Personal Shopper

Film 2016 | Drammatico, Thriller, +13 105 min.

Regia di Olivier Assayas. Un film Da vedere 2016 con Kristen Stewart, Lars Eidinger, Anders Danielsen Lie, Nora von Waldstätten. Cast completo Titolo originale: Personal Shopper. Genere Drammatico, Thriller, - Francia, 2016, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 13 aprile 2017 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,26 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 14 aprile 2017

La personal shopper di una grande attrice nasconde un segreto: è capace di parlare con i morti. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, In Italia al Box Office Personal Shopper ha incassato 175 mila euro .

Personal Shopper è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,26/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,31
PUBBLICO 2,46
CONSIGLIATO SÌ
Un film sperimentale, concettuale e carico di riflessioni sulla società crossmediale, mascherato da storia di fantasmi.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 18 maggio 2016
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 18 maggio 2016

Maureen ha da poco perso il fratello Lewis per una disfunzione cardiaca congenita, da cui anche lei è affetta. Maureen è una medium e come tale cerca un contatto con l'aldilà per poter salutare definitivamente il fratello e riappacificarsi con la sua perdita. Maureen è anche una personal shopper, ovvero ha l'incarico di scegliere i vestiti ideali, con un budget stratosferico a disposizione, per una star esigente di nome Kyra. Finalmente Maureen sembra entrare in contatto con una presenza spettrale, ma non è sicura che si tratti di Lewis.

Il problema, se di problema si può parlare, che affligge le persone con un'intelligenza superiore alla media è quello di non poter rinunciare a cercare una spiegazione sulle cause o sugli effetti, dove i più arresterebbero la loro indagine, accontentandosi della via più breve. La stessa sindrome che affligge Olivier Assayas, instancabile indagatore di quel che sta dietro, o sopra.

Di quel che non si vede, ma che muove le cose. Assayas non si accontenta di verticalizzare l'approfondimento su un tema, deve necessariamente tracciare più connessioni intertestuali possibili tra questo e altri temi, portando la speculazione filosofica su lidi forse impensabili all'inizio del processo. Inutile dire che questo approccio, che spesso coincide con le opere dell'autore meno immediatamente fruibili e comprensibili per lo spettatore medio (Irma Vep, Boarding Gate), non trova grande riscontro presso il pubblico e la critica più generalista. Ma è proprio qui che si trova la natura profonda del cinema di Assayas, la medesima che anima un film accettato quasi unanimemente come un capolavoro come Sils Maria.

Perfetto esempio di tutte queste idiosincrasie, Personal Shopper è una profonda investigazione sulle origini della paura, sul bisogno di credere nell'aldilà, e su come relazionarsi con tutto ciò in una società crossmediale, che filtra le emozioni per poi amplificarle. In cui si attende un segno, ma in cui questo arriva via SMS e da uno sconosciuto.

Il regista francese riprende temi già affrontati in Sils Maria, di cui Personal Shopper rappresenta al contempo, una prosecuzione, un gemello introverso, un fantasma. Proprio quest'ultimo diviene l'ectoplasmatico e ingannevole fenotipo dell'opera: che procede come una ghost story, ne sfrutta i cliché e i calibrati colpi di scena, per poi raccontare tutt'altro. Con un indubbiamente voluto gioco di/sulle parole, la medium interpretata da Kristen Stewart diviene fulcro di un ragionamento sui media che caratterizzano la contemporaneità. Una parte consistente di Personal Shopper si svolge attraverso l'utilizzo di un iPhone, sia per la visualizzazione di video su YouTube che per un dialogo via chat, che attraversa le sequenze cruciali e thrilling del film come un'inseparabile (e invisibile) presenza. Come un fantasma.

La materia da comprimere e da rendere coerente, molteplice e complessa, diviene opera coesa solo grazie a un linguaggio filmico straordinario e a tratti sperimentale - la sequenza precognitiva in albergo - in cui una storia di tensione alla Brian De Palma - citato esplicitamente nelle vestizioni di Maureen, nel voyeurismo implicito, nell'uso del sonoro - con un pizzico di Kubrick e di Kurosawa Kiyoshi convive con una riflessione sulla solitudine da multimedialità e sul mutamento radicale vissuto nel nostro quotidiano. Il tutto proiettato - letteralmente, viste le scene di nudo parziale e l'indagine della macchina da presa sullo straordinario corpo cinematografico della Stewart - sulla pelle di una diva che vive (ma il processo era iniziato in Sils Maria) perennemente camminando sul filo invisibile sospeso tra pubblico, privato e sovraesposizione mediatica.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 18 aprile 2017
Writer58

Spoiler alert: nella recensione vi sono anticipazioni sulla trama del film].."Personal shopper", ultimo film di Assayas, è una proposta che disorienta e sconcerta. A un primo -e superficiale- livello di analisi, quello dei contenuti proposti, della sceneggiatura, della storia narrata, si rilevano numerose omissioni e incongruenze, apparentemente  delle smagliature nella trama [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
sabato 15 aprile 2017
Roy Menarini

Ci sono film che suscitano reazioni opposte, fischi e applausi, amori incondizionati e sarcasmi aggressivi, godimenti cinefili e ostilità anti-autoriali, proprio come quelli che ha sortito Personal Shopper alla prima proiezione di Cannes 2016 e che poi si sono regolarmente ripresentati alla sua uscita internazionale. "Capolavoro o boiata pazzesca?", si è chiesto un importante mensile nostrano. Di solito, le pellicole che portano lo scontro a un tale livello sono a loro volta provocatorie, esagerate, fuori dagli schemi del buon gusto o della mezza misura, ed è quello che è sovente accaduto di fronte a cineasti come Gaspar Noé, Takashi Miike, Ciprì/Maresco, Ulrich Seidl e così via.

Diverso il caso di Olivier Assayas, che gira film permeati da un amore assoluto per i personaggi e per lo spettatore, che odia ogni forma di sarcasmo, che cerca di unire invece di distruggere le icone (anche se il finale di Irma Vep era un vero manifesto di iconoclastia, seppur creativa).

Personal Shopper - per il quale dichiariamo apertamente la militanza tra i sostenitori più convinti - irrita e svia per altri motivi. Avrebbe forse corso meno rischi, Assayas, se avesse deciso di non mostrare i fantasmi della sua ghost story, se avesse lasciato meno misteriose le identità dello spettro e dello stalker (chissà se sono la stessa persona), se non avesse lambito così da vicino i terreni del rimosso, della sessualità, dell'irrazionale nel raccontarci la sua, e forse anche se non avesse palesato in modo così impudico la propria dichiarazione d'amore cinematografico per Kristen Stewart. In questo racconto sinuoso e imprendibile, infatti, non si deve fare altro che vagare con lei, seduttrice recalcitrante, diva sempre più "off", corpo androgino e latteo al tempo stesso, attrice forse non troppo dotata tecnicamente ma tanto carismatica da farci confermare tutte le teorie sulla fotogenia, anche quando - come oggi - appaiono ferri vecchi della teoria del film e dell'incanto cinefilo.

INCONTRI
sabato 8 aprile 2017
Paola Casella

"I nostri sogni sono più reali e importanti del lavoro che facciamo tutti i giorni per pagare l'affitto". Olivier Assayas, figlio d'arte (il padre era lo sceneggiatore Jacques Rémy), critico, sceneggiatore e pluripremiato regista, sceglie di raccontare anche in Personal Shopper, che ha presentato a Roma nell'ambito del Festival del nuovo cinema francese Rendez-vous, come una testimonianza del rapporto fra visibile e invisibile.

Maureen, la personal shopper del titolo, sembra fare shopping di identità.
Sì, prova a ricostruire la propria identità, a reinventarsela. Il suo lavoro in fondo consiste nel portare pacchi di vestiti dal punto A al punto B per conto di qualcun altro, è frustrante, letteralmente alienante, ma la aiuta a definire ciò che vuole e che non vuole più essere. Maureen è attratta dalla moda perché lì c'è una parte della risposta alla sua ricerca di identità, e perché la aiuta ad accettare una femminilità fino a quel momento tenuta nascosta. Anche lo spettatore è invitato a mettere nel proprio sacchetto ciò che vede nel film e portarsi a casa ciò che gli serve per lavorare sulla propria percezione del mondo.

Nel film Maureen ha un fratello gemello e deve confrontarsi con una cliente che vorrebbe emulare. Come si è posto nei riguardi del tema del doppio, tanto caro al cinema?

Personal Shopper è definito dal desiderio di Maureen di voler essere qualcun altro, dal suo cercare qualcosa al di fuori di se stessa, per poi capire che l'interazione è in realtà con un suo doppio, un'altra dimensione della propria identità. In questo senso il film tratta della conversazione interna che tutti noi portiamo avanti e del modo in cui, all'interno della mente, le nostre varie identità partecipino ad una stessa conversazione.

Spesso la tecnologia nei suoi film ha una funzione maieutica: tira fuori dai personaggi verità delle quali non avevano consapevolezza.
Mi interessa soprattutto l'uso del linguaggio, la sintassi della comunicazione tecnologica. Ad esempio, una mail ha la forma romanzesca della lettera, mentre un sms esprime una concentrazione poetica: le frasi diventano brevissime ma dense di senso, c'è una schiettezza, anche una brutalità specifica in questo modo di comunicare, che va velocemente all'essenziale. È un mettersi subito a nudo, soprattutto quando la comunicazione è utilizzata come forma di seduzione.

Frasi
- Non hai nulla di meglio da fare che vestire Kyra?
- Aspettare...
- Cosa stai aspettando?
- Mio fratello gemello Lewis è morto qui 95 giorni fa. Il primo a morire avrebbe mandato un segno all'altro…
Dialogo tra Maureen (Kristen Stewart) - Ingo (Lars Eidinger)
dal film Personal Shopper - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 13 aprile 2017
Roberto Nepoti
La Repubblica

Quattro anni dopo Sils Maria, Olivier Assayas torna a far squadra con Kristen Stewart, questa volta protagonista di un film che è una partitura per attrice solista. L'americana a Parigi Maureen si mantiene facendo acquisti per una celebrità, una "socialite" tutta Chanel e Cartier. In realtà non pensa che a stabilire un contatto col gemello Lewis, morto per un incidente cardiaco.

NEWS
TROVASTREAMING
venerdì 29 ottobre 2021
 

Miglior regia al Festival di Cannes a Olivier Assayas. Vai all'articolo »

BOX OFFICE
domenica 16 aprile 2017
Andrea Chirichelli

Fast & Furious 8 stravince il sabato con 1,6 milioni di euro e 219mila spettatori. Il film viaggia veloce, letteralmente, verso i 10 milioni che potrebbero essere superati già entro la sera di Pasquetta.

NEWS
domenica 16 aprile 2017
Giancarlo Zappoli

Se in queste giornate vi capiterà di aprire il classico uovo di Pasqua e, dopo aver scartato la carta multicolorata che lo avvolge e averlo aperto, vi troverete come sorpresa una collanina di plastica (se per femmine) o un portachiavi dall'incerta tenuta [...]

GUARDA L'INIZIO
lunedì 10 aprile 2017
 

Maureen è una giovane donna americana che vive a Parigi e lavora come personal shopper. Ha l'incarico di scegliere i vestiti ideali, con un budget stratosferico a disposizione, per una star esigente di nome Kyra.

TRAILER
venerdì 24 marzo 2017
 

Maureen ha da poco perso il fratello Lewis per una disfunzione cardiaca congenita, da cui anche lei è affetta. Maureen è una medium e come tale cerca un contatto con l'aldilà per poter salutare definitivamente il fratello e riappacificarsi con la sua [...]

POSTER
mercoledì 15 marzo 2017
 

Maureen è una giovane donna americana che vive a Parigi e lavora come Personal Shopper. Ha l'incarico di scegliere i vestiti ideali, con un budget stratosferico a disposizione, per una star esigente di nome Kyra.

GALLERY
domenica 22 maggio 2016
 

Ribaltando i pronostici della vigilia, I, Daniel Blake è il vincitore della 69esima edizione del Festival di Cannes. Diretto con maestria da Ken Loach, il film è una tranche de vie carica di uno sguardo profondamente umano che provoca commozione senza [...]

GALLERY
mercoledì 18 maggio 2016
 

Già protagonista della serata inaugurale con Café Society di Woody Allen, Kristen Stewart è tornata ieri sul red carpet di Cannes per Personal Shopper di Olivier Assayas, un film sperimentale, concettuale e carico di riflessioni sulla società crossmediale, [...]

CANNES FILM FESTIVAL
martedì 17 maggio 2016
 

Segretaria seducente che finirà per diventare ricca signora nella Hollywood degli anni '30, ragazza timida capace di parlare più attraverso uno smartphone che nella realtà, Kristen Stewart è a Cannes con due film importanti, Cafè Society di Allen e in [...]

winner
miglior regia
Festival di Cannes
2016
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