| Titolo originale | Brokeback Mountain |
| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 134 minuti |
| Regia di | Ang Lee |
| Attori | Jake Gyllenhaal, Heath Ledger, Michelle Williams, Anne Hathaway, Randy Quaid Linda Cardellini, Anna Faris, Scott Michael Campbell, Kate Mara, Cheyenne Hill, Brooklynn Proulx, Tom Carey, Valerie Planche, David Trimble, Victor Reyes (II), Lachlan Mackintosh, Larry Reese, Marty Antonini, Dan McDougall, Don Bland, Steven Cree Molison, David Harbour. |
| Uscita | venerdì 20 gennaio 2006 |
| Tag | Da vedere 2005 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,68 su 26 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 22 gennaio 2018
Argomenti: Film contro l'omotransfobia
L'amore segreto tra due cowboy nel profondo Wyoming degli anni '60. Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 3 Premi Oscar, 1 candidatura a David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, 8 candidature e vinto 4 Golden Globes, 8 candidature e vinto 3 Critics Choice Award, 4 candidature a SAG Awards, a AFI Awards, In Italia al Box Office I segreti di Brokeback Mountain ha incassato 4,5 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Wyoming 1963. Sotto i cappelli due cowboy attendono davanti all'ufficio del rancher locale, Joe Aguirre, di salire sul Brokeback per la transumanza. Ennis Del Mar non ha famiglia, persa dietro una curva di una strada diritta, Jack Twist ne ha una da dimenticare in fondo alla campagna texana. Fuori dal mondo, in quel luogo sospeso che "rompe" con le convenzioni giù a valle, che "spezza" i tempi della cultura per seguire quelli di natura, i due giovani si avvicinano fino a toccarsi. Nella tenda, generosa alcova, il cameratismo si converte in passione, la realtà in epica amorosa.
I cowboy innamorati di Ang Lee nascono dalla penna di Annie Proulx che nel 1998 scrisse un racconto breve per il The New Yorker poi diventato un romanzo ad alta concentrazione, Gente del Wyoming. Quello stesso anno a Laramie, nel Wyoming, idealmente prossima alla montagna di Brokeback, muore, assassinato da due mandriani omofobi, Matthew Wayne Shepard, ventunenne omosessuale. Ennis e Jack hanno dunque origini letterarie ma padri reali e rurali che praticano la morale omofobica.
Sul Brokeback di celluloide il corpo del cowboy smette l'abito "istituzionale" del genere. A restare e a "segnare" i loro corpi nudi è soltanto il cappello come metonimico richiamo al tutto, alla tradizione già duramente colpita dai crepuscolari cowboy di Eastwood. Ma se Clint si limitava a "disarmare" i suoi cavalieri, Ang Lee va oltre disarcionandoli dal passato come dai tori nei rodei. Il passato della tradizione così virilmente cavalcata da John Wayne. A quella "maschera" Ennis e Jack cercano di rimanere disperatamente fedeli, fuggendosi lontano e aderendo, con dolore, al sistema della maggioranza omofoba. Ma ogni storia d'amore ha ostacoli da superare, miglia e paesaggi da consumare prima di ritrovare il suo luogo e il suo cuore. Ennis e Jack sono i nuovi pionieri del west, gli uomini sul confine da allargare e da annettere a quello più propriamente (?) hollywoodiano. Ennis e Jack sono le creature di un regista che superando il "tabù" baziniano ("l'amore si vive e non si rappresenta") ha messo in scena lo stato di grazia dell'amore.
Ispirato da un racconto di Annie Proulx. Siamo negli anni sessanta. Ennis e Jack, devono trasferire un gregge su un pascolo di montagna, quel Brokeback del titolo. E lì, fra i monti, in solitudine nasce la loro storia d'amore, che riprenderà ciclicamente per molti anni. Nel frattempo i due vivranno, parallelamente, una sorta di vita normale.
Ang Lee è giustamente accreditato. Questo film gli ha portato la vittoria a Venezia e quattro Golden Globe. Significa santificarlo. Ed è troppo. Come molti artisti "importati" Lee sa leggere la cultura del paese ospitante, lo aveva fatto benissimo con gli inglesi con Ragione e sentimento. Brokeback Mountain possiede qualità. Ma il valore aggiunto sta proprio nella storia d'amore omosessuale. Un uomo e una donna sarebbero stati meno "interessanti". Il film sarebbe stato uno dei tanti (in realtà non tanti) di buona qualità. Insomma è stata acquisita la trasgressione (anche se ormai sarebbe trasgressione, nei film, una storia d'amore fra sessi diversi) in chiave di "finalmente qualcosa di nuovo". O magari "finalmente qualcosa di 'naturale'". O meglio "finalmente qualcosa da distruggere" che sarebbe l'antico-noioso-macho-convenzional mito del west, anzi del western. E questo è un abbaglio immane. Il west qui non c'entra nulla. Per cominciare questi sono (quasi) gli anni del Vietnam, non della Frontiera. West significava, appunto, civilizzazione verso l'ovest, progresso, legge, nuove città, diciannovesimo secolo. L'eroe del west con era come questi due, non era un pecoraio, era, quasi sempre, l'uomo della legge, colui che, individualmente, in forza di una dotazione particolare (l'eroe appunto) guida la collettività. Cooper in Mezzogiorno di fuoco, è uno sceriffo. Wayne in Sentieri selvaggi è un reduce tormentato, Ladd in Il cavaliere della valle solitaria è uno straniero che protegge i deboli. Flynn in Custer è l'eroe delle guerre indiane. Non sono cow boys. Certo c'erano anche quelli, come lo stesso Wayne nel Fiume rosso, con tanto di "amicizia virile" verso Clift, diventata poi latente omosessualità (o magari neppure latente) quando bisognava parlar male del western e i buoni cominciarono ad essere gli indiani. È anche una questione di modelli. I giovani protagonisti del film di Lee, Gyllenhaal e Ledger, malinconici e dolci, ci sta che si innamorino. Gary Cooper e John Wayne che si baciano: non è proprio facile immaginarseli.
Nel Wyoming degli anni '60 due uomini si ritrovano ad occuparsi di un gregge sul Brokeback. Ognuno con il proprio carico di problemi e tristezze, i due finiranno per trovare l'uno nell'altro la persona giusta e si innamoreranno. Un film decisamente forte quello di Ang Lee che però è forse uno dei migliori inni all'amore della cinematografia.
Lacrimano di nascosto giovanotti carini, le signore poi, un fiume: finalmente una grande storia d’amore, di quelle gioiose e dolenti, una di quelle storie che per dare vera soddisfazione devono raccontare passioni impossibili, accidentate, segrete, fatte di rari magici incontri che illuminano vite doverosamente banali. Da quando le donne si sono fatte difficili (antipatiche, distratte, esigenti, colpevolizz [...] Vai alla recensione »