Tirate sul pianista

Film 1960 | Giallo 85 min.

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1960 con Charles Aznavour, Marie Dubois, Nicole Berger, Michèlle Mercier, Serge Davri. Cast completo Titolo originale: Tirez sur le pianiste. Genere Giallo - Francia, 1960, durata 85 minuti. - MYmonetro 3,44 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un pianista, dopo il suicidio della moglie, si lega alla lavorante del dancing e uccide, per legittima difesa, il proprietario del locale, innamorato della ragazza.

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Consigliato sì!
3,44/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,42
CONSIGLIATO SÌ
Truffaut rilegge i canoni del genere noir inserendo elementi comici e parodistici in una vicenda dai contorni drammatici.
Recensione di Alessandro Regoli
Recensione di Alessandro Regoli

Un tempo concertista di successo, dopo il suicidio della moglie Charlie si è ridotto a suonare il piano in una piccola bettola di Parigi. Un giorno incontra Chico, uno dei suoi fratelli, inseguito da due malviventi. Ben presto Charlie si ritroverà coinvolto in una resa di conti tra gangster e a farne le spese sarà Lena, la sua nuova compagna, cassiera del locale in cui si esibisce e l'unica a essere a conoscenza del passato di Charlie.
Dopo l'inno alla libertà dell'infanzia messo in scena con I quattrocento colpi, con il suo secondo film Truffaut rilegge, in pieno stile Nouvelle Vague il genere noir. Fedele alla concezione secondo cui anche un film di Hitchcock poteva essere considerato un film d'autore indipendentemente dall'argomento trattato, il regista francese adatta per il grande schermo Non sparate sul pianista di David Goodis, autore americano di romanzi noir.
Il risultato finale è un film che stravolge i canoni del genere parodiando le figure dei gangster, ritratti come due "vecchi brontoloni" o le scene d'azione come i rapimenti e le sparatorie.
Anche il protagonista è una figura atipica per il genere: un personaggio buffo e timido le cui azioni, sempre in contrasto con i suoi pensieri, sono contraddistinte da un'esitazione che risulterà fatale per le donne che ama e che hanno dato la vita per lui, prima la moglie Theresa e poi Lena. Come se l'Antoine Doinel de I quattrocento colpi, cresciuto troppo in fretta, venisse catapultato in una storia più grande di lui. Ecco quindi che la dimensione comica cui appartengono i "cattivi", i buffi tentativi di Charlie di approcciare una ragazza, il rapimento di Charlie e Lena prima e del piccolo Fido (un altro fratello di Charlie) poi, finiscono per scontrarsi con gli eventi drammatici dando vita a uno straniante cortocircuito di generi.

Sei d'accordo con Alessandro Regoli?

Un pianista, dopo il suicidio della moglie, si lega alla lavorante del dancing e uccide, per legittima difesa, il proprietario del locale, innamorato della ragazza. Costretto a fuggire si rifugia con la sua compagna presso un fratello datosi al banditismo. I rivali di quest'ultimo però uccidono la ragazza e al giovane pianista non resta che tornare nel misero dancing di periferia.

TIRATE SUL PIANISTA
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 12 settembre 2011
Marco Santillani

Un film non per tutti, questo voleva fare Truffat, quando decise di girare "Tirate sul pianista". Eh si, perchè dopo "I 400 colpi" il successo avuto, rischiava di far naufragare l'io del regista francese. Lui stesso dichiarò che era troppo libero, poteva fare qualsiasi cosa, visto l'enorme successo ottenuto.

venerdì 11 novembre 2011
fedeleto

E' una parigi buia,quella dove un pianista di successo caduto in disgrazia si ritrova immischiato in una resa dei conti tra il fratello e dei gangster.Dopo notevoli sforzi e amori sfortunati si concludera' la vicenda ,lasciando un triste e solitario epilogo.Dopo l'esordio dei 400 colpi Truffaut cambia genere,portando una pellicola noir dove non manca pero' l'elemento ironico ed [...] Vai alla recensione »

martedì 29 novembre 2011
erreaudace

truffaut parla della timidezza e dell'amore mescolando stili e generi. un film immortale che trova un fiasco commerciale a livello di pubblico e critica ma resta tra le opere immortali per i veri appassionati di cinema.In un cinema di new york fu in cartellone ininterrottamente per oltre un anno. Film dedicato ai cinefili e alle persone sensibili che possono cogliere grandezza e stile di un regista [...] Vai alla recensione »

lunedì 31 ottobre 2011
Luca Scialo

Charlie è il pianista di un locale, introverso, timido e silenzioso. I suoi giorni passano senza grandi emozioni, finquando Chico, uno dei suoi fratelli, si nasconde nel locale inseguito da due uomini. Il passato torna così prepotentemente nella sua vita, perché si sa, da quello non sfuggi mai. E così rievoca anche i giorni in cui era un pianista famoso, in un flashback [...] Vai alla recensione »

sabato 3 settembre 2011
Francesco2

Come emerge dai primi due film realizzati, tra cui questo, e dall'ultimo, "Finalmente Domenica"!, Truffaut appariva veramente "L'uomo che amava i film". Al punto che delle volte li interpretava oltre a dirigerli, e di avere alternato ad opere impegnate come "Il ragazzo selvaggio" dei veri e propri omaggi al cinema, come le tre opere appena citate. Essere "Cine-fili" non è necessariamente un insulto; [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 agosto 2018
ROB8

Uno delle opere rappresentative del primo Truffaut, dove la passione cinefila per il noir americano,  professata sui Cahiers du cinema, viene coniugata con lo stile della nascente Nouvelle vague.   Ne sortisce un film nel contempo parodistico e drammatico, sperimentale (nei suoi split screen) e classico, tagliente e sentimentale.

domenica 22 febbraio 2015
il befe

 Un pianista, dopo il suicidio della moglie, si lega alla lavorante del dancing e uccide, per legittima difesa, il proprietario del locale, innamorato della ragazza.

domenica 30 agosto 2009
fabio

un famoso pianista, dopo il suicidio della moglie (a causa sua) diventa sempre più timido ed impaurito e finisce per suonare in una bettola di Parigi. si innamora, ricambiato, di una ragazza ma l’amore è conteso con il proprietario del locale nel quale suona. uccide l'uomo e insieme all'amata riesce a fuggire sui monti. finale tragico, ma con respiro.

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