Gosford Park

Film 2001 | Giallo 134 min.

Regia di Robert Altman. Un film Da vedere 2001 con Maggie Smith, Jeremy Northam, Emily Watson, Kristin Scott Thomas, Stephen Fry. Cast completo Genere Giallo - Gran Bretagna, USA, Germania, 2001, durata 134 minuti. - MYmonetro 3,80 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Robert Altman ci regala un giallo secondo le regole ma in realtà si diverte a mettere in luce le dinamiche di classe del 'buon tempo andato' Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento e 3 candidature a Golden Globes. Al Box Office Usa Gosford Park ha incassato 41,3 milioni di dollari .

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Consigliato assolutamente sì!
3,80/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,45
CONSIGLIATO SÌ
Un giallo 'alla Altman' quindi non solo un giallo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Novembre 1932. Sir William McCordie sua moglie Lady Silvia organizzano una partita di caccia. Gli invitati che raggiungono la sontuosa abitazione di Gosford Park si fanno accompagnare dai domestici. I quali avvertono rapidamente la tensione che sale tra gli invitati tra cui spiccano una contessa, una star del cinema, un produttore hollywoodiano e un ufficiale in pensione. Quando Sir William, che si era allontanato per controllare i propri fucili, viene ritrovato morto, l'indagine non sarà semplice. L'ispettore Thompson potrà verificare che molti avevano un motivo per assassinarlo. Robert Altman ci regala un giallo calibrato dove la domanda "chi è stato?" è d'obbligo. Ma in realtà vuole proporci una sceneggiatura al vetriolo sui rapporti di classe all'epoca. Come al solito lo sguardo è lucido e l'ironia non manca. Insieme all'autoironia. Alla domanda al festival di Berlino: "Perché dopo tanti film contemporanei un film in costume?" la risposta è stata: "Se lei sapesse quando sono nato comprenderebbe che per me è un film contemporaneo".

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Recensione di Stefano Lo Verme

Inghilterra, 1932. Un gruppo di personaggi dell'alta società, accompagnati dai rispettivi servitori, sono invitati a trascorrere un week-end nella magnifica tenuta di campagna di Sir William McCordle. Ma quando il padrone di casa viene ritrovato assassinato nel suo studio, si scoprirà che molte persone, tra gli ospiti della villa, avevano un valido motivo per desiderare la sua morte...
Il trentunesimo film di Robert Altman si presenta con tutti i connotati di un tipico giallo alla Agatha Christie: un'ambientazione in una maestosa villa inglese; un misterioso omicidio nel cuore della notte; una folta schiera di indiziati, ciascuno con un ottimo movente e dunque da considerare come un potenziale colpevole. Ma dietro l'aspetto del classico murder-mystery (che sembra ispirato all'indimenticabile La regola del gioco di Jean Renoir), Gosford Park è un altro formidabile film corale nella carriera del grande regista americano, dopo pellicole quali Nashville, Un matrimonio, America oggi e Prêt-à-porter; una divertente e graffiante commedia condita da quell'arguta ironia e da quel gusto per il racconto che per decenni hanno contraddistinto l'opera del maestro di Kansas City, e che anche stavolta non mancano di accompagnare lo spettatore per tutta la durata del film.
Il lussuoso scenario della pellicola (l'aristocratica magione di Gosford Park) è stato splendidamente ricostruito attraverso la scenografia di Stephen Altman (figlio del regista), che insieme agli eleganti costumi di Jenny Beavan conferisce al film un tono di impeccabile perfezione formale, sotto la cui superficie si celano però tensioni e rivalità in attesa di venire alla luce. E sono proprio i silenziosi drammi e gli inconfessabili segreti che legano i vari protagonisti a fungere da motore dell'intera narrazione, mentre la macchina da presa segue passo passo gli spostamenti dei personaggi dai piani alti, occupati dalle classi sociali di "quelli che contano" (la decadente nobiltà che di lì a poco verrà spazzata via dalla borghesia rampante), fino giù ai piani bassi, abitati da un esercito di solerti domestici, in apparenza invidiosi dei propri padroni, ma governati in realtà dai loro stessi spietati meccanismi di potere. Così, lo sguardo dello spettatore si muove invisibile da un piano all'altro dell'immensa villa di Sir William, catturando frammenti di conversazione ed espressioni seminascoste nella penombra, i pettegolezzi della servitù e le maldicenze dei ricchi invitati, in un lucido e cinico ritratto delle classi sociali inglesi e delle loro rigide e inviolabili gerarchie.
Acclamato da critica e pubblico e vincitore di moltissimi riconoscimenti, fra cui il Golden Globe per la miglior regia e il premio Oscar per l'eccellente sceneggiatura di Julian Fellowes, Gosford Park può essere considerato a buon diritto uno dei capolavori del cinema di Altman, grazie anche ad una straordinaria squadra di attori prevalentemente inglesi, tra i quali vanno ricordati, oltre ai due padroni di casa (Michael Gambon e l'affascinante Kristin Scott Thomas), l'impagabile Maggie Smith, semplicemente strepitosa nel ruolo dell'altezzosa ma a suo modo simpatica Lady Constance, e una magistrale Helen Mirren, "cameriera perfetta" con qualche segreto da nascondere.

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GOSFORD PARK
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 25 settembre 2012
Antonio Canzoniere

 Novembre 1932, tenuta di Gosford Park. Sir William McCordle e lady Silvia invitano uno stuolo di amici per caccia, con rispettiva servitù. Tra loro figurano un produttore americano, un veterano e altri nobili britannici. La vita in quell’oasi dorata, scandita a ritmo di pettegolezzi, finzioni salottiere, cene eleganti e segreti, avrà la sua catarsi con un omicidio.

martedì 15 aprile 2014
Noia1

Un gruppo di nobili viene invitato nella villa di un ricco proprietario terriero. Il tempo si scandisce tra colte discussioni, battute di caccia, tè e anestetiche partite a carte ma il tutto viene sconvolto dalla morte del padrone di casa. L'omicidio avrà i suoi effetti su tutti i presenti, i quali saranno più o meno importanti o influenti, e tutti si riveleranno possibili [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 gennaio 2014
THEOPHILUS

GOSFORD PARK     Magico Altman: con questo suo nuovo film corale, che ci ha richiamato alla mente il caos pilotato del suo precedente Dottor T. e le donne – a suo tempo presentato alla 57a mostra internazionale del cinema di Venezia -, il regista statunitense ci offre la fotografia di un mondo che mostra di tenere saldamente in mano.

martedì 30 luglio 2013
jacopo b98

 1932. In una villa di campagna nobili e ricchi inglesi, oltre ad alcuni americani impiegati nel cinema, si ritrovano per una battuta di caccia, ma il padrone di casa (Gambon) viene ucciso. Chi è stato? Terz’ultimo film di Altman è un vero capolavoro. Quando si racconta la trama, lo si può erroneamente prendere per un giallo, ma questo genere (qui molto alla Agatha Christie) [...] Vai alla recensione »

sabato 20 marzo 2010
mariabetta

La lingua inglese, priva del pronome di cortesia, sottende una struttura sociale in cui il “Lei”, l’ “Usted”, il “Vous” ed il “Sie” sarebbero meramente pleonastici. L’Inghilterra, patria della prima rivoluzione industriale, non ha patito, nelle viscere della sua storia, una rivoluzione sociale. Non ha avuto un “79 ma nemmeno un “48. L’essere “nazione” è, per il popolo britannico, qualcosa che è [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 aprile 2011
lunetta

guardando il film, ambientato in una sontuosa villa vittoriana inglese, ti trovi di fronte a 2 schieramenti: da una parte i "ricchi", nobili, meno nobili, arricchiti, attori, fondamente poco morali, superficiali, nel migliore dei casi, corretti. Dall'altra parte, un altro mondo: quello dei servi, valletti, cuochi, donne distrutte da dolori lontani e presenti, ragazze rassegnate, ragazze [...] Vai alla recensione »

domenica 7 marzo 2010
Rothko

avete dimenticato Clive Owen nel cast!

domenica 7 gennaio 2018
Ennio

Il plot giallo/thriller non è nulla di che, ad esempio inferiore all'analogo "invito a cena con delitto" di molti anni prima. Anche uno scarso osservatore come me si accorge subito delle inquadrature delle boccette di veleno che poi si riveleranno la chiave dell'evento principale. Il film però è godibile e la regia di Altman è capace, nella [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Da qualche parte dev'esserci un altro mondo, un posto meno crudele... Così canta Ivor Novello (Jeremy Northam). Seduto al piano, sta svagando gli ospiti di Sir William McCordle (Michael Gambon). Dalla parte "buia" della casa - dalle cucine e dalle soffitte, a uno a uno le cuoche, le cameriere e i valletti sono confluiti fin nella parte "luminosa". Silenziosi e commossi, adesso origliano dietro le porte [...] Vai alla recensione »

Natalia Aspesi
La Repubblica

Sotto una pioggia scrosciante, una Rolls Royce arranca lungo una stradina di campagna verso una di quelle immense e lussuose "country house" che la grande aristocrazia inglese ha già ceduto ai disprezzati nuovi super-ricchi. Sul sedile posteriore la vecchia contessa di Trentham (Maggie Smith), impellicciata e ingioiellata, non riesce ad aprire il thermos.

Alberto Crespi
L'Unità

"Lasciatemi divertire", diceva il poeta. Appello quanto mai sacro e santo: quando gli artisti veri si divertono il loro spasso si comunica a noi comuni mortali. Robert Altman dev'essersi divertito un sacco a girare Gosford Park. Magari Nashville, 27 anni fa, fu anche causa di stress; ma oggi (passato attraverso Un matrimonio, I protagonisti e America oggi,gli altri suoi grandi film corali) il grande [...] Vai alla recensione »

Alessandra Venezia
Panorama

Inghilterra, novembre 1932: nella residenza di campagna di Gosford Park Sylvia McCordle (Krlstin Scott Thomas), giovane moglie dell’attempato sir William (Michael Gambon), accoglie per un fine settimana una ventina di ospiti, tutti della nobiltà o dell’alta borghesia britannica. Occasione è l’annuale battuta di caccia, e gli invitati arrivano alla spicciolata, tutti accompagnati da valletti e camerieri, [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Trasferta Britannica di Robert Altman, che porta la sua compagnia di giro a Gosford Park, una tenuta della campagna inglese, nel 1932, per un fine settimana di caccia, pranzi, colazioni e piccoli intrighi. Questa volta i personaggi sono 36: 14 signori, ai piani alti, 20 domestici, ai piani bassi, più un ispettore e un poliziotto che a due terzi del film si presentano per indagare sull'inevitabile omicidio [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Forte di sette meritatissime candidature all´Oscar, fra cui quelle per il miglior film e la migliore regia, Gosford Park è un film da non perdere. Ambientato nell´Inghilterra del 1932 è costruito come un giallo alla Agatha Christie, tanto che il titolo originario doveva essere "Dieci piccoli indiani di nuovo insieme", e tuttavia l´aspetto del thriller è secondario.

Silvio Danese
Quotidiano.net

La Nashville della società di caste britannica, negli anni 30. Altman al cuore dell'ibrido nascituro, il Novecento, con un film-girotondo in cui, per arrivare a ricostruire una storia, si passa dal labirinto di una trentina di personaggi "suonati" in una jazz-band dramamturgica senza un a-solo di spicco. Divisi tra servitù e nobiltà, popolano la dimora di Sir William McCordie nella campagna inglese [...] Vai alla recensione »

winner
miglior scenegg.ra originale
Premio Oscar
2001
winner
miglior film straniero
Nastri d'Argento
2002
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