La pelle

Film 1981 | Drammatico V.M. 14 133 min.

Regia di Liliana Cavani. Un film con Claudia Cardinale, Marcello Mastroianni, Burt Lancaster, Marta Bifano, Ken Marshall. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1981, durata 133 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,66 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 6 maggio 2015

Dal romanzo omonimo di Curzio Malaparte. Nella Napoli appena liberata Malaparte (Mastroianni) vive e descrive gli orrori e gli eccessi di una città st... Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento,

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Consigliato nì!
2,66/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO 3,32
CONSIGLIATO NÌ

Dal romanzo omonimo di Curzio Malaparte. Nella Napoli appena liberata Malaparte (Mastroianni) vive e descrive gli orrori e gli eccessi di una città stracciona e sconvolta, precipitata nell'abisso delle peggiori depravazioni dall'improvvisa opulenza corruttrice portata dagli americani. La dura e cruda opera di Malaparte, un classico dell'immediato dopoguerra, perde gran parte del suo significato nella trasposizione della Cavani, che sembra volerne cogliere con un certo compiacimento solo gli aspetti più eccessivi e ripugnanti, non più giustificati, se mai lo sono stati, da un momento storico particolarmente drammatico descritto con stile personalissimo nel romanzo.

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Napoli 1943-44. Mafioso locale tratta lo scambio di prigionieri tedeschi con il generale Clark. Sullo sfondo di una Napoli distrutta e corrotta si aggiunge una violenta eruzione del Vesuvio. Dal romanzo (1946) di Curzio Malaparte. Un presepe sconsacrato, sanguinoso e iperrealista del costo di 3 miliardi. Con strizzate d'occhio al peggior cinema americano del genere e scivolate nel teatro napoletano, è un concentrato di orrori e violenze. Macelleria ad alto livello, per quanto riguarda gli effetti speciali. Attori stonati. 2 musicisti (Lalo Schifrin, Roberto De Simone) sprecati. In alcuni momenti truci la pietas si sente. Bravo Giuffré.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 25 giugno 2011
Kronos

E' comprensibile che questo potente affresco bellico della Cavani (uno dei suoi migliori film) sia sempre stato un pò nascosto, autocensurato, svilito dalla critica dominante. Non è facile sopportare la visione di un intero popolo che si prostituisce, letteralmente e moralmente, per sopravvivere. Ed è altrettanto deprimente la tracotanza predatoria degli occupanti, la loro [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 dicembre 2010
weachilluminati

Quando è in scena Liliana Cavani, la banalità  non è da queste parti. Perché vergognarci di questo film documento della  nostra storia  , vera, fatta di miseria, di umiliazioni, di contraddizioni? Il realismo della Cavani è sempre proverbiale e la rappresentazione di un tempo lontano   "in pietosa visione  " [...] Vai alla recensione »

sabato 26 marzo 2011
Mariano M.

Spaccato crudo ma reale del caos che ogni guerra lascia appena finisce. Sonno della ragione,vuoto di potere,vincitori che vincono per sé,potere che riduce anche i "liberati" ad un mero oggetto della vittoria altrui. La linea guida del film è la pelle,nuda e impotente,dell'uomo: mercanteggiata al "chilo" come la carne,esposta al macello dei mezzi da guerra,alla perversione irrazionale di una sessualità [...] Vai alla recensione »

domenica 31 marzo 2013
Rescart

Si potrebbe fare un elenco delle virtù di Curzio Malaparte. Montale disse che era capace di ascoltare ma non si pronunciò sulle sue doti di scrittore e giornalista, suo collega al Corriere della Sera. La differenza sostanziale fra Montale e Malaparte è che il primo fu grande intellettuale e sommo poeta, il secondo fu sostanzialmente uomo di mondo. Non per nulla Montale riconobbe in lui soprattutto [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 dicembre 2021
figliounico

 La prospettiva dalla quale Curzio Malaparte osserva gli esiti dell’ultimo conflitto mondiale a Napoli, che la Cavani fedelmente trascrive filmicamente dall’omonimo romanzo dello scrittore pratese, è quella dei perdenti, non intesi storicamente bensì universalmente, ossia i perdenti di tutte le guerre, fatte  o che si faranno in futuro.

venerdì 8 aprile 2016
Alberto58

Era dal 1981 che lo volevo vedere questo film, da quando me ne parlò mio padre perchè aveva assistito alla scena dell'ingresso a Roma, girata sull'Appia Antica, davanti alla tabaccheria di mio zio. Così ho approfittato della possibilità offerta ieri dall'Accademia di Francia a Villa Medici non solo di vederlo, ma di assistere prima ad una intervista con la stessa [...] Vai alla recensione »

sabato 13 giugno 2009
Coled

Un film coinvolgente che come pochi presenta miserie, orrori,assurdità, scenari oggi inverosimili,forse perchè trascorsi da troppo tempo per apparire realistici ai "critici" dei dizionari. Eppure chi li ha vissuti, anche solo marginalmente, non li ha trovati nè più trucidi della realtà, nè sceneggiate da teatrino napoletano. Forse certi critici, con la loro saccenza, celano l'inconscia esigenza di [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 gennaio 2014
paskmark

nell'immagine finale dell'uomo schiacciato dai cingoli sono racchiuse le motivazioni dei critici italiani che hanno denigrato il film (e il romanzo) a colpi di inverosimiglianza...lungi dal voler essere verosimile, la Cavani (e Malaparte) trasportano il dramma della guerra sul piano del rapporto fra vinti e vincitori, interrogandosi sul significato dei rispettivi ruoli come in un gioco delle [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 agosto 2020
Balordo

La pelle, figlio di Apollo, fece una palla

mercoledì 27 gennaio 2016
Barolo

Non conosco,per ragioni ananagrafiche,la Napoli dell'immediato dopoguerra,quindi non so se quello raccontato da Malaparte e trasposto cinematograficamente dalla Cavani sia vero.I miei genitori parlavano di una città disastrata e degradata,tuttavia gli eccessi illustrati nel film mi sembrano francamente esagerati e morbosamente scandalistici.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

La pelle di Liliana Cavani è tratto dal romanzo omonimo di Curzio Malaparte. Cominciamo da quello. A rileggerlo oggi, vale ancora, e forse anche di più, il parere negativo con cui Emilio Cecchi bollò tutto Malaparte quando lo definì un “fabbricante di bolle di sapone terroristiche”. Malaparte lo pubblicò nel ‘49 per raccontare a modo suo come aveva partecipato alla liberazione di Napoli e di Roma insieme [...] Vai alla recensione »

winner
miglior attrice non protag.
Nastri d'Argento
1982
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