Due o tre cose che so di lei

Film 1966 | Documentario +13 95 min.

Titolo originaleDeux ou trois choses que je sais d'elle
Anno1966
GenereDocumentario
ProduzioneFrancia
Durata95 minuti
Regia diJean-Luc Godard
AttoriAnny Duperey, Marina Vlady, Roger Montsoret, Jean Narboni .
TagDa vedere 1966
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 4,00 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jean-Luc Godard. Un film Da vedere 1966 con Anny Duperey, Marina Vlady, Roger Montsoret, Jean Narboni. Titolo originale: Deux ou trois choses que je sais d'elle. Genere Documentario - Francia, 1966, durata 95 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 4,00 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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"Lei" non è un personaggio femminile, ma la città di Parigi, ripresa durante i lavori di ristrutturazione che la renderanno più rispondente alle esige...

Consigliato assolutamente sì!
4,00/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,33
CONSIGLIATO SÌ

"Lei" non è un personaggio femminile, ma la città di Parigi, ripresa durante i lavori di ristrutturazione che la renderanno più rispondente alle esigenze della società moderna. Tra una scena e l'altra si inserisce la storia di una donna, moglie e madre, che per permettersi i capricci imposti dalla società dei consumi di tanto in tanto si prostituisce.

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"Lei" non è una donna. Non è Juliette Manson (Vlady) che si prostituisce a ore per integrare il bilancio domestico, ma la sua città, la regione parigina, l'intera società dei consumi che l'ha ridotta a oggetto. "Lei" è la vita di oggi (nel '67, nell'87, nel 2007), la legge terribile dei grandi agglomerati urbani, la guerra del Vietnam, la morte della bellezza, la circolazione delle idee, la Gestapo delle strutture (da un "prossimamente" del film). Uno dei più agri film di Godard dove "il paesaggio diviene il vero volto delle cose" (U. Casiraghi). Memorabile la sequenza della tazzina di caffè.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 20 ottobre 2009
blondlucrezia

Immaginate che la verita' esista ma noi non la vediamo per via della nostra troppa routine della vita di citta' piena di svaghi,eccessi,e per certi aspetti monotonie illusorie che servono solo a depradare un nostro lato interiore.Se non riuscite abche solo lontanamente ad immaginare tali situazioni questo film forse puo' aprirvi una porta per riflettere sulla vita come non l'avete forse mai vista da [...] Vai alla recensione »

martedì 19 dicembre 2017
Howlingfantod

Con questo film del 1967, in piena epoca contestataria, alle scaturigini dell’incendio del 68, con la guerra del Vietnam che imperava anche nelle varie consorterie politico-culturali occidentali e di cui si odono gli echi nel film, Godard inizia l’opera di rottura del mezzo cinematografico interrogandosi al tempo stesso sulle sue possibilità di essere portatore di senso e significati.

domenica 1 novembre 2009
fedeleto

la recensione sotto era la mia cara lucre..cmq davvero un film intenso e ricco di significati criptati che portano a riflettere sulle problematiche della societa' sempre piu' fuori dall'individuo singolo e chiusa in un consumismo sfrenato incurante dell'essere.

Frasi
Sì, parlare come se si citassero delle verità. È il vecchio Brecht che diceva questo. Gli attori devono citare.
Una frase di Juliette Janson (Marina Vlady)
dal film Due o tre cose che so di lei
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Adelio Ferrero
Cinema Nuovo

Il regista ha ripetuto spesso che il personaggio centrale del suo film non è la donna, come il titolo potrebbe far supporre, ma la città, Parigi, la "ristrutturazione" dei grandi quartieri popolari voluta dal governo gollista. E infatti uno dei motivi più pungenti e inquietanti del film è costituito dai ripetuti inserti di questa città sventrata, sconvolta, ricostruita da operai, tecnici, ingegneri [...] Vai alla recensione »

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