Montparnasse - Femminile Singolare

Film 2017 | Commedia drammatica +13 97 min.

Titolo originaleMontparnasse Bienvenue
Anno2017
GenereCommedia drammatica
ProduzioneFrancia
Durata97 minuti
Regia diLéonor Séraille
AttoriLaetitia Dosch, Grégoire Monsaingeon, Souleymane Seye Ndiaye, Léonie Simaga, Nathalie Richard Erika Sainte, Lila-Rose Gilberti, Audrey Bonnet, Marie Rémond, Julie Guio.
Uscitagiovedì 24 maggio 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneParthénos
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,28 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Léonor Séraille. Un film Da vedere 2017 con Laetitia Dosch, Grégoire Monsaingeon, Souleymane Seye Ndiaye, Léonie Simaga, Nathalie Richard. Cast completo Titolo originale: Montparnasse Bienvenue. Genere Commedia drammatica - Francia, 2017, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 24 maggio 2018 distribuito da Parthénos. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,28 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Paula si trasferisce a Parigi sperando di riconquistare il vecchio amore, ma la città la travolgerà in un nuovo turbine di emozioni. Il lancio va bene. Il film è stato premiato al Festival di Cannes. In Italia al Box Office Montparnasse - Femminile Singolare ha incassato 31,5 mila euro .

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Consigliato sì!
3,28/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,83
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
Un film di una libertà sorprendente che dialoga alla perfezione con la società attuale.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 4 maggio 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 4 maggio 2018

Paula non sa fare niente a parte essere se stessa ed è già incredibile. Rientrata a Parigi dal Messico dopo una lunga assenza, fatica a ritrovarsi e a ritrovare una città che sente ostile. Ostile con la gente, con lei, lasciata dal fidanzato fotografo di cui per anni è stata la musa. Porte chiuse, un gatto in una scatola, niente in tasca, nessuna competenza, zero progetti, Paula vaga per la giungla urbana in cerca di un amico e di un lavoro. Ma il mondo le crolla intorno. Tra squallide stanze d'albergo e camere di servizio, tra vagoni della metro e corridoi dei centri commerciali, troverà alla fine una nuova partenza.
È importante il titolo di un film (quello originale). Jeune femme (giovane donna) lo è per la sua semplicità, per la sua maniera di andare dritto al punto, cogliendo al volo un baleno esistenziale. L'istante in cui la sua protagonista non è più una ragazza ma nemmeno ancora una donna.

Tutto comincia con un colpo di testa per Paula messa alla porta dall'ex fidanzato prima e dalla madre poi, che non vogliono più saperne di lei.

Di lei che strilla e strepita al medico di un centro psichiatrico tutti i sentimenti e le ferite interiori che la fantasia non può più dissimulare. Di lei corpo eccentrico e rigettato ai margini della sua vita. La giovane donna, che sembra esistere soltanto attraverso lo sguardo del suo (ex) uomo, ha perso improvvisamente il suo centro e vaga in una città "che non ama la gente" e di cui non riesce più a decifrare i codici. Agito in due tempi, Montparnasse Femminile Singolare passa dalla sovraeccitazione del debutto alla pacificazione dell'epilogo.

In mezzo l'evoluzione progressiva di Paula che si disfa e si fa sotto gli occhi dello spettatore. Opponendo uno spirito libero alle forze alienanti che la minacciano, Paula improvvisa coi mezzi che ha, attraverso gli incontri, le liriche associazioni di idee e le opportunità che le si presentano. Improvvisa il suo apprendistato alla vita da adulta. La cosa più incredibile è che la sua emancipazione non si traduce, per una volta, con un'ascensione sociale ma con un declassamento desiderato e accolto. Paula scende di (buon) grado, da musa dei quartieri bobo a venditrice in un centro commerciale, conquistando la virtù dell'anonimato: la possibilità di diventare chiunque.

Anche la sorellina di Antoine Doinel, per la maniera solerte di rispondere ai piccoli annunci e tentare i lavori più generici che forgiano un'indipendenza sociale (e culturale) e restituiscono il gusto denso della vita. Come Doinel, Paula accede alla 'cultura' per una piccola porta e non per la scuola. Il primo ad avvertire lo scarto sarà il suo fidanzato, colpito dall'imprevista partecipazione critica della donna che adesso vuole solo riconquistare. Il film, un survival nel milieu urbano, accompagna le decisioni impulsive della sua protagonista, i rischi che si prende e che vanno in direzione ostinata e contraria agli schemi normativi imposti dalla società. Paula è il granello di sabbia che inceppa l'ingranaggio sociale, una 'passante' che avanza e si definisce attraverso il dislocamento costante. Innamorata respinta, studentessa per finta, lesbica estemporanea, commessa creativa, baby-sitter maldestra, non è mai dove l'attendiamo.

Questa deriva sociale, che conosce fasi più aspre (la solitudine, l'inerzia, la fame), risale fino alla sua sorgente, la madre di Nathalie Richard, il cui rifiuto drastico e afflitto di riprendersi la figlia rivela una crepa originale. Ad aprirle le porte (per sbaglio) sono perfetti sconosciuti, una ragazza che la scambia per una compagna di scuola perduta, una borghese della stessa età che la crede al telefono una diciottenne, un vigilante africano che la prende esattamente per quella che è. A misura di questi incontri, Paula riprende colore, il volto si illumina, respira e noi pure.

Opera prima di Léonor Serraille, premiata con la Caméra d'Or all'ultima edizione del Festival di Cannes, Montparnasse Femminile Singolare è un film di una libertà sorprendente che dialoga alla perfezione con la società attuale e una generazione che non può permettersi il lusso dell'incongruenza. All'inverso di colleghe e colleghi che prediligono la perdizione, la giovane autrice filma una rinascita, scegliendo per la sua eroina una via alternativa, una vita che ha il merito per la prima volta di essere la sua. A incarnare questa creatura fuori norma è una sbalorditiva Lætitia Dosch, diva del disordine già incontrata dentro altre battaglie (La battaglia di Solferino). È lei a trovare il tono di Paula e la bellezza dei suoi gesti. A trovare una giovane donna tra tante altre, indimenticabile.

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MONTPARNASSE - FEMMINILE SINGOLARE
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 28 giugno 2018
giacomo ricci

Premetto che io non avevo molte aspettative vero "Montparnasse femminile singolare" vincitore della camera d'òr al festival di cannes  però tutte le critiche positive che ho sentito riguardo a questo film e anche il vinto di aver vinto la camera d'òr mi hanno spinto a vederlo. e devo dire che quando sono uscito dalla sala ho detto "Questo film è [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 giugno 2018
Flyanto

"Montparnasse - Femminile Singolare" della regista Léonor Sérraille, come si evince dal titolo, racconta una storia riguardante un personaggio femminile e, più precisamente, una giovane donna di circa 30 anni, di nome Paula. La protagonista è tornata nella città di Parigi dopo un lungo periodo di permanenza in Messico e vorrebbe riallacciare la propria relazione [...] Vai alla recensione »

sabato 26 maggio 2018
francesca50

Il film rappresenta un tema vecchio ma con un'attrice e episodi nuovi; perciò in esso l'emancipazione femminile appare ancora una volta interessante. Ancora oggi però si vede che l'emancipazione femminile non viene raggiunta anche se il film vorrebbe significare che si raggiunge. In effetti la donna oggi può lavorare, quindi è più libera.

lunedì 21 maggio 2018
cardclau

La storia che ci racconta Léonor Séraille ruota attorno ad una frazione di vita di una donna di 31 anni Paula (Laetitia Dosch). Tutto incomincia col compagno, Joachim, ricco fotografo professore, che la butta fuori in strada, sono a Parigi da poco termpo, dopo essere stati un lungo periodo assieme in Messico. Veniamo a sapere ad un certo punto, non ricordo quando nel film, ma la madre [...] Vai alla recensione »

Frasi
- Sono incinta!
- Ma com'è possibile? Non ti ho nemmeno sfiorata.
Dialogo tra Paula (Laetitia Dosch) - Yuki (Léonie Simaga)
dal film Montparnasse - Femminile Singolare - a cura di Nello J.
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 25 maggio 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Chi è quella donna isterica dai capelli rossi che prende a testate di notte la porta di un appartamento parigino? In questo modo si procurerà un'enorme cicatrice sulla fronte. «Anche a un cane puzzolente si apre la porta, no?», la sentiremo urlare all'ex fidanzato che l'ha cacciata di casa. Si chiama Paula ed è stata per 10 anni la musa del compagno fotografo, ora stanco di lei.

venerdì 25 maggio 2018
Alessandra De Luca
Avvenire

Quando viene messa alla porta prima dal fidanzato e poi dalla madre, che non vogliono più saperne di lei, Paula, appena tornata a Parigi da Messico, senza soldi e senza amici, cerca lavoro e un posto dove stare con un gatto che non è neppure suo, tenta di diventare una persona adulta (il titolo originale francese vuol dire "giovane donna"), ma il mondo sembra crollarle addosso.

giovedì 24 maggio 2018
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Di rientro dal Messico, Paula viene allontanata da fidanzato e madre. A 31 anni, si ritrova così a vagabondare per Parigi, in compagnia del suo gatto, alla ricerca di alloggi, lavori saltuari e, soprattutto, dell'amore perduto. La sua personalità debordante, fastidiosa, a tratti antipatica, non l'aiuterà in questo cammino di formazione. Bravissima Laetitia Dosch a reggere un film che racconta la solitudine [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 maggio 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Incontriamo Paula al pronto soccorso psichiatrico per aver preso a testate la porta del fidanzato che l'ha scaricata. Con la sua ossessione d'abbandono, mista a insicurezza, autoreferenzialità e instabilità emotiva, intorno a un Natale parigino senza casa e senza lavoro, arriviamo fino a metà film, quando nell'apparente ritratto di una nevrotica incomincia a formarsi l'identità di una ragazza fragile, [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 maggio 2018
Cristina Piccino
Il Manifesto

Il fidanzato l'ha cacciata, la madre non la vuole più vedere, Parigi, la sua città dove è tornata da poco è diventata estranea, senza un soldo né un lavoro - ma, come le grida la madre non ha mai fatto nulla- a Paula è rimasto solo il bellissimo gatto e un cappotto rubato al pronto soccorso dove l'hanno ricoverata mentre urlava senza controllo. Poteva diventare l'ennesimo ritratto di una «giovane donna» [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 maggio 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

La "giovane donna" del titolo originale è Paula (Laetitia Dosch), che è stata appena lasciata dal fidanzato e vaga per Parigi facendo strani incontri e cercando, senza troppa convinzione, un lavoro. Sulla sua strada ci sono tra l'altro una bambina antipatica cui lei fa da babysitter, un gentile ragazzo di colore suo collega al lavoro, una lesbica che la ospita in casa scambiandola per una compagna [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
mercoledì 16 maggio 2018
A cura della redazione

Rientrata a Parigi dal Messico e lasciata dal fidanzato, Paula fatica a ritrovarsi in una città che sente ostile. Niente in tasca e un gatto in una scatola, vaga per la giungla urbana in cerca di un amico e di un lavoro.

winner
camera d'or
Festival di Cannes
2017
Grégoire Monsaingeon nella parte di Joachim
Souleymane Seye Ndiaye nella parte di Ousmane
Léonie Simaga nella parte di Yuki
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