Citizenfour

Film 2014 | Documentario, Biografico, Storico +16 113 min.

Regia di Laura Poitras. Un film Da vedere 2014 con Edward Snowden, Glenn Greenwald, William Binney, Jacob Appelbaum, Ewen MacAskill. Cast completo Titolo originale: Citizenfour. Genere Documentario, Biografico, Storico - Germania, USA, Gran Bretagna, 2014, durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 16 aprile 2015 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,76 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Edward Snowden è l'ex informatico della Cia che, con le sue rivelazioni, ha dato il via al Datagate, lo scandalo sulla sorveglianza di massa messa in atto da alcuni governi all'insaputa dei cittadini. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai BAFTA, Al Box Office Usa Citizenfour ha incassato 2,8 milioni di dollari .

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Consigliato assolutamente sì!
3,76/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,83
PUBBLICO 4,20
CONSIGLIATO SÌ
Eccezionale thriller dalla tensione hitchcockiana, ibridato a tratti da tocchi di horror orientale e più spesso da codici da spy story internazionale.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
mercoledì 15 aprile 2015
Recensione di Raffaella Giancristofaro
mercoledì 15 aprile 2015

Hotel Mira di Hong Kong (Cina): rintanato in una delle stanze c'è il contractor della NSA (National Security Agency) Edward Snowden le cui rivelazioni di lì a poco rimbalzeranno tra i media planetari. È il giugno 2013, Snowden ha 29 anni e una consapevolezza impressionante della gravità delle informazioni di cui è in possesso.
L'incontro con la macchina da presa della regista Laura Poitras, alla presenza dei giornalisti Glenn Greenwald e Ewen McAskill, dura otto pericolosissimi giorni. Citizenfour è l'alias con cui Snowden - tramite messaggi criptati ha contattato Greenwald e la Poitras (a gennaio dello stesso anno), dopo aver identificato lei come persona interessata ai fatti e averne verificato l'affidabilità (da una delle prime didascalie apprendiamo che Citizenfour è la terza parte di una trilogia sugli Stati Uniti post 11 settembre, dopo My country my country del 2006 sulla guerra in Iraq e The Oath, 2010, su due personaggi le cui storie si intrecciano con Al-Qaeda e Guantanamo).
In parallelo all'intervista "posata" in albergo, emergono alcune testimonianze ed episodi salienti sul tema dei big data e metadata: esponenti dell'agenzia per la sicurezza nazionale che negano di raccogliere dati personali di privati cittadini, con la complicità delle grandi compagnie di telecomunicazioni e, con grande sconcerto, l'adesione a tali politiche anche da parte di alcuni governi europei. Oltre a Snowden parla William Binney, suo precursore alla NSA nello "spifferare" (traduzione possibile di whistleblowing) la policy totalitaria dell'agenzia già nel 2006. E anche un rappresentante del movimento Occupy Wall Street, che illustra i concetti di linkability, avvertendo sulla pericolosità del controllo dei dati incrociati, veicolati e registrati dalle tecnologie di cui ci serviamo. Vera merce di scambio e oro dei giorni nostri.
La straordinaria decisione senza ritorno di Snowden di venire allo scoperto al punto di rischiare la vita è reazione diretta, ma tutt'altro che precipitosa, alla delusione per le promesse disattese della politica obamiana. Oltre al danno, anche la beffa: una normativa anti Grande Fratello esisterebbe, ma non viene applicata, adducendo a scusa l'altrettanto grande alibi della sicurezza post 9/11 (cavallo di battaglia, tralaltro, della precedente presidenza).
L'eccezionalità cinematografica di Citizenfour - anche per esempio rispetto a un'opera vicina come Snowden's Great Escape di John Goetz - è nell'intreccio di generi: un fatto di cronaca politica universalmente noto si trasforma in un thriller dalla tensione hitchcockiana, ibridato a tratti da tocchi di horror orientale e più spesso da codici da spy story internazionale da serie di Bourne. È anche cinema verità, per l'incertezza delle conseguenze della piega che prenderanno gli eventi e tanto di imprevisti sul set (l'allarme antincendio che fa sobbalzare tutti), ma al contempo non rinuncia a tocchi di drammaturgia, come nel caso della scena finale con la comunicazione "cartacea" tra Greenwald e uno strabiliato Snowden, che rieccheggia un'intimità virile alla Tutti gli uomini del presidente.
Ancora prima di questa strabiliante mescolanza di elementi, sta la rilevante inversione di un processo abituale del genere documentario: il protagonista, privato cittadino e iper competente in materia informatica, non è oggetto passivo di detection da parte del filmmaker ma è lui stesso l'artefice del "casting" di regista e sceneggiatori (i giornalisti). Decide le modalità di rivelazione di segreti e prove a lui noti, guida il racconto, anche a seconda dell'intensità della caccia che gli si stringe attorno ("vorrei che disegnassi un bersaglio sulla mia schiena", chiede alla regista). Insomma, pur essendo la preda, non chiede protezione ma esposizione.
Inutile dire che sono molteplici gli interrogativi inquietanti e urgenti legati all'idea di essere tutti spiati nelle comunicazioni e nei movimenti fisici e di denaro (quando non da droni): in campo non c'è solo la limitazione dell'esplorazione intellettuale, che peraltro tradisce l'origine democratica della rete e la riporta a un suo uso prettamente militare, ma la stessa sopravvivenza delle garanzie democratiche. Vedremo quanto questo la statuetta dorata sarà in grado di risvegliare le coscienze e rivendicarla. La missione della Poitras su mandato di Snowden (un film che arrivi alla platea più grande) è compiuta. Ora la responsabilità va raccolta al di là dello schermo. Dedicato "a coloro che fanno grandi sacrifici per denunciare ingiustizie".

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 20 aprile 2015
Writer58

"Mi aspetto di non tornare a casa mai più" Edward Snowden Mentre Snowden parla davanti a due giornalisti del "Guardian" del suo lavoro come "contractor" della NSA e dei programmi di sorveglianza di massa che l'agenzia americana ha sviluppato, ho temuto che una squadra della CIA facesse irruzione nella stanza d'albergo e che lo sequestrasse dopo aver oscurato la telecamera.

mercoledì 30 novembre 2016
Mauro@Lanari

p { margin-bottom: 0.25cm; direction: ltr; color: rgb(0, 0, 0); line-height: 120%; }p.western { font-family: "Liberation Serif","Times New Roman",serif; font-size: 12pt; }p.cjk { font-family: "Lucida Sans Unicode",sans-serif; font-size: 12pt; }p.ctl { font-family: "Mangal"; font-size: 12pt; }a:link { } "Cinema verità", "documentario ch'intercetta un filone che nell'epoca [...] Vai alla recensione »

sabato 5 marzo 2016
Filippo Catani

Questo documentario premio Oscar racconta la storia di Edward Snowden e più in generale affronta la tematica della continua raccolta di dati fatta da Usa e non solo dei propri cittadini con la scusante dei controlli antiterrorismo. Una volta giunti al termine della visione si rimane da una parte agghiacciati e dall'altra si avverte una sorta di soffocamento quasi claustrofobico.

lunedì 20 aprile 2015
giuliagiulia

Straordinario documentario che racconta le vere vicende narrate anche nel libro: “Sotto Controllo” di Glenn Greenwald (Premio Pulitzer per questo libro). E' da ammirare il coraggio dell'ex agente NSA che decide di rischiare di perdere tutto (la propria vita, la libertà, gli affetti più cari) pur di riuscire a far sapere ai cittadini di tutto il mondo il grave pericolo che incombe.

lunedì 20 aprile 2015
giuliagiulia

Straordinario documentario che racconta le vere vicende narrate anche nel libro: “Sotto Controllo” di Glenn Greenwald (Premio Pulitzer per questo libro). E' da ammirare il coraggio dell'ex agente NSA che decide di rischiare di perdere tutto (la propria vita, la libertà, gli affetti più cari) pur di riuscire a far sapere ai cittadini di tutto il mondo il grave pericolo che incombe.

domenica 5 novembre 2017
Ennio

Visto ieri, pochi giorni dopo aver visto il film "Snowden" di Oliver Stone, che a questo punto si rivela veramente inutile. Abbiamo qui in "Citizenfour" un resoconto in presa diretta di uno degli scandali globali più importanti della storia recente, coi protagonisti in carne ed ossa, e il moloch Hollywoodiano nella persona del pretenzioso Stone non ha [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 aprile 2015
brian77

Film sicuramente interessante per l'argomento, ma anche piuttosto faticoso da seguire, soprattutto nella prima parte dal dialogo quasi impenetrabile, da manuale di istruzioni per informatici. Trovo misterioso il motivo per cui è uscito nelle sale italiane, mentre non escono ottimi film che sembrano pure avere potenzialità commerciali sicuramente superiori.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Premiato come miglior documentario agli Oscar 2015, Citizenfour è un thriller di spionaggio da far impallidire l'agente Jason Bourne e tutto il cinema di fiction paranoica degli ultimi decenni. Qui, infatti, il cattivo non è immaginario ma reale: è la NSA, l'agenzia americana di sicurezza nazionale che, nel programma di lotta contro il terrorismo, ha gestito un numero enorme di intercettazioni illegali. [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

Il misterioso Citizenfour prima contatta via computer, poi convoca fisicamente la scomoda documentarista Laura Poitras e il giornalista del Guardian Gleen Greenwald presso l'hotel Mira di Honk Kong. Fornirà documenti top secret su quanto il governo americano abbia sfruttato l'indignazione mondiale per i tragici attentati dell'11 settembre 2001 per poi spiare i suoi cittadini ignorando libertà individuali [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Che noia infinita. Come ha fatto questazuppetta a vincere l'Oscar 2015 per il documentario? È la cronaca, esasperante per lentezza, delle confessioni di tale Edward Snowden, l'uomo che ha scoperchiato la pentola delle intercettazioni dell'Agenzia della sicurezza nazionale. Mettendo in crisi il governo degli Usa. E più ancora gli spettatori, presto assopiti. Da Il Giornale, 16 aprile 2015

winner
miglior doc.
Premio Oscar
2015
winner
miglior doc.
BAFTA
2015
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