He Got Game

Film 1998 | Drammatico, +16 134 min.

Regia di Spike Lee. Un film Da vedere 1998 con Denzel Washington, Ray Allen, Milla Jovovich, Rosario Dawson, Hill Harper. Cast completo Genere Drammatico, - USA, 1998, durata 134 minuti. Uscita cinema venerdì 4 settembre 1998 distribuito da 20th Century Fox Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,32 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 14 settembre 2015

C'è una nuova grandissima, promessa del basket. "He got game, il ragazzo ha talento" dicono di lui veri campioni come Michael Jordan e Charlie Barkley... Al Box Office Usa He Got Game ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 16,7 milioni di dollari e 7,6 milioni di dollari nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,32/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 3,64
CONSIGLIATO SÌ

C'è una nuova grandissima, promessa del basket. "He got game, il ragazzo ha talento" dicono di lui veri campioni come Michael Jordan e Charlie Barkley dell'Nba. Dunque comincia una vera asta per accaparrarselo, senza esclusione di colpi. La chiave di tutto è il padre del ragazzo, in prigione per aver, incidentalmente, ucciso la madre. Un politico progetta di vincere l'asta facendo liberare il padre, che peraltro, il giovane detesta. Buona prova di tutti. Con Lee a perfetto agio essendo un grande appassionato di pallacanestro. Il gioco naturalmente è anche lo strumento per altre dialettiche, compresa quella generazionale.

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Con la promessa di uno sconto di pena Jake (Washington), condannato a vent'anni per uxoricidio involontario, ottiene sette giorni di libertà vigilata per tornare a Coney Island e convincere il figlio diciottenne Jesus (Allen), famoso e conteso giocatore di pallacanestro delle scuole superiori, ad accettare una borsa di studio della Big State University, cara al cuore del governatore dello Stato. Compito difficile: il figlio lo odia. Con questo suo film (n. 11) didattico, manicheo e predicatorio Lee conferma la sua vocazione di "fulminante moralista del mondo nero, antitradizionale predicatore della cultura sociale afroamericana contrapposta alla Gomorra dei costumi bianchi" (R. Menarini). Il basket è uno sport che si presta bene a essere filmato per molte ragioni, ma qui diventa un veicolo di comunicazione (quasi un codice simbolico-espressivo nel rapporto tra padre e figlio), metafora esistenziale, strumento di critica sociale. Nessuno aveva mai analizzato con lucidità altrettanto caustica un mondo e un sistema dominati dall'industria, dal potere, dal denaro, dalla politica dei bianchi, dai trafficoni italoamericani, dagli agenti mafiosi, dagli sfruttatori del circo mediatico.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 7 marzo 2012
mikeMaister

Jake, condannato per l’omicidio della moglie, sta scontando i restanti anni della sua lunga detenzione in una prigione dello stato di New York. Convocato dal direttore del carcere, Jake sarà testimone di un’allettante proposta: suo figlio, Jesus, astro nascente del basket, a due mesi dal diploma e ad una settimana dalla scelta del college, deve essere persuaso nello scegliere la [...] Vai alla recensione »

sabato 4 agosto 2018
paolp78

Tra i film diretti da Spike Lee, che ho visto sinora, metto “He got game” tra i due migliori insieme, e un pelino sotto, a “La 25ª ora”. Il film racconta due sentimenti: la passione per il basket e il rapporto padre figlio. L’amore genuino per la pallacanestro traspare da tutta la pellicola. Le sequenze che aprono il film, accompagnando i titoli di testa, sono [...] Vai alla recensione »

martedì 8 settembre 2009
l'ale

he got game è un film sul basket che però può piacere anche ai non appassionati poichè non perla dello sport in sè e per sè ma usa trama di stampo sportivo per descrivere uno sportivo alle prese con le molte insidie della vita... grande ray sarai sempre il più forte!!

domenica 4 novembre 2012
nickcastle91

Certo è che, quando si tratta di problematiche giovanili dei neri, redenzione, rabbia, rancore, povertà, occasioni mancate e occasioni presentate, il vecchio Spike sa sempre quali tasti schiacciare per ottenere il meglio dalla storia. E' vero che si parla tanto, e alla lunga forse ad alcuni gli sbadigli possono uscire (diritto inviolabile non si discute.

mercoledì 23 novembre 2011
denzel for ever

ottimo film....mi è piaciuto molto anche  a me che nn adoro il Basket....Un interpretazione di Denzel che se nn meritavo l'oscar...almeno un Golden globe...film bello e interessante che nn annoia mai...da vedere assolutamente

lunedì 18 maggio 2009
serpico

uno dei film piu' belli che abbia mai visto lee grande regia WASHINGTON magistrale mi ha colpito al cuore

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Oscar Cosulich
L'Espresso

Rimbalza, si ferma, si libra in aria, finisce nel canestro. E vola nei cieli di tutta l’America. La palla da «basket è come poesia in movimento». In magiche, eleganti soluzioni visive, è protagonista di “He Got Game“ di Spike Lee; insieme a un sincopato e avvincente sonoro, che pone in contrasto i brani rap dei Public Enemy e le musiche orchestrali di Aaron Copland.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Ci sa davvero fare, il giovane studente di colore Jesus: è un asso del basket, il più bravo fra gli studenti liceali Usa. He got game, come recita il titolo del film di Spike Lee: “Ha talento da vendere”. Solo che se ne sono accorti in tanti, e tutti lo vogliono convincere a “fare la cosa giusta” (per loro), ovvero a scegliere “quella” determinata Università oppure “quella” squadra Nba.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Cinema morale: questo fa, da sempre, Spike Lee. Sono appunto morali tanto le sue storie che i suoi personaggi. Eppure, non è in primo luogo una moralità di contenuto che segna Fà la cosa giusta (1989), Mo’ Better Blues (1990), Jungle Fever (1991), Malcolm X (1992), Clockers (1995), Girl 6 (1996), Bus (In viaggio) (1997). Piuttosto, si tratta d’una moralità di sguardo: una dichiarata, evidente immediatezza [...] Vai alla recensione »

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