La parola ai giurati [1]

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Un film di Sidney Lumet. Con E.G. Marshall, Lee J. Cobb, Henry Fonda, Martin Balsam, Ed Begley.
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Titolo originale Twelve Angry Men. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 95 min. - USA 1957. MYMONETRO La parola ai giurati [1] * * * * - valutazione media: 4,38 su 32 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

INCONTRI | Incontro con l'autore de L'insulto, film premiato alla Mostra del Cinema di Venezia, molto apprezzato in Libano e dal 6 dicembre nelle sale italiane.

Un regista per due mondi

venerdì 1 dicembre 2017 - Marianna Cappi

Ziad Doueiri, un regista per due mondi L'Italia sarà il primo paese del mondo occidentale a far uscire nelle sale L'Insulto, il nuovo film di Ziad Doueiri, presentato in anteprima alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia in Selezione Ufficiale. Mentre attende di vedere come verrà accolto qui e nel resto d'Europa, il regista si gode il successo del film nel suo paese d'origine, il Libano, dove, nonostante l'appello di alcuni gruppi estremisti a boicottarlo, è primo in classifica al botteghino dal momento della sua uscita. Per Douieri si tratta di un risultato importante, per tante ragioni, che emergono con chiarezza e passione dal racconto che ha rilasciato alla stampa stamattina a Roma.

FOCUS | Dopo l'amore, dal 19 gennaio al cinema, è l'ultimo di una serie di titoli ambientati (quasi) esclusivamente tra quattro mura. Da Kubrick a Hitchcock, da Lumet a Polanski, ecco tutti i precedenti più famosi.

Il cinema in una stanza. ecco i migliori 11 film girati... al chiuso

domenica 15 gennaio 2017 - Emanuele Sacchi

Il cinema in una stanza. Ecco i migliori 11 film girati... al chiuso Oltre che rappresentare una gelida dissezione del nucleo familiare, ridotto a uno stato di mera contabilità, l'angosciante film di Joachim Lafosse, Dopo l'amore, costituisce anche una forma di sperimentazione per il linguaggio radicale adottato. Se l'idea di ambientare l'intero film tra le poche stanze di una casa, senza affacciarsi (quasi) mai nel mondo esterno, non è di per sé una novità, ogni inquadratura scelta da Lafosse dimostra lo studio emozionale che muove il suo cinema. La collocazione della macchina da presa non è mai ovvia (specie nelle diverse angolazioni da cui riprende il desco familiare) e determina inequivocabilmente la nostra percezione dello stato d'animo dei personaggi.

FOCUS | Dopo l'amore, dal 19 gennaio al cinema, è l'ultimo di una serie di titoli ambientati (quasi) esclusivamente tra quattro mura. Da Kubrick a Hitchcock, da Lumet a Polanski, ecco tutti i precedenti più famosi.

Il cinema in una stanza. ecco i migliori 11 film girati... al chiuso

domenica 15 gennaio 2017 - Emanuele Sacchi

Il cinema in una stanza. Ecco i migliori 11 film girati... al chiuso Oltre che rappresentare una gelida dissezione del nucleo familiare, ridotto a uno stato di mera contabilità, l'angosciante film di Joachim Lafosse, Dopo l'amore, costituisce anche una forma di sperimentazione per il linguaggio radicale adottato. Se l'idea di ambientare l'intero film tra le poche stanze di una casa, senza affacciarsi (quasi) mai nel mondo esterno, non è di per sé una novità, ogni inquadratura scelta da Lafosse dimostra lo studio emozionale che muove il suo cinema. La collocazione della macchina da presa non è mai ovvia (specie nelle diverse angolazioni da cui riprende il desco familiare) e determina inequivocabilmente la nostra percezione dello stato d'animo dei personaggi.

NETFLIX | In una serata carica di tensione, quattro soci in affari devono decidere chi pagherà per un crimine commesso.

Un mediatore, sette anni da spartire

lunedì 7 novembre 2016 - Emanuele Sacchi

7 años: quattro amici, un mediatore, sette anni da spartire I soci fondatori di un'azienda di software applicativi di grande successo vengono a sapere che il fisco ha messo gli occhi sul loro conto segreto in Svizzera, su cui hanno depositato una grossa somma di denaro non dichiarato. Di fronte alla prospettiva di finire tutti alla sbarra, i quattro giungono alla conclusione che uno solo dovrà assumersi la colpa e scontare sette anni in carcere per il bene dell'azienda. Una decisione talmente difficile da prendere che richiede l'intervento di un mediatore esterno, che ascolti le ragioni di tutti e li inviti a trovare una soluzione.

FOCUS | Redford ultragarantista riaggiorna l'ultima frontiera della giustizia. Di Pino Farinotti.

Il processo agli assassini di lincoln

lunedì 27 giugno 2011 - Pino Farinotti

The Conspirator: il processo agli assassini di Lincoln Robert Redford, autore attentissimo all'America, liberal ultraconvinto, intelligenza con l'attitudine della tesi, cerca di fare un altro passo, cerca un'ulteriore evoluzione nel concetto di frontiera. Frontiera della giustizia. Un processo celebrato nel 1865 può essere un'istantanea dell'America di allora e di adesso. Cose buone e cattive del carattere di una nazione. Il 14 aprile del 1865, il presidente Abraham Lincoln viene ucciso in un teatro di Washington. L'assassino è John Wilkes Booth, attore, che saltando sul palcoscenico, fuggendo, urla "sic sempre tyrannis" (così sempre ai tiranni).

   

FOCUS | Una rilettura non convenzionale della storia del cinema. Di Pino Farinotti.

Puntata 112

venerdì 15 aprile 2011 - Pino Farinotti

Storia Giustizia triste e deprimente: meglio il cinema Ad personam, accanimento, processo breve, prescrizione, concussione, prostituzione, istigazione, minorenne, “politicizzato”. Separazione carriere, la piazza, maggioranza-opposizione. Tre righe e 200 caratteri, ed è una sintesi pietosa e penosa. Pietosa e penosa rispetto a un’unica parola che tutto dovrebbe sovrintendere: giustizia. C’è l’invadenza devastante dei media che fa riavvolgere continuamente su se stesse le istruttorie indicando nuovi moventi o nuovi assassini perché un testimone vuole visibilità o perché una testata vuole più vendite o un programma più audience.

   

FOCUS | Una rilettura non convenzionale della storia del cinema. Di Pino Farinotti.

Puntata 112

venerdì 15 aprile 2011 - Pino Farinotti

Storia Giustizia triste e deprimente: meglio il cinema Ad personam, accanimento, processo breve, prescrizione, concussione, prostituzione, istigazione, minorenne, “politicizzato”. Separazione carriere, la piazza, maggioranza-opposizione. Tre righe e 200 caratteri, ed è una sintesi pietosa e penosa. Pietosa e penosa rispetto a un’unica parola che tutto dovrebbe sovrintendere: giustizia. C’è l’invadenza devastante dei media che fa riavvolgere continuamente su se stesse le istruttorie indicando nuovi moventi o nuovi assassini perché un testimone vuole visibilità o perché una testata vuole più vendite o un programma più audience.

   

CELEBRITIES | Il percorso artistico del regista, da garantista a giustiziere.

Eroe di giustizia

domenica 10 aprile 2011 - Pino Farinotti

Sidney Lumet, eroe di giustizia A Sidney Lumet dobbiamo un sentimento che è quasi suo esclusivo: vedevi un suo film, uscivi dalla sala e stavi bene, perché giustizia era stata fatta. Voglio partire da due estremi, dal suo ultimo titolo Onora il padre e la madre. Rappresenta un promemoria molto importante. È una storia dove si fa giustizia. Un padre, impersonato da Albert Finney, uccide, soffocandolo con un cuscino in sala rianimazione, il figlio assassino, cui dà corpo e volto Philip Seymour Hoffman. È un richiamo estremo, in un momento in cui la giustizia viene distorta o addirittura nascosta, in nome di nuovi codici e nuove etiche.

   

TELEVISIONE | Amore a prima svista tra Gwyneth Paltrow e Jack Black.

Giovedì 24 giugno

giovedì 24 giugno 2010 - Valeria Filippi

Film in Tv: giovedì 24 giugno La serata propone le risate firmate Farrelly: Amore a prima svista (Canale 5, 23.30) è la commedia del 2001 scritta, diretta e prodotta dai fratelli Peter e Bobby; tra i maggiori successi dell'affiatata coppia si ricordano Scemo & + scemo, Tutti pazzi per Mary e Io, me & Irene. Il sentimento sboccerà inaspettato tra una Gwyneth Paltrow in versione obesa e un superficiale Jack Black; quest'ultimo si farà convincere da un guru che anche una donna esteticamente non perfetta può essere meravigliosa e i 120 chili di Rosemary non gli impediranno di innamorarsi di lei.

   

FOCUS | In Gran Torino il regista-attore rivede idee e sentimenti.

Un americano "americano"

lunedì 23 marzo 2009 - Pino Farinotti

Clint Eastwood, un americano Nel suo film Gran Torino Clint Eastwood si chiama Kowalski. Eastwood è un regista assolutamente rigoroso, quasi pedante, non lascia nulla al caso, dunque la scelta di quel nome ha una ragione, e un'ispirazione. Stanley Kowalski, è notorio, è il protagonista di Un tram che si chiama desiderio, il dramma di Tennessee Williams. Stanley venne subito identificato, nella pièce e nel film, con Marlon Brando. Trattasi di uomo rozzo e violento, tutto istinto e niente cultura, sposato con Stella, che ospita a casa sua la cognata Blanche, donna del sud, romantica e sognatrice, anche se nasconde traumi e vizi pesanti.

TELEVISIONE | Oltre ad un doveroso richiamo al cinema di Antonioni, il piccolo schermo regala ottimi film di recente produzione.

L'estate fa il suo giro

giovedì 24 luglio 2008 - Edoardo Becattini

Film in tv: L'estate fa il suo giro Con l'incombere di agosto e sempre meno sale rimaste aperte, la televisione ci aiuta a mantenere viva la nostra passione per il cinema. E la fa cominciando con una domenica molto interessante, ricca di belle pellicole, più o meno recenti. Nel mentre qualche piccola sala d'essai sparsa per l'Italia prosegue ancora a proiettarlo a più di un anno dall'uscita per glorificarne il piccolo "miracolo italiano", Il vento fa il suo giro (Sky Mania, 23.00), dell'esordiente Giorgio Diritti, arriva sui canali satellitari e permette di ampliare ulteriormente il pubblico di questa grande sorpresa del nostro cinema realmente indipendente.

INCONTRI | Esce 12, un courtroom drama che illustra la storia di un paese stretto tra l'eredità sovietica e il degrado delle istituzioni.

Remake d'autore e di genere

giovedì 26 giugno 2008 - Marzia Gandolfi

12: remake d'autore e di genere Remake della Parola ai giurati di Sidney Lumet, 12 è un film votato al confronto diretto con la tradizione, aggiornata alla crudeltà del mondo contemporaneo. Replicando la struttura narrativa dell'originale americano, Nikita Mikhalkov chiude dodici giurati in una palestra per deliberare sul destino di un giovane accusato di parricido. Soltanto che questa volta l'imputato è ceceno e avrebbe presumibilmente ucciso il padre adottivo, ufficiale dell'esercito russo. Mikhalkov riprende, approfondisce ma soprattutto rifà (e rifare non significa fare nuovamente lo stesso) il testo teatrale di Reginald Rose in un contesto dove mutano gli elementi propriamente estetici della messa in scena.

APPROFONDIMENTI | Onora il padre e la madre ci ricorda la differenza tra bene e male.

Eroe di giustizia

lunedì 7 aprile 2008 - Pino Farinotti

Lumet, eroe di giustizia Onora il padre e la madre è, a parer mio, il miglior film in circolazione. Non il più "visibile", non ci sono le implicazioni e le suggestioni che possono appartenere a titoli come Il cacciatore di aquiloni e Juno, tuttavia rappresenta un promemoria molto importante. È un film dove si fa giustizia. Un padre, impersonato da Albert Finney, uccide, soffocandolo con un cuscino in sala rianimazione, il figlio assassino, cui dà corpo e volto Philip Seymour Hoffman. È un richiamo estremo, in un momento in cui la giustizia viene distorta o addirittura nascosta, in nome di nuovi codici e nuove etiche.

APPROFONDIMENTI | Sidney Lumet torna a parlare del germe del male in un film spietato sulle relazioni familiari.

Tragedia (greca) in più atti

martedì 11 marzo 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi

Onora il padre e la madre, tragedia (greca) in più atti Mezzo secolo fa Sidney Lumet debuttava sul grande schermo dirigendo dodici uomini arrabbiati ne La parola ai giurati. Nonostante fosse il suo primo film, tracciava già le coordinate che avrebbero segnato il suo cinema: la città di New York come teatro d'azione, l'ambientazione "claustrofobica" rappresentata dagli spazi chiusi, la ricerca del germe del male. A distanza di cinquantuno anni da quella prima prova registica, alla quale hanno fatto seguito più di quaranta film, il regista di Serpico e Quel pomeriggio di un giorno da cani torna a sedersi dietro la macchina da presa per inoltrarsi ancora una volta nei meandri della psiche umana con Onora il padre e la madre.

MAKING OF | Per creare paura 1408 usa Stephen King, John Cusack e una stanza.

Paura senza effetti speciali

giovedì 22 novembre 2007 - Gabriele Niola

1408, paura senza effetti speciali L'adattamento di un romanzo è una pratica solitamente restringente e in un certo senso riduttiva. Solo i migliori adattatori riescono a prendere l'essenza di un libro, il suo cuore, e allargarla con altre tematiche personali invece che restringerla (cosa che spesso fa rima con svilirla) per farla entrare in un paio d'ore di proiezione. Stephen King probabilmente è in assoluto lo scrittore che, assieme a Michael Crichton, può vantare il maggior numero di riduzioni per lo schermo dei suoi romanzi, sia che si tratti di cinema che di tv-movie, che di miniserie.

NEWS | Il concorso chiude con gli ultimi due titoli: 12 di Mikhalkov e Heya Fawda – Chaos di Chahine.

Ecco la sua via del petrolio

venerdì 7 settembre 2007 - Piervittorio Vitori

In attesa del Leone del 75° a Bertolucci, ecco la sua Via del petrolio Mi aspetto che lo spettatore sia intelligente", "Spero che il film sia visto con occhi intelligenti": consiste in un reiterato appello all'intelligenza del pubblico la difesa di Vincenzo Marra, il cui L'ora di punta, ultimo titolo italiano in concorso, è stato fischiato alla proiezione per la stampa. Criticato in conferenza stampa per una sceneggiatura apparsa lacunosa, il regista ha spiegato di aver lavorato di sottrazione per portare lo spettatore alla riflessione. Peccato che quando gli si chiede se è pronto a mettersi in discussione risponda che gli sembrerebbe, se lo facesse, di fare torto a sé, al film, addirittura al festival… A proposito di polemiche, ieri si è visto anche, fuori concorso, Disengagement di Amos Gitai che, proponendo la sua visione dello smantellamento degli insediamenti israeliani nella striscia di Gaza, aveva rivendicato la maggiore credibilità della fiction cinematografica rispetto all'informazione televisiva: il film ha diviso la critica, mentre pare ormai sopita la polemica tra il cineasta e l'Istituto Luce, "reo" di essersi ritirato dal finanziamento del progetto.

INCONTRI | Mikhalkov tra Lumet e Doestojevski: "Facile amare l'umanità, ma dobbiamo imparare a considerare ogni singola persona".

Un film necessario per la russia odierna

venerdì 7 settembre 2007 - Pierpaolo Simone

12: un film necessario per la Russia odierna Completo rigorosamente bianco e compostezza da uomo d’altri tempi, così il maestro russo Nikita Michalkov – apprezzato in tutto il mondo e autore di pellicole come Oci Ciornie e Pianola meccanica – si presenta al Lido per parlare del suo nuovo film 12, ispirato alla pellicola che nel 1957 diede i natali alla regia di Sidney Lumet con La parola ai giurati. Dopo aver lavorato con Marcello Mastroianni e Silvana Mangano e aver curato la regia di Partitura incompiuta per pianola meccanica negli anni ’80 al teatro Argentina di Roma (col quale ricevette gli omaggi di un Federico Fellini stupito che attori italiani riuscissero a recitare così bene Checov), Mikhalkov torna in Italia per raccontare il suo film, mentre è tuttora impegnato nella lavorazione del sequel di uno dei suoi film più politici: Il sole ingannatore.

NEWS | E aspettando i veterani Mikhalkov e Chahine, ecco il decano de Oliveira sulla rotta di Colombo.

In concorso gli intrighi borghesi di greenaway e marra

giovedì 6 settembre 2007 - Piervittorio Vitori

In concorso gli intrighi borghesi di Greenaway e Marra L'evento della giornata di ieri è stato senza dubbio l'assegnazione del Leone d'Oro alla carriera a Tim Burton, che con i suoi 49 anni è il più giovane cineasta a essere insignito del prestigioso riconoscimento all'opera complessiva. A premiarlo, il suo attore-feticcio Johnny Depp, abituato a interpretare o a prestare la voce - nel caso di The Nightmare Before Christmas o La sposa cadavere, i film di animazione che hanno coinciso con le due precedenti apparizioni di Burton al Lido – agli umanissimi mostri amati dal regista.

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