hal9001
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mercoledì 28 febbraio 2018
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per marco ed evak.
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Devo complimentarmi con entrambi. Avete realizzato una performance notevolissima. Marco, nel giro di 3 settimane, ha ricevuto 3900 voti a favore (e circa 800 contrari), Eva.K. 2700 a favore e circa 1400 contrari. Un duello appassionante a chi clicca di più sulla propria recensione e contro quella dell'avversario, Peccato che ciò snaturi le funzioni di questo sito e trasformi la discussione del film di Guadagnino in uno scontro tra ultras a favore o contrari. Mi viene voglia di fare una segnalazione alla redazione, anche se immagino che siano impegnati in questioni più serie...
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umpos
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venerdì 23 febbraio 2018
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d'acordo su quasi tutto ...
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Per rocinante: pienamente d'accordo, ad eccezione del passo in cui dici che il film si lascia guardare senza annoiare a livelli estremi. Secondo me ci arriva.
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soleil
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giovedì 22 febbraio 2018
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si dorme
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Ci siamo addormentati dopo 20 minuti di noia tra gli sbadigli dei vicini. Noiosissimo e inesistente come film
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mircalla74
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mercoledì 21 febbraio 2018
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una meraviglia sotto tutti i punti di vista
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Non mi soffermo sulla trama del film ormai conosciutissima. Personalmento l'ho trovato perfetto, a partire dalla sceneggiatura di Ivory che ha saputo condensare il romanzo in una sceneggiatura perfetta, passando per i tagli apportati dallo stesso regista tanto da lasciare la storia dei due su un piano più romantico e universale rispetto al libro, per la fotografia stupenda e incomprensibilmente snobbata agli oscar per finire con l'interpretaxzione di Timothee Chalamet questa si da oscar. Era tanto che qualcosa non mi emozionava così, e questo film e il libro da cui è tratto rimarranno sempre con me per ricordarmi che di vita ce n'è una sola e che sarebbe un peccato non provare nulla per paura di provare qualcosa.
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Non mi soffermo sulla trama del film ormai conosciutissima. Personalmento l'ho trovato perfetto, a partire dalla sceneggiatura di Ivory che ha saputo condensare il romanzo in una sceneggiatura perfetta, passando per i tagli apportati dallo stesso regista tanto da lasciare la storia dei due su un piano più romantico e universale rispetto al libro, per la fotografia stupenda e incomprensibilmente snobbata agli oscar per finire con l'interpretaxzione di Timothee Chalamet questa si da oscar. Era tanto che qualcosa non mi emozionava così, e questo film e il libro da cui è tratto rimarranno sempre con me per ricordarmi che di vita ce n'è una sola e che sarebbe un peccato non provare nulla per paura di provare qualcosa. Bellissimo.
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gabry
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sabato 17 febbraio 2018
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lungo, noioso e amorale
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sono uscita dal cinema arrabbiata e disgustata, non per la storia gay, non per le scene ecc, ma per il fatto che questi genitori (forse evidenziare che sono ebrei li giustifica?) agevolano questa storia fra un uomo Oliver ed un ragazzino di 17 anni Elio, Elio è un ragazzo di 17 anni, ha una ragazza con cui fa pure sesso, a quell'età ci sono simpatie, amicizie del cuore ecc. e si possono anche avere delle simpatie particolari ma qui sta il punto, secondo me, un uomo, Oliver non dovrebbe approfittarsi di questa simpatia ed i genitori non dovrebbero permetterla, il risultato infatti è che questo ragazzo Elio soffrirà mentre Olivier gli annuncerà il suo matrimonio. ed il discorso del padre al figlio che decanta questo amore che gli rimarrà per tutta la vita?? che assurdità.
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sono uscita dal cinema arrabbiata e disgustata, non per la storia gay, non per le scene ecc, ma per il fatto che questi genitori (forse evidenziare che sono ebrei li giustifica?) agevolano questa storia fra un uomo Oliver ed un ragazzino di 17 anni Elio, Elio è un ragazzo di 17 anni, ha una ragazza con cui fa pure sesso, a quell'età ci sono simpatie, amicizie del cuore ecc. e si possono anche avere delle simpatie particolari ma qui sta il punto, secondo me, un uomo, Oliver non dovrebbe approfittarsi di questa simpatia ed i genitori non dovrebbero permetterla, il risultato infatti è che questo ragazzo Elio soffrirà mentre Olivier gli annuncerà il suo matrimonio. ed il discorso del padre al figlio che decanta questo amore che gli rimarrà per tutta la vita?? che assurdità... due ore per tutto questo...grrrrrr
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lolamars
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sabato 17 febbraio 2018
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un'occasione mancata
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Rievocando i registi a lui più cari, Luca Guadagnino ha voluto trasformare la campagna lombarda in un glorioso pezzo di Inghilterra: paesini pittoreschi sofficemente sonnolenti, prati verdi a perdersi, fiumi e specchi d'acqua in puro stile anglosassone, e il quadro di una borghesia mix-europea che si gode il ritiro estivo in una sontuosa villa settecentensca, adornata di primizie della natura. Note di musica classica a scandire un'ambientazione allo stesso modo retrò, seppur collocata in una precisa epoca moderna.
Nonostante tutti gli sforzi di rincorrere una bellezza manierista, il film si dimostra piatto e noioso come i suoi protagonisti, anch'essi scialbi e senza passione.
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Rievocando i registi a lui più cari, Luca Guadagnino ha voluto trasformare la campagna lombarda in un glorioso pezzo di Inghilterra: paesini pittoreschi sofficemente sonnolenti, prati verdi a perdersi, fiumi e specchi d'acqua in puro stile anglosassone, e il quadro di una borghesia mix-europea che si gode il ritiro estivo in una sontuosa villa settecentensca, adornata di primizie della natura. Note di musica classica a scandire un'ambientazione allo stesso modo retrò, seppur collocata in una precisa epoca moderna.
Nonostante tutti gli sforzi di rincorrere una bellezza manierista, il film si dimostra piatto e noioso come i suoi protagonisti, anch'essi scialbi e senza passione. Per non parlare di Oliver, l'assitente americano, il quale risulta persino antipatico. Il resto dei personaggi, in teoria comprimario alla storia, diventa sterile arredamento di scena, senza scopo alcuno.
Non si capisce perchè si sia presa la briga di disturbare il talentuoso caratterista Michael Stuhlbarg, qui nelle vesti di un capofamiglia intellettuale di larghe vedute, il quale non solo non riesce a colmare questo vuoto, ma sembra addirittura in difficoltà, forse penalizzato dalla inconsistenza delle sue battute.
Un'operazione cinematografica finemente costruita nel taglio fotografico, ma agli effetti deludente, al contrario dei lungometraggi precedenti, dove il regista italiano era trionfalmente riuscito nel rendere al pubblico, tutto il gradevolissimo fascino delle umane fragilità e incertezze, omaggiando allo stesso tempo il connubio con l'arte figurativa, divenuto il suo marchio di fabbrica. Il raffinato classicismo greco che si respira nell'aria e in cui si rifugia questa famiglia ebrea, tra libri, statue e e giochi fanciulleschi di Adoni in fresche nudità corporee, riesce nello scopo di esaltare lo spirito dello spettatore? Anche qui abbiamo un ragazzo che non vuole ballare più da solo, alle prese con la sua consapevolezza sessuale attraverso gli incontri con il mondo esterno, ma ahimé, siamo ben lontani dalla levatura di Bertolucci, tantomeno di Ivory.
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enricocarafoli
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sabato 17 febbraio 2018
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faziore
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famiglia borghese intellettuale sfocata e poco coinvolgente
la scelta della fotografia non ha prodotto risultati apprezzabili
l'eccessiva focalizzazione sui rapporti fisici svilisce la parte dei sentimenti.
ritmo molto lento
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mariateresapalmieri
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venerdì 16 febbraio 2018
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un film mancato
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Un film mancato in cui i tormenti e l’estasi per la bellezza dei corpi (efebico adolescenziale del protagonista, più che ben proporzionato dell’altro giovane), venga svilito nella cornice estetizzante del film: il contesto familiare fiaccamente rappresentato dalla bellezza classica, oggetto di studio del genitore e dell’allievo coprotagonista dell’attrazione erotica.
La sceneggiatura è scandita da un ritmo lento e faticoso che non trasmette il turbamento e lo smarrimento di chi non sa orientarsi nel flusso confuso del proprio desiderio. Manca un collegamento espressivo e più che appropriato con la scoperta archeologica nel lago e la sensualità che si sprigiona dalla statua greca e che sembra proiettarsi nel vissuto epidermico dei due giovani.
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Un film mancato in cui i tormenti e l’estasi per la bellezza dei corpi (efebico adolescenziale del protagonista, più che ben proporzionato dell’altro giovane), venga svilito nella cornice estetizzante del film: il contesto familiare fiaccamente rappresentato dalla bellezza classica, oggetto di studio del genitore e dell’allievo coprotagonista dell’attrazione erotica.
La sceneggiatura è scandita da un ritmo lento e faticoso che non trasmette il turbamento e lo smarrimento di chi non sa orientarsi nel flusso confuso del proprio desiderio. Manca un collegamento espressivo e più che appropriato con la scoperta archeologica nel lago e la sensualità che si sprigiona dalla statua greca e che sembra proiettarsi nel vissuto epidermico dei due giovani. Non è un film che fa palpitare, nonostante il genere e l’aura che circola nella narrazione.
Solo l’ultima parte, col discorso del padre, fuori dal cliché del genitore convenzionale e repressivo, il film trova la nota giusta che lo riscatta. Potenza della cultura estetica e della ricchezza che dà, in questo caso, accesso alla bellezza più raffinata: la scultura ellenica di Prassitele, complice dei sentimenti che divampano nel cuore ancora vergine e incontaminato da disillusioni.
Maria Teresa
i.
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fabriziolupo
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venerdì 16 febbraio 2018
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chiamami col tuo nome: lo chiamino pure cartolina!!!
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..., ma ne vorrei vedere tante cartoline come questa! Una vecchia villa in una campagna accogliente d'estate, un fiume, un piccolo stagno, un paese e due biciclette: questo basta perchè quattro attori stupendi interpretino una storia intima, delicata, malinconica e struggente che a me è rimasta addosso come una di quelle emozioni che ti accompagnano per tanto tempo. Un grazie speciale e un forte augurio per l'Oscar a Timothèe Chalamet.
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fabriziolupo
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venerdì 16 febbraio 2018
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chiamami col tuo nome: lo chiamino pure cartolina!!!
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..., ma ne vorrei vedere tante cartoline come questa! Una vecchia villa in una campagna accogliente d'estate, un fiume, un piccolo stagno, un paese e due biciclette: questo basta perchè quattro attori stupendi interpretino una storia intima, delicata, malinconica e struggente che a me è rimasta addosso come una di quelle emozioni che ti accompagnano per tanto tempo. Solo alcuni dei tanti attimi che spesso mi tornano in mente con tanta ammirazione e coinvolgimento: il brano della canzone suonato prima, in giardino con la chitarra e poi al piano, dopo le due provocazioni che dal profondo dell'animo di Elio rivelano la paura di non piacere a Oliver; il racconto di Elio della storia del principe che non sapeva se parlare o morire; il dialogo intorno al monumento dei caduti ("Sapessi quanto poco so delle cose importanti" .
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..., ma ne vorrei vedere tante cartoline come questa! Una vecchia villa in una campagna accogliente d'estate, un fiume, un piccolo stagno, un paese e due biciclette: questo basta perchè quattro attori stupendi interpretino una storia intima, delicata, malinconica e struggente che a me è rimasta addosso come una di quelle emozioni che ti accompagnano per tanto tempo. Solo alcuni dei tanti attimi che spesso mi tornano in mente con tanta ammirazione e coinvolgimento: il brano della canzone suonato prima, in giardino con la chitarra e poi al piano, dopo le due provocazioni che dal profondo dell'animo di Elio rivelano la paura di non piacere a Oliver; il racconto di Elio della storia del principe che non sapeva se parlare o morire; il dialogo intorno al monumento dei caduti ("Sapessi quanto poco so delle cose importanti" ...); l'episodio simbolico della pesca che ci coinvolge nella carica erotica che Elio sta vivendo; l'addio al treno e la telefonata alla mamma; il modo con cui il padre accoglie Elio su quel divano nella semioscurità della sala e quel fiume di parole con cui lo avvolge e lo protegge e che altro non è se non amore per il figlio e per la vita; infine Elio e i lunghi minuti di pianto di fronte al camino dopo la telefonata di Oliver.
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