Una folle passione

Film 2014 | Drammatico, 110 min.

Regia di Susanne Bier. Un film con Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, David Dencik, Rhys Ifans, Ana Ularu. Cast completo Titolo originale: Serena. Genere Drammatico, - USA, Repubblica Ceca, 2014, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 30 ottobre 2014 distribuito da Eagle Pictures. - MYmonetro 2,36 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 23 marzo 2015

Quando Serena scopre di non poter avere figli, la sua rabbia si scatena contro la sua famiglia allargata. In Italia al Box Office Una folle passione ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 513 mila euro e 213 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,36/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,20
PUBBLICO 2,87
CONSIGLIATO NÌ
Un prodotto impersonale che rende impossibile rintracciare temi e segni, ispirazioni e consuetudini cari all'autrice.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 29 ottobre 2014
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 29 ottobre 2014

George Pemberton è un barone del legno nell'America di fine anni Venti. Lasciate per un viaggio da affari le montagne del North Carolina, incontra Serena, una giovane donna con un passato tragico e il desiderio di appartenere a qualcuno nel presente. Innamorati e decisi a condividere insieme il resto della loro vita, George e Serena si sposano e si impegnano ad accrescere il loro impero. Soci, sceriffo ed 'ecologisti', ostinati a rilevare le foreste e a farne un parco, intralciano però i loro piani di gloria. Ambiziosa e pronta a tutto pur di tutelare il suo amore e la sua fortuna, Serena persuade George a spingersi oltre i limiti della legalità. L'aborto spontaneo della donna e il figlio di George, nato da una relazione precedente e mai formalizzata, precipiteranno la coppia in un inferno senza ritorno.
Da quando il suo cinema ha lasciato fisicamente i confini della Danimarca, Susanne Bier si è persa. Si è persa a Hollywood e dentro uno sguardo convenzionale e di maniera. E pensare che in Noi due sconosciuti, melodramma hollywoodiano che narra l'elaborazione del lutto di una donna che cerca nell'amico del marito i segni della persona amata, è proprio la sua identità danese a fare la differenza e a rendere singolare una storia altrimenti insidiosa. Ma le reminiscenze dogmatiche, i dettagli stranianti, i sensibili movimenti di macchina, i colori raffreddati, la grazia di una messa in scena precisa e dinamica, il montaggio sincopato svaniscono già in Love Is All You Need, commedia sentimentale accomodata sul golfo di Sorrento e dentro tramonti infuocati. Il punto di vista adottato è frivolo e accomodato intorno a pizza, piazza, sole e mandolino. Nondimeno, provando a dimenticare la location artificiale, Love Is All You Need riesce a rendere tangibile quell'ineluttabile bisogno di amare e di essere amati dichiarato dal titolo. Una folle passione, trasposizione del romanzo di Ron Rash ("Serena"), è un prodotto viceversa impersonale, senza forza visiva e narrativa. Melò in costume, strutturato attorno ai poli opposti di vita e morte, bene e male, maschile e femminile, Una folle passione rende impossibile rintracciare temi e segni, ispirazioni e consuetudini cari a un'autrice difficile da liquidare considerando la sua filmografia densa e titolata. A mancare nel suo film è l'eccitazione relativa al genere, a cui contribuiscono in difetto i due protagonisti, fuori parte e fuori epoca. Se i film precedenti trovavano almeno in Benicio del Toro (Noi due sconosciuti) e in Pierce Brosnan (Love Is All You Need) il punto di forza e nei loro volti una fisiognomica esistenziale, Bradley Cooper e Jennifer Lawrence non riescono a comprendere il film che abitano e a esercitare al suo interno una forza creativa. Alienati e ardenti ne Il lato positivo di David O. Russell, nel dramma della Bier recitano in maniera automatica, ridimensionando le insondabili complessità dei rispettivi personaggi, consumati nel desiderio e nel suo appagamento. Questa volta Susanne Bier non riesce a far propri i mezzi di una grande produzione senza perdere l'anima e il suo cuore 'dogmatico'.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 4 aprile 2015
ottilia

Trama sconclusionata,personaggi al limite della loro credibilità,effetti truculenti,finale prevedibile anche se crudele....Mi domando quale fosse l'intento della regista Bier quando ha deciso di affidarsi ad un copione così...privo di un contenuto,di una morale ,di un messaggio costruttivo...Mi meraviglio che nel mercato cinematografico circolino pellicole come questa con la dicitura [...] Vai alla recensione »

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Qualcuno riporti Susanne Bier in Danimarca. Da quando ha lasciato il suo paese la regista di Dopo il matrimonio e Non desiderare la donna d'altri non ne azzecca una. Qui aveva un mélo tutto sangue e furore (dal best seller di Ron Rash), due star sulla cresta dell'onda, le immense foreste del North Carolina, gli "animal instincts" dell'America post-1929.

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