| Titolo internazionale | Fasten Your Seatbelts |
| Anno | 2013 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Ferzan Ozpetek |
| Attori | Kasia Smutniak, Francesco Arca, Filippo Scicchitano, Francesco Scianna, Carolina Crescentini Elena Sofia Ricci, Carla Signoris, Paola Minaccioni, Giulia Michelini, Luisa Ranieri, Maria Sole Piccinni, Paolo Milocco, Francesca Romana Verzaro. |
| Uscita | giovedì 6 marzo 2014 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,71 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 26 febbraio 2019
Ferzan Ozpetek ci presenta "un film dove si ride e si piange come accade nella vita" in stretta collaborazione con la R&C Produzioni. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto 2 Nastri d'Argento, 11 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Allacciate le cinture ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 4,5 milioni di euro e 1,6 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Nell'arco di tredici anni, a partire dai duemila, in una Lecce che scopre il piccolo grande boom economico pugliese, due giovani autoctoni (agli antipodi per estrazione sociale, convinzioni ideologiche, aspirazioni e frequentazioni) si odiano, si amano, si tradiscono, fanno esperienza del dolore e dell'ombra della morte, insomma vivono.
Lei si chiama Elena, di buona famiglia, con ambizioni imprenditoriali, abbandonati gli studi si mette a fare la cameriera, divertita dalla cosa e dal sogno di mettere su un locale tutto suo, spalleggiata dall'amico Fabio, gay e fantasioso. Lui si chiama Antonio, proletario da cartolina, fa il meccanico, è omofobo, ma ha una solida cultura del corpo con tanto di tatuaggi che rasentano la vertigine dell'osso sacro, vagamente razzista, insomma non un buon partito per una ragazza borghese di provincia. I due, fatalmente, si incontrano e si scontrano in una giornata di pioggia, sotto la pensilina densamente affollata di una fermata dell'autobus. Scatta la scintilla che lavora sui contrari, che tanto si sa poi si attraggono. E così sarà. Elena e Antonio, contro il loro stesso ambiente, si innamoreranno e dovranno sostenere le prove della vita e soprattutto quelle della malattia che colpirà lei tredici anno dopo il loro primo incontro. Ospedali, sedute di chemioterapia, capelli che cadono, magrezza insana, occhi segnati... Ma all'improvviso le frecce lineari del tempo sembrano convergere forzandosi a disegnare un cerchio!
Con Allacciate le cinture Ferzan Ozpetek torna ai suoi "primi amori" cinematografici e non a caso torna a scrivere e a farsi produrre da Gianni Romoli, suo co-sceneggiatore per molti dei sui film, da Harem Suare a Saturno contro, i film che lo hanno lanciato e che hanno affermato il suo immaginario e il suo mondo in un'Italia allora molto bacchettona e perbenista. Quindi, dopo la pausa produttiva con Procacci e la Fandango, l'ultimo film realizzato insieme è stato Magnifica presenza, film "in costume" che non ha avuto buoni incassi, Ozepetek torna all'intesa con Romoli ma in un mondo e in un cinema diversi, mutati radicalmente. E così quel tocco naif, che ha sempre caratterizzato le sue pellicole, rischia di diventare a tratti insopportabile quando si immerge nel melò come avviene senza remore in questo Allacciate le cinture. Ora, si può essere empatici verso una storia d'amore che sfonda nel melodramma, qui tra l'altro ospedaliero, e certo sentirsi trasportati dall'abbraccio fatale di questa "storia e destino", ma nel modulare la tensione emotiva è necessario mantenersi un minimo al passo con i tempi. Insomma, spesso in questo film si slitta tra lo sguardo naif e la cartolina, tra l'ingenuità e il modello stereotipato. Sappiamo che Ozpetek è sincero (e questo è tanto), ma il mondo fuori, molto più brutto e cattivo dei tempi di Le fate ignoranti, non lo mette al riparo e forse c'è bisogno di uno scatto in più, di uno sguardo più complesso, di un contraddittorio meno edulcorato.
Questo film mi ha scaldato il cuore. C’è colore, calore, amore… Il colore della vita, il calore dei sentimenti, il valore dell’amicizia e un amore che emoziona, perché poco ragionato, istintivo, apparentemente freddo ma in realtà molto profondo. Certi critici, pensando di fare i fenomeni, l’hanno subito stroncato, irridendo addirittura ad una delle [...] Vai alla recensione »
Dice Allacciate le cinture, dunque siamo in viaggio: un viaggio di vita costellato degli ovvii imprevisti e incidenti di percorso; e al contempo un viaggio nelle magnifiche ossessioni del cinema di Ferzan Ozpetek. Ne è protagonista, al centro di un coro di personaggi, Kasia Smutniak: una ragazza di Lecce quieta e determinata che lavora in un bar, è fidanzata all'agiato Francesco Scianna e legata da [...] Vai alla recensione »