Come pietra paziente

Film 2012 | Drammatico 103 min.

Titolo originaleSyngué Sabour
Anno2012
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia, Germania, Afghanistan
Durata103 minuti
Regia diAtiq Rahimi
AttoriGolshifteh Farahani, Hamid Djavadan, Massi Mrowat, Hassina Burgan .
Uscitagiovedì 28 marzo 2013
TagDa vedere 2012
DistribuzioneParthénos
MYmonetro 3,43 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Atiq Rahimi. Un film Da vedere 2012 con Golshifteh Farahani, Hamid Djavadan, Massi Mrowat, Hassina Burgan. Titolo originale: Syngué Sabour. Genere Drammatico - Francia, Germania, Afghanistan, 2012, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 28 marzo 2013 distribuito da Parthénos. - MYmonetro 3,43 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film è tratto dall'omonimo libro firmato dallo stesso regista, Atiq Rahimi, il primo scrittore afgano ad essersi aggiudicato il più prestigioso premio letterario francese. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar. In Italia al Box Office Come pietra paziente ha incassato 185 mila euro .

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Consigliato sì!
3,43/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,43
PUBBLICO 3,85
CONSIGLIATO SÌ
Un film sulla femminilità negata interpretato straordinariamente.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 18 marzo 2013
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 18 marzo 2013

Afghanistan. Una giovane donna con due figlie in tenera età assiste in una misera abitazione il marito mujaeddhin, in coma in seguito a uno scontro con un compagno d'armi. La donna deve combattere con la mancanza di denaro e per questo allontana da casa le bambine affidandole a una zia che gestisce una casa di piacere. Da quel momento si sente ancora più libera di confidare al coniuge segreti inconfessabili in precedenza. Quando poi una novità irromperà nella sua vita finirà con il trovare tutto il coraggio.
La 'syngué sabour' nella tradizione popolare afghana è la 'pietra paziente' cioè una pietra magica alla quale è possibile raccontare tutti i segreti, le sofferenze, le difficoltà. La pietra si carica di queste rivelazioni fino a quando si frantuma. Atiq Rahimi nasce come documentarista per poi passare alla scrittura che si trasforma rapidamente in cinema da lui diretto. Se Terre et cendres, dal suo romanzo omonimo, presentato nel 2004 a Cannes ottiene un'ottima accoglienza in Francia, questo Come pietra paziente è destinato a ripercorrerne le orme.
Letto il libro il famoso sceneggiatore Jean-Claude Carrière ha proposto subito la sua trasformazione in sceneggiatura. La sua lunga frequentazione con il cinema d'autore (da Buñuel a Trueba passando per Louis Malle) gli ha permesso di cogliere il potenziale cinematografico della pagina scritta. Rahimi afferma "L'Afghanistan cristallizza tutte le contraddizioni umane possibili. Per me, oggi è come Star Wars di George Lucas: da un lato, la vita assomiglia a quello del Medioevo (il modo di vestire, le relazioni sociali, i valori religiosi...) e dall'altro dispone degli armamenti più sofisticati del mondo."
Sono però proprio le vibrazioni prodotte dalle esplosioni che sembrano scuotere irreversibilmente questo mondo, in cui il tempo sembra essersi fermato, a risultare inferiori alla potenza deflagrante del vissuto forzosamente occultato della giovane protagonista. Sostenuto dalla straordinaria interpretazione di Golshifteh Farahani (About Elly) questo personaggio è destinato a rimanere a lungo nella memoria degli spettatori. Perché si tratta di un duello tra due corpi. Uno, quello del marito, immobilizzato nel coma e alimentato in modo rudimentale da una flebo artigianale ma ancora capace di provocare sofferenza nell'altro. Una sofferenza che si fa ricordo di umiliazioni subite in quanto donna, essere inferiore a cui non concedere né ascolto né, tantomeno, affetto.
Un corpo costantemente coperto che però progressivamente acquista luminosità a partire dal volto grazie a un processo di autoanalisi liberatoria. Un processo che verrà accelerato da un incontro capace di mostrare alla protagonista un aspetto diverso della realtà che non aveva mai potuto sperimentare in precedenza. Un incontro che le permette di rivelare a se stessa una femminilità fino ad allora implosa se non negata. Come la nega quel burqa che quando esce di casa, grazie a un solo gesto divenuto forzosa abitudine la separa dal mondo.

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COME PIETRA PAZIENTE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 9 aprile 2013
angelo umana

 Apparentemente un film di guerra in Afghanistan, di bombe troppo grosse e tuonanti per essere intelligenti, di violenze dei militari e dei talebani che penetrano arroganti nelle case (e che violentano le vergini, non le prostitute): tutto sconvolge la vita misera di una città arrampicata in modo insicuro sulle montagne, gli atti quotidiani di piccola gente che diventano impossibili a farsi, [...] Vai alla recensione »

domenica 31 marzo 2013
donni romani

La pietra paziente, narra la leggenda è una pietra magica cui confidare le proprie sofferenze e i propri segreti: lei li assorbirà e un giorno si frantumerà, liberandoti da tutta la pena e il dolore. E sulla base di questa potente metafora Atiq Rahimi costruisce un magnifico film simbolico, introspettivo, dolente, eppure calato nella realtà più cruda senza che questo [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 aprile 2013
Abela

Come pietra paziente di Atiq Rahimi è un film bellissimo, asciutto e duro: la storia della liberazione di una donna dalla gabbia di un sistema oppressivo e offensivo della dignità femminile, mutilante - prima ancora che il corpo - l'anima. L'auto-liberazione attraverso la parola di una moglie che si scontra con il silenzio di un marito tanto anaffettivo quanto smisurato nella rabbia possessiva, al [...] Vai alla recensione »

domenica 7 aprile 2013
Fulvieri

La bellezza di questo film, che ne costituisce anche il suo limite, consiste nel suo ruotare intorno a una concrezione di teoremi, che risiedono nella mente del suo autore; una società fondata su una moralità troppo rigida postula la compensazione di una deviazione morale, impersonata nel destino di una donna apparentemente succube. La donna finisce per prevalere sull'uomo, apparentemente [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 aprile 2013
pepito1948

Un’ imprecisata cittadina dell’Afghanistan, disastrata dai colpi di arma da fuoco e dalla povertà. Un angolo dalle pareti delle case scrostate e crivellate, che insiste su una strada polverosa e solcata da cingoli e carri. Un viavai di gente frettolosa e concitata, in attesa forse rassegnata dell’inevitabile (l’arrivo dei talibani).

martedì 2 aprile 2013
giuliacanova

In questo bel film la protagonista, una donna afghana, inizia a raccontarsi al capezzale del marito ferito e in stato di incoscienza, e lo fa con una tale delicatezza, in contrasto con gli scenari di guerra che ha intorno, che è impossibile non restare rapiti ad ascoltarla sino all'ultima drammatica sequenza. Ed è a quel punto che la storia si interrompe e non ci dice se quel momento sarà per lei [...] Vai alla recensione »

mercoledì 6 maggio 2015
Writer58

"Come pietra paziente"(Syngué Sabour)  è un magnifico film che ho visto subito dopo la sua uscita un paio di anni fa ed  ho colpevolmente trascurato. Insieme a tante altre opere che mi hanno colpito in questi ultimi anni ("Agora", "Welcome", "Nebraska", "A proposito di Davis","Vogliamo vivere", "Grand Budapest [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 marzo 2013
renato volpone

Raccogli una pietra, appoggiala davanti ai piedi e raccontale tutti i segreti,  lei ti ascolterà paziente. Quando avrai finito la pietra si frantumerà in tanti pezzi e tu sarai finalmente libero da tutte le  sofferenze. La protagonista del film ha trovato la sua  pietra paziente e le racconta tutti i tormenti, i segreti e le sofferenza.

sabato 4 maggio 2013
M.Barenghi

La "pietra paziente" di Atiq Rahimi -regista di questo splendido film nonché autore dello script da cui è tratto- è un ciottolo al quale, secondo una leggenda locale, le donne afghane confidano tutti i turbamenti che popolano la loro condizione di repressione, isolamento e solitudine, scaricando sul sasso le proprie tensioni fino a quando è la pietra stessa a sbriciolarsi non riuscendo più a sostenere [...] Vai alla recensione »

martedì 25 febbraio 2014
Maria F.

Che emozione avere avuto l’opportunità di vedere quest’opera. Dai dialoghi ma soprattutto dall’intensità dei monologhi della donna afgana si percepisce quanto per il regista l’argomento della condizione femminile sia imprescindibile e imperativo. La protagonista, donna quasi bambina, sposa un eroe di guerra molto più vecchio di lei, mai conosciuto prima, [...] Vai alla recensione »

martedì 2 aprile 2013
Flyanto

 Film in cui una giovane donna, madre di due bambine, mentre accudisce il marito gravemente ferito curandolo con una flebo "casalinga", si confessa dei propri pensieri più intimi, e cioè delle proprie scontentezze, dei soprusi e dei torti subiti, della propria infanzia sotto l'influenza di un padre dispotico e collerico, della propria sessualità e delle proprie [...] Vai alla recensione »

sabato 13 aprile 2013
56mad

concordo con tutte le recensioni pubblicate:poetica ed efficace rappresentazione della condizione femminile in afghanistan,molto ben recitato,percorso di autoanalisi riuscito e collegato alla tradizione fiabesca popolare della "pietra paziente".forse troppo lenta la prima parte.ma ciò che colpisce di più è altro.da dove vengono i gesti d'amore che la moglie prodiga all'invalido?non è semplice doveroso [...] Vai alla recensione »

domenica 13 ottobre 2013
Erostrato

chi disprezza questo film, come lo potrebbe rappresentare? Come si racconta la vita giornaliera di una donna aghana? Come i suoi desideri? I suoi poteri? Come le sue rinunce? come il rapporto con il sesso e con l'altro sesso? beh! meglio dare all'occidentale dell'ignorante e all'opera cinematografica della telenovela.  Lasciate perdere questi giudizi e recatevi a vedere il film [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 gennaio 2016
stefano capasso

Una giovane donna afgana assiste il marito in coma da diversi giorni dopo uno conflitto a fuoco. E’ sola, senza soldi e fuori il misero appartamento la guerra dei talebani minaccia la vita di tutti. Giunta alla disperazione affida le figlie ad una zia e trova un nuovo senso all’infinito accudimento del marito. Comincia parlare. A confessare tutti i segreti, le emozioni e i pensieri che [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 agosto 2013
misesjunior

Credevo che eravamo in Afganistan!

domenica 12 maggio 2013
miapia

Avevo lasciato un commento al film, in verità in controtendenza con gli altri (l'ho giudicato noiosissimo e furbo), ma dopo essere stato regolarmente pubblicato, da tempo  é , sparito. Qual é la politica del sito sui commenti? Vengono eliminati per quale motivo?

venerdì 3 maggio 2013
Riccardo Cenci

  Implicitamente la trama racconta un’altra storia: il marito rappresenta le istituzioni, gli usi ed i costumi mussulmani, è un eroe di guerra, ottusamente timorato di Dio, sempre disposto a sacrificare la propria vita in nome della vittoria finale. E la moglie chi è? La moglie non è l’occidente, perché una donna dalla mentalità occidental [...] Vai alla recensione »

mercoledì 3 aprile 2013
gianuttolo

Una giovane madre di due figlie ancora in tenera età, si trova ad assistere il marito in coma, in un Afganistan distrutto dalla guerra. Questa donna, vive questa tragica esperienza con dignità accanto al marito morente al quale confessa tutte le sue frustazioni e aspirazioni e dove cerca atttaverso la lettura del Corano la forza per potersi rissollevare.

venerdì 2 agosto 2013
misesjunior

I talebani andavano combattuti ovviamente dove si trovavano, ma se dobbiamo combattere l'infiltrazione di costumi islamici che non ci piacciono facciamolo culturalmente sul serio in casa nostra. Questo film invece è una truffa (nel senso che non aiuta a capire affatto di cosa si aprla) per consolare i multiculturalisti che però non possono accettare l'islamismo.

venerdì 5 aprile 2013
miapia

Film girato con un evidente occhio (anche due) al mercato occidentale. Lei è indubbiamente bellissima, sempre inquadrata alla perfezione, labbra lucide e tumide q.b., il marito abbastanza brutto e abbastanza repellente, i talebani orridi e crudeli q.b., il ragazzo ha occhi bellissimi. Il tutto di una noia... e l'unica donna saggia della situazione ovviamente fa la prostituta (la zia).

Frasi
"Gli uomini che non sanno fare l'amore, fanno la guerra!"
La donna (Golshifteh Farahani)
dal film Come pietra paziente - a cura di Viola
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

In una stanza spoglia un uomo è disteso a terra, nell'immobilità assente del coma, la giovane moglie inginocchiata accanto a lui amorevolmente lo assiste e sempre più crudelmente gli parla: fuori le cannonate, le macerie, la polvere, i carri armati, i morti, di Kabul. La meraviglia sconvolgente di Come pietra paziente, nasce da queste immagini dolenti e miserabili, dal lungo monologo angosciato e feroce [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Afghanistan, montagne intorno a Kabul. Nel pieno della guerra, una giovane moglie e madre veglia senza sosta al capezzale del marito, soldato in coma a causa di una pallottola nel cervello. Nelle lunghe giornate al suo fianco, la donna gli apre il suo cuore- come non aveva mai saputo fare. In questo modo lui diventa la sua "pietra paziente", metafora della cultura islamica che individua una pietra [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Il titolo del romanzo (Einaudi) e del film che lo scrittore stesso - l'afghano naturalizzato parigino Atiq Rahinti - ne ha tratto, si riferisce a una sorta di pietra magica alla quale si usa confidare disgrazie e dolori per essere alleviati quando infine la pietra va in frantumi. La «pietra paziente» cui si rivolge la protagonista (un'intensa Golshifteh Farahani) è suo marito, eroe di guerra che giace [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Atiq Rahimi è un regista afghano che, espatriato giovanissimo in Francia, ne ha adottato la lingua e la cultura senza tradire con questo le proprie origini. Alcuni anni fa scrisse in francese un romanzo, "Pietra di pazienza", con un tale successo da vincere il Goncourt. In precedenza si era avvicinato anche al cinema con un film, sempre da un suo romanzo, "Terre et cendres", presentato a un festival [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
L'Espresso

Sta quasi tutto nello spazio chiuso d'una piccola stanza, "Come pietra paziente" ("Pierre de patience", Francia, Afghanistan, Germania e Gran Bretagna, 2012, 102'). La macchina da presa non smette di inquadrare la protagonista (Golshifteh Farahani). La donna non ha un nome, e non ce l'ha il marito (Hamid Djavadan), l'altra presenza quasi continua del film.

Noemi Luciani
Le Monde

Kabul è sotto le bombe. Mentre la guerra infuria, una giovane madre veglia il marito, eroe di guerra, che vegeta in coma profondo. L'imam aveva predetto il suo risveglio, ma la data è passata e l'uomo continua a dormire. La donna si scoraggia, soprattutto quando è costretta a lasciare la sua casa per nascondersi, con i figli, presso una zia. Eppure, senza sapere bene perché, la donna continua a tornare [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Periferia di Kabul. Sotto i bombardamenti, la giovane moglie veglia il maturo marito in coma per una ferita di guerra. Stop. il film è tutto qui. Parafrasando il titolo, un macigno anche per lo spettatore più paziente. Un encomio al marito della finzione, sommerso da un diluvio di chiacchiere. Chiunque sarebbe uscito dal coma per urlare: ma non taci mai? Da Il Giornale, 28 marzo 2013

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