I bambini sanno

Film 2015 | Documentario +13 113 min.

Anno2015
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata113 minuti
Regia diWalter Veltroni
Uscitagiovedì 23 aprile 2015
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,57 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Walter Veltroni. Un film Genere Documentario - Italia, 2015, durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 23 aprile 2015 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,57 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un'inchiesta sotto forma di documentario "fotografare l'Italia di oggi attraverso la percezione della vita che hanno i bambini tra i 9 e i 13 anni". Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello. In Italia al Box Office I bambini sanno ha incassato 182 mila euro .

Consigliato nì!
2,57/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,13
CONSIGLIATO NÌ
Un cast curatissimo per un progetto lodevole ma condizionato dalla sua stessa struttura.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
Recensione di Raffaella Giancristofaro

Trentanove bambini, tra gli 8 e i 13 anni, italiani di oggi, rispondono, dalle loro camerette, alle domande di Walter Veltroni su amore, famiglia, Dio, omosessualità, crisi. A mo' di prologo, un montaggio di sequenze di film sull'infanzia: Baarìa, Io non ho paura, Kaos, Gremlins, Stand By Me, e su tutti, I 400 colpi, evocato da una scena in cui un bambino, oggi, esaudisce il sogno di vedere il mare.  
La seconda regia di Veltroni parte da Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupery: "I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano di spiegargli tutto ogni volta". Dopo il passato (Quando c'era Berlinguer) Veltroni guarda al futuro tramite l'infanzia, alla ricerca dei valori della "sinistra che vorrebbe" (per citare uno dei suoi ultimi libri): pacifismo, uguaglianza, diritti civili. Lo fa opponendo una primigenia, presunta purezza dei bambini al cinismo dell'età adulta/politica. Nella speranza che, facendoli enunciare ai suoi protagonisti (gli adulti di domani) tali valori si imprimano nel Dna del Paese.  
Il cuore del film è il casting curatissimo, a dispetto dell'apparente semplicità: i 39 sono stati scelti da una rosa di 350. Volti peculiari, rappresentanti di multiculturalità, diversità sociali e ogni tipo di trauma. Un filippino in ristrettezze economiche, una bambina nigeriana abbandonata dal padre, una giovanissima musulmana che dialoga con le altre religioni, il rom col padre in carcere. Il piccolo circense, il genio matematico, il malato di leucemia allontanato dai compagni, due gemelle di cui una con sindrome di Down, la figlia di una coppia di lesbiche, i figli orfani di un padre ebreo omosessuale e il nipote di vittima del terrorismo. Un progetto lodevole voler cercare di restituire la complessità di oggi e la saggezza innata dell'infanzia, ma in 113 minuti riassumere background, emozioni e idee di 39 bambini suona inevitabilmente come una forzatura. A maggior ragione se si mutuano tempi, invadenza, montaggio e battute ad effetto, proprio da quel tipo di tv per cui la sinistra illuminata si indigna da lustri, alternando confessioni drammatiche a parentesi facilmente comiche, che peraltro mal si integrano con alcune vignette storiche di Altan.  
Ma prima di tutto è la struttura a condizionare il film: l'intervista "seduta", innaturale, quasi da confronto politico. Mentre la messa in scena vorrebbe proiettarci in una famiglia allargata e un po' bizzarra, alla Wes Anderson - illuminazione calda, piena, un melting pot di primi piani, vestiti e ambienti dai colori vivaci - i piccoli (non quelli, meno avvezzi all'obiettivo, di I bambini e noi di Comencini, cui il film è dedicato), interpellati su grandi questioni da un interlocutore eccellente, non comunicano immediatezza ma seriosità; si adattano a ciò che gli è chiesto di essere (dei "casi") e rispondono ciò che sanno, vale a dire le ragioni per cui sono stati scelti, con forte effetto tautologico. Non hanno nemmeno profondità, visto che niente sappiamo di loro se non tramite il regista molto presente, una voce off continua, empatica e a tratti sentenziosa. Se Veltroni ha dichiarato di aver scelto le risposte in base alla loro "poeticità", non sembrerebbe altrettanto poetico far seguire alla domanda "ti manca tuo padre?" - rivolta al figlio problematico di un militare in missione all'estero - alla ripresa di quello stesso bambino che piange istericamente quando rivede il genitore tornato a sorpresa a casa.  
Il didascalismo continua - mentre la musica gonfia, enfatica di Danilo Rea, a creare un effetto di ridondanza - anche nelle scene in esterni: scorci dell'acciaieria dismessa se interviene il figlio di un operaio che ha perso il lavoro a Piombino; scafi sfasciati, incagliati sulla spiaggia se parlano un bambino di Lampedusa e uno immigrato dalla Libia; il dettaglio di un topo che avvalora il racconto di Marius, il figlio di rom che vive nelle baracche, disturbato nel sonno dai roditori. Nell'aspirazione di essere manifesto progressista, I bambini sanno paradossalmente soffoca i suoi oggetti per ricerca di lirismo, bisogno eccessivo di exempla. Dicendo più dell'idea di mondo del regista che dei suoi piccoli amici.  

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I BAMBINI SANNO disponibile in DVD o BluRay su IBS

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 26 aprile 2015
Maria F.

  I bambini sanno….tutto!   Non è una novità, ma poche volte ci rendiamo conto di trovarci al cospetto di bambini e adolescenti molto maturi che si sono fatta  un’idea su argomenti che mai avremmo pensato potessero fare parte del loro mondo….e ci stupiamo, restiamo, nel sentire certe risposte sicure e appropriate, come degli allocchi, dei [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 aprile 2015
foffola40

si tratta di un docufilm quindi niente storia più o meno a lieto fine. Tanti bambini, stranieri, italiani  rispondono a domande importanti su Dio, la famiglia, l'omosessualità e altro ancora. Sono già capaci di giudicare il mondo in cui vivono e danno risposte molto più profonde e coerenti di tanti adulti di mia e nostra conoscenza.

giovedì 23 aprile 2015
gaiart

I BAMBINI SANNO un film di Walter Veltroni                                                              &n [...] Vai alla recensione »

martedì 28 aprile 2015
Miguel Angel Tarditti

LO SGUARDO MATURO DELL’INFANZIA “I bambini sanno”, di Walter Veltroni Misteriosa ironia quella della condizione umana. I chiamati “adulti” molte volte siamo solo “minorenni”. Come diceva Kant: “minorità” della quale non si vuole uscire perché risulta comoda. (Crescere sempre è uno stress, vero?) I chiamati “minori” [...] Vai alla recensione »

sabato 31 ottobre 2015
Filippo Catani

39 bambini tra gli 8 e i 13 anni si ritrovano intervistati da Walter Veltroni su una serie di problematiche. Il film si apre con una citazione tratta dal Piccolo Principe per poi procedere per blocchi a seconda degli argomenti. E' sicuramente interessante il progetto di Veltroni così come è interessante sentire le opinioni dei bambini su temi "da adulti" come possono essere [...] Vai alla recensione »

domenica 27 settembre 2015
Xantoflores

Mi spiace che l'ottima direzione di My Movies, abbia poco apprezzato il film relegandolo ad un mediocre 2,5 di valutazione. Personalmente io sono rimasto colpito e commosso da questa pellicola e ben poco mi importa se il cast è stato selezionatissimo. I protagonisti sono autentici, le risposte spontanee. Nulla è stato suggerito. Solo 39 bambini su 350 hanno meritato di comparire? [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 maggio 2015
Flyanto

 Le interviste fatte da Walter Veltroni, qui per la seconda volta in veste di regista, a svariati bambini dell'età compresa tra i 9 ed i 13 anni, costituiscono una sorta di visione sul mondo e soprattutto su molti aspetti della società italiana che il mondo infantile, od appena adolescente, percepisce ed esprime in tutta libertà.

mercoledì 29 aprile 2015
Zarar

Quando hanno chiesto al famoso e misterioso graffitista Banksy   perché nella Striscia di Gaza avesse dipinto un mega-gattino sulle rovine di una casa per richiamare l’attenzione sulla tragedia del popolo palestinese, ha risposto che aveva notato come  su Facebook il numero maggiore di ‘like’ andasse ai cuccioli.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Un ritratto dell'Italia del domani, attraverso numerose interviste fatte a bambini di ogni età, ceto sociale, identità culturale e provenienza. Con semplicità e sincerità, i ragazzini raccontano come vivono l'amore, la famiglia, la fede, come percepiscono la crisi e vedono il futuro. Si sorride spesso e si ascolta catturati, anche per certe pillole di saggezza sconosciute a molti adulti.

Alessandra Levantesi
La Stampa

I bambini ci guardano ammoniva Vittorio De Sica, I bambini sanno, ribadisce Walter Vetroni e ce lo dimostra con il suo bel documentario, intervistando una quarantina di ragazzini fra i 9 e i 13 anni che sono maschi e femmine; figli di italiani e figli di immigrati; borghesi e popolani, di condizione agiata e modesta. Fuori campo, il regista apre il discorso con una domanda semplice e poi lascia la [...] Vai alla recensione »

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