In nome del popolo italiano

Film 1971 | Commedia 103 min.

Regia di Dino Risi. Un film Da vedere 1971 con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Yvonne Furneaux, Renato Baldini, Ely Galleani, Michele Cimarosa. Cast completo Genere Commedia - Italia, 1971, durata 103 minuti. - MYmonetro 3,61 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un magistrato senza macchia indaga sulla morte di una giovane drogata e risale così a un industriale, il quale tenta con ogni mezzo di ostacolarlo.

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Consigliato assolutamente sì!
3,61/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,79
CONSIGLIATO SÌ
Un'operazione sottile, coraggiosa e controversa e in odore di preveggenza.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 11 ottobre 2017
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 11 ottobre 2017

Mariano Bonifazi è un giudice integerrimo, Lorenzo Santenocito un imprenditore corrotto e senza scrupoli. In seguito alla morte di Silvana, prostituta d'alto bordo, il giudice ha facoltà di interrogare Santenocito come persona interessata. Tra i due ha inizio un duello senza sconti, giuridico e ideologico.

Spietato Dino Risi lo è sempre stato. Con il dittico de Il sorpasso e I mostri, per limitarsi ai suoi due titoli più celebri, ha fustigato senza pietà il mal vezzo italico, i segreti inconfessabili dell'uomo medio, la mancanza di moralità diffusa in vasti strati della società.

Quella di In nome del popolo italiano, che risente del clima e delle tensioni di inizio Settanta, è operazione sottile e, per certi versi, più coraggiosa e controversa. Nonché in odore di preveggenza, come dimostrerà la storia d'Italia di lì a una ventina d'anni con Tangentopoli e i suoi derivati. Se la straordinaria maschera gassmaniana di Santenocito, palazzinaro senza scrupoli, sembra la quintessenza del "mostro" italico raccontato dieci anni prima, Risi - che ancora una volta poggia sulla sceneggiatura impeccabile di Age & Scarpelli - lascia intendere, lentamente ma decisamente, come i contorni tendano a essere più sfumati di quanto sembri a un primo sguardo e come una distinzione netta tra bene e male sia sempre più difficile da operare.
In nome del popolo italiano sembra una commedia, a partire dalla scena irresistibile del primo interrogatorio a Santenocito ("Io amo il linguaggio aderenziale e desemplicizzato"), vestito da centurione perché prelevato da una festa in maschera. Così come Mariano Bonifazi sembra un eroe, armato della propria condotta integerrima e baluardo di etica in un mondo al collasso, rappresentato dal palazzo di giustizia vicino al crollo.

Risi lavora sull'immedesimazione con il punto di vista di Bonifazi e sulla nostra consapevolezza di quanto rancore si nasconda in lui, di quanto il senso di essere nel giusto possa confliggere con l'operato della giustizia in senso stretto. Tanto più Santenocito risulta disgustoso per le sue azioni, quanto Bonifazi finisce per avvicinarsi a un Harry Callahan, armato di un faldone di avvisi di garanzia al posto di una 44 Magnum. L'epilogo, di spietata e abbacinante crudeltà, resta uno dei vertici del cinema italiano dei Settanta, a partire dalle esultanze e dalla violenza in coincidenza della partita di calcio per arrivare al colpo di scena finale, destinato, ad ogni nuova visione, a lasciare diversi quesiti - morali, interiori, politici - insoluti.

Sei d'accordo con Emanuele Sacchi?
Tognazzi/Gassman in una pungente commedia di Dino Risi.

Un magistrato senza macchia indaga sulla morte di una giovane drogata e risale così a un industriale, il quale tenta con ogni mezzo di ostacolarlo. Mentre la città tripudia per una vittoria calcistica, il magistrato, che ha scoperto la non colpevolezza dell'indiziato, decide di procedere egualmente contro di lui per colpire attraverso l'uomo tutto il marcio di una società irrimediabilmente corrotta.

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 9 aprile 2010
G. Romagna

Mariano Bonifazi (Ugo Tognazzi), combattivo giudice di sinistra, si trova ad indagare sulla misteriosa morte di una giovane ragazza, che si rivela poi essere una prostituta d’alto bordo. Gli indizi conducono a sospettare con chiarezza la responsabilità del potentissimo ed influentissimo imprenditore Lorenzo Santenocito (Vittorio Gassman).

sabato 2 gennaio 2010
lamax61°

Solo noi italiani possiamo capire fino in fondo questo film. Risi, come al solito, supportato da due grandi attori, riesce a darci un'immagine dell'Italia molto vicina al reale (è meglio la realtà rappresentata nel film). Che dire? Visto oggi, anche se me lo rivedo ciclicamente da quando è uscito, lo considero una colonna portante della nostro cinema.

lunedì 8 febbraio 2016
Barolo

Graffiante e attuale, malgrado siano passati 45 anni,è un film che racconta senza mezzi termini e con perfida arguzia, l'Italia dei benpensanti ipocriti,quella dei cialtroni impuniti,dei palizzanari che pur di fare soldi fanno scempio del paesaggio e alzano case in ogni dove il paese del malcostume diffuso, del malaffare.

venerdì 14 aprile 2017
Parsifal

Dino Risi, in collaborazione con Age e Scarpelli,  dà vita in quest'opera ad una minuziosa , quanto impietosa disamina della società italiana dell' era del benessere economico. IL giudice Bonifazi ( Ugo Tognazzi) solerte uomo delle istituzioni e nemico della cultura servile , fondata sul previlegio, indaga sulla morte misteriosa di una giovane avvenente, dalla vita non troppo [...] Vai alla recensione »

giovedì 25 febbraio 2016
toty bottalla

Commedia seriosa di denuncia profetica diretta e interpretata dai grandi del cinema italiano, una presa di coscienza, di lotta vana destinate ad arrendersi in qualche modo, negli occhi del grande Tognazzi nel finale del film c'è tutto lo sdegno e la rassegnazione contrastabile solo con le stesse armi, il film proietta i Santenocito fino ai nostri giorni senza rimedio e indignazione, ottimo [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 giugno 2012
paride86

Moralità, corruzione, perbenismo e onesta: sono alcuni tra i temi trattati da "in nome del popolo italiano", film tanto attuale quanto sprezzante e cinico. Il finale è certamente liberatorio, ma condanna tutti i personaggi alla bassezza. Bel soggetto e bella sceneggiatura; lo stile di Risi, invece, è un po' troppo immediato e televisivo.

lunedì 15 ottobre 2012
break

Discreta commedia nera, condita con divertenti e drammatiche caricature sul popolo italiano.

martedì 25 gennaio 2011
TheMichTemp

martedì 2 novembre 2010
Angelo48

Visto a 40 anni di distanza dalla sua realizzazione colpisce per essere ancora attuale e per le prove magistrali di due grandi attori. Ovviamente per tutto il film condivido le prese di posizione ed il modo di precedere del commissario Bonifazi, ma alla fine la sua scelta di distruggere la prova dell'innocenza del Santenocito mi sembra drammaticamente sbagliata ed anche foriera dei malanni, forse [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 ottobre 2009
Sergio Rizzitiello

Credo che questo film di Dino Risi su "illuminata" sceneggiatura di Age & Scarpelli, sancisca l'anno di nascita del giustizialismo italiano in cui con beata innocenza si sente giusta un'idea di giustizia che ha invece del mostruoso. Il giudice interpretato da Ugo Tognazzi pur di condannare un naturalmente immorale e cattivo capitalista contravviene alle più elementari norme che gli dovrebbero suggerire [...] Vai alla recensione »

Frasi
Io dei cittadini me ne infischio, perché ogni cittadino aspira a diventare industriale e avvelenatore del prossimo. Ma voialtri magistrati non l'avete ancora capito che questo popolo italiano nel nome del quale sentenziate non merita un cacchio?
Dialogo tra Il giudice Mariano Bonifazi (Ugo Tognazzi) - Il professor Rivaroli (Pietro Tordi)
dal film In nome del popolo italiano
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Da una parte un magistrato probo, integerrimo, ostinatamente teso a imporre il rispetto della legge ovunque e comunque, facendo piazza pulita di quanti la trasgrediscono; e facendolo, a volte, anche con un briciolo di polemica sociale, forse persino un po’ politica; dall’altra un industriale alla moda, arrivato, protetto, uso a sfiorare il Codice penale, ma uso anche a cavansi sempre d’impaccio grazie [...] Vai alla recensione »

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