L'amore bugiardo - Gone Girl

Film 2014 | Drammatico, Thriller, V.M. 14 145 min.

Regia di David Fincher. Un film Da vedere 2014 con Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Kim Dickens. Cast completo Titolo originale: Gone Girl. Genere Drammatico, Thriller, - USA, 2014, durata 145 minuti. Uscita cinema giovedì 18 dicembre 2014 distribuito da 20th Century Fox Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,56 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 19 dicembre 2014

David Fincher porta nelle sale il bestseller di Gillian Flynn. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 5 candidature a Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 5 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards, In Italia al Box Office L'amore bugiardo - Gone Girl ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 7,6 milioni di euro e 905 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,56/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,19
CONSIGLIATO SÌ
Una commedia esistenzialista e bicefala che alterna i punti di vista e rivela il grado zero di una coppia e di un matrimonio dominato dalla paura, il sospetto, il tradimento, il rimorso, la rivalsa.
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 20 ottobre 2014
Recensione di Marzia Gandolfi
lunedì 20 ottobre 2014

Amy e Nick sono sposati da cinque anni. Belli, colti e ammirati, hanno lasciato New York per la provincia, dove la loro relazione languisce e l'ostilità cresce. Dietro di loro la crisi economica che ha messo in ginocchio l'America e interrotto le loro carriere, davanti a loro nuvole nere che minacciano tempesta e guai, grossi guai. Licenziati dalle rispettive redazioni e dalle rispettive ambizioni, Amy e Nick provano a ricostruirsi una vita nel Missouri. Casalinga annoiata e paranoica lei, proprietario di un bar che chiama The Bar lui, la coppia scoppia il giorno del loro quinto anniversario. Amy scompare senza lasciare tracce, se non il suo sangue versato e ripulito in cucina, un tavolo rovesciato in salotto, un diario che non tarderà a essere ritrovato e un marito apatico che fatica a realizzare la sua condizione. Perché i vicini, i media, la polizia e tutti quelli che lo stanno a guardare sono davvero convinti che sia stato lui ad uccidere Amy.
A un primo sguardo Gone Girl sembra una corsa contro l'evidenza. Una corsa per scoprire le ragioni della sparizione di Amy e per dimostrare la colpevolezza di Nick. Perché lui ha tutta 'l'aria' del colpevole. Almeno per la polizia, che cerca indizi e accumula prove, per l'anchorwoman più famosa d'America, che sottopone a un'analisi impietosa la sua vita, per i vicini, che giurano al solito di aver visto e sentito, sicuramente per Amy, che gli ha dichiarato guerra prima di scomparire, formalmente per David Fincher, che orchestra nel tempo di un'ora un thriller meticoloso, un gioco di piste, di cinismo, di follia, di fragore mediatico, di illusione romantica. Ma poi, nell'ora e mezza restante, l'autore ridistribuisce le carte e avvia un nuovo film, una commedia esistenzialista e bicefala che alterna i punti di vista e rivela, dietro la messinscena para-hitchcockiana, il grado zero di una coppia e di un matrimonio dominato dalla paura, il sospetto, il tradimento, il rimorso, la rivalsa. Come la protagonista di Kim Novak anche Amy vive due volte. La bionda (e ideale) spirale dei suoi capelli nel prologo diventa segno del film e tono del film. Accarezzata dallo sguardo di Nick, la testa di Amy dissimula cose che lui vorrebbe talmente conoscere che si decide ad aprire la 'scatola'. L'ultima volta che un protagonista di Fincher ha guardato sul fondo della scatola è stato in Seven, un noir cupo di cui Gone Girl replica il gusto per la messa in scena, la scelta cromatica e l'iniziazione alla verità attraverso la creazione di un mondo parallelo. Un delirante disegno che pone il protagonista di fronte alla necessità di compiere una scelta precisa e irreversibile, una scelta traumatica che gli (ri)apre gli occhi. Per Fincher la strada verso la realtà sperimenta sempre la violenza ed è segnata dal sangue, dalle ferite, dai lividi, quando non dalla morte. Amy e Nick sono come ogni altro personaggio di Fincher figli del loro tempo. A ribadirlo è il regista di The Social Network, una tragedia geek che insieme a Gone Girl dice di noi e della nostra esistenza passata a costruire un'immagine pubblica conveniente. Nella rete (sociale), nella vita reale, nel matrimonio. Amy e Nick fingono superbamente di non vedere che il loro piacere narcisistico è compreso nello sguardo degli altri, nello sguardo di chi li osserva, figuranti frustrati dalla loro felicità senza nubi. Ma alla maniera dei film di Fincher, Gone Girl interrompe la narcosi interiore dei suoi protagonisti, facendo saltare lo schema logico e le previsioni facili, diventando gioco interattivo, dove il presunto assassino diventa vittima e la vittima si fa carnefice, dove c'è solo il male, di vivere e di guardare. Gli spazi dell'innocenza, in quel luogo mentale che è la città per Fincher, sono ristretti e affondano senza remissione chi pensava di (ri)costruire. L'ambiente domestico e il quartiere residenziale immacolato, facciata edificata sopra le rovine di un centro commerciale e della crisi economica, correlano le manie dei protagonisti, interpretano la loro psicologia, illustrano la morbosa estetica della malattia, del decadimento, dell'illusione a cui non sfugge nemmeno il matrimonio con la sua pretesa di durare per sempre. Come desidera diabolicamente Amy, che prosegue il discorso di Fincher sull'emancipazione (e libertà) femminile dopo l'amica di Mark Zuckerberg, che rifiuta la sua 'amicizia' (The Social Network) e l'eroina di Stieg Larsson, che si vendica del suo aguzzino e diventa elemento destabilizzante del liberalismo patriarcale (Millennium). Con Amy, corpo rigido e insensibile, la donna si fa mistero angosciante, pronta a ottenere il suo potere a ogni costo e con ogni mezzo, compreso quello di invischiare la preda in una tela di ragno camuffata da felicità coniugale. Assenza mai così presente e rivelazione bionda dentro un valzer di mostri di cui segna il passo, Rosamund Pike è la perfetta antagonista di Ben Affleck, abbagliante e (im)perturbabile, che trova l'epifania in un sorriso e l'attore dentro il riscatto di un personaggio assimilabile al suo. Trasposizione del bel romanzo di Gillian Flynn, che sceneggia il film, Gone Girl è testimone e giudice di quello che siamo veramente, al di là di tutte le apparenze e della capacità di costruire e abitare un teatro della mente. Teatro in cui si mettono in scena Amy e Nick, fatti davvero l'uno per l'altra, sovrani effimeri e officianti radiosi di una cerimonia barbara, dove i 'fedeli' scattano selfie e contemplano soddisfatti la propria immagine sul telefonino. Dopo aver compreso che in fondo anche per gli altri la felicità è una bufala.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 21 dicembre 2014
Writer58

"Gone Girl" mi ha lasciato un  vago senso di irritazione. Lo scrivo non perché i miei stati d'animo possano interessare gli eventuali lettori, ma come punto di partenza delle mie impressioni. Le architravi del film sono: 1. L'analisi spietata del potere dei mass media che costruiscono/demoliscono personaggi, che fabbricano santini o mostri sulla base di elementi labili, [...] Vai alla recensione »

Frasi
Quando penso a mia moglie, penso sempre alla sua testa.
Immagino di aprirle quel cranio perfetto e srotolarle il cervello in cerca di risposte alle domande principali di ogni matrimonio.
'A cosa pensi?'
'Come ti senti'
'Che cosa ci siamo fatti?'
Una frase di Nick Dunne (Ben Affleck)
dal film L'amore bugiardo - Gone Girl - a cura di Ness
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Ci sono film così abili e così sgradevoli da suscitare reazioni troppo epidermiche per non diffidarne. Altri arrivano preceduti da una tale fama che le aspettative salgono alle stelle mentre sotto sotto ci si scopre diffidenti: sarà vera gloria? L'amore bugiardo-Gone Girl appartiene a entrambe le categorie, ma portando la firma di un grande talento come David Fincher bisogna interrogare a fondo le [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
martedì 15 aprile 2014
 

Basato sul bestseller mondiale di Gillian Flynn, L'amore bugiardo - Gone Girl è il nuovo thriller diretto da David Fincher. In occasione del suo quinto anniversario di matrimonio, Nick Dunne (Ben Affleck) si rende conto che la sua bella moglie Amy (Rosamund [...]

winner
miglior scenegg.ra non origin.
Critics Choice Award
2015
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