Angela

Film 2002 | Drammatico 95 min.

Regia di Roberta Torre. Un film con Andrea Di Stefano, Donatella Finocchiaro, Erasmo Lobello, Mario Pupella. Genere Drammatico - Italia, 2002, durata 95 minuti. - MYmonetro 3,00 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Roberta Torre fa di nuovo parlare di sé. Con Tano da morrie aveva, nel suo piccolo, reinventato un genere, successivamente molto apprezzato dag...

Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Ispirato a una storia vera.
Recensione di Pino Farinotti
Recensione di Pino Farinotti

Roberta Torre fa di nuovo parlare di sé. Con Tano da morrie aveva, nel suo piccolo, reinventato un genere, successivamente molto apprezzato dagli americani che hanno, in un certo senso, adottato la regista. Sarebbe stato facile, per lei, ripercorrere quella strada: quasi una franchigia, una garanzia di successo. Invece che cambiato direzione. L'ambiente continua ad essere quello della mala siciliana, ma i toni diversi. E' storia d'amore. Un negozio di scarpe serve da copertura ai soliti traffici di mafia. Angela (Finocchiaro) è benissimo inserita, conosce il lavoro, conosce le regole, ed è legata a un boss. Insomma tutto nella norma, in "quella" norma, dove ci sono regole precise e ferree e se le disattendi sono guai, grossi. A "destabilizzare" arriva Masino (Di Stefano), altro mafiosetto ma particolare, con una sua chiacchiera e un suo sentimento. Lei perde la testa e crede di poter ricominciare rinnegando tutto il resto. Ma proprio non si può. Il film ha ottenuto un buon successo di critica (presentato a Cannes) e anche di pubblico. La Torre, così come Muccino (certo, per contenuti completamente diversi) sta acquisendo i contorni di "autore di culto". Vedremo.

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Palermo, quartiere di Ballarò, 1984-85. Sposata da molti anni con Saro, da cui ha avuto la figlia Monica, Angela lo aiuta nei suoi lucrosi traffici di droga. Quando il giovane Masino diventa il braccio destro del marito, ne diventa l'amante finché la polizia arresta tutti. La sua passione per Masino non si spegne. Pur passando dal musical al dramma criminale (da una storia vera), la milanese R. Torre continua la ricognizione nel microcosmo di Palermo nel suo 3° film, riuscito a metà. Tutto funziona nella 1ª parte: descrizione dell'ambiente, ritmo, precisione dei dettagli, scelta azzeccata delle facce e la vibrante presenza di D. Finocchiaro, esordiente al cinema dopo 7 anni di teatro. Premiata al Festival di Tokyo 2002. Dopo l'arresto il racconto ciancica, si ripete, si avvita su sé stesso, inclina all'astratto, al metafisico, a un formalismo liricizzante e compiaciuto. Fotografia: Daniele Ciprì.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 17 settembre 2005
Sergio Longo

Uno di quei paradossi insanabili che rendono la città di Palermo un caso unico al mondo vuole che dal suo famoso Palazzo di Giustizia si possa godere di una buona panoramica sull'altrettanto famoso mercato rionale del Capo:un'autentica casbah a due passi dal vero e proprio centro storico. Nel più distante ma non meno noto Ballarò Roberta Torre ha ambientato Angela.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Moglie di un mafioso, Angela divide con lui il letto, la gestione di un negozio e il traffico di droga. All'inizio la donna scambia per poliziotto il bel Masino, che invece diventa commesso e guardia del corpo del marito. Fra Angela e il giovane si accende la passione. Quando tutta la compagnia è tratta in arresto, Angela rifiuta di tradire il marito e gli altri malavitosi.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

La luce d’una collana brilla nella penombra, quasi uscendo dal nero dello schermo. In primo piano, Angela (Donatella Finocchiaro) se la prova di nascosto. Poco prima, davanti ai gioielli d’una rapina o forse d’una ricettazione, se l’era presa d’istinto, quella collana, per mettersela addosso. Ma Saro (Mario Pupella) l’aveva fermata senza dare spiegazioni, e brusco le aveva infilato al dito un anello. [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Fare il male senza rendersene conto. Vivere oltre la legge, contro la comunità, ma senza alcun senso di colpa. Angela (Donatella Finocchiaro), che dà il suo nome al bel film di Roberta Torre, è una giovane donna di Palermo: svolge il suo "lavoro" nell’illegalità con la naturalezza incosciente di chi non conosce altro modo di vivere. La mafia? È il pane di ogni giorno, il codice di comportamento che [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Sarebbe difficile immaginare due film più diversi di Angela e di Febbre da cavallo -La mandrakata, i due titoli italiani che sbarcano nei cinema questo week-end. Il primo è un film di mafia, il secondo una commedia. Roberta Torre, milanese da anni in trasferta a Palermo, nasce come bravissima documentarista e si afferma, prima di Angela, con due musical, Tano da morire (originale e divertente) e Sud [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Che cosa è stato il cinema di Roberta Torre fino adesso? Vedere Tano da morire e Sud Side Story è come salire su una di quelle macchinette traballanti che si tuffano sui binari dei vecchi tunnel dell'amore (o dell'orrore) che una volta erano il cuore dei Luna Park e delle fiere, delle tribù itineranti sparse per il paese. Un piccolo viaggio nel buio, dove si illuminano a scatti scheletri ghignanti [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano.net

Il titolo è un nome, il nome indica il ritratto. Ritratto di moglie di boss mafioso a Palermo, quartiere Ballarò. Angela fa la corriera di droga come una consorte, nè devota nè scostante, aiuterebbe in ufficio l'azienda di famiglia. Il film prende per vari motivi, a partire dalla domanda implicita: perché? e dalla risposta fornita dalla voce di Angela all'inizio del film: "A me piaceva il mondo dei [...] Vai alla recensione »

Aldo Fittante
Film TV

Si aspettavano forse in molti una chiusura della "trilogia palermitana" altrettanto colorata e chiassosa come Tano da morire e Sud Side Stori. E invece Roberta Torre, pur rimanendo tra i budelli e i mercati della sua straordinaria e contraddittoria città d'adozione, ha cambiato registro, entrando in quei vicoli ciechi che, per dirla con Bufalino, trasformano gli occhi come "persiane sigillate su uno [...] Vai alla recensione »

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