Quella sera dorata

Film 2009 | Drammatico 118 min.

Regia di James Ivory. Un film con Anthony Hopkins, Laura Linney, Charlotte Gainsbourg, Omar Metwally, Hiroyuki Sanada. Cast completo Titolo originale: The City of Your Final Destination. Genere Drammatico - Gran Bretagna, 2009, durata 118 minuti. Uscita cinema venerdì 8 ottobre 2010 distribuito da Teodora Film. - MYmonetro 2,94 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Omar, volato in Uruguay per incontrare gli eredi di Jules Gund, rimarrà invischiato nel labile equilibro della famiglia del romanziere. In Italia al Box Office Quella sera dorata ha incassato 640 mila euro .

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Consigliato sì!
2,94/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,83
PUBBLICO 3,13
CONSIGLIATO SÌ
Camera con vista sull'Uruguay letterario e magico di Peter Cameron.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 17 ottobre 2009
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 17 ottobre 2009

Omar Razaghi è un giovane dottorando iraniano-canadese della University of Colorado, fidanzato con l'ambiziosa e algida Deirdre, insegnante di letteratura straniera. La sua borsa di studio e la sua relazione sentimentale sono allacciate e vincolate alla stesura della biografia "da autorizzare" di Jules Gund, autore sudamericano morto suicida dopo il successo del suo unico romanzo. Impedito a proseguire nel progetto dal diniego dei Gund, è indotto dalla fidanzata a partire alla volta dell'Uruguay per incontrare gli eredi e dissuaderli. Arrivato a Ochos Rìos la realtà avrà la meglio sul libro, innamorandolo e invischiandolo nel labile equilibrio della famiglia Gund.
Guardando Quella sera dorata non si può che dire "Merchant-Ivory", la casa di distribuzione a cui appartengono e fanno capo i film patinati del regista James Ivory. Primo autore a rappresentare la Old England delle good manners e a proporre una compiaciuta rappresentazione del passato, Ivory non smentisce e non ritratta il suo cinema, adattando per lo schermo il romanzo omonimo di Peter Cameron, idealmente prossimo alla cifra stilistica del regista californiano. Il viaggio di Omar e Deirdre, infatti, li condurrà in seno a una famiglia di origine europea, fuggita molti anni addietro dalla Germania nazista e rifugiatasi in una vita immobile e avulsa dal mondo esterno.
Il vizio esistenziale dei Gund rende il libro di Cameron adatto e adattabile alle immagini di Ivory, alla sua regia leziosa, all'imperturbabilità del suo sguardo e al suo impeccabile gusto per la teatralizzazione del sociale. Naturalmente il film non si risolve nell'analisi antropologica di una famiglia borghese ma indaga piuttosto l'area del controllo delle emozioni e della disumanizzazione della vita ridotta a puro impulso al dovere. Deirdre, come il maggiordomo di Quel che resta del giorno, è il modello perfetto di una costruzione del sé su un'identità di ruolo, un modello comportamentale di conformità all'ordine che impatta violentemente con l'anarchia magica dei Gund. Omar, invece, naviga a vista fino al confine col mondo pericoloso ma anelato delle emozioni, sbloccando l'anacronismo dei Gund e il loro tempo involto nelle maglie del passato.
L'osare del personaggio centrale di Cameron ha ricadute interessanti (anche) sul cinema di Ivory: le sue ossessioni per il décor, l'eleganza dell'ambiente e la bellezza delle immagini si convertono in strumenti della materia narrativa, non celebrano più il buon tempo antico ma ne rivelano l'interna corruzione. Dietro al culto dell'antiquariato c'è il vuoto e il rimpianto per quel che avrebbe potuto essere. Il tardivo confronto con la vita provoca inevitabilmente malinconia e rimorsi. Meglio vivere d'un fiato ed amare pienamente il giorno piuttosto che soffermarsi su che "quel che ne resta".

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QUELLA SERA DORATA
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 11 ottobre 2010
renato volpone

Come sempre James Ivory ci regala momenti magici. La storia è appassionante, coinvolgente, si dipana lentamente come un pennello sulla tela. Gli interpreti, protagonisti tutti sullo stesso piano, sono perfetti e regalano fantastiche emozioni. L'incanto del paesaggio, il dilemma se vivere in uno splendido luogo isolato o nella grande città, la serenità e al tempo stesso [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 ottobre 2010
PAOLA ALEX

L'estetica e l'atmosfera è quella abituale di James Ivory, che "scrive" i suoi film con la fedeltà al testo e a sé stesso. Un'atmosfera sospesa, dove, salvo un personaggio, Deidre, la fidanzata del protagonista, gli altri sembrano sospesi in un cerchio magico, in cui sono capitati per caso. Peraltro la sicurezza al limite della sicumera della petulante fidanzata è descritta fino all'ultima scena con [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 ottobre 2010
algernon

"The city of your final destination" è il titolo originale di questo film, ed è anche il titolo originale del libro di Peter Cameron da cui il film è tratto. Il titolo italiano è invece "Quella sera dorata", tanto per il film quanto per il libro. Ma nel film non c'è traccia delle parole cui fa riferimento il titolo, parole che invece si conoscono [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 ottobre 2010
olgadik

Il film è elegantemente noioso se non fosse che ad animarlo provvedono attori di indubbio talento e mestiere tale da sembrare a loro pieno agio (anche troppo). E’ il caso di Anthony Hopkins che si divide tra thriller senza più sorprese (Hannibal et similia) e ironie sottili e discrete, come in Cosa resta del giorno dello stesso regista.

lunedì 24 settembre 2012
Filippo Catani

Un giovane dottorando in letteratura decide di scrivere una biografia su uno scrittore sudamericano recentemente scomparso. Il ragazzo chiede preventivamente il permesso alla famiglia che gli risponde negativamente. Il ragazzo, spinto dall'antipatica e arrivista fidanzata, decide di partire lo stesso alla volta della maestosa fazenda che ospita tutta la famiglia allargata dello scrittore.

mercoledì 30 marzo 2011
Nalipa

Nel caso di "Quella sera dorata" lo é stato! Uno studente vuole scrivere la biografia di uno scrittore leggendario, ma si trova davanti a molti problemi per via degli strani personaggi componenti la famiglia del letterato. Questi, almeno in parte non sembrano voler consentire la stesura della biografia....ma nello svolgersi della vicenda accadrqanno fatti e conseguenti mutamenti [...] Vai alla recensione »

domenica 27 febbraio 2011
ipno74

Sempre straordinario Ivory quando gira un film e questo è elegante e delicato, ha il sapore dei vecchi film in bianco e nero di una volta. Storia di un uomo che deve fare una biografia di uno scrittore in Uruguay, ma si trova invece a crescere emotivamente e psicologicamente. La sua ragazza è più una madre per lui, pensa per lui e agisce per lui, ma in questa villa sperduta [...] Vai alla recensione »

sabato 2 gennaio 2016
elgatoloco

L'equivoco diffuso che parla, per Ivory, di"cinema patinato", credo vada sfatato: la situazione proposta anche in quesfo film,, tratto da un romanzo di notevole qualità letteraria(ciò vale in realtà per tutte le opere di  Ivory)pesenta una famiglia in piena crisi:  a iniziare dallo scrittore forse moto suicida, tutti i personaggi hanno problemi [...] Vai alla recensione »

sabato 2 gennaio 2016
elgatoloco

L'equivoco diffuso che parla, per Ivory, di"cinema patinato", credo vada sfatato: la situazione proposta anche in quesfo film,, tratto da un romanzo di notevole qualità letteraria(ciò vale in realtà per tutte le opere di  Ivory)pesenta una famiglia in piena crisi:  a iniziare dallo scrittore forse moto suicida, tutti i personaggi hanno problemi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 27 ottobre 2010
cavalierigianni

Film elegante alla Ivory, ben fatto, mai noioso, interpreti tutti superbi. La Gainsbourg è roba da oscar. Soldi spesi bene, esci con la bocca buona. 8,5

lunedì 22 novembre 2010
astromelia

film a tratti lento,didascalico,l'attore quasi irriconoscibile,perfetto nelle sue consuete recitazioni,e proprio nella recitazione è il punto di forza di questo film.

sabato 23 ottobre 2010
Flora Clara

mi è piaciuto moltissimo!! il film è una poesia...atmosfere sospese..ambientazione perfetta...dialoghi e sceneggiatura scivolano magistralmente...bravi attori e regista!!!

mercoledì 15 febbraio 2012
paride86

Lento, monocorde e insignificante, sia nella trama che nello spessore dell'inutile protagonista, oscurato dai personaggi di contorno. Non mi è piaciuta nemmeno la fotografia, spenta e sonnolenta come tutto il film, de resto. Per Ivory un clamoroso flop.

giovedì 30 dicembre 2010
dario

La patina non è certo sufficiente. Ivory fa flop, aiutato da una sceneggiatura senza idee, da dialoghi demenziali e da una presunzione di fondo che irrita. Qui Ivory sembra il peggior Antonioni e riesce ad essere ancora più noioso. Un pasticcio dall'inizio alla fine, una matassa che non si sbroglia - che nessuno vuole sbrogliare - e personaggi che sono la quintessenza della caricatura.

martedì 19 ottobre 2010
ralphscott

Ivory viaggia ben lontano da passati capolavori girati con Mr. Hopkins,ma anche dalla riuscita di un film che,fatto salvo alcune inquadrature affascinanti,stenta a coinvolgere lo spettatore. Il carisma ed il fascino di alcuni protagonisti,come la deliziosa Laura Linney,salvano dagli sbadigli ed accendono l'interesse per una storia,altrimenti,irrisolta.

FOCUS
INCONTRI
mercoledì 29 settembre 2010
Edoardo Becattini

Quel formalismo dorato In seguito alla morte di Ismail Merchant, avvenuta ai tempi della produzione de La contessa bianca, James Ivory ha impiegato quasi cinque anni per riuscire a trovare ispirazione e finanziamenti per un nuovo film senza l'aiuto del compagno artistico e sentimentale di una vita. Anziché dal consueto sguardo al passato, gli stimoli per una nuova produzione sono arrivati dalla contemporaneità: dallo scrittore americano Peter Cameron e dall'altra fedelissima compagna artistica della Merchant-Ivory, la sceneggiatrice Ruth Prawer Jhabvala.

Frasi
Se vivessi a New York dovrei fingere di interessarmi a tutto
Adam (Anthony Hopkins)
dal film Quella sera dorata - a cura di Alma Tadema
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Antonio Gnoli
La Repubblica

Personaggi di James Ivory - come quelli di Thomas Hardy- fanno pensare che l' amore possa prendere talvolta la forma più insignificante del dolore. Un pathos senza lacrime né struggimenti avvolge Quella sera dorata. Il film - sorretto da un cast eccellente - ruota attorno al ricordo ossessivo di uno scrittore suicida, autore peraltro di un solo libro.

Alberto Crespi
L'Unità

Non è in costume: ci sembra questa la prima notizia da dare, di fronte a un film di James Ivory. Che in Italia ha un'immagine legata a film «da tè delle 5», da Camera con vista in poi. Quella sera dorata è invece, curiosamente, un film interessante da vedere in coincidenza con il premio Nobel a Vargas Llosa: perché si svolge in Sudamerica e vi si parla di scrittori famosi e controversi, ispirandosi [...] Vai alla recensione »

Betsy Sharkey
The Los Angeles Times

It's easy to see why the Merchant Ivory team was attracted to " The City of Your Final Destination," a languid literary contemplation on the vagaries of life, love, bee stings and the artistic soul. Just as easy to sense is the missing touch of Ismail Merchant, who died in 2005, nearly a year before the film went into production. Filled with unrealized possibilities and fraught with flaws, "Final [...] Vai alla recensione »

Alessia Mazzenga
Terra

In sala il film Quella sera dorata di James Ivory, adattamento dal romanzo omonimo di Peter Cameron, prosegue la consueta riflessione dell'ottuagenario regista sulla verità dei sentimenti contrapposta all'ipocrisia e al vuoto delle convenzioni sociali. Dopo una così lunga carriera è impossibile non riconoscere l' "Ivory touch", che conferisce quell'aria aristocratica e patinata alle sue pellicole, [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

L'americano inglesizzato James Ivory è un cineasta che piace o dispiace moltissimo, fedele com'è a un'elegante e talvolta estenuata scrittura letteraria. In «Quella sera dorata» queste discusse qualità sono declinate al meglio, sulle tracce di un giovane studioso che deve scrivere la biografia di un defunto e alquanto schivo autore emigrato in Uruguay.

Maurizio Cabona
Il Giornale

In quella sera dorata, presentato al Festival di Roma 2009, James Ivory racconta se stesso più del solito, ma su sfondo è uruguaiano (in realtà d'è girato in Argentina). Una villa di campagna è la meta di un universitario statunitense che vuol scrivere un saggio su un ebreo tedesco esule, autore di un solo romanzo, infine suicida. Sul suo patrimonio campano il fratello col suo amante, la vedova, l'ex [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 8 ottobre 2010
Nicoletta Dose

Un passo avanti, uno indietro Batti le mani e tieni il tempo. Da lì parte la danza, dai primi passi di un bambino a quelli di un professionista che balla sui palcoscenici più importanti al mondo. Tra una piroetta e un battement tendu, chi ama la danza [...]

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