| Anno | 2011 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna, Canada, Svezia |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | James Watkins |
| Attori | Daniel Radcliffe, Ciarán Hinds, Janet McTeer, Liz White, Shaun Dooley, Roger Allam Sophie Stuckey, David Burke. |
| Uscita | venerdì 2 marzo 2012 |
| Distribuzione | Videa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,91 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 26 marzo 2012
Daniel Radcliffe, per la prima volta, in una parte da adulto. In Italia al Box Office The Woman in Black ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 819 mila euro e 373 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Dalla Londra in cui vive con il figlioletto di tre anni e una governante, l'avvocato Arthur Kipps si reca per conto del suo studio legale in uno sperduto villaggio della brughiera inglese al fine di sbrigare alcune questioni legate a Eal Marsh House. Che la tetra e isolata magione spaventi a morte gli abitanti del luogo appare subito chiaro dalla diffidenza dimostratagli così come da una diffusa ritrosia a parlare di una spaventosa leggenda temuta da tutti. A sue spese, Kipps decide di andare a fondo in un groviglio di paura e dolore in cui le apparizioni di una donna in nero sembrano strettamente connesse alla morte improvvisa di alcuni bambini.
Occasione sulla carta ghiottissima, considerato il redivivo marchio della gloriosa Hammer Film Productions e quel sottogenere gotico di cui persegue suggestioni visive e ossessioni tematiche, The Woman in Black entra nel troppo lungo novero delle opportunità sprecate a causa di una messa in scena inespressiva quando non francamente scialba. Ispirata all'omonimo romanzo di Susan Hill, già portato con successo sul piccolo schermo per la regia di Herbert Wise (1989) e adattato anche per la radio e per il teatro, questa storia di fantasmi, colpe e vendette può contare ancora una volta su una cornice visivamente attraente cui la materia narrativa non riesce però ad aderire. A mancare, difatti, è una dimensione cinematografica specifica in cui la prevedibilità della ghost story possa essere cancellata da una folgorazione, da una deviazione inaspettata, da una reale caduta nell'orrore.
Più che ritmo c'è stanca giustapposizione di sequenze, più che ad una reale progressione drammatica assistiamo ad un accumulo di informazioni, come se la regia di David Watkins - la cui opera prima Eden Lake faceva meglio sperare - si limitasse ad illustrare il copione di Jane Goldman senza provare ad interpretarlo, accrescendo inoltre la sproporzione tra il basico racconto e la pregnanza figurativa.
Probabilmente un protagonista più carismatico, come non pensare a Johnny Depp in un simile sfondo, sarebbe riuscito a dare maggiore solidità, sebbene non si tratti solo di credibilità dell'interpretazione quanto di una più profonda e indefinibile affidabilità fisica. Pochi altri interpreti sono tenuti in ostaggio dalla propria immagine come il volenteroso Daniel Radcliffe: anche sotto la barba fatta crescere ad hoc su un personaggio di padre tormentato dalla morte della moglie fa capolino, infatti, il volto del maghetto Harry Potter, uno di quei ruoli così forti da riuscire a costituire il "complesso di colpa" di un'intera carriera.
Non ho mai avuto così paura. L'ansia, la tensione che ho provato in novanta minuti di film mi è difficile descriverla a parole. Dico solo che è uno degli horror migliori che abbia mai visto. Questo prodotto si distacca dall'ormai abusato genere che ha visto soprattutto in questi ultimi tempi, un calo di qualità decisamente preoccupante.
Pubblicata nel 1982, la storia di fantasmi di Susan Hill The woman in black è stata adattata per la radio e per la tv, e una sua versione teatrale è andata in scena per più di vent’anni nel West End. Come Giro di vite di Henry James, è uno di quei classici da leggere davanti al camino nelle notti d’inverno. Nella versione cinematografica (realizzata nei resuscitati Hammer studios) il giovane eroe edwardiano [...] Vai alla recensione »