttosto grassa, laureata in storia e ancora senza lavoro, durante la festa dell'Epifania, in un villaggio macedone, conquista la croce sacra, lanciata nel fiume dal Pope ortodosso. Ma c'è un problema: alla gara possono partecipare solo i maschi. Alle donne non è permesso. Ma Petrunya è ostinata, si impunta e non vuole riconsegnare il trofeo, che ovviamente [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 dicembre 2019
Francesco Alò
Il Messaggero

C'è una donna misteriosa ricercata in Macedonia da preti ortodossi, fanatici religiosi e zelanti commissari di polizia. Il reato? Non sussiste. Pare abbia partecipato a un rito per soli maschi acchiappando con destrezza una croce lanciata ai fedeli. Una lunga notte presso le forze dell'ordine potrebbe mettere fine al caos. L'ideona della regista Teona Strugar Mitevska è presentare una protagonista [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 dicembre 2019
Eugenio Arcidiacono
Famiglia Cristiana

Petrunya ha 32 anni e vive ancora con i genitori in un villaggio della Macedonia. Ha una laurea in Storia, ma non ha un'occupazione. Va a fare un colloquio, ma il possibile datore di lavoro prima la umilia rilevando che non è proprio una gran bellezza e poi non rinuncia comunque ad allungare le mani su di lei. Tornando a casa, si imbatte in una processione ortodossa dove le preghiere si concludono [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 dicembre 2019
Giulia Bianconi
Il Tempo

... Ci sono donne che ancora oggi lottano per i loro diritti. Che cercano di farsi strada in mondi machisti e patriarcali dove non c'è spazio se non per gli uomini. Petrunya una di queste. Vive a Stip, cittadina della Macedonia, ha 32 anni, è laureata, disoccupata, bruttarella e in carne. Mentre rientra da un colloquio di lavoro andato male, assiste a una festa religiosa e decide di prenderne parte. [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 dicembre 2019
Alice Sforza
Il Giornale

Protagonista è una 32enne sovrappeso, che anche la madre considera brutta. Disoccupata, riceve l'ennesimo «no» in un colloquio di lavoro dove viene umiliata (la sua laurea in storia non interessa a nessuno). Demoralizzata, si tuffa, d'istinto, in acqua e recupera la croce santa, durante una cerimonia ortodossa del giorno dell'Epifania. Tradizione riservata solo agli uomini, il che scatena un vero odio [...] Vai alla recensione »

giovedì 12 dicembre 2019
Martina Toma
Cult Week

Dio è donna e si chiama Petrunya di Teona Strugar Mitevska si svolge in Macedonia, più precisamente nella città di Štip. Lei, Petrunya, è una donna molto interessante, almeno dal punto di vista sociologico, perché rappresenta quel modello di giovane attuale che vive ovunque nel mondo. Un vero e proprio stereotipo vivente: arrivata quasi ai trent'anni, laureata in Storia (con focus sulla Rivoluzione [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 dicembre 2019
Mattia Carzaniga
Vanity Fair

«Che me ne faccio di una laureata in Storia?». La trentenne Petrunya sarà pure una bambocciona, ma il mercato del lavoro non aiuta: e dire che le sarebbe bastato un posto da segretaria. Potrebbe accadere da noi, succede in Macedonia. Alla quale, almeno, resta la fede. Dio è donna e si chiama Petrunya, nelle sale dal 12 dicembre, rilegge il folklore locale - il lancio di una croce nel fiume: l'uomo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 11 dicembre 2019
Antonio D'Onofrio
Sentieri Selvaggi

Teona Strugar Mitevska con Dio è donna e si chiama Petrunya continua nel percorso di scoperta della Macedonia, paese da cui proviene e che ha scelto di raccontare. L'impatto con kermesse, ormai avvenuto nel lontano 2001, fu subito deflagrante, Veta, il suo cortometraggio infatti vinse il premio speciale della giuria. Nel 2008, torna alla Berlinale con I Am from Titov Veles, ambientato nella città di [...] Vai alla recensione »

martedì 10 dicembre 2019
Claudio Casazza
Cinequanon

A Stip, una piccola citta? in Macedonia si segue una tradizione speciale: per l'Epifania - che secondo il calendario ortodosso si festeggia il 19 gennaio - il sacerdote locale getta un crocifisso di legno in un fiume, centinaia di uomini si tuffano nelle acque ghiacciate e lo cercano per rinnovare simbolicamente, anno dopo anno, il sacrificio dell'uomo nei confronti di Dio.

martedì 10 dicembre 2019
Matteo Marelli
Film TV

Diceva il poeta che la vita è sventura. Vero, soprattutto se nasci nella parte sbagliata del mondo, in uno di quei paesi germogliati sulle macerie delle guerre jugoslave, e oggi hai 32 anni ma ne dimostri 42, come ti senti dire durante un colloquio a cui hai avuto accesso previa raccomandazione. In un momento storico in cui la realizzazione umana è fatta coincidere con quella professionale e non c'è [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 dicembre 2019
Matteo Galli
Close-Up

Dopo la scelta peregrina dell'anno scorso, quando con l'Orso d'Oro venne premiato un film molto disturbante di cui poi, di fatto, nessuno ha più parlato, ossia Touch Me Not, non è necessario essere Tiresia o Nostradamus per immaginare che la Berlinale tornerà a premiare un film che sia molto più nelle proprie corde: cinematografia minore, regista non celeberrim*, film d'impianto sostanzialmente realista [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 dicembre 2019
Emanuela Genovese
La Rivista del Cinematografo

A Natale, nel periodo più freddo della stagione, dove le sale si riempiono di cinema popolare, a volte accondiscendente e fintamente consolatorio, c'è anche un piccolo e controverso film che arriva, dopo aver girato numerosi festival e aver vinto il premio della giuria ecumenica al Festival di Berlino, finalmente in Italia. Diretto da una regista macedone, la brava Teona Strugar Mitevska, God Exists. [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 dicembre 2019
Alessandra De Luca
Ciak

Petrunya ha 32 anni, una "inutile" laurea in storia, un carattere spigoloso e un grande senso dell'umorismo, ma è sovrappeso e nella cittadina macedone di Stip dove vive non riesce a trovare un impiego. Tornando a casa, dopo l'ennesimo colloquio di lavoro andato male, si ferma a osservare una cerimonia ortodossa, il cui rituale prevede che il prete lanci una piccola croce di legno nel fiume e che centinaia [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 novembre 2019
Teresa Marchesi
Huffington Post

Il cinema è donna e si chiama Teona Strugar Mitevska. È lecito giocare col titolo di "Dio è donna e il suo nome è Petrunja" (il film in osannata anteprima al Torino Film Festival e in uscita il 12 dicembre con Teodora ), dal momento che ha appena conquistato il prestigioso Premio Lux del Parlamento Europeo. Quarantacinque anni, nativa di Skopje ma con Master americano, la regista macedone è una illustre [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 novembre 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

Petrunya Eftimovska ha ormai 32 anni. A parte ogni tanto la cameriera, non ha mai lavorato, è grassa e considerata brutta persino da sua madre. E' una disoccupata con laurea in storia, una predestinata a una vita di umiliazioni e sconfitte. Ma un giorno, dopo che il manager di una ditta tessile non ha accettato di assumerla, Petrunya fa una cosa strana: in una annuale cerimonia religiosa che culmina [...] Vai alla recensione »

martedì 26 novembre 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

Nel paese dei sogni Petrunya sarebbe presidente del consiglio. Solo per quel "studio l'integrazione del comunismo nelle istituzioni democratiche" andrebbe baciata seduta stante. Invece, il maturo personaggio femminile di un film splendido e godibilissimo, Dio è donna e si chiama Petrunya, presentato in prima italiana al 37esimo Torino Film Festival, è costretto a vivere nel contesto tradizionalista [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 febbraio 2019
Giampiero Raganelli
Quinlan

A Stip, una piccola città in Macedonia, ogni anno a gennaio il sacerdote locale lancia un crocifisso di legno nel fiume e centinaia di uomini si tuffano per cercare di recuperarlo contendendoselo. Buona fortuna e prosperità è garantita all'uomo che riesce nell'impresa. Petrunya, una donna corpulenta, si tuffa in acqua per un capriccio e riesce ad afferrare il crocifisso prima degli uomini che sono [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 dicembre 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

"Sono una donna, non un'idiota!". Solo l'esasperazione può portare una giovane laureata in storia contemporanea a una difesa così frontale, ma nascendo e crescendo nella Macedonia rurale, queste "cose" sono all'ordine del giorno. Forte dei recenti Premio Lux del Parlamento europeo e della retrospettiva al Torino Film Festival dedicata alla sua regista Teona Strugar Mitevska, il 12 dicembre arriva nelle [...] Vai alla recensione »

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martedì 17 dicembre 2019
Ilaria Ravarino

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TRAILER
venerdì 15 novembre 2019
 

Regia di Teona Strugar Mitevska. Un film con Zorica Nusheva, Labina Mitevska, Simeon Moni Damevski, Suad Begovski, Stefan Vujisic. Da giovedì 12 dicembre al cinema. Guarda il trailer »

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venerdì 15 novembre 2019
 

Dopo aver partecipato alla cerimonia dell'Epifania, una donna deve affrontare una nuova battaglia della sua vita. Vai all'articolo »

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