| Titolo originale | Johnny English Reborn |
| Anno | 2011 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Oliver Parker |
| Attori | Rowan Atkinson, Richard Schiff, Tim McInnerny, Burn Gorman, Ben Miller, Mark Ivanir Togo Igawa, Christina Chong, Ian Shaw, Joséphine de La Baume, Daniel Kaluuya, Mandi Sidhu, Chris Mansfield, Seelan Gunaseelan, Rosamund Pike, Dominic West, Gillian Anderson. |
| Uscita | venerdì 28 ottobre 2011 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,50 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 8 gennaio 2013
Johnny English, sperduto nella remota Asia, viene richiamato per una missione che soltanto lui può portare a termine: sventare un attentanto al premier cinese. In Italia al Box Office Johnny English - La Rinascita ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 2,6 milioni di euro e 954 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Autoesiliatosi in un monastero shaolin in seguito al fallimento di un'importante missione di sicurezza internazionale Johnny English è richiamato d'urgenza dall'MI5 perchè, malgrado la nomea che si è fatto e l'antipatia dei suoi colleghi, è l'unico in grado di sventare l'attentato previsto contro il primo ministro cinese.
Il primo film di Johnny English arrivava a cercare un rilancio da protagonista per la carriera di Atkinson, prima impantanato nel gigantesco successo del suo mr. Bean e successivamente impiegato da Hollywood in ruoli da comprimario e caratterista.
A quasi 8 anni di distanza (e con un lungometraggio dedicato a mr. Bean in mezzo) arriva un altro film sulla spia inglese, più centrato sulla trama, meno dedicato alle gag (sebbene comico) e disperatamente in cerca di una "modernità".
Johnny English - La rinascita vuole infatti inserirsi in un filone di parodie che non sono tali, che si differenziano dagli spoof classici (quelli di Mel Brooks) perchè rinnegano la componente più demenziale e metacinematografica per concentrarsi sul film e realizzare un ibrido, fatto di fedeltà al genere e comicità. Parodie per un'era in cui tutto si mescola.
La sola volontà non basta però, Johnny English - La rinascita tentando di essere entrambe le cose (un film serio di spionaggio e una commedia) non riesce ad essere nessuna delle due. Con una trama prevedibile in ogni svolta, raccontata senza nessun guizzo e un umorismo spesso azzeccato ma di certo classico in ogni componente, qualsiasi velleità di modernità si infrange contro una messa in scena che non risparmia in prevedibilità.
I modelli di Atkinson rimangono sempre i migliori (l'inadeguatezza unita all'arroganza del Clouseau di Sellers) e la sua abilità nella comicità slapstick senza parole è immutata, a cambiare sono le ambizioni intorno a lui, la portata dell'opera che vuole realizzare e l'idea di essere, oltre che comico, anche cineasta (è lui il primo a ricordare come segua qualsiasi passo dei suoi film pur non essendone regista, dalla scrittura fino alla sala di montaggio). Come i grandi comici del passato Atkinson ha una maschera unica che interpreta con maestria, forse per questo si adatta male ad un tempo in cui si chiede a tutti di saper fare tutto per essere dei grandi.
Dopo il primo divertentissimo capitolo,l'imbranato Johnny English ritorna e stavolta tenta di sventare un complotto contro il premier cinese.La pellicola,come il suo predecessore,racconta una spy story in maniera parecchio umoristica con continue gag.Peccato che la storia risulta assai prevedibile e banale poichè i colpi di scena sono pochi e banali ma niente di grave perchè il tutto [...] Vai alla recensione »