Holy Motors

Film 2012 | Drammatico 110 min.

Regia di Leos Carax. Un film Da vedere 2012 con Denis Lavant, Edith Scob, Eva Mendes, Kylie Minogue, Elise Lhomeau, Jeanne Disson. Cast completo Genere Drammatico - Francia, Germania, 2012, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 6 giugno 2013 distribuito da Movies Inspired. - MYmonetro 2,99 su 54 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La storia di un uomo che viaggia nel tempo e con varie identità. Il film ha ottenuto 9 candidature a Cesar, In Italia al Box Office Holy Motors ha incassato 16,1 mila euro .

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Consigliato sì!
2,99/5
MYMOVIES 4,25
CRITICA 3,27
PUBBLICO 3,42
CONSIGLIATO SÌ
Film-evento, che prega l'umanità di risvegliarsi al buio di una sala cinematografica.
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 23 maggio 2012
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 23 maggio 2012

Una giornata dell'esistenza di Monsieur Oscar, che di professione passa da una vita ad un'altra, da un personaggio ad un altro, scortato ad ogni appuntamento da una limousine bianca, guidata lungo le strade di Parigi da Céline, misteriosa signora bionda. Un'esistenza stimolante e distruttiva, che Oscar sostiene di condurre ancora "per la bellezza del gesto", che gli impone di essere creativo ogni volta, e di quel motore dell'azione di cui il mondo sembra sempre più fare a meno.
Nei differenti appuntamenti di Oscar, che lo vedono affarista finanziario, vecchia mendicante, performer per realtà virtuali, signor Merde, killer dei bassifondi, vecchio morente, padre di famiglia e altro ancora, Carax esplora diversi generi ma soprattutto entra nel cinema che ha amato e che ama, da Tod Browning a Franju, da Cocteau a Bertolucci, da Charles Bronson a Vidor, da Kubrick a René Clair. Ci entra attraverso una porta invisibile com'è una sforbiciata di montaggio, o come quella che lo stesso Leos Carax, all'inizio del film, scova nella scenografia della sua stanza da letto e che lo porta, appunto, dentro una sala cinematografica.
Dopo alcuni sbandamenti, più o meno clamorosi, Carax è orgogliosamente tornato ai livelli d'invenzione e di passione di Rosso Sangue, non a caso un altro film fatto di fantasmi di celluloide, noir e pop, e un altro viaggio verso la morte. Perché Oscar è tutti e nessuno, condannato alla solitudine così come alla presenza in scena, un clown sofferente e un vampiro: un (grande) attore, insomma. Come Denis Lavant, che gli presta volto e corpo: un punto fermo per il regista, che non per niente è stato condiviso anche da Harmony Korine, che ci ha visto Chaplin.
"Intello" sì, ma comunque sempre più viscerale che cerebrale, Holy Motors va salutato come un film evento, perché se il cinema è morto questa è la prova che il suo culto è più vivo che mai e che possiamo ancora essere sorpresi e illuminati.
Notturno e tristissimo, anche nelle ore diurne, il film non è un monologo interiore, nonostante il regista viva di cinema, ma, al contrario, cerca disperatamente di instaurare un dialogo col pubblico della sala e di scuoterlo dall'apatia (la platea evocata all'inizio è immobile, semidormiente), senza prediche, con le sole armi del pensiero e della dissacrazione. Meglio dadaisti che paranoici, urla in silenzio Carax, meglio primitivi che digitalizzati.
Straordinari anche i luoghi delle riprese (la villa-nave dell'uomo d'affari, l'orto sul tetto della Samaritaine e l'interno "storico") e la disponibilità che il regista ha ottenuto da Eva Mendes.

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Un'auto per proscenio.
Recensione di Dario Zonta

Se un film, passato a Cannes, esce in Italia dopo più di un anno dalla presentazione festivaliera, e se il film è di quelli che hanno fatto parlare e discutere, un film d'autore complesso e misterioso, un film atteso da cinefili e cine-figli (come amava definire Daney, se stesso e la sua compagnia di giro), qualcosa potrebbe essersi perso, se non altro la gioia stessa dell'attesa, diventata tormento e frustrazione. Il film di cui parliamo è l'ormai mitico HolyMotors dell'altrettanto mitico - per i suoi sostenitori - regista francese Leo Carax, che non faceva film da anni, dopo la crisi conseguita da Pola X. Carax lo si ama o lo si odia, ma non si può rimanere certo indifferenti innanzi alle sue visioni e ai suoi sconfinamenti. Esordisce con Boys meet Girls a solo 24 anni, per poi scandire il tempo del suo cinema con poche opere potenti e disperse, compreso Les amants du Pont-Neuf. A Cannes dell'anno scorso arriva con Holy Motors, clamoroso sconfinamento del cinema nel cinema, permeato dal gesto biografico di un autore rimasto nel suo sarcofago per molto tempo. Dalla «tomba» (Carax stesso apre il film in un prologo che dichiara) escono i vampiri del suo cinema. Una limousine attraversa Parigi, dentro un uomo che usa quello spazio come fosse un camerino. Si veste di personaggi diversi: un banchiere, una mendicante, uno stunt-man performer da body art elettronica, un sicario cinese, l'amante di un melodramma, il padre di un'adolescente in crisi. Luoghi, tempi e personaggi del cinema, attraversati e impersonati da un attore cangiante che scende e sale dalla macchina reinventando il mito del cinema.
Da L'Unità, 6 giugno 2013

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HOLY MOTORS
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 16 giugno 2013
Writer58

Molto interessante questa ultima opera di Carax, un omaggio alle capacità mimetiche e alle performance realizzative degli attori nell'ambito di una concezione del cinema come pura rappresentazione, come dispositivo che crea ruoli, archetipi, gestalt, metamorfosi. Oscar, interpretato da uno straordinario Denis Lavant, è inizialmente un finanziere che si aggira per Parigi a bordo di una gigantesca limousine [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 luglio 2013
slowfilm.blog

Holy Motors di Leos Carax, film apparentemente sui generis, ha riscosso l’entusiasmo di molti cinefili e teorici. Con certo cinema francese ho sempre avuto problemi, con autori che puntualmente pretendono di evocare il fantasma puro e distillato della settima arte, e confezionano l’ennesimo prodotto metanarrativo. Solitamente eccentrico, segmentato, ostenta una noncuranza aristocratica [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 novembre 2013
Emmanouel Δεπα

Può non sembrare reale questo film, ma mentre lo si vede si capisce chiaramente che è tutta una continua finzione, e quindi diventa un film surreale. Durante tutta la giornata il signor Oscar interpreta vari personaggi che lo porteranno in giro per la città di Parigi, ma mai fuori (ad esempio nei boschi come lui lamenta durante uno spostamento in limousine, già qui si vede [...] Vai alla recensione »

sabato 18 aprile 2015
Dandy

Nel prologo il regista(che sceneggia)apre una porta con una chiave che è tutt'uno con la sua mano per entrare in un cinema dove si guarda "La folla" di Vidor.Segue una serie di episodi in bilico tra grottesco e surreale,con pizzico di horror,noir e dramma sentimentale.Un omaggio al cinema passato e presente e ai generi che lo compongono,dove le citazioni(e autocitazioni)non si [...] Vai alla recensione »

martedì 7 luglio 2015
IuriV

E' difficile parlare di Holy Motors, perché è difficile capire bene cos'è o cosa vuole comunicare. Potrebbe trattarsi di uno stravagante omaggio alla settima arte, al suo modo di creare storie infinite e alla sua capacità di proiettare lo spettatore attraverso mondi sempre diversi. La storia di Oscar (nome evidentemente non casuale) è quella di un uomo [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 dicembre 2013
Matteo Manganelli

Il cinema fine a sé stesso. Il cinema come fuga dalla realtà all'interno della realtà stessa. Ho visto più di 1000 film e questo, al pari di altri quattro o cinque, è certamente quello che più mi ha stupito. Carax dipinge un quadro metacinematografico su quella tela meravigliosa che è Parigi, non cerca mai la verosomiglianza senza mai staccarsi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 ottobre 2015
Noia1

Un uomo viaggia su una limousine interpretando diversi ruoli. Visivamente straordinario, un film che vuole colpire, un regista consapevole delle proprie potenzialità per un risultato che non lascia indifferenti: lo si può amare, lo si può odiare, si può restare destabilizzati ma qualcosa dentro lascia. Fin da subito si resta confusi, straniati per la vita condotta da questo personaggio, poi pian [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 giugno 2013
donni romani

Visivamente maestoso, strutturalmente tortuoso ed ipnotico, ricco di metafore, metalinguaggi e scarti metafisici, il nuovo film di Leos Carax è dedicato a chi cerca nel cinema un'esperienza totalizzante ed incerta, spiazzante ed eccentrica. La scena d'apertura su una sala gremita di spettatori immobili e immersi nell'oscurità è un preciso indizio dell'intento del [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 giugno 2013
Flyanto

 Film in cui viene descritta l'intera giornata lavorativa di un uomo nel corso della quale egli prende via via le sembianze di vari e strani ripugnanti personaggi spostandosi da un luogo all'altro della città attraverso una grossa limousine bianca guidata da un'elegante e bella ma un pò agée autista donna, di nome Céline.

sabato 6 luglio 2013
Eugenio

Capita delle volte, uscendo da una sala cinematografica di rimanere abbastanza sconvolti (in senso positivo) da una pellicola che, apparentemente senza senso di primo acchito, getta luce ad una visione metafisica dell’esistenza, nel senso letterale del termine: un qualcosa che va al di là dei normali confini fissati dalla razionalità umana per spingersi alla dimensione ignota del [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 giugno 2013
Vincenzo Iennaco

Dopo un lungo periodo di silenzio, Leos Carax torna sul grande schermo con un'opera aggregante nella forma e disgregante nelle opinioni. Sì, perchè se da un lato è stato salutato positivamente dalla critica e dai puritani accademici del settore, dall'altro lato ha incontrato lo scetticismo di quella platea che denigra certi film sintatticamente incompleti e destabilizzanti [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 giugno 2013
giugy3000

Un inno d’amore verso il cinema, una preghiera per la settimana arte rivolta ai secoli passati e a quelli a venire, una foresta di dettagli e metafore in cui districarsi da cui si esce tutt’altro che frastornati o intontiti…è questo e molto altro il nuovo film di Leos Carax, uno dei pochi film applauditi a Cannes all’unisono da tutti, che ha fatto convergere la critica [...] Vai alla recensione »

sabato 15 giugno 2013
Linus2k

 Carax è un regista un po' particolare, schivo, non particolarmente prolifico dal punto di vista della produzione cinematografica, con 8 film in attivo in 32 anni. Si potrebbe definire un regista "dormiente" che quando si risveglia sa regalare meravigliosi ed unici gioielli cinematografici, ed è proprio dal suo risveglio all'inizio del film che è lo stesso [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 aprile 2013
kimkiduk

Stupefatto, sconvolto, emozionato, incredulo, ammirato, affascinato. Sono solo poche delle sensazioni che vedendolo mi hanno suscitato questo film. Un film di cui ho dovuto leggere 300 critiche e analisi per spiegarlo anche a me stesso. Ho avuto 100 idee del film, alcuni ne hanno confermate alcune, altri me ne hanno date altre. Inizio dicendo che è un film assoluto, uno di quelli che dirai per [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 luglio 2013
100spindle

Ho letto le recensioni di questo film ed ho deciso di andalo a vedere. Credo sinceramente che sia stato il film più insulso, lento, e incompremsibile che abbia visto negli ultimi anni. Sinceramente non sono riuscito a capirne il senso e a trovarci qualcosa di positivo. Soldi del biglietto veramente buttati.

lunedì 6 maggio 2013
Kronos

Il mondo cinefilo più snob s'accontenta di poco per ululare alla luna: basta che un film regali un pò di stravaganza e che la noia regni sovrana. Così si spiega l'accoglienza entusiastica di cui ha goduto "Holy motors" in certi ambienti; ma il bel cinema, quello che prende l'anima, è un'altra cosa.

giovedì 6 giugno 2013
no_data

Film colmo di imbarazzante autorefenzialità, pieno di una voglia fine a stessa di voler essere ad ogni costo dissacrante e fuori dagli schemi. E il risultato è solo una noia continua e il raro desiderio di uscire dalla sala prima che finisca. Attori bravissimi ma per il resto nulla, non ci si diverte, non si sogna, non ci si emoziona. Solo un freddo esercizio di stile.

giovedì 13 giugno 2013
Francesco Monteleone

Terminato l'effetto alcolico della birra, per sopportare la visione di 'Holy Motors', da tutti i critici a pagamento considerato un capolavoro, ci vorrebbe l'oppio di De Niro. Una stupida storia sulla morte, girata con inquadrature quasi tutte buie, con un protagonista antipatico e pensieri simil-filosofici che fanno allungare gli sbadigli fino a rovinarsi le mascelle.

martedì 2 luglio 2013
noodles76

 Approvo chi è originale,chi sperimenta,chi cerca qualcosa di diverso e chi fa dell'arte un linguaggio comunicativo e visivo non convenzionale ma nemmeno fine a se stesso;chi fa film per dare speranza e riflessione a tutti,e non solo a pochi eletti intellettuali. Non approvo chi è troppo autoreferenziale e cerebrale,chi fa della propria arte una forma estrema,delirante,maniacale [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 aprile 2014
MadMax86

Innanzitutto, occorre subito precisare che questo è stato il film più brutto che io abbia visto in vita mia. Avrò visto circa 2000-3000 film ma nessuno di questi ha raggiunto un abisso cinematografico come questo. Questo film è il niente. Come si fa ad apprezzare il niente ? Non c'è nulla: nessuna trama, nessun vero sentimento, nessun mistero, nessuna azione, [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 giugno 2013
brian77

Film da festival. Il che significa: pretenzioso, insopportabile, zeppo di ammiccamenti a un pubblico complice, improponibile a uno spettatore che non abbia come ambizione quella di sentirsi parte di un'élite in cui sguazzare e magari trovare un lavoro. Poi si scopre che il pubblico non va al cinema... Per fortuna cominciano a chiudere anche certe case di distribuzione.

domenica 5 gennaio 2014
Kyotrix

Questo e' uno dei tanti film artistici osannati da molti critici d'arte, ma odiato da noi comuni mortali. Se decidete di vederlo, sappiate bene a cosa andate incontro.

sabato 22 giugno 2013
pensierocivile

Leos Carax si sveglia in una stanza che l'ha imprigionato per anni, a fatica trova una via d'uscita, ritrovandosi in una sala cinematografica con spettatori immobili, forse addormentati, forse morti. Basterebbe questo prologo a consegnare il film alla storia, invece il racconto si carica degli anni trascorsi nel silenzio;si anima di intuizioni visive ed esistenziali; si lacera con Monsieur Merde che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 6 gennaio 2016
Bergman

Recensito da piu parti come capolavoro, il film è invece una sequela di scene scoordinate, insensate e a tratti spiacevoli. Presuntuosamente il regista spiazza lo spettatore con il grottesco, il "sopra le righe", l' assurdo, ma ciò non é necessariamente sinonimo di ottimo cinema così come da molti critici è stato letto.

venerdì 28 marzo 2014
carolalafuenti

'Holy Motors' ha un'estetica meravigliosa ed il film è ricco di inquadrature accattivanti, emozionanti, eccitanti e interessanti. A questo punto aspetto il numero 2, dove Carax mi spiega non solo cosa succede, ma anche il come e il perchè. 

lunedì 27 gennaio 2014
paride86

Uno dei peggiori film d'autore che abbia mai visto. La trama è assolutamente priva di senso - e questo ci può anche stare nel cinema moderno - così come lo sono i vari personaggi, presi uno ad uno. Durante l'episodio con Kylie Minogue mi sono addormentato, per poi risvegliarmi e trovare una sceneggiatura che sprofonda non dico nell'assurdo - che io apprezzo molto - [...] Vai alla recensione »

mercoledì 25 dicembre 2013
il recensore

Nel recensire Holy Motors mi trovo di fronte al limite dell'in-comunicabile, che è proprio del capolavoro: il dover dire pur in mancanza di parole. Giles Deleuze scriveva analizzando il Riccardo III di Carmelo Bene: "(...)Egli si comporrà con protesi secondo gli oggetti che trae da un cassetto. Si costituirà, un pò come Mr.

domenica 24 novembre 2013
graziella

Ho iniziato a vedere il film Holy Motors... circa 45' ......mi spiace , non ce lì ho fatta !  Mi sono alzata e me ne sono andata! E sì che non sono stupida, di film impegnati ne ho visti ed apprezzati moltissimi.  Sarà che la mia mente non è tanto contorta, ma questo film non mi ha trasmesso nulla!

giovedì 17 marzo 2016
Cattivit

Molti si nascondono nell'arte moderna, dando a posteriori un senso al risultato. Questo film è così, pretenzioso e corretto in ogni aspetto, tranne che nell'insieme. Una sequenza di quadri, perfetti nella loro assurda visione ma slegati da ogni logica. Come un cesso viola che rimane però un water, qualunque cosa vogliate vederci dentro, questo è un film intellettualoid [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 ottobre 2014
chry75

Un anima molte reincarnazioni,sicuramente un film non destinato a sbancare il botteghino, ma di questo Carax ne era a conoscenza, ho molto apprezzato la ricerca estetica del regista, come del resto affermato dal protagonista stesso alla domanda perchè lo fai?: per la bellezza del gesto! originale l'idea dell'automobile come ponte reincarnativo ed elemento riequilibrante tra concreto e astratto, un [...] Vai alla recensione »

martedì 30 luglio 2013
The hooded man

Non do alcun voto a questo film, non ho abbastanza esperienza per farlo. Infatti questo è un film per ricominciare. Ci si siede, soli - noi e lo schermo. Dimentichiamo cos' è un film, dimentichiamo cosa abbiamo visto finora, dimentichiamo esperienze autorevolezza e giudizi, usciamo dal torpore - e proprio come ci chiede il regista con un grido impercettibile - AGIAMO: ricominciamo, [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2013
pressa catozzo

HO LETTO I VARI GIUDIZI O CRITICHE SU QUESTO FILM E NE DEDUCO CHE CI TROVIAMO DIFRONTE A DUE TIPI DI SPETTATORI. UNO AMANTE DELLA CINEMATOGRAFIA E DEI SUOI MODI VARIEGATI DI REALIZZAZIONE E GLI ALTRI DECISAMENTE TELEVISIVI, GLI STESSI CHE SI SPELLANO LE MANI A LODARE KAGATE AMERICANE. SCOPIAZZATURE DI ALTRI FILM O PLAGIO DI FILM EUROPEI A CUI NON VIENE CONCESSO ACCESSO NELLE SALE STATUNITENSI.

mercoledì 12 giugno 2013
pressa catozzo

Opera cinematografica per pochi comuni cinefili. Non vado a scrivere  il riassuntino come spesso avviene in questo blog. Ma ritengo questa opera un capolavoro di genialità, la sceneggiatura non va ad attingere in storie di altri autori. Ottima fotografia , presa diretta il cameraman ha utilizzato la cinepresa come un pennelo . Un montaggio che ti ha fatto volare i 110 minuti.

giovedì 27 giugno 2013
nuvolesparse

Provengo dalla visione di 'deserto rosso'di Antonioni .... allora sta 'roba' qua, holy motors mi dà l'impressione come quando uno vuota tutto dalla tasca e butta lì sul tavolo per liberarsi! forzato nella ricerca dell'assurdo. L'assurdo, lo straniamento si nutre di rigore, controllo , arte ( vedi deserto rosso) non buttato lì.

domenica 26 maggio 2013
Monsieur kampo'

CineCapolavoro

domenica 16 giugno 2013
pressa catozzo

il consiglio sincero e spassionato è!!!! ANDATE A VEDERE FILM DI LUCA BARBARESCHI. O ricordate di rinnovare il canone TV

venerdì 14 giugno 2013
stanny1977

Film dissacrante, scomodo e surreale. Per pochi e non per tutti. Ache se girato in ambienti e personaggi completamente differenti l'uno dall'altro, il film risulta sempre uniforme con nessuna scena stonata o fuori luogo. Il senso della storia è molto rarefatta, spesso inafferrabile. Uno specchio della societa in chiave contorta. Alla fine rimangono piu domande che risposte.

Frasi
Celine: "Sta bene, signor Oscar?"
Monsieur Oscar: "Oh, Celine. Certi giorni un omicidio non basta."
Dialogo tra Il signor Oscar/ Il Banchiere/ Il Mendicante/ L’operaio specializzato della Motion Capture / Il Signor Merda/ Il Padre/ Il fisarmonicista/ L’assassino/ L’assassinato/ Il Morente/ L’uomo di casa (Denis Lavant) - Ce´line (Edith Scob)
dal film Holy Motors - a cura di Francesco D'Addio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Anche Holy Motors (concorso) di Léos Carax, l’ex-ragazzo prodigio di Rosso sangue e Gli amanti del Pont-Neuf, inattivo da1 l999, comincia in un vecchio cinema dove si aggira ectoplasmatico proprio il regista. Ma ne esce subito per tuffarci nel trip più esaltante del festival seguendo le metamorfosi del protagonista Denis Lavant. Che nel prologo è un capitano d’industria chiuso con segretaria-autista [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Chi è quel misterioso signore che una limousine bianca, guidata da una dama bionda, attende sulla soglia di casa per condurlo a lavoro? L'automobile viaggierà per Parigi l'intera giornata, l'esterno nascosto dai vetri oscurati è duplicato dalle telecamere sugli schermi all'interno, paesaggio immateriale di una realtà virata in verde acido. La limousine è un ufficio, un rifugio, un teatro di posa.

Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Il secondo titolo del concorso di ieri ha spolverato, dopo oltre un decennio, lo stigma del francese Leos Carax. Pretendere di capire “Holy Motors” è probabilmente impossibile nella sua provocazione narrativa dove le auto parlano. Monsieur Oscar si muove nella notte parigina in enorme limousine bianca, con una sconcertante bionda al volante. Tappa dopo tappa scende sotto diversi travestimenti, da banchiere [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Carax, fulminante poeta di maledetti ed emarginati in un cinema di forsennata mobilità surreale e ideale (“Gli amanti del Pont Neuf”) assicura a questa edizione di Cannes una dose di personalità visionaria, spingendo il suo immancabile Denis Lavant, faccia da martire e assassino, a esplorare ipotesi di storie (killer, donna mendicante, attore cinematografico, banchiere, padre di famiglia, perfino un [...] Vai alla recensione »

Stenio Solinas
Il Giornale

Applausi e fischi contrappongono, più o meno equamente, la stampa alla prima proiezione di Holy Motors, «Macchine benedette», di Leos Carax, regista tanto più mitico quanto meno film gira. L’ultimo era più di dieci anni fa, Pola X(anche qui la critica divisa, ma il pubblico compatto nel non andarlo a vedere), e altri otto erano passati da quello che è considerato il suo capolavoro e la sua rovina: [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Grandi ritorni. Dopo 14 anni di esilio riappare Léos Carax, l'ex-ragazzo prodigio di Rosso sangue e Gli amanti del Pont-Neuf. Un anno fa il suo Holy Motors («Sacri motori», un Ufo fin dal titolo) spaccò in due Cannes. Di qua gli entusiasti, di là gli indifferenti. Fra cui, purtroppo, la giuria guidata da Nanni Moretti che lo ignorò. Anche se c'è più cinema in Holy Motors di quanto ce ne sia nelle intere [...] Vai alla recensione »

Cristina Piccino
Il Manifesto

Chi è quel misterioso signore che una limousine bianca, guidata da una bionda dama, conduce ogni giorno da casa al lavoro? L'automobile viaggerà per Parigi l'intera giornata, l'esterno nascosto dai vetri oscurati è duplicato dalle telecamere sugli schermi all'interno, paesaggio immateriale di una realtà virata in verde acido. La limousine è un ufficio, un rifugio, un teatro di posa.

Elisa Battistini
Il Fatto Quotidiano

Una giornata con il "signor Oscar" che a bordo di una limousine guidata da una bionda cambia continuamente identità, passando di vita in vita. Uomo d'affari, mendicante, assassino, moribondo, padre: ogni scena è un pezzo d'esistenza per un individuo che non ne ha più una definita. Holy Motors, presentato a Cannes 2012, è quanto di meglio si possa concepire: divertente, creativo, commovente.

Alessandra Levantesi
La Stampa

Chi è Leos Carax, vero nome Alex Christoph Dupont? Forse una ripasso giova, perché è un autore di cui non si parlava da tempo. Nel 1984, a soli ventiquattro anni, l'opera prima Boy Meets the Girl lo aveva imposto nel giudizio della cinefilia internazionale come il nuovo profeta di una rinata nouvelle-vague, e il successivo Rosso sangue (1986) aveva confermato tanta aspettativa.

Thomas Sotinel
Le Monde

La seconda volta che si vede il film di Leos Carax, la strana euforia provata guardandolo al festival di Cannes ha lasciato il posto a una infinita tristezza, a un dolore da requiem per il cinema. Entrambe le volte, però, bellezza e stranezza si sono imposte, senza lasciare scampo. I sentimenti contraddittori che questo film riesce a evocare danno un'idea della sua grandezza.

Adriano De Grandis
Il Gazzettino

I film di Leos Carax sono sempre spiazzanti, votati all'eccesso, narrativo e citazionistico, e a una regia debordante. Hanno una formidabile schiera di fan, che perdonano volentieri gli elementi più controversi (specie nell'ultimo lavoro "Pola X", datato addirittura 1999) e che salutano ogni lavoro (ci stanno in una mano) con un entusiasmo, probabilmente mal governato, ma che ha comunque accettabili [...] Vai alla recensione »

Olivier Seguret
Libération

L’unica cosa davvero sensata da dire sul ritorno al cinema di Leos Carax è che è meglio vederlo senza saperne nulla. E quindi questo articolo dovrebbe finire qui. Ma non si può. Così come non ci si può limitare a dire: “Magnifico” e lasciar constatare a ognuno questa ovvietà. Invece si può dire che è una magnifica affermazione di arte cinematografica, capace di regalarci un meraviglioso, commovente, [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Uno, nessuno e centomila. Chi è Monsieur Oscar, faccia da martire, assassino o psicopatico lombrosiano di Denis Lavant? Nel «covo» della sua Lincoln Limousine, camerino di trucco e monolocale dormitorio, condotta dal una matura segretaria, Oscar gira per Parigi erogando prestazioni di identità: freddo uomo d'affari, schifoso Mr. Hyde di cimiteri e fogne, stuntman per realtà virtuali, severo padre operaio [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Ai tempi di Les amants du Pont Neuf (1991), suo terzo film, il suo nome figurava “en vedette” sulle più autorevoli riviste cinefile, a partire dai “Cahiers”. Dopo di allora l’attività registica di Leo Carax si è limitata a ben poco, cosicché l’attuale suo ritorno sulla Croisette appare non meno fantasmatico del nuovo film. The Holy Motors potrebbe infatti definirsi una surreale fantasia sul tema delle [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Signori, ecco la boiata dell'anno. Impossibile fare peggio. Dirige il francese Leos Carax, al settimo film dal 1984. Sempre troppi. Un tale Oscar entra in una chilornetrica limousine bianca con deferente autista donna. Girando per Parigi. cambia nove volte identità da vecchia mendicante a killer. Boh. Uno dei personaggi si chìama Monsieur Merde. Perfetto. Da Il Giornale, 6 giugno 2013

NEWS
NEWS
lunedì 24 giugno 2013
Simona Castoldi

Sono lontani gli esordi nel 1983, con Boy Meets Girl, ma il talento visionario e creativo di Leos Carax, regala forse nella sua ultima opera la sua compiutezza. Il regista, che è già metacinema nel senso del suo anagramma (Le Oscar à X), con Holy Motors [...]

NEWS
domenica 9 giugno 2013
Roy Menarini

Non è un caso che Holy Motors di Léos Carax sia rapidamente diventato, in questi mesi, il manifesto della cosiddetta nuova cinefilia. Rispetto alla cinefilia classica, quella di oggi accetta consapevolmente il mutato mondo dei new media e accoglie l'idea [...]

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