Giovanni ha perso una figlia. La città non sa dargli conforto e così lui, deluso, irrigidito e chiuso nel suo dolore, torna nei luoghi dell'infanzia in cui ha vissuto l'esperienza della morte del padre. Tra quegli ulivi, stimolato anche dall'incontro con un bambino, ricorda le urla e i lamenti del pianto rituale in casa di un contadino morto nello stesso giorno; l'antico e silenzioso rito dell'abbraccio dell'albero amico mentre alcuni uomini lo scuotevano e lo rassicuravano perché non perdesse le foglie per il dolore; la drammatica narrazione di una fiaba sulla morte rivolta a bambini e adulti, attenti e ammutoliti. Pian piano nel suo animo qualcosa si muove: racconta alla figlia perduta, tornata a lui bambina nel sogno, il racconto mitico della Genesi; decide di abbracciare l'albero amico e di sussurrargli il suo drammatico e fino a quel momento indicibile segreto.