| Titolo originale | Le chant des mariées |
| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia, Tunisia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Karin Albou |
| Attori | Lizzie Brocheré, Olympe Borval, Najib Oudghiri, Simon Abkarian, Karin Albou . |
| Uscita | venerdì 18 dicembre 2009 |
| Tag | Da vedere 2008 |
| Distribuzione | Archibald Enterprise Film |
| MYmonetro | 3,10 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 5 maggio 2015
In Italia al Box Office Il canto delle spose ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 81,5 mila euro e 12,1 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Tunisi, novembre 1942. Due adolescenti, Myriam e Nour sono amiche e vicine di casa sin dall'infanzia e condividono ogni segreto. Nour, musulmana, è innamorata di Khaled che il padre non vuole come genero finché non avrà un lavoro. Myriam, ebrea e orfana di padre viene promessa in sposa a Raoul, un medico benestante molto più vecchio di lei ma in grado di sanare i problemi economici familiari. Le due conserveranno una forte solidarietà fino a quando l'occupante tedesco, spalleggiato dai francesi collaborazionisti, non inizierà un'azione di propaganda volta a mettere i musulmani contro gli ebrei.
Karin Albou ha già affrontato nella sua opera prima (inedita in Italia) La petite Jérusalem il complesso tema del rapporto tra individui e fede religiosa. Torna ora ad occuparsene con una vicenda ambientata nella Tunisia coinvolta nella Seconda Guerra Mondiale in cui il contesto storico funge da catalizzatore di tensioni che restano però universalmente valide. Perché queste due giovani donne hanno sviluppato una solidarietà così forte che può essere incrinata solo dall'irrompere di ideologie che si sovrappongono all'umano sentire per fagocitare qualsivoglia tentativo di razionalità.
La regista, che si riserva anche il ruolo della madre di Myriam, centra l'obiettivo quando decide di andare oltre al politically correct (mostrando cioè la condizione dei tunisini musulmani e quella dei loro connazionali di origine ebraica) per raccontare una storia che trova la propria forza espressiva nella condizione femminile. Una condizione a cui sembrerebbe non poter sfuggire nessuna delle due. Nour, invaghita di un Khaled tanto maschilista quanto pronto a farsi indottrinare senza riflettere. Myriam, destinata a un uomo che detesta ma per il quale si 'deve' preparare.
I corpi femminili assumono una grande espressività in un film che non li esibisce per voyeurismo ma ce li fa 'sentire' come soggetti (si vedano le scene nell'hammam) che possono in ogni momento divenire 'oggetti' da possedere con l'inganno e il fascino subdolo (Khaled) o con il potere del denaro (Raoul). Ma non si tratta di vetero-femminismo. Albou mostra i lati umani anche dei due protagonisti maschili riservando inoltre al padre di Nour due brevi scene dense di significato.
Lo spettatore viene messo nella condizione di pensare che le due ragazze hanno troppo in comune perché tutto debba essere corrotto dalla paura e dagli slogan. Ma un mondo reso cieco dall'irrazionalità congiura perché ciò avvenga. Purtroppo non è solo storia di ieri.
Premetto che non è facile dare un giudizio su una pellicola che riguarda vicende inserite in un contesto storico e sociale piuttosto distante dal nostro. Comunque, gli ingredienti per fare un buon film c'erano tutti: l'amicizia e i problemi che devono affrontare due adolescenti, Nour e Myriam, una musulmana e l'altra ebrea; la guerra; Tunisi occupata dalle truppe tedesche; i bombardamenti; le prime [...] Vai alla recensione »
Secondo lungometraggio della regista franco-tunisina Karin Albou, Il canto delle spose è una storia al femminile ambientata nella Tunisi del 1942. Le sedicenni Nour, musulmana, e Myriam, ebrea, sono amiche da sempre. A mettere a rischio il loro rapporto intervengono l' invasione nazista del Nordafrica e il fidanzamento di Nour con Khaled, che diventa collaborazionista.