Le voyage en Arménie

Un film di Robert Guédiguian. Con Ariane Ascaride, Gérard Meylan, Chorik Grigorian, Roman Avinian, Simon Abkarian Drammatico, durata 125 min. - Francia 2005. MYMONETRO Le voyage en Arménie * * * 1/2 - valutazione media: 3,60 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,60/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * * -
 critica * * * - -
 pubblicon.d.
Ariane Ascaride
Ariane Ascaride (65 anni) 10 Ottobre 1954 Interpreta Anna
Gérard Meylan
Gérard Meylan   Interpreta Yervanth
Chorik Grigorian
Chorik Grigorian   Interpreta Schakè
Roman Avinian
Roman Avinian   Interpreta Manouk
Simon Abkarian
Simon Abkarian (58 anni) 5 Marzo 1962 Interpreta Sarkis
Storia di amore tra padre e figlia e di crescita, in un viaggio in Armenia.
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primo piano
Scoprire la forza del dubbio
Marzia Gandolfi     * * * * -

Anna è un cardiochirurgo di successo con una figlia adolescente, un marito premuroso e un padre orgoglioso, Barsam, a cui diagnostica una patologia. Barsam rifiuta di operarsi, vuole che il suo cuore smetta di battere in Armenia, la sua terra natale a cui fa ritorno lasciando per sempre la Francia. Anna, preoccupata per le sue precarie condizioni di salute, si imbarca sul primo aereo diretto a Erevan. È l'inizio di un lungo viaggio dentro la storia del popolo armeno, dentro una storia privata, dentro se stessa.
Il cinema di Robert Guédiguian lascia i quartieri operai di Marsiglia per omaggiare le sue origini armene. Figlio, per metà, di un operaio armeno, il regista intraprende attraverso la sua attrice feticcio, Ariane Ascaride, un lungo viaggio in quella terra all'incrocio tra oriente e occidente, annessa all'URSS come Repubblica Socialista Sovietica e oggi Repubblica presidenziale ispirata ai modelli occidentali.
Affidandosi allo stesso gruppo di attori Guédiguian riconferma il suo sguardo politico e popolare, senza mai rinunciare all'umorismo e alla levità. È evidente l'intento pedagogico del viaggio, l'efficacia didattica del personaggio di Yervanth, che "educa" la protagonista e ne risveglia il senso di appartenenza. Anna è attraversata da personaggi e forme d'arte popolari, le danze folcloristiche, la musica e le canzoni, che con la loro pratica reiterano e attuano, la tradizione. Il suo cinema, come la gente armena, accoglie e ospita lo spettatore conducendolo nel cuore cristiano del Caucaso (l'Armenia fu il primo stato a convertirsi al cristianesimo precedendo di decenni l'impero romano), nella sua terra spaccata dai terremoti e crepata da diaspore e genocidi, sulle sue montagne vertiginose e pietrose, nei suoi monasteri arroccati e consacrati ai santi o ai martiri. In questo paese privo di turisti, dove convivono le macerie fisiche e morali della rottura con l'Unione Sovietica e la ripresa di una vita modellata sui malcostumi occidentali, una figlia cerca un padre e un'identità nazionale che la definisca. Su tutto governa il monte Ararat, che guarda all'Armenia ma è possesso turco e metafora geografica e politica della negazione del genocidio armeno e dell'ingresso della Turchia nella comunità europea. Manouk, il vecchio autista che guida Anna per le strade e i mercati speziati di Erevan, confida nell'animo gentile degli uomini e sa che i turchi, un giorno non troppo lontano, "riconosceranno" agli armeni il diritto alla memoria. Quel giorno Manouk potrà salire sull'Ararat e fumare in silenzio al fresco della sua ombra.

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Premi e nomination Le voyage en Arménie

premi
nomination
Roma Film Festival
1
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«Vi racconto l'Armenia»

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Non è al suo massimo, qui, Robert Guediguian, il regista dell'amarezza postindustriale, della coscienza operaia ferita, dell'orgoglio militante battuto e disperso, dei film Marius e Jeannette e La ville est tranquille. Però per la prima volta dopo parecchi film in Levoyage en Armonie questo cinquantatreenne marsigliese scava nelle sue origini armene. E il fatto ha un forte sapore di attualità poiché nel giorno inaugurale della nuova "Festa" questo film fa eco a due fatti importanti. Uno è l'approvazione al parlamento francese, cioè del paese che assieme al Nordamerica ospita la comunità più vasta della diaspora armena, della legge che punisce come un reato la negazione dei genocidio perpetrato nel 1915 dalla Turchia ottomana ai danni del popolo caucasico. »

di Maurizio Cabona Il Giornale

L'altroieri il Parlamento francese ha deciso che d'ora in poi sia reato negare il genocidio degli armeni da parte dei turchi, togliendo l'esclusiva in materia agli ebrei. E ieri, con involontario tempismo, la prima Festa di Roma ha presentato, come primo film in concorso, Armenia di Robert Guédiguian, uno dei film rimasti fuori dall'ultimo Festival di Cannes. Non è un film di stragi, ma è un film che, senza di esse, non ci sarebbe stato. Marsigliese di nascita, noto come il nuovo Pagnol per aver ripetutamente raccontato la città provenzale, Guédiguian spiazza lo spettatore che ignori le sue radici più profonde. »

Guédiguian, minigonne all'ombra dell'Ararat

di Massimo Benvegnù Il Riformista

Era l'altro ieri al parlamento francese, il regista di origine armena Robert Guédiguian, ovviamente entusiasta della nuova legge appena promulgata sulla condanna alla negazione del genocidio del suo popolo. E ieri è arrivato a Roma, dove il suo Le Voyage en Arménie è stato presentato in concorso alla Festa del Cinema, che dimostra al suo primo giorno una certa capacità di essere «sulla notizia», anche se il film di Guédiguian non tratta strettamente del genocidio armeno, ma è piuttosto un discorso più ampio sulle difficoltà di trovare la propria identità in un mondo sempre più globalizzato. »

Guédiguian. In Armenia fu genocidio

di Gabriella Gallozzi L'Unità

Sono assolutamente d'accordo sulla condanna delle dichiarazioni negazioniste del genocidio armeno. E quindi anche con la nuova legge francese. Del resto già ne esiste una che vieta la negazione dell'Olocausto ebraico. Sono normative che si basano su fatti incontestabili della realtà. Non a caso proprio ieri è stato dato il premio Nobel allo scrittore che ha parlato dell'genocidio armeno». Con Robert Guédiguian e il suo Viaggio in Armenia, secondo film in concorso della prima giornata di Festa, sono arrivati, come da sempre accade col suo cinema, i temi forti, politici, impegnati. »

Le voyage en Arménie | Indice

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