Uscito dal carcere, Luciano, giovane violento ma ancora integro, non trova la madre che ha abbandonato il marito alcolizzato e disoccupato per andarsene con un camionista; trova la moglie, ma non il figlio, portato via dalla suocera per sottrarlo a quell'ambiente di miseria abietta. Film sgradevole su una materia sgradevole, quella miserabile e "precristiana" delle borgate romane raccontate da Pasolini negli anni '50. Attraverso le stazioni di questo nero e disperato calvario, pur senza appelli emotivi, G. Baldi suggerisce con pietà severa l'umanità di una condizione subumana. Ebbe varie traversie produttive e censorie (girato nel 1962, non uscì che 4 anni dopo) e fu distribuito anche come Madre ignota.