Don't Say a Word

Film 2001 | Thriller 113 min.

Regia di Gary Fleder. Un film con Michael Douglas, Brittany Murphy, Famke Janssen, Jennifer Esposito, Sean Bean. Cast completo Genere Thriller - USA, Australia, 2001, durata 113 minuti. Uscita cinema venerdì 12 aprile 2002 - MYmonetro 2,34 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un numero sepolto nel cervello di una ragazza servirà a salvare una vita. Al Box Office Usa Don't Say a Word ha incassato 55 milioni di dollari .

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Consigliato nì!
2,34/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,59
CONSIGLIATO NÌ
Thriller sospeso fra action e dramma dove l'intrattenimento vince sulla coerenza.
Recensione di Edoardo Becattini
Recensione di Edoardo Becattini

Nel 1991 un gruppo di rapinatori si introduce in una banca di Brooklyn per trafugare un prezioso diamante rosso del valore di dieci milioni di dollari. Il colpo va a buon fine, ma un membro della banda riesce a ingannare gli altri compagni e a sottrarre il diamante. Dieci anni dopo, lo stimato psichiatra Nathan Conrad viene coinvolto da un collega in un caso che riguarda una ragazza con disturbi mentali improvvisamente colta da raptus di violenza, Elisabeth Burrows. Il mattino seguente è il giorno del Ringraziamento: Conrad si sveglia, prepara la colazione e si rende conto che qualcuno è entrato nell'appartamento e ha rapito sua figlia di otto anni. I rapitori risultano essere gli stessi del colpo alla banca di dieci anni prima e vogliono che Conrad tiri fuori dalla mente di Elisabeth un numero a sei cifre, altrimenti uccideranno la bambina.
"Seeing her father die, that was ground zero", argomenta lo psichiatra Michael Douglas per giustificare il comportamento della sua giovane paziente disturbata. Il fatto che, assieme a Zoolander e Serendipity, Don't say a Word sia stato uno dei primi film ambientati a New York distribuiti in seguito all'11 settembre 2001, rende la frase più problematica. Soprattutto alla luce del fatto che il film è l'unico dei tre a non presentarsi come una commedia spensierata e a non aver subito rimozioni digitali o riadattamenti a tutela di dolorose memorie. La soluzione del problema sta tutta nella disinvoltura del film e nel suo andamento zigzagante che non concede neppure un attimo di credibilità, ma tutto sacrifica alla logica dell'intrattenimento e dello spettacolo ludico.
Don't say a Word ha un incipit da action movie, poi diverge verso il thriller psicologico e il dramma familiare, e infine cerca di scorrere con una certa agilità lungo l'insieme di questi binari. Il principio con cui Gary Fleder (Il collezionista, Cosa fare a Denver quando sei morto) orchestra una sceneggiatura piuttosto complessa e piena di incoerenze, inverosimiglianze ed elementi irrisolti, è quello dell'eclettismo e dell'accumulazione dei generi.
Ogni anima del film trova un proprio stile e l'abilità da riconoscere al regista è quella di riuscire ad amalgamare le dimensioni parallele del racconto utilizzando un montaggio serrato e tensivo. Il suo approccio alla materia illogica e deficitaria della sceneggiatura è quello di chi prova ad allargare i confini della sospensione dell'incredulità giocando di ritmo e appellandosi all'importanza dell'evasione. D'altronde, non avrebbe potuto scegliere momento migliore.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dal romanzo Non dire mai una parola (1994) di Andrew Klavan, adattato da A. Peckham e P. Smith Kelly. Psichiatra di successo a New York, Nathan Conrad ha poche ore di tempo per fare emergere dalla mente disturbata della diciottenne Elisabeth un numero a sei cifre. Interessa a una banda di feroci rapinatori che gli hanno sequestrato la figlia. Complicatissimo thriller a suspense sotto il segno della ridondanza prolissa: sconnessioni temporali; inutili inverosimiglianze a catena; predominio di cellulari e telecamere; microfoni nascosti; eccesso di violenza compiaciuta. G. Fleder sa maneggiare il montaggio alternativo, ma non basta. Hitchcock non ha lasciato allievi.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 22 agosto 2009
dian71cinema

UN FILM BEN REALIZZATO. NON RAGGIUNGE CERTO LIVELLI OTTIMI MA LA TRAMA E' GODIBILE FIN DALLA PARTENZA PER POI SVILUPPARSI LENTAMENTE E PRENDERE UNA VIA INASPETTATA. L'INTERPRETAZIONE E' DISCRETA MA UN MICHAEL DOUGLAS SEMPRE E COMUNQUE STREPITOSO (LA RECENSIONE LO GIUDICA INVECCHIATO.. BEH NON CONCORDO ASSOLUTAMENTE, ANZI TROVO SIA PARTICOLARMENTE BRAVO IN UN RUOLO NUOVO ED INSOLITO PER UN DOUGLAS SEMPRE [...] Vai alla recensione »

Frasi
Non ve lo dirò mai, non ve lo dirò mai....
Elizabeth Burrows (Brittany Murphy)
dal film Don't Say a Word
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo Boschi
Scanner

Non c'è dubbio alcuno che Don't say a word sia un thriller complesso ed eterogeneo come se ne sono visti pochi negli ultimi tempi, magari soltanto un prodotto d'intrattenimento, ma allestito con molta classe, gusto per le citazioni ed un'indubbia efficacia registica, con molte sequenze notturne davvero suggestive. Protagonista della storia, classico uomo di tutti i giorni costretto giocoforza a diventare [...] Vai alla recensione »

Enrico Magrelli
Film TV

Le credenziali del regista sono molto buone. Gary Fleder, infatti, ha diretto Cosa fare a Denver quando sei morto e Il collezionista e questo thriller da manuale psichiatrico comincia bene. La regia tiene per quasi tutto il film anche se la sceneggiatura, la prima scritta da Anthony Peckham, è troppo ambiziosa e mostra tutte le falle, ormai croniche, di una categoria professionale in piena decadenza [...] Vai alla recensione »

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CELEBRITIES
lunedì 21 dicembre 2009
Marlen Vazzoler

È stata dichiarata morta alle 10.04 di ieri mattina al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles l'attrice Brittany Murphy, nella casa che divideva col marito, Simon Monjack per quelle che sembrano al momento cause naturali.

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