1945

Film 2017 | Drammatico +13 91 min.

Titolo originale1945
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneUngheria
Durata91 minuti
Regia diFerenc Török
AttoriPéter Rudolf, Eszter Nagy-Kalozy, Bence Tasnádi, Tamás Szabó Kimmel, Dóra Sztarenki .
Uscitagiovedì 3 maggio 2018
TagDa vedere 2017
DistribuzioneMariposa Cinematografica
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,83 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ferenc Török. Un film Da vedere 2017 con Péter Rudolf, Eszter Nagy-Kalozy, Bence Tasnádi, Tamás Szabó Kimmel, Dóra Sztarenki. Titolo originale: 1945. Genere Drammatico - Ungheria, 2017, durata 91 minuti. Uscita cinema giovedì 3 maggio 2018 distribuito da Mariposa Cinematografica. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,83 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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E? il 12 agosto 1945, la seconda guerra mondiale volge al termine e trascina dietro di sè i rovinosi strascichi di un orrore ancora tutto da risolvere.

Consigliato assolutamente sì!
3,83/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,60
PUBBLICO 4,40
CONSIGLIATO SÌ
Girato in uno splendido bianco e nero il film si articola su tre piani paralleli che costruiscono l'azione.
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 2 maggio 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
mercoledì 2 maggio 2018

In un afoso giorno di agosto del 1945, mentre gli abitanti di un villaggio ungherese si preparano per il matrimonio del figlio del vicario, un treno lascia alla stazione due ebrei ortodossi, uno giovane e l'altro più anziano. Sotto lo sguardo vigile delle truppe di occupazione sovietiche i due scaricano dal convoglio due casse misteriose e si avviano lentamente verso il paese. Il precario equilibrio che la guerra appena terminata ha lasciato sembra ora minacciato dall'arrivo dei due ebrei.
1945 è tratto da un racconto ("Homecoming") dello scrittore ungherese Gábor T.Szántó, i cui saggi e racconti brevi sono stati tradotti in diverse lingue e inseriti nell'antologia americana Contemporary Jewish Writing in Hungary (Paperback, 2003) ma il film non ha nulla di 'letterario'.

Girato in uno splendido bianco e nero si articola su tre piani paralleli che costruiscono l'azione. C'è la celebrazione di un matrimonio di convenienza tra il figlio del vicario, nonché droghiere del villaggio, che viene turbata dalla notizia dell'arrivo dei due misteriosi ebrei di cui osserviamo il procedere a piedi dietro il carro che porta le due casse.

Il terzo piano è quello che viene innescato dal riemergere del rimosso. La guerra in Europa è ormai finita anche se la radio trasmette notizie sull'atomica sganciata a Nagasaki. I russi controllano la zona e hanno trovato chi collabora con loro. Lo status quo viene però turbato da una domanda che coinvolge tutti: cosa vogliono i due ebrei che dicono di avere nelle casse solo cosmetici e profumi? Nel recente passato la famiglia Pollak è stata denunciata e consegnata ai tedeschi che l'hanno portata nei campi di sterminio. Molti si sono appropriati dei loro averi 'legalmente'. Se i nuovi arrivati fossero intenzionati a chiederne la restituzione?

In un'Ungheria che vede il premier Orban stravincere le elezioni non dev'essere stato facile per Ferenc Töröc tornare ad occuparsi di un periodo storico e di azioni miserabili che si preferirebbe seppellire nell'oblio. Perché è vero che l'avversione nei confronti dei russi è palpabile ma è anche altrettanto vero che chi li detesta non ha la coscienza a posto e questo stato non risparmia né uomini né donne e neppure chi rappresenta la Chiesa.

Se la madre del promesso sposo è cosciente di quanto male è stato perpetrato, altre sue coetanee si affrettano a nascondere ciò di cui si erano impadronite. Mentre i due misteriosi ebrei avanzano solo i giovani, pur tra contraddizioni irrisolte, sembrano poter guardare a ciò che accade in modo divergente. Rispetto a quanto detto sopra si può leggere come un segno positivo il fatto che il film esca con il patrocinio del Consolato Generale di Ungheria in Milano. Potrebbe voler dire che, nonostante le attuali posizioni politiche, in quel Paese resta ancora una possibilità di rilettura priva di schemi ideologici degli eventi di un non lontanissimo passato. A differenza del polacco Ida che, trattando temi analoghi, ha trovato in patria non pochi ostacoli alla sua diffusione da parte di chi detiene il potere.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 7 maggio 2018
vanessa zarastro

 Un film intenso in un bellissimo bianco e nero, uno di quelli che vengono definiti “una chicca” dai cinéphiles. Una sorta di thriller dove si intrecciano tre storie ambientate in un piccolo villaggio ungherese nell’immediato dopoguerra. Tratto dal racconto “Homecoming” di Gàbor T. Szàntò, ha vinto vari premi tra cui l’Avner Shalev [...] Vai alla recensione »

martedì 12 giugno 2018
Dario Bottos

L'ebraismo è essenzialmente culto della memoria ("ricorda!"), rivisitazione del già detto, del già scritto, nell'infinita spirale ermeneutica della riattualizzazione. Due ebrei arrivano in uno sperduto villaggio della piana ungherese con il solo scopo di coltivare l'estrema memoria dei familiari perduti nella Shoah, di cui sono testimoni scampati: vanno a [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 giugno 2018
angelo umana

 1945, e già il titolo è evocativo del dopo-guerra, di qualche resa dei conti che possa avvenire se un ebreo sopravvissuto torna nel suo paesino (ungherese in questo caso): chi si era appropriato, con atti falsi, della sua casa e dei suoi averi quando lo vide partire con quei treni-carri bestiame, comincia a sentirsi minacciato, che possa perdere ciò che ormai gli apparteneva. [...] Vai alla recensione »

martedì 8 maggio 2018
FabioFeli

L’esito della II Guerra Mondiale è ormai scontato e nelle disturbate trasmissioni radio resiste solo il Giappone, in ginocchio davanti all’incubo nucleare. L’Ungheria, ex-alleata del nazismo con il regime di Szàlasi, è occupata dai russi. Nel paesino agricolo del film i contadini stanno ultimando la mietitura del grano.

martedì 8 maggio 2018
cardclau

1945 di Ferenc Tòròk è un film, bellissimo, in un bianco e nero clamoroso, sulla zona grigia del genere umano. Non facciamo gli ingenui nel credere che il cattivo fosse solo Hitler, Stalin, o chi per essi. Nessuno può negare che fossero degli psicopatici, e per forturna, perché nella battaglia di inghilterra dli errori dei tedeschi che impedirono la loro sopraffazione [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 maggio 2018
michelino

    Il film ci fa riflettere su un aspetto particolare della  nostra storia (nostra in quanto Europei).  Un aspetto soggetto a rimozione in quanto ci richiama  ad una riflessione critica che va al di la delle responsabilità  attribuite ai carnefici materiali e coinvolge anche tutti  coloro che, pur considerandosi senza macchia e [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 5 maggio 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Non sarà facile trovarlo - esce in poche copie - ma vale lo sforzo (non possiamo vivere di soli "Avengers" e della loro guerra somministrata a puntate, un anno ci separa dalla prossima ammucchiata). Siamo in Ungheria, nell'agosto del 1945. Due forestieri arrivano alla stazione - in uno di quei paesi dove dal treno non scendono mai facce sconosciute, subito il capostazione li guarda con sospetto.

venerdì 4 maggio 2018
Maurizio Cabona
Il Messaggero

Se c'è ancora pubblico per un film - in uno splendido bianco e nero - sulla cattiva coscienza dell'Ungheria, significa che essa ne ha ancora una buona che può permettersela, affinché passi anche il passato della seconda guerra perduta (su tre) tra 1914 e 1989. Ferenc Torok racconta in 1945 mattina e primo pomeriggio del 12 agosto di quell'anno in un paese di campagna.

venerdì 4 maggio 2018
Pierre-Julien Marest
Télérama

In un pacifico villaggio ungherese, nell'agosto del 1945, si svolgono i preparativi per le nozze del figlio di un notabile. Ma la notizia che due ebrei ortodossi, sopravvissuti ai campi di sterminio, stanno tornando in paese, scatena il panico nella comunità. 1945 è un film curioso, una specie di western ungherese, rigoroso nel suo bianco e nero e rispettoso delle migliori regole di sceneggiatura. Vai alla recensione »

venerdì 4 maggio 2018
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Bianco e nero, ben contrastato. Funziona, per formare la giusta distanza nella permanente vicinanza. Dal mattino alla sera in un villaggio ungherese sorvegliato dai russi. È l'agosto '45, gli americani gettano l'atomica su Nagasaki e il figlio del notabile sta per sposarsi. Una manciata di ore per sollecitare ancora e sempre un'efficace memoria degli anni spaventosi di guerra&olocausto.

giovedì 3 maggio 2018
Giovanna Branca
Il Manifesto

Dodici agosto 1945: viene sganciata la bomba su Nagasaki, la guerra in Europa si è appena conclusa e in Ungheria le elezioni sono alle porte. Nel piccolo villaggio ungherese nel quale è ambientato 1945 di Ferenc Torok - premio del pubblico della sezione Panorama alla Berlinale 2017 - è anche il giorno del matrimonio fra il figlio del notaio e una giovane contadina.

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