| Anno | 2016 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Alessandro Valori |
| Attori | Simone Riccioni, Brenno Placido, Marianna Di Martino, Giorgio Colangeli Maria Amelia Monti, Biagio Izzo, Maria Paola Rosini, Maria Chiara Centorami, Armando De Razza, Sarah Maestri, Albino Marino, Savino Marè, Luigi Moretti (V). |
| Uscita | giovedì 31 marzo 2016 |
| Distribuzione | Multivideo, Mariposa Cinematografica |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,98 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 febbraio 2020
Un film che parla di famiglia, una famiglia come tante altre ma che nasconde un segreto che rimetterà in discussione la vita di tutti i componenti. In Italia al Box Office Come saltano i pesci ha incassato 210 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Matteo è un abile meccanico che sogna di essere assunto a Maranello, nel frattempo lavora nell'officina del padre Italo e vive a casa con mamma Mariella e una sorellina down, Giulia. La loro vita serena viene interrotta dalla notizia dell'incidente stradale in cui ha perso la vita una persona che appartiene al passato di Italo. Non possiamo dire di più per non svelare i tanti misteri che si nascondono dietro l'esistenza solo apparentemente tranquilla di Matteo, ma accenniamo che da questo momento partirà una sorta di road movie verso una città di mare dove si nasconde la chiave del passato, e forse del futuro, di tutti i personaggi della storia.
Alessandro Valori, già regista di Radio West e di un delizioso piccolo film poco visto dal pubblico, Chi nasce tondo, sviluppa qui un suo soggetto sceneggiandolo con Serena De Angelis, Paula Boschi e la collaborazione dell'attore protagonista di Come saltano i pesci, Simone Riccioni: insieme costruiscono un racconto congegnato in modo da disvelarsi gradualmente e consentire allo spettatore di creare a poco a poco i collegamenti fra i personaggi. E se Come saltano i pesci contiene alcune lungaggini e ingenuità, Valori si mette adeguatamente a servizio di una storia che funziona come un puzzle destinato a ricomporsi del tutto solo in prossimità della conclusione.
Nel colonnino dei pregi ci sono la scorrevolezza del racconto, i dialoghi in generale ben scritti e divertenti, i personaggi accattivanti e le buone interpretazioni di tutto il cast su cui svettano i veterani Giorgio Colangeli e Biagio Izzo in un inedito ruolo drammatico e le giovani Marianna Di Martino e Maria Paola Rosini, che interpreta il ruolo di Giulia con delicata ironia e senza patetismi. Nel colonnino dei difetti spuntano alcune frasi fatte che sono più proclami che battute, una certa ridondanza melodrammatica, un finale retorico con voce fuori campo e una ancor più imperdonabile scenetta da "Un giorno in pretura" del tutto fuori luogo rispetto al tono sobrio tenuto fino a quel momento, pur con tutte le sfumature umoristiche adatte ad alleggerire una trama altrimenti angosciante. Come saltano i pesci è una parabola sul peccato e la redenzione, sull'esigenza divina del perdono e la volontà umana di punirsi in maniera caparbia e ottusa sacrificando alla penitenza la propria umanità. Il film entra anche di diritto nel dibattito contemporaneo sulla genitorialità, ponendo la domanda se i figli siano di chi li mette al mondo o di chi li ama e li alleva. E ha una sua dolcezza, un suo modo gentile di raccontare il desiderio di fuga di tutti e il bisogno, speculare e contrario, di essere fratelli, nel senso più ampio del termine, ma anche in quello più letterale.
Come un guizzo improvviso di un pesce fuori dall’acqua, questa pellicola si rivela una piacevole sorpresa nel mare piuttosto piatto del cinema italiano. Ambientata nelle Marche e intrisa di una genuina paesanita’, la storia è incentrata su un complicato intreccio di vicende familiari. A turbare la serenità di Matteo e dei suoi cari, irrompe, in un giorno qualsiasi del trantran quotidiano, un’inaspett [...] Vai alla recensione »
A togliergli di bocca le frasi fatte, i protagonisti sarebbero sempre zitti. Sogna una chiamata da Maranello il giovane meccanico Matteo che lavora nell'officina di papà e vive serenamente anche con la mamma e la sorellina down. Ma un giorno gli arriva una telefonata: sua madre Anna è morta. Ma no, ce l'ho qui davanti, è vivissima e si chiama Mariella.