Leviathan

Film 2014 | Drammatico +16 140 min.

Anno2014
GenereDrammatico
ProduzioneRussia
Durata140 minuti
Regia diAndrei Zvyagintsev
AttoriAleksey Serebryakov, Elena Lyadova, Vladimir Vdovichenkov, Roman Madyanov, Anna Ukolova Aleksey Rozin, Sergey Pokhodaev, Kristina Pakarina, Igor Sergeev, Alla Emintseva, Lesya Kudryashova, Valeriy Grishko, Igor Savochkin.
Uscitagiovedì 7 maggio 2015
TagDa vedere 2014
DistribuzioneAcademy Two
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,44 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Andrei Zvyagintsev. Un film Da vedere 2014 con Aleksey Serebryakov, Elena Lyadova, Vladimir Vdovichenkov, Roman Madyanov, Anna Ukolova. Cast completo Genere Drammatico - Russia, 2014, durata 140 minuti. Uscita cinema giovedì 7 maggio 2015 distribuito da Academy Two. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,44 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un dramma familiare che rispecchia un dramma sociale nella Russia contemporanea. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai Golden Globes e 1 candidatura a BAFTA. In Italia al Box Office Leviathan ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 156 mila euro e 52,7 mila euro nel primo weekend.

Leviathan è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
3,44/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,60
PUBBLICO 3,73
CONSIGLIATO SÌ
Perseguitato dallo stato e non da Satana il Giobbe di Zvyagintsev esiste in un mondo svuotato da Dio.
Recensione di Gabriele Niola
venerdì 23 maggio 2014
Recensione di Gabriele Niola
venerdì 23 maggio 2014

Kolia vive in una remota località rurale nel nord della Russia, vicino al mare. In quel piccolo paese un sindaco prepotente e corrotto ha deciso di volere per sè le terre di Kolia e cerca quindi di comprarle. Ex-militare e uomo dal temperamento violento e coriaceo, Kolia non solo non accetta ma si scaglia con violenza in una causa legale per mettere in mutande il sindaco stesso. Ad aiutarlo c'è un amico, avvocato di Mosca, con lui sotto le armi e molto determinato nel fermare quest'abuso.
Viene dritta dal libro di Giobbe questa parabola umana di disperazione ma è asciugata completamente da qualsiasi forma di speranza o fiducia in Dio (e figuriamoci nella Chiesa!). I disastri nella vita del protagonista infatti si susseguono uno dopo l'altro ma non è tanto la volontà di Satana a metterlo alla prova, quanto più prosaicamente l'accanimento del sindaco cioè della forma minore di potere statale che si possa incontrare.
Dividendo con molta cura il film in due parti, una prima iniettata di pesanti dosi di ironia contro tutti (il popolo russo, le abitudini malsane legate al bere, la propria storia politica...) e una seconda in cui prende piede sempre di più il destino di sofferenza del protagonista, Zvyagintsev riesce a costruire un mondo al limite dell'umano in cui paesaggi desolati svelano con sempre maggiore decisione la totale solitudine umana. Quelle lande che Il ritorno aveva esplorato attraverso il viaggio qui appaiono statiche, immobili, ferme e proprio per questo agghiaccianti.
Tra relitti di un'altra epoca (case distrutte, imbarcazioni sventrate...) e relitti di esseri viventi (un gigantesco scheletro di Balena che non può non far pensare al Leviatano del titolo) si muovono uomini che lentamente perdono tutto ad opera proprio di quello stato del quale dovrebbero essere parte fondante, che dovrebbe garantire le loro libertà nella visione dell'altro Leviatano, quello di Hobbes. È infatti con un certo rigore e una chiarezza espositiva che non lascia dubbi che Zvyagintsev raduna intorno ad un tavolo i tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) nel momento in cui il sindaco pianifica il suo contrattacco. Didascalicamente mette lo stato nella forma più alta (c'è una geniale preponderanza nella fotografia della classica foto di Putin sul muro dell'ufficio del sindaco) a tramare, a braccetto con il potere ecclesiastico. Con equilibrismo invidiabile Leviathan riesce in questo modo a non dare mai l'impressione di accanirsi sui protagonisti ma semmai di condurli in un percorso di sofferenza imputabile ai personaggi e non al sadismo dell'autore. Nel clima desolato in cui è immersa la storia l'impressione è che quella sia l'unica possibile strada per tutti coloro i quali decidono di alzare la testa.
A chiudere la parabola c'è un finale di alto valore simbolico (specie se raffrontato a quello con cui nella Bibbia si chiudono le peripezie di Giobbe, cioè con la restituzione delle sue fortune raddoppiate) che fa piazza pulita di qualsiasi similitudine biblica e dimostra come il film abbia usato una parabola tra le più conosciute dall'uomo per svelare la mancanza di un senso superiore nelle vite individuali. La chiesa non è un conforto e in nessuno degli incredibili paesaggi che costellano tutto il film sembra di intuire una presenza superiore che regoli tutto, solo il silenzio del vento e il vuoto delle anime.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 8 maggio 2015
Zarar

Il film è la storia di una lotta titanica, impossibile, masochista di un individuo contro un potere che lo sovrasta ed è troppo più forte di lui: lo stato ‘Leviatano’ di Thomas Hobbes attualizzato nella Russia di Putin. Qui affarismo, corruzione, ipocrisia, ottusità burocratica nel migliore dei casi, vera e propria violenza e criminalità nel peggiore, [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 ottobre 2017
nino raffa

Intorno al quinto secolo avanti Cristo, lo sconosciuto autore del Libro di Giobbe racconta che Satana dopo un giro per la Terra, va a visitare Dio proponendogli di mettere alla prova Giobbe. Secondo il diavolo, Giobbe è giusto e pio perché Dio lo gratifica di ogni ricchezza e felicità, ma se la sua sorte cambiasse sarebbe pronto a ribellarsi.

giovedì 4 giugno 2015
Maria Cristina Nascosi Sandri

LEVIATHAN, ultimo film di Andrey Zvyagintsev - Commento di Maria Cristina NASCOSI SANDRI Non è un titolo casuale, come nulla è casuale nel cinema di Andrey Zvyagintsev, ad iniziare dalla splendida opera prima di 12 anni fa, IL RITORNO, che vinse a Venezia il Leone d’oro. Homo homini lupus - ammoniva il secentesco filosofo inglese Thomas Hobbes, autore dell’opera il LEVIATANO, che, peraltro, culturalment [...] Vai alla recensione »

domenica 10 maggio 2015
Dario Bottos

Oggi 10 maggio 2015, San Giobbe. Kolya, il protagonista del film, come il Giobbe dell’Antico Testamento cui lo paragona il pope della remota cittadina del nord della Russia in cui vive, perde in poco tempo ogni cosa: la casa, il fratello, la donna, il figlio, la libertà, la speranza. Non è Dio a metterlo alla prova, ma le angherie di un potere politico corrotto senza rimedio, il senso di impotenza [...] Vai alla recensione »

sabato 9 maggio 2015
giank51

Quello che rende il film interessante non è tanto la vicenda di Kolia in sè. Sopprusi , tradimenti, violenze, politici corrotti non mancano in giro per il  mondo. In questi film però  esce uno spaccato di società russa sconvolgente. E' una autentica denuncia dello sviluppo post-comunista di questo paese.

martedì 19 maggio 2015
mattiabertaina

Rabbia, vendetta, violenza, corruzione, tradimenti, nessuna speranza. Il lavoro del cineasta russo Zvyagintsev, Golden Globes come Miglior film straniero miscela in un’opera ambiziosa politica e società, sacro e profano, passato e contemporaneo. Kolia, un uomo che da sempre vive su di un promontorio che si affaccia sul Mar di Barents, ha un figlio ed una seconda moglie.

mercoledì 13 maggio 2015
Flyanto

 Al protagonista della storia raccontata in "Leviathan" non c'è nulla che vada per il verso giusto, anzi, una continua serie di avvenimenti negativi che determineranno la sua condanna definitiva. Kolia, questo è il nome del protagonista, è un uomo vedovo che si è risposato con una bella donna giovane, ha un figlio adolescente avuto dal primo matrimonio [...] Vai alla recensione »

martedì 22 settembre 2015
ennas

Uno degli  elementi caratterizzanti “ Leviathan” è l’ambiente in cui si svolge il film. .L’ apertura prolungata sul paesaggio ci trasmette una vertigine di solitudine e di vuoto, metafora di una condizione umana che travalica i confini  di spazio e tempo Siamo all’estremo nord e una strepitosa fotografia ce lo mostra, nella luce e nei colori ma, ci rivela [...] Vai alla recensione »

sabato 23 maggio 2015
Filippo Catani

In una cittadina russa un uomo è deciso a tutto pur di non farsi espropriare la casa dal sindaco che per quel terreno avrebbe altri progetti. Quando l'uomo, tramite il fratello che è avvocato, minaccia il sindaco di svelare le trame corruttive di cui è al centro, si apriranno le porte dell'abisso. Il regista gioca su vari piani in questa intensa e livida pellicola ma senza [...] Vai alla recensione »

domenica 17 maggio 2015
Miguel Angel Tarditti

      “LEVIATHAN”, dirección de Andrei Zvyagintsev, (Rusia)          El poder absoluto es un sistema enfermo, nefasto de gobierno, es el reino de la oscuridad, donde las libertades individuales no cuentan.   El filósofo ingles Thomas Hobbes escribió en 1651 su mas notable obra llamada “El Leviatan&r [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 ottobre 2015
lorifu

Leviathan, stupenda pellicola  del regista russo Zvyagintsev che nel  gennaio di quest’anno ha vinto il Golden Globe per il miglior film straniero oltre che il premio per la sceneggiatura a Cannes nel 2014  e  che va ricordato anche per il Leone d’Oro strappato a Venezia nel 2003. Stupenda pellicola per i tanti spunti di riflessione,  riferimenti biblici [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 febbraio 2018
Sellerone

Ipocrisia, destino beffardo e decadenza del vecchio modo di vivere di un popolo. Film triste ma realistico, splendidi paesaggi e soprattutto atmosfere. Affiancare la carcassa di un cetaceo, simboleggiante probabilmente al vecchio modo di essere del popolo della cittadini dove si svolgono gli eventi ai personaggi di questa storia drammatica è poetico ed efficace.

sabato 9 maggio 2015
brian77

Potrà piacere di più o di meno, avvincere o annoiare, ma una cosa è certa: questo è un regista vero!!!

lunedì 18 maggio 2015
gigrob

Sipravalutato dalla critica essendo uno dei pochi film russi usciti in sala, sono corso a vederlo, ma e' stata una delusione troppo lungo, troppo prevedibile e tutti i personaggi negativi. Capisco che possa essere una critica al sistema politico russo, ma troppo prevedibile ed alcune cose fuori da ogni logica. Speriamo meglio il prossimo film russo.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Luoghi magnifici, personaggi meschini. Spazi immensi e vite minuscole, o meglio tragicamente ordinarie, dominate dall'utile e dai rapporti di forza. Una Natura grandiosa e terribile, in cui tutto sembra parlare di Dio o almeno di speranza, e una società condannata al peggior immobilismo, che come unica via d'uscita concede la vodka. O quella sinistra e a suo modo esilarante scampagnata in cui i maschi, [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Il leviatano è un mostro biblico, citato specialmente nel Libro di Giobbe, che esprime l'aspetto più temibile della potenza divina. Hobbes gli intitolò il suo grande trattato di antropologia politica, dove racconta il patto diabolico dell'uomo con lo Stato, mostro partorito per evitare la guerra di tutti contro tutti ma che si rivolta contro il suo creatore facendone uno schiavo.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Foriero di suggestioni biblico/filosofiche, il titolo Leviathan è quanto mai giustificato, eppure se mettiamo un attimo da parte il suo impegnativo carico simbolico, vediamo che il nucleo del nuovo film, il quarto, di Andrey Zvyagintsev è quello naturalistico di un dramma sociale avvitato a un triangolo sentimentale dagli esiti fatali. Il meccanico Kolya vive con la seconda moglie Lylia e il figlio [...] Vai alla recensione »

Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Dalla Russia arriva "Leviathan" di Andrey Zvyagintsev, visto a Cannes l'anno scorso e candidato all'Oscar, regista che ha già all'attivo un doppio Leone d'oro (assoluto e opera prima, entrambi con "Il ritorno", nel 2003). Siamo nel mare di Barents e partendo dal libro di Giobbe, si percorre le vicende di corruzione politica, all'interno di una piccola comunità, dove l'onestà non paga e il dolore atroce [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Sa scavare nelle psicologie dei personaggi il regista russo Andrey Vattelapesca, che però detesta la sintesi e adora viaggiare nelle metafore. Nella cittadina sul mare di Bering il meccanico Kolya vive sereno con la nuova compagna Lilya e il figlio adolescente di primo letto Roman. Finché il prepotente sindaco Vadim pretende di portargli via terra, casae officina.

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Cannes
2014
winner
miglior film straniero
Golden Globes
2015
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